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  • “Ocean” è il nuovo singolo di Akola

    Da venerdì 26 giugno 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “OCEAN” il nuovo singolo di AKOLA per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Ocean” è un concentrato di energia e malinconia, un brano pop house che trasforma il conflitto interiore in un ritmo da dancefloor. La traccia si muove su una continua dualità: da un lato un beat magnetico e solare che invita al movimento, dall’altro un testo profondo che esplora l’abisso dei sentimenti contrastanti.

    Il DJ e produttore italiano utilizza sonorità fresche e synth avvolgenti per descrivere quella sensazione di sospensione tipica di chi vive un amore incerto. La canzone parla del desiderio di evasione e della necessità di confrontarsi con le proprie tempeste emotive, trovando nella musica un punto di equilibrio. Il risultato è una traccia coinvolgente e liberatoria, capace di unire l’energia della house ad una dimensione emotiva più profonda. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: «“Ocean” si inserisce nel mio progetto come un capitolo fondamentale che definisce una evoluzione sonora e tematica.  All’interno del mio percorso artistico, il brano è un ponte tra la club culture e il pop introspettivo, consolidando alcuni elementi chiave come Evoluzione del Sound, “Ocean” rappresenta la maturazione di questo stile, dove la pop house non è solo ritmo, ma uno strumento per veicolare messaggi emotivi complessi e Dualità Artistica, in questo contesto “Ocean” incarna perfettamente la mia visione dove l’energia del beat rappresenta la spinta vitale mentre il testo, sui sentimenti combattuti, esplora il lato più d’ombra e incerto dell’essere umano. In sintesi, “Ocean” non è solo un singolo isolato, ma il mio desiderio di umanizzare la musica elettronica, trasformando un pezzo house in un racconto di vita vissuta». 

    AKOLA | BIOGRAFIA

    Akola è un DJ e produttore italiano attivo nella scena della musica elettronica, noto per la sua capacità di fondere ritmi energici e sonorità introspettive. La sua figura si distingue per un approccio che unisce l’esperienza tecnica del clubbing a una ricerca melodica più vicina al pop moderno. La sua carriera affonda le radici nella passione per la house e la techno, generi che ha esplorato e rielaborato per oltre un decennio. Il suo sound è caratterizzato da un mix di beat pulsanti, linee di basso profonde e melodie ipnotiche che creano un’esperienza d’ascolto dinamica e coinvolgente. Negli ultimi anni, il suo progetto ha virato con decisione verso la pop house e l’afro-house. Questa evoluzione gli ha permesso di mantenere la sua identità da producer elettronico pur aprendosi a narrazioni più testuali ed emotive, come dimostrato dal brano “Ocean”.

    Come DJ, è apprezzato per set eclettici che spaziano dai classici della house alle declinazioni più moderne della techno, mantenendo sempre un tocco personale che rende ogni sua produzione e performance unica.

    Il progetto artistico di Akola vanta una solida base di esperienza, con produzioni nel panorama dell’EDM e della musica elettronica. Recentemente, il suo percorso ha visto un’evoluzione significativa verso sonorità differenti, mantenendo però quel tocco distintivo che fonde ritmi pulsanti e melodie ipnotiche. Per la costruzione delle atmosfere e l’uso dei synth, artisti come Solomun e Black Coffee sono punti di riferimento essenziali. Da loro Akola mutua la capacità di creare groove ipnotici e profondi, tipici dell’afro-house e della melodic techno, che sanno essere eleganti ma potenti. Per la struttura dei brani e la cura delle linee vocali (come in “Ocean”), le reference guardano a pesi massimi come ANOTR, Disclosure, RÜFÜS DU SOL. Questi artisti sono i maestri nel rendere la musica dance “ascoltabile” anche fuori dal club, trasformando un beat house in una vera e propria canzone pop. Spesso utilizza la chitarra per trovare il mood iniziale di un pezzo o per aggiungere quel calore organico ma, con gli anni, ha imparato a considerare un sintetizzatore o software di design musicale un vero e proprio strumento da “suonare” in tempo reale, manipolando filtri e oscillatori per dare espressività e dinamica ai suoni. Parlando di musica, “Time” è uno dei brani più iconici del suo repertorio. “Fragment Reality” rappresenta l’anima più sperimentale e ipnotica della sua produzione. Il progetto di Akola è il risultato di un equilibrio tra una forte visione indipendente e la collaborazione con professionisti mirati, perché per far arrivare un brano come “Ocean” al grande pubblico non basta solo la musica. Sebbene Akola sia il produttore principale e curi la stesura e l’arrangiamento dei brani nel suo studio, si avvale spesso di ingegneri del suono esterni per le fasi cruciali di mix e mastering, oltre alle inevitabili collaborazioni con cantanti di livello internazionale per la definizione delle parti vocali.

    Il target di Akola è trasversale, ma molto ben definito dallo stile pop house ed elettronico che propone.

    Non c’è una distinzione di sesso rilevante, poiché la sua musica punta a un’esperienza sensoriale universale, ma il pubblico si concentra in una fascia demografica specifica, il “core” del target è la generazione che vive i club, frequenta i festival di musica elettronica e consuma musica in streaming durante i momenti quotidiani (viaggi, sport, relax). Con la sua musica punta a raccontare il contrasto, quella zona d’ombra e di luce dove i sentimenti non sono mai bianchi o neri. Il progetto Akola nasce per dare una forma sonora alle emozioni che spesso non riusciamo a spiegare a parole. Sicuramente un traguardo per il futuro sarebbe una chiara “Riconoscibilità Sonora”, sentendo un drop, una determinata texture di synth o un design vocale, l’ascoltatore riconosca subito il “tocco Akola”, unendo la qualità tecnica del clubbing alla struttura emotiva del pop.

    “Ocean” è il nuovo singolo di AKOLA disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 26 giugno 2026. 

