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  • “Grande” è il nuovo singolo di Emanuele Tavano

    Da venerdì 24 aprile 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Grande” (Maionese Project), il nuovo singolo di EMANUELE TAVANO.

    “Grande” è un brano rock-pop che racconta il desiderio di crescita personale sul piano psico-emotivo, insieme alle difficoltà inevitabili che questo percorso comporta. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: «“Grande” è una canzone che ho scritto diverso tempo fa e rivisitato da un paio d’anni. Con il mio produttore artistico, durante le varie sessioni in studio, abbiamo cercato un’impronta di rottura, senza distaccarsi dalla linea pop orecchiabile che rende il brano fluido. Ed ecco il sapore rock-pop, che mi aiuta a lanciare dei validi messaggi umanistici in maniera più dirompente e scoppiettante».

    EMANUELE TAVANO | BIOGRAFIA

    Emanuele Tavano, è un cantautore romano che vive e lavora nella capitale. La sua passione per la musica nasce in adolescenza, intorno ai 14 anni, grazie all’influenza materna: il canto diventa subito il fulcro della sua espressione artistica, affiancato dalla chitarra, utilizzata come strumento di accompagnamento e composizione.

    Autodidatta, Emanuele sviluppa nel tempo una scrittura personale, legata al cantautorato pop-rock, con riferimenti che spaziano tra scena italiana e internazionale: da Elisa a Vasco Rossi, passando per Tiziano Ferro, Coldplay, James Blunt, Jovanotti, Cesare Cremonini, Lucio Dalla, Avril Lavigne, Max Pezzali e Nek.

    Da alcuni anni è impegnato in un percorso di crescita artistica e produttiva all’interno di uno studio di registrazione professionale a Roma, dove lavora a stretto contatto con un produttore artistico che segue arrangiamenti, mix e mastering dei suoi brani. Il progetto si avvale inoltre del supporto di una figura dedicata alla comunicazione visiva e digitale, tra fotografia, grafica e contenuti video, e della consulenza artistica di Davide Maggioni per le realtà Matilde Dischi e Maionese Project.

    Le sue canzoni si rivolgono a un pubblico ampio e trasversale, con una particolare attenzione alla fascia tra i 20 e i 30 anni, affrontando tematiche legate alla crescita personale, alle relazioni e alla società contemporanea. Al centro della sua scrittura emerge una forte esigenza comunicativa: contrastare la superficialità diffusa, valorizzando principi come il rispetto, l’empatia, la sensibilità e la trasparenza.

    Emanuele Tavano sceglie consapevolmente di non utilizzare un nome d’arte, presentandosi al pubblico in modo diretto e autentico. La sua musica si fonda proprio su sincerità e identità, con l’obiettivo di affermarsi come cantautore professionista nei prossimi anni, senza compromessi e con una visione chiara del proprio percorso.

    “Grande” è il nuovo singolo di Emanuele Tavano disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 24 aprile. 

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  • “Amore tonight” è il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Armando

    Dal 24 aprile 2026 sarà in rotazione radiofonica “Amore tonight”, il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Armando disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 17 aprile.

     

    “Amore Tonight” nasce da un’importante collaborazione internazionale che vede il produttore italiano Cristian Marchi unirsi al talento canadese di Armando sotto l’etichetta CM Music. Il brano, scritto da un team composto dallo stesso Marchi insieme a Luigi Andolfi, Armando Scarlato e Oreste Spagnuolo, è stato concepito con l’intento preciso di creare una melodia immediata e coinvolgente, capace di entrare in testa fin dal primo ascolto.

    Il cuore pulsante della canzone racconta l’incontro magico tra due persone nel pieno della notte, un momento sospeso in cui il resto del mondo sembra svanire per lasciare spazio a un’esplosione di euforia e passione. Il messaggio centrale invita l’ascoltatore a vivere il presente con totale libertà, abbandonandosi a un amore istintivo e travolgente che celebra la bellezza dell’istante.

    Il progetto si articola attraverso diverse sfumature sonore che ne mostrano la versatilità compositiva. La versione Original Mix si presenta con un carattere pop dance ideale per catturare l’attenzione immediata, mentre la Club Mix infonde al pezzo l’energia ritmica e il tocco inconfondibile che hanno reso celebre Cristian Marchi nelle discoteche. Per chi cerca atmosfere più evocative, la versione Cinematic trasforma il brano in una suggestiva colonna sonora, mentre la chiusura del progetto è affidata alla variante Intimate Piano curata da Fatjon Zefi, che spoglia la traccia dei suoi elementi elettronici per metterne a nudo la classe, la sensibilità e la pura essenza musicale.