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  • “NETTUNO”: DoppioZero mette in musica la corsa quotidiana di chi nasce senza privilegi

    C’è un dio che non abita più l’Olimpo, non governa gli oceani e non brandisce il tridente sopra le tempeste. Oggi Nettuno può avere il volto stanco di chi attraversa la città con i conti in sospeso, la testa piena, il corpo allenato a resistere e una pelle simbolica, dura, quasi animale, sviluppata per non farsi travolgere. Perché nelle periferie e nelle metropoli di oggi, non servono eroi: serve una corazza.

    Su questa intuizione si innesta “NETTUNO”, il nuovo singolo di DoppioZero prodotto da Skandu e completato presso il DeRuaStudios di Torino.

    Una traccia rap cupa, attraversata da una scrittura che parte dalla strada, passa per il mito e arriva al cuore di una questione molto più ampia, quella di chi cresce dentro una società che chiede di correre senza offrire reali condizioni di stabilità.

    In “NETTUNO”, il mito classico viene spogliato della sua distanza monumentale e riportato nella vita concreta. Il protagonista del brano non è una divinità, ma un uomo comune, nato nei ceti medio-bassi, costretto a schermare le proprie emozioni per attraversare precarietà economica, disagio, violenza, rabbia e tentazioni criminali. La “pelle a squame” diventa così una figura durissima; il segno di chi, per sopravvivere, impara a farsi scivolare addosso il male senza perdere del tutto la propria umana sensibilità.

    Il brano, che percorre una cartografia mentale e sociale ben precisa, poggia su una contrapposizione politica priva di edulcorazioni: da un lato gli ultimi, descritti con la precisione di chi corre come un «cavallo bendato» pur di rimanere vivo; dall’altro i «nuovi mostri in giacca e cravatta», architetti di guerre distanti solo in apparenza e diseguaglianze, responsabili di una forbice sociale che riduce la classe media a «pelle e ossa». In questo simbolismo la crisi non resta un dato astratto, ma diventa fame, morsa, paura di scivolare più in basso, sensazione costante di non potersi fermare.

    La capacità lirica di DoppioZero regala al pezzo una perfetta alternanza tra la ferocia street delle strofe e un ritornello in cui la frase «troverò pace in un campo di fiori» apre uno squarcio inatteso in un immaginario dominato da fango, corsa e sopravvivenza.

    «Dentro “NETTUNO” ci sono l’impegno, la passione e la costanza che metto nel mio lavoro e in quello del mio team – dichiara l’artista -. Il brano parla del divario sempre più evidente tra classi sociali, delle tensioni politiche e sociali che attraversiamo ogni giorno, delle ingiustizie e di quella sensazione continua di corsa e sopravvivenza che accompagna la vita di tante persone.»

    “NETTUNO” nasce in una mattinata di inizio anno a casa di Skandu, con l’intenzione di costruire un suono crudo e cupo, ma al tempo stesso energico, essenziale e d’impatto. Dopo la prima struttura della produzione, la forma definitiva è arrivata all’interno del DeRuaStudios, realtà centrale nel lavoro di DoppioZero e nel suo profilo artistico.

    A completare il progetto è il comparto visivo pensato per i social, girato tra Torino e Collegno. I tre visual, che verranno rilasciati sui profili ufficiali di DoppioZero nel corso delle prossime settimane, creano un significativo contrasto tra street life e cornici storiche: auto parcheggiate, ragazzi che giocano a dadi e a carte, dettagli simbolici come la pelle di serpente appesa.

    Nessuna estetizzazione della marginalità, ma una precisa volontà di inserire la realtà di molti all’interno di spazi che conservano e custodiscono proporzioni e tracce di un tempo già scritto, rendendo ancora più evidente la distanza tra chi attraversa certi luoghi e chi, di solito, li racconta da fuori.

    «Per me era importante far capire a chi mi ascolta l’importanza di continuare ad andare avanti senza smarrire la propria traiettoria, di cercare una stabilità mentale ed economica, di non lasciarsi definire dal contesto di partenza né dalla violenza che attraversa il presente – conclude DoppioZero -. In un mondo in cui la pace sembra spesso un ricordo lontano per chi nasce in condizioni meno favorevoli, questo brano vuole dare valore alla fatica di restare in piedi senza trasformarsi del tutto in ciò da cui si cerca di difendersi.»

    Con questa release, DoppioZero dimostra che il rap può ancora essere una lente per osservare il dissenso e la precarietà economica prima che la rabbia si trasformi in rassegnazione.

    “NETTUNO” parte da Torino, dalla sua scena, dai suoi studi, dai suoi codici, ma intercetta la condizione di una generazione che corre, spesso senza protezione, in un presente in cui anche la serenità sembra diventata una conquista.

  • “The Dobler-Dahmer Theory” è il nuovo singolo di Mario Iannuzziello feat. Addison Frei e Diego Joaquin Ramirez

    Dal 26 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “The Dobler-Dahmer Theory”, il nuovo singolo di Mario Iannuzziello feat. Addison Frei e Diego Joaquin Ramirez per Alfamusic.

    “The Dobler-Dahmer Theory” feat. Addison Frei e Diego Joaquin Ramirez è una composizione originale caratterizzata da un sound modern-mainstream con forti e raffinati riferimenti all’estetica del latin jazz. Il brano si sviluppa su una texture dinamica che mette in risalto un dialogo costante all’interno del trio, citando apertamente il vocabolario pianistico di Ahmad Jamal e le geometrie sonore del trio di Danny Grissett. L’ispirazione tematica affonda invece le proprie radici in un celebre episodio della serie tv How I Met Your Mother, conferendo alla traccia un carattere brillante e una narrativa vivace: la perfetta sintesi tra estemporaneità improvvisativa e accessibilità melodica.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “The Dobler-Dahmer Theory è un momento di sintesi essenziale nel mio percorso di ricerca tra modern-mainstream e jazz contemporaneo. Il brano nasce da una momento quasi paradossale: un episodio iconico di How I Met Your Mother. Mi affascinava l’idea di tradurre in musica quella sottile linea psicologica che separa il gesto romantico dal disagio, trasformando un’intuizione pop in una struttura sonora complessa. In fase di scrittura, ho cercato di dare a questa dicotomia una veste dinamica e vivace, giocando con una texture che strizza l’occhio al latin jazz ma si mantiene destrutturata. Durante la lavorazione, i miei riferimenti stilistici sono state l’eleganza spaziale di Ahmad Jamal e Bill Charlap, e l’approccio ritmico di pianisti contemporanei al pari di Craig Hartley o Danny Grissett: volevo che il trio avesse quella limpidezza iconica, ma inserita in un contesto moderno, in quello che si chiama broken time, capace di scomporsi e ricomporsi continuamente. All’interno del mio progetto artistico, questo brano è il manifesto della mia volontà di raccontare attraverso il jazz. Non è solo un esercizio di stile, ma il tentativo di dimostrare come la musica colta possa nutrirsi di suggestioni quotidiane e cinematografiche, mantenendo però una sua coerenza compositiva e un interplay che restano, per me, il cuore pulsante di ogni performance.”

    Presalva il brano: https://bfan.link/the-doblerdahmer-theory

    Biografia

    Mario Iannuzziello è un contrabbassista, bassista, compositore e arrangiatore barese la cui identità artistica si muove lungo il confine tra la tradizione jazzistica e le correnti più innovative del modern-mainstream.

    Il suo percorso accademico e professionale riflette una formazione d’eccellenza: dopo i primi passi al Pentagramma di Bari e il diploma presso il Conservatorio di Matera, si è perfezionato alla Siena Jazz University, dove ha conseguito il Diploma di II Livello nel 2022 studiando con maestri di calibro internazionale come Jeff Ballard, Joe Sanders e Ralph Alessi. Attualmente approfondisce la sua ricerca frequentando il biennio in Composizione Jazz presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari.

    Il suo progetto artistico come band-leader, attivo da circa quattro anni, nasce dall’urgenza di coniugare l’esecuzione con una narrazione musicale che attinga dalla cultura pop e cinematografica. Come compositore, Iannuzziello mira a raccontare storie attraverso il suono, cercando una sintesi tra l’interplay jazzistico e le suggestioni visive, come dimostrato dai suoi lavori per colonne sonore, tra cui spiccano i cortometraggi Myosis e Hotel Roma. Vanta una preparazione solida e versatile che spazia dal contrabbasso al basso elettrico, fino al bass synthesizer e al pianoforte complementare. Le sue principali influenze includono sia la tradizione sia le esperienze contemporanee e di avanguardia, come le visioni di Taylor Eigsti e Aaron Parks; con quest’ultimo ha collaborato per l’arrangiamento del singolo The Fool.

    Il percorso discografico ha preso il via con l’album di debutto End of May, pubblicato da Workin’ Label, ed è proseguito con collaborazioni di prestigio come quella con Attilio Sepe e Maurizio Giammarco in Heritage Normand per la Wow Records. Per comprendere a fondo il suo universo sonoro, sono tre i passaggi chiave da esplorare. Il primo è The Fool, un singolo autoprodotto nato dalla riscrittura per trio e quartetto d’archi di un brano di Aaron Parks estratto da Little Big; la traccia vede la partecipazione di Emanuele Filippi al pianoforte, Martina Barakoska alla batteria, Francesca Giordano alla voce e di un quartetto d’archi composto da Federico Morbidelli, Giuseppe Corrente, Lucia Forzati e Roberta Pastore. C’è poi Ruhe, un singolo ispirato a un’incisione di Max Klinger che fonde l’estetica del jazz con la scrittura contrappuntistica di matrice classica. Infine, la title-track di End of May rappresenta il vero e proprio manifesto della sua poetica creativa.

    Supportato da una rete di musicisti con cui ha condiviso gli anni presso Siena Jazz University, Iannuzziello si rivolge a un target trasversale, capace di intercettare sia gli appassionati di jazz contemporaneo sia gli ascoltatori curiosi alla ricerca di una profonda connessione emotiva e intellettuale. Il suo obiettivo a breve termine è consolidare la propria presenza nei festival internazionali, posizionandosi come una delle voci più interessanti della nuova generazione di performer e compositori jazz europei, grazie a un linguaggio al contempo dinamico, vivo e narrativo. Attualmente affianca l’attività concertistica e di ricerca alla docenza presso l’Area 7 di Bari e l’Accademia Brillar.

    “The Dobler-Dahmer Theory” è il nuovo singolo di Mario Iannuzziello feat. Addison Frei e Diego Joaquin Ramirez per Alfamusic disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 26 giugno 2026.

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  • Fernando Alba: “Suona l’Americano” è il nuovo singolo

    Fernando Alba pubblica il suo nuovo singolo dopo qualche anno di silenzio cantautorale. Il titolo con cui apre il suo ritorno alla canzone è Suona l’Americano. Una riflessione su quello che sta succedendo al mondo nel 2026. Quattro strofe, un ritornello ossessivo ed uno special che rievoca l’inizio del conflitto. Un sound acustico che mette insieme il folk balcanico e la marcia ska, su un’armonia che ricorda i tradizionali canti popolari, con un testo che pone domande ed invita a prendere posizione.

    Il titolo dice tutto: Suonare come partecipare al concerto del conflitto – ogni Paese coinvolto suona la propria parte con il proprio strumento e nel proprio stile. L’America suona e partecipa al conflitto, con i suoi strumenti bellici e con il suo stile americano.

    La canzone pone domande a un presidente e parla ad un popolo che ha visto già tre generazioni combattere: mio nonno ha combattuto, mio padre ha combattuto, mio figlio sta lì là, e che dobbiamo fa’? La risposta, sussurrata: la manifestazione, o la rivoluzione, o abbassiamo queste armi in collaborazione.

    “Stanno covando epistole e pistole” – il gioco di parole tra lettere e accordi tra nazioni che implicano comunque l’uso di armi che sparano. “Stanno lanciando i missili alle viole” – le viole come fiori, come strumenti d’orchestra, la delicatezza, l’arte, la cultura, colpita, perché? Un riferimento al Papa appena “nato” che parla un poco americano – controcorrente rispetto alle scelte americane: nato inteso come patto atlantico, e nato poiché eletto da poco. Parla e benedice con il suo italiano dall’inflessione americana, come a volersi fare portavoce dell’altra America a cui non piace questa musica.

    I suoni acustici del brano – il pianoforte, le chitarre, la banda di ottoni, l’orchestra d’archi e i cori – ci portano in un mondo in contrapposizione con le grandi produzioni elettroniche, come se l’unico modo per fermare questa musica assordante che fanno le bombe fosse la voce del popolo.

    «Suona l’Americano è un invito a riflettere su quanto sta succedendo nel mondo. La situazione ci sta sfuggendo di mano e come dice Jesto nel suo nuovo album: “Stiamo andando allo sbando in piedi cantando”. Ho pensato di fare una “HIT” diversa dalle solite hit estive, per far arrivare il messaggio alle orecchie di chi ancora oggi non riesce a trovare delle soluzioni. Ho scelto di farlo come si faceva ai tempi del teatro canzone, in maniera cantautorale tradizionale, in una forma goliardica e pungente, semplice e irriverente, che parla a nome di tutti. Il cantautore si fa portavoce di chi vuole risposte, di chi vuole la pace». – Fernando Alba

    Suona l’Americano sarà contenuto nel nuovo album Sono Imperterrito, terzo della carriera dopo La Chitarra Nuova (2014), Nello Stesso Acido (2018) e numerosi singoli nel corso degli anni. Il brano è estratto da una selezione antologica di canzoni inedite scritte negli ultimi venticinque anni — questo singolo è uno di quelli. Al brano mancavano le strofe arrivate venticinque anni più tardi: quando l’America torna a suonare in americano con il suo caro presidente. Parola simbolica che include tutte le vesti e gli incarichi politici e sociali: siamo tutti presidentiFernando Alba con questo brano non prende posizione, la mette in luce, e lo fa in maniera leggera come fosse una HIT estiva, per divulgare un messaggio importante in un momento storico difficile.

    Fernando Alba (Caltagirone, 1978) è cantautore, compositore e produttore musicale. CEO di Maqueta Records – etichetta indipendente da lui fondata nel 1999 – e manager dell’orchestra I.C.O. (Indipendent Cinematic Orchestra) con cui registra le sue produzioni. Tra i suoi progetti del 2026: la composizione orchestrale dell’album Stato di Coscienza di Jesto (primo album rap italiano con oltre 30 elementi d’orchestra). Negli ultimi due anni ha curato le produzioni musicali di diverse colonne sonore di film, tra i quali: Me You di Billie August, L’uomo giusto di Sergio Rubini, di prossima uscita; e ancora 40 secondi e Il Corpo di Vincenzo Alfieri, Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri, Leopardi & Co. di Federica Biondi, Gloria per Rai1 di Fausto Brizzi e Gloria 2 per Giulio Manfredonia, e molti altri. È music supervisor per Eagle Pictures e scrive canzoni per sé stesso e per altri artisti italiani e internazionali – come Golden Leaves per Noemi Smorra e Lena Katina (t.A.T.u.). Nella sua discografia cantautorale: La Chitarra Nuova (2014), Nello Stesso Acido (2018), Sono Imperterrito (in uscita), e tantissimi singoli e brani di colonne sonore.


  • In gondola sui navigli a Milano Fabio De Vincente presenta il nuovo album “0rh+” In uscita il 19 giugno

    In gondola sui Navigli a Milano, Fabio De Vincente presenta il nuovo album “0Rh+” in uscita il 19 giugno.

    «Queste sono dieci canzoni che mi scorrono nelle vene». È da questa frase che nasce il titolo del nuovo album di Fabio De Vincente, “0Rh+”, lo stesso del suo gruppo sanguigno. Un lavoro profondamente personale ma in cui tutti si possono riflettere, che raccoglie dieci brani capaci di raccontare forti emozioni, esperienze e cicatrici attraverso uno stile diretto e inconfondibile.

    Cantautore dal carattere artistico ben definito, Fabio De Vincente continua a costruire il proprio percorso con una forte identità musicale. Se in Italia il suo nome è ancora lontano dalla popolarità, che molti ritengono meriti, nonostante abbia partecipato a programmi tv come “The Voice of Italy” (con la performance della Blind Audition entrata nel Best of The Voice World), in Ucraina gode già di una notevole visibilità, consolidata da due anni e mezzo di tour nelle principali città del paese giornalmente colpito dai missili.

    “0Rh+” alterna brani già conosciuti dal pubblico a nuove produzioni. Tra questi figurano “Stronza”, traccia d’apertura dell’album e diventata virale su TikTok, “Via dall’Inferno (Розбити Вавілон)”, realizzata insieme alla star ucraina Alyosha (Olena Topolia) e “Quando capita”, riproposto in una nuova veste sonora; la canzone fu finalista a Sanremo Giovani nel 2015, una delle tre occasioni in cui Fabio De Vincente ha raggiunto la finale della manifestazione dedicata ai nuovi talenti. 

    Tra gli inediti spiccano invece la scanzonata “Pedro (Il Canto del Amor)”, nome con cui Fabio veniva chiamato da ragazzino dai sui amici, e “Così”, una canzone scritta diciassette anni fa e pubblicata soltanto oggi:  brano intenso e senza filtri che parla della perdita, affrontata con quella sincerità emotiva che da sempre caratterizza la scrittura di De Vincente.

    1. Stronza

    2. Via dall’Inferno (Розбити Вавілон)

    3. Adiós

    4. Audemars Piguet

    5. Pedro (Il Canto del Amor)

    6. Calibro 9

    7. Quando capita

    8. Ultras

    9. Così

    10. Non è The End

    L’album sarà presentato ufficialmente sabato 20 giugno a Milano con un evento originale e suggestivo: due gondole attraverseranno i Navigli partendo dalla Darsena intorno alle ore 18:30/19:00. A bordo, Fabio De Vincente si esibirà insieme alla sua band composta da Kevin Santoro alla chitarra, Zlatan (Francesco La Macchia) al basso e dalla nuova entrata Omar Maiorano alla batteria, musicista già noto nel panorama musicale italiano.

    Un concerto in movimento per celebrare un album che, come suggerisce il titolo stesso, rappresenta sangue, identità, vita vissuta e l’essenza artistica e umana del suo autore.

    Ascolta “0Rh+”:  https://orcd.co/zeropositivo_byaltafonte

  • Tra misteri, fantasmi e ironia, uscito il giallo “Investigazioni Tilda & C.” di Manuela Chiarottino

    Presentato ufficialmente al Salone Internazionale del Libro di Torino, “Investigazioni Tilda & C.” (Edizioni Effetto) segna una nuova incursione narrativa di Manuela Chiarottino nel territorio del giallo ironico e soprannaturale.

    Protagonista è Tilda: capelli rosa, carattere ostinato e un sogno chiarissimo, diventare una vera investigatrice. Quando il suo socio — maschilista, infedele e convinto di essere indispensabile — la caccia dall’agenzia, tutto sembra precipitare. Ma il destino le tende una mano inattesa sotto forma di un vecchio ufficio investigativo nel cuore di Torino. Un luogo fermo nel tempo, pieno di fascino e segreti. E soprattutto non vuoto.

    Ad attenderla c’è Ace, leggendario detective del passato rimasto intrappolato tra le pareti del suo ufficio… come fantasma. Ironico, arrogante e tutt’altro che disposto a farsi da parte, Ace diventa il socio più improbabile che Tilda potesse immaginare.

    Tra battibecchi continui, misteri irrisolti e un’indagine che parte da un furto apparentemente insignificante per sfociare in una morte archiviata troppo in fretta, il romanzo costruisce un intreccio capace di alternare suspense e leggerezza. Sullo sfondo, una Torino sospesa tra realtà e magia, elegante e misteriosa, che diventa parte integrante della narrazione.

    «Ogni tanto mi piace cambiare genere e questa volta volevo raccontare una storia diversa, ambientata a Torino, tra misteri, ironia e un pizzico di soprannaturale», racconta l’autrice. «Non sono una giallista “pura”: questo è un giallo divertente, leggero ma con una trama che tiene il filo dell’indagine, e con una coppia di investigatori decisamente fuori dagli schemi».

    Un giallo brillante e ironico, insomma, dove il mistero incontra l’umorismo, Torino svela il suo lato più segreto e una detective fuori dagli schemi scopre che, per trovare la verità, a volte bisogna fare i conti anche con i fantasmi.

    DETTAGLI TECNICI

    Titolo: Investigazioni Tilda & C.

    Autrice: Manuela Chiarottino

    Editore: Edizioni Effetto

    Genere: commedia giallo

    Pagine: 173

    Prezzo: 17 euro

    EAN: 9791282177092

    In libreria dal 5 maggio 2026

    L’AUTRICE

    Manuela Chiarottino è nata e vive in provincia di Torino. Vincitrice del concorso Verbania for Women 2019 e del Premio nazionale di letteratura per l’infanzia Fondazione Marazza 2019, nella scrittura ama il genere rosa, declinato in diverse sfumature. Tra le sue pubblicazioni si annoverano: Investigazioni Tilda & C. (Edizioni Effetto, 2026), Bea la gatta investigatrice e i suoi nuovi amici (2025), Odio Babbo Natale… o forse no (More Stories, 2024), Il magico libro delle storie di Natale (2024), Decency Un amore proibito (Dri Editore, 2024), La libreria che costruisce ricordi (More Stories 2023), La casa dei nuovi inizi (More Stories, 2023), Un patto con il Marchese (Dri Editore, 2022), La libreria delle storie rimaste (More Stories, 2022), The Ghostwriter (Dri Editore, 2021), La stessa rabbia negli occhi (Barkov Edizioni, 2021), Matrimonio a scadenza (Dri Editore, 2020), La nostra isola (Triskell Edizioni, 2020), Tesoro d’Irlanda (More Stories, 2020), Fiori di loto (Buendia Books, 2020), La bambina che annusava i libri (More Stories, 2019), Incompatibili (Le Mezzelane, 2019), La custode della seta (Buendia Books, 2019), Tutti i colori di Byron (Buendia Books, 2018), Il gioco dei desideri (Amarganta, 2018), Maga per caso (Le Mezzelane, 2018), Un amore a cinque stelle (Triskell, 2016), Cuori al galoppo (Rizzoli 2016), Due passi avanti un passo indietro (Amarganta, 2016), Il mio perfetto vestito portafortuna (La Corte, 2016), Ancora prima di incontrarti (Rizzoli, 2015) e molti altri.

    manuelachiarottino.it   https://www.storiedascrivere.com/

     

  • Onde musicali sul Lago d’Iseo: jazz e classica in dialogo con Piastra,  Garlaschelli, Melillo e Servidio sabato 27 giugno a Monte Isola (Bs)


    La suggestiva Rocca Martinengo ospita il primo evento speciale della nuova edizione del festival: i quattro musicisti eseguiranno composizioni di Morricone, Piazzolla, Desmond  e Bolling

    ISEO (BS) –  Ha preso il via il 29 maggio scorso la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, che dal 2017 anima nei mesi estivi (ma non solo) i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebino e di alcune località limitrofe con il coinvolgimento di una ventina di Comuni delle province di Bergamo e Brescia.
    Anche quest’anno il cartellone è ricco: oltre 200 artisti si esibiranno in 66 appuntamenti fino al 5 settembre tra concerti di lirica, cameristica, sacra, antica, jazz, tango e crossover, ma anche spettacoli e concorsi musicali, con la partecipazione di artisti affermati, vincitori di concorsi internazionali e giovani talenti provenienti dai Conservatori italiani e dalle Accademie estere. Molti eventi verranno ospitati in splendidi luoghi d’arte e suggestivi contesti naturalistici, offrendo un’occasione imperdibile per (ri)scoprire il fascino e la bellezza di questo angolo di Lombardia.
     Fra i numerosi eventi in programma da segnalare, sabato 27 giugno, la prima delle due serate speciali del festival: nel suggestivo contesto della Rocca Martinengo di Monte Isola (Bs) andrà in scena il concerto Il Classico incontra il Jazz, protagonisti il chitarrista Claudio Piastra, il pianista Andrea Servidio, il contrabbassista Luca Garlaschelli e il batterista Massimo Melillo (ore 21ingresso 80 euro, inclusi il parcheggio, il trasporto sull’isola con imbarcazione privata dal porto commerciale di Sale Marasino e brindisi). All’ombra dell’affascinante castello di origine trecentesca, oggi proprietà privata, che si erge su uno sperone roccioso sopra il golfo di Sensole, i quattro musicisti si esibiranno in celebri brani di Ennio Morricone (Tema di Jill da C’era una volta il West e Gabriel’s Oboe da Mission), Astor Piazzolla (Oblivion), Paul Desmond (Take Five) e Claude Bolling (Concerto per chitarra classica e jazz piano trio). 
    Considerato dalla critica internazionale uno dei più autorevoli chitarristi italiani in ambito classico, Claudio Piastra, direttore artistico del festival Onde musicali sul Lago d’Iseosvolge un’intensa attività concertistica come solista e con orchestre  prestigiose. Nel 2020 ha vinto il Premio Internazionale Astor Piazzolla e attualmente insegna Musica da Camera, oltre a tenere masterclass in Italia e all’estero. Il contrabbassista Luca Garlaschelli è un nome di primo piano della scena jazz italiana: tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Tullio De Piscopo, Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, Umberto Petrin, Enrico Rava, Gaetano Liguori, Franco Cerri, Enrico Intra, Gianni Coscia, Bruno De Filippi, Renato Sellani e Gabriele Mirabassi, solo per citarne alcune. Ha inoltre condiviso a lungo il palco con l’attore Moni Ovadia. Il batterista jazz Massimo Melillo, diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Torino, si è perfezionato alla marimba e sul repertorio orchestrale presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. Ha collaborato con importanti istituzioni sinfoniche e liriche italiane, tra cui Orchestra RAI, Teatro Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro la Comunale di Bologna e Teatro dell’Opera di Roma. Infine, Andrea Servidio è un giovane pianista e compositore, apprezzato per la sua versatilità: sa spaziare con disinvoltura dalla classica al jazz fino al pop e ha suonato con nomi di spicco del jazz italiano e internazionale (tra cui Emanuele Cisi, Elliot Mason e Giovanni Falzone). Nel 2024 ha vinto il Primo Premio del Conservatorio di Milano nella categoria Jazz.

    Da ricordare, inoltre, che quest’anno ricorre un compleanno importante, il centenario della Motonave Capitanio 1926, il battello più antico del Lago d’Iseo, patrimonio e memoria storica della navigazione lacustre: la ricorrenza verrà festeggiata con sette concerti in programma dal 4 giugno al 5 settembre tra Lovere, Marone, Iseo, Predore, Paratico, Pisogne e Castro e ospitati a bordo dello splendida e storica imbarcazione.

    Onde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, Comisa, Bertoni antinfortunistica industriale, Gfelti, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero, ad eccezione di tre concerti speciali: il primo, come detto, è proprio quello del 27 giugno alla Rocca Martinengo di Monte Isola, mentre gli altri due andranno in scena sull’Isola di Loreto il 5 settembre, a chiusura della rassegna.

    Programma completo del festival, biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info
  • Michel Reis, Marc Demuth e Paul Wiltgen: Freedom Trail con la Luxembourg Philharmonic diretta da Vince Mendoza special guest Joshua Redman in uscita il 19 giugno 2026 su cd, vinile e digitale per la Cam Jazz 

    Si chiama Freedom Trail l’album del trio lussemburghese Reis, Demuth e Wiltgen, in uscita il 19 giugno2026 su cd, vinile e digitale per la Cam Jazz, e realizzato insieme alla Luxembourg Philharmonic, diretta da Vince Mendoza, con ospite Joshua Redman.

    Il pianista Michel Reis, il bassista Marc Demuth e il batterista Paul Wiltgen, insieme come trio sin dagli anni del liceo, sono tre dei più importanti musicisti jazz del Lussemburgo. Con quattro album alle spalle, il gruppo ha intrapreso negli anni numerose tournée in tutto il mondo, esibendosi nei principali festival jazz internazionali. L’incontro con Joshua Redman nel 2014 ha dato poi il via a una lunga collaborazione che ha trovato in questo quinto album la sua realizzazione più compiuta.

    Al centro di Freedom Trail vi è una rilettura su larga scala del repertorio originale del trio, reinventato per orchestra sinfonica. La musica originale del trio, caratterizzata da profondità lirica, complessa ritmica e forte tensione narrativa, viene ampliata in una ricca dimensione orchestrale, attraverso nuovi arrangiamenti firmati dal pianista Michel Reis e dal compositore e direttore d’orchestra Vince Mendoza, vincitore di setteGrammy Awards.

    “A tratti riflessivo e sensuale. Un ascolto essenziale della modernità” Così il celebre scrittore e critico musicale Brian Morton descrive l’album nelle note di copertina.

    Con il trio come nucleo centrale, affiancato dalla Luxembourg Philharmonic, questa registrazione rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di Reis, Demuth e Wiltgen, unendo il suono intimo del trio alla vasta tavolozza sonora dell’orchestra sinfonica. Il risultato è un lavoro che si muove con naturalezza,tra intimità respiro sinfonico, pur rimanendo profondamente radicato nell’identità musicale distintiva del gruppo.

    In tre brani compare come ospite il sassofonista di fama internazionale Joshua Redman, che aggiunge un ulteriore e affascinante livello al progetto. Redman incontrò per la prima volta il trio Reis, Demuth e Wiltgen nel 2014 al Festival Charlie Free in Francia, entrando immediatamente in sintonia con la loro musica. Nel corso degli anni ha eseguito diverse loro composizioni con i propri gruppi; inoltre, con Reis, Demuth e Wiltgen ha collaborato più volte dal vivo, inclusa una tournée europea in quartetto nel 2018.

    La registrazione di Freedom Trail nasce da una performance dal vivo in Lussemburgo che ha riunito il trio, Vince Mendoza, Joshua Redman e la Luxembourg Philharmonic nell’esecuzione orchestrale della musica del trio. Più volte rimandato a causa della pandemia, il progetto è stato infine registrato nel luglio 2022.

    A fine musical trio is always more than the sum of its individual parts, and over two decades the grouping of pianist Michel Reis, bassist Paul Wiltgen and drummer Marc Demuth has developed a distinctive character that hasn’t simply yielded a number of fine recordings but has helped to set Luxembourgish jazz on the international map. Now, working with an orchestra conducted by Vince Mendoza – who also penned some of the arrangements – and with guest saxophonist Joshua Redman, they have delivered Freedom Trail, a powerful new musical statement that raises the group to a new level of creative ambition. Thoughtful and sensuous by turns, it shows how a group that plays as a whole can address the listener as a whole. Essential modern listening
     – Brian Morton
     
     
    Il pianista Michel Reis, il bassista Marc Demuth e il batterista Paul Wiltgen sono tre dei più importanti musicisti jazz del Lussemburgo. Hanno fondato il trio Reis Demuth Wiltgen nel 1998, quando erano ancora al liceo, esibendosi regolarmente in Lussemburgo e nelle aree circostanti per alcuni anni.
    Il trio si è riunito nel 2011 con l’intento di mettere a frutto le esperienze maturate dei singoli musicisti e dare vita a un nuovo repertorio originale. Il loro primo album omonimo è stato pubblicato dall’etichetta Laborie Jazz ottenendo un ampio consenso dalla critica. Da allora, il gruppo ha intrapreso numerose tournée in tutto il mondo, esibendosi nei principali festival jazz internazionali in Europa, Asia, Nord America e Sud America e Africa occidentale.
    Il secondo album della band, Places In Between, è stato registrato a New York ed è stato pubblicato nel 2016 da Double Moon Records. Il trio è attualmente sotto contratto con l’etichetta italiana Cam Jazz, per la quale ha inciso due album: Once In A Blue Moon (2018) e SLY.

    FORMAZIONE
    Luxembourg Philharmonic
    Vince Mendoza, direttore d’orchestra
    Michel Reis, piano
    Marc Demuth, basso
    Paul Wiltgen, batteria
    feat. Joshua Redman, sassofono

    TRACKLIST
    Freedom Trail                         9:30 – feat. Joshua Redman – (comp. M. Reis/arr. V. Mendoza)
    Never seen again                  5:09 – (comp. M. Rrei/arr. V. Mendoza)
    Cross Country                         9:49 – feat. Joshua Redman – (comp. M. Reis/arr. V. Mendoza)
    Catherine’s Song                   5:00 – feat. Joshua Redman – (comp./arr. M. Reis)
    Viral                                            5:52 – (comp. P. Wiltgen/arr. M. Reis)
    Home is Nearby                     3:54 – (comp. P. Wiltgen/arr. M. Reis)
    Dante                                         6:07 – (comp. M. Demuth/arr. V. Mendoza)
    Where the Heart Beats       6:17 – (comp./arr. M. Reis)
  • Suoni di minoranza Concerti e dibattiti sul dialetto nella canzone italiana   San Costantino Albanese (PZ), 20 e 21 giugno 2026

    A San Costantino Albanese, per la terza edizione di “Suoni di minoranza”, il 20 e il 21 giugnoconcerti e dibattiti sull’uso delle lingue native nella canzone italiana, una modalità espressiva radicata nelle diverse comunità della provincia italiana ma da tempo praticata anche da numerosi artisti come segno distintivo rispetto a una eccesiva uniformità in campo musicale al punto da essersi meritata anche uno spazio proprio, riservato per l’appunto agli album “in dialetto o lingua minoritaria”, nell’assegnazione annuale delle Targhe Tenco: incontri e concerti promossi dal Club Tenco, d’intesa con Squilibri e Altipiani eventi e turismo, all’interno del più vasto progetto, “Il Borgo dei suoni”, promosso dall’amministrazione comunale con il contributo della Regione Basilicata.  

    Si inizia il 20 giugno, alle ore 18, con una tavola rotonda su “Lingue, dialetti e canzoni” con Maurizio Agamennone (università di Firenze), Marco Lutzu (università di Cagliari), Nicola Scaldaferri (università di Milano) e, in rappresentanza rispettivamente del Club Tenco e di Squilibri, di Steven Forti (Universitat Autònoma de Barcelona) e Domenico Ferraro (università di Roma-Tor Vergata): l’incontro sarà chiuso da Laura Mongiello, assessore all’ambiente e alla tutela del territorio della Regione Basilicata. A seguire, alle 19,30, i Fratelli Mancuso in concerto per una rappresentazione in presa diretta della ricchezza e versatilità della lingua madre, in questo caso il siciliano, che nell’opera dei due fratelli di Sutera raggiunge vette molto apprezzate dal pubblico ma anche dalla critica: il loro ultimo lavoro, “Manzamà”, ha vinto la Targa Tenco come Miglior album in dialetto e anche il Premio Loano come disco dell’anno. 

    Nella stessa sera, alle 21,30, nella piazza principale del paese, spazio alla musica lucana con un doppio concerto con L’Aria i Terranova e gli Amarimai che coprono l’ampio spettro di possibilità che si danno nel richiamo alla stessa tradizione, affrontata nel primo caso raccogliendo l’eredità degli ultimi maestri dell’area del Pollino e, nel secondo caso, variamente combinata con altri suoni e influenze in un approccio meno filologico ma fortemente energico e incline ai suoni da ballo. 

    Il 21 giugno, alle ore 18, la riflessione si sposta sulla nascita della canzone napoletana, a partire dalla poderosa ricerca di Raffaele Di Mauro che ha dimostrato come questo repertorio, noto in tutto il mondo e antesignano della canzone d’autore, sia nato in una zona di frontiera tra colto e popolare. A seguire, alle 19,30, Gnut e Alessandro D’Alessandro in concerto per la riproposta di questo fortunato repertorio partenopeo grazie alla superba prova da interprete offerta da uno tra i più originali cantautori italiani, da sempre uso ad esprimersi nella sua lingua nativa, assieme a uno dei più innovativi musicisti della scena italiana, non nuovo a incursioni nell’ambito della canzone d’autore.

  • A Villa Litta torna il festival “Notes Around SMG” diretto dal pianista Antonio Faraò


    Dal 25 al 27 giugno concerti con Paolo Jannacci, il tributo ai jazz club “Il Capolinea” e “Le Scimmie” e Fabrizio Bosso, Joe Lovano, Antonio Faraò, Ira Coleman e Gerald Cleaver nel suggestivo Teatro Naturale di Villa Litta a Lainate
    Dopo il grande successo della prima edizione, Villa Visconti Borromeo Litta torna ad animarsi con la seconda edizione di Notes Around SMG, la rassegna che porta nel magico Teatro Naturale del parco storico di Lainate tre serate di musica dal vivo, da giovedì 25 a sabato 27 giugno 2026, con artisti di rilievo nazionale e internazionale, realizzate con il contributo del Comune di Lainate, di SMG Gas e Luce e Notes Around.
    Nella cornice magica di Villa Litta saranno protagonisti musicisti di blasone nazionale e mondiale come Paolo JannacciJoe LovanoAntonio FaraòFabrizio BossoIra ColemanGerald Cleaver, mentre una serata speciale vedrà più di venticinque jazzisti rendere omaggio agli iconici club Il Capolinea e Le Scimmie, dando vita a tre giorni interamente dedicati alla musica con un festival ideato e diretto da Antonio Faraò, uno fra i pianisti jazz più rappresentativi sulla scena internazionale.
    Paola Ferrario, Assessora allo Sviluppo Culturale, Valorizzazione e Comunicazione di Villa Litta, del Comune di Lainate, commenta: «Notes Around SMG torna al Teatro Naturale di Villa Litta con un programma che conferma la qualità e la bontà delle scelte della prima edizione. Il jazz, in questo spazio all’aperto immerso nel parco storico, ha trovato una collocazione precisa e riconoscibile e il pubblico lo ha percepito».
    Giovedì 25 giugno, alle 21:00, aprirà il festival Paolo Jannacci, uno fra gli artisti più eclettici presenti sulla scena nazionale. Il pianista e cantante, figlio d’arte, presenterà lo spettacolo teatrale Jannacci Arrenditi! La città ascolta, un viaggio nel rapporto tra l’uomo e la città. Una città come tante ci racconta storie che alla fine sono sempre le nostre, in continua evoluzione. Le canzoni, colonna portante dello spettacolo, parlano di amori fondanti e a volte surreali, di uomini in guerra, di riflessioni sul nostro modo di ridere, sulla società e sul convivere con gli altri. Una città racchiude tutto questo: donne e uomini che vivono, amano, soffrono, ridono e che ce la mettono tutta per essere migliori. O forse no. Per raccontare e descrivere tutto questo, Paolo Jannacci si avvale di suoi brani originali, di Paolo ConteLuigi Tenco e ovviamente di Enzo Jannacci, oltre ai dialoghi e monologhi scritti insieme all’autore e amico Paolo Re. Sul palco sarà accompagnato dalla sua storica band: Daniele Moretto (tromba, flicorno e cori), Marco Ricci (basso) e Stefano Bagnoli (batteria e percussioni).
    Venerdì 26 giugno, sempre alle 21:00, tornerà “Ricordando Il Capolinea e Le Scimmie” dopo la prima edizione, una serata speciale dedicata ai leggendari jazz club milanesi, appunto Il Capolinea e Le Scimmie, in un omaggio collettivo che ne rievoca l’atmosfera e lo spirito del jazz dal vivo. Questi locali, nel corso degli anni, hanno ospitato eroi del jazz come Chet BakerDizzy GillespieWoody HermanPat MethenyTony Scott, oltre a generazioni di grandi musicisti italiani. Per ricordare questo periodo straordinario si riuniranno alcuni tra i più importanti musicisti della scena jazz taliana e internazionale: Pietro TonoloLuca JurmanClaudio FasoliNick The NightflyLuigi BonafedeDado MoroniAttilio ZanchiLaura FedeleTonino De SensiFederico MontiPiero OrsiniPiero LeverattoNicolò FragilePaolo PellegattiLuigi GonguyMichele BozzaGigi CifarelliAntonio FaraòMauro NegriSandro CerinoYuri GolubevMario RuscaTony ArcoMonica ShakaLuca Meneghello e Luca Pasqua, per far rivivere l’energia e l’eredità di due luoghi iconici della storia del jazz milanese.
    Sabato 27 giugno, stavolta alle 21:30,  il festival si chiuderà in grande stile con un concerto inedito e di altissimo livello: Fabrizio Bosso (tromba), Joe Lovano (sax), Antonio Faraò (pianoforte) Ira Coleman (contrabbasso) e Gerald Cleaver (batteria) celebreranno il centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane con il progetto Miles Davis & John Coltrane Centennial, reinterpretando le composizioni immortali di queste due icone che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica jazz e non solo. Un quintetto di stelle del jazz italiano e mondiale che fra suoni e note, farà aleggiare lo spirito di due giganti come Davis e Coltrane.
    All’eccellente proposta artistica di Notes Around SMG si aggiungono altri eventi. Dal 25 al 27 giugno, prima dei concerti, sarà possibile visitare la mostra fotografica a cura di Roberto Cifarelli dedicata a John Coltrane e Miles Davis, attraverso le immagini di alcuni dei musicisti iconici che hanno collaborato con loro e che ne hanno raccolto e sviluppato l’eredità artistica: Herbie HancockSonny RollinsDave HollandMcCoy Tyner e molti altri protagonisti della scena jazz internazionale. Mentre sabato 27 giugno (dalle 15:00 alle 18:00), i bambini dai 3 ai 12 anni potranno ricevere lezioni a cura della Scuola di Musica Primo Piano (gratuito con post limitati su prenotazione).
    VENDITA BIGLIETTI PER CONCERTI AL TEATRO NATURALE SU MAILTICKET: saranno messi in vendita ulteriori biglietti on-line e presso la cassa della Villa direttamente nei giorni del festival