    Il brano è stato scritto, prodotto e arrangiato da un team d’eccezione composto da Cristian Marchi, Luigi Andolfi, Armando Scarlato e Oreste Spagnuolo. La parte vocale, affidata ad Armando Scarlato, è stata registrata a Toronto, in Canada, presso il Sonic Ninja Studio da Luca Caracciolo. Il lavoro di mix e mastering è stato infine curato da Oreste Spagnuolo presso l’HDS Music Studio, in Italia.

    Così l’artista commenta il nuovo singolo: “Volevo creare qualcosa che restasse. Non un brano che ascolti e dimentichi, ma qualcosa che ti rimane dentro anche quando non vuoi. Con Armando ci siamo trovati subito, lui dal Canada, io dall’Italia, e l’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: fare una canzone che crea dipendenza. Amore Tonight parla di quegli incontri che succedono di notte, quando le difese cadono e ti lasci andare completamente. L’ho declinato in quattro versioni perché un’idea così meritava di essere esplorata da angolazioni diverse. La Original Mix è quella che ti aggancia subito: pop dance, diretta, pensata per colpirti al primo ascolto. La Club Mix è la mia firma. Chi mi segue da anni sa riconoscerla. La Cinematic è forse quella a cui tengo di più, volevo che il brano respirasse davvero, che avesse il peso di una colonna sonora. E poi c’è la Intimate Piano di Fatjon Zefi, che ha fatto qualcosa di speciale: ha spogliato tutto e ha lasciato solo l’emozione. Questo progetto racconta chi sono adesso.”

     

    Guarda il lyric video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=r_O4lRnEFxU 

     

     

    Biografia

    Con il suo stile distintivo, Cristian Marchi, nato a Mantova il 31 marzo del 1976, ha consolidato la sua posizione tra i DJ e produttori italiani più seguiti e riconosciuti. Con un approccio unico che fonde ritmo e melodia in un’identità sonora inconfondibile, le sue produzioni hanno conquistato milioni di ascoltatori e le piste dei club più prestigiosi d’Europa, Asia e Australia. Dalla radio ai main stage internazionali, Cristian ha costruito una carriera fondata su coerenza, autenticità e continua evoluzione.

    I suoi singoli “Love Sex American Express”, “We Are Perfect”, “Feel The Love”, “I Got You”, “Let’s Fuck”, “I Got My Eye On You” e molti altri hanno segnato un’epoca, mentre le più recenti produzioni come “Fast Cars & Superstars” e “Motivation” hanno superato decine di milioni di streaming, diventando virali su TikTok e riconfermandone la capacità di connettere generazioni diverse attraverso la musica.

    Nel 2023 ha fondato la sua etichetta indipendente CM Music, punto di riferimento per le sue nuove produzioni originali e importanti cover. La visione è chiara: riportare al centro il valore del sound marchiato Cristian Marchi, un mix di energia, eleganza e immediatezza capace di unire club culture e gusto contemporaneo.

    Protagonista nei club e festival italiani e internazionali, Cristian continua a portare il suo sound in tour, con date che spaziano da Milano a Mykonos, da Dubai a Sharm el-Sheikh e dall’Albania a Palma de Mallorca. La sua presenza sui social, seguita da una community globale, è il prolungamento naturale della sua energia in console: reale, coinvolgente e sempre riconoscibile.

    “Amore tonight” è il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Armando disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 17 aprile 2026 e in rotazione radiofonica dal 24 aprile.

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  • “I tuoi nei” è il nuovo singolo di Annachiara Cecere

    Dal 17 aprile 2026 sarà disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica “I tuoi nei”, il nuovo singolo di Annachiara Cecere per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “I tuoi nei” è molto più di una semplice ballad pop: è un invito a guardare oltre la superficie, a rallentare per scoprire i dettagli che rendono unica la persona che amiamo.

    Il brano nasce dall’idea suggestiva del corpo come una mappa geografica ed emotiva, dove ogni neo diventa un punto di riferimento, un confine da attraversare o una tappa di un viaggio intimo. Esplorare la pelle dell’altro significa, in questo senso, leggerne la storia: ogni centimetro di sé racconta infatti un frammento di vita, un segreto custodito o un momento passato.

    Gesto dopo gesto, questa esplorazione trasforma l’intimità in un puzzle emozionale: un disegno complesso e meraviglioso che si svela solo a chi ha la pazienza e la delicatezza di volerlo completare. Con una melodia avvolgente e un testo che celebra la bellezza delle piccole cose, il singolo ci ricorda che l’amore vero sta nella capacità di ricomporre questi tasselli, trovando finalmente il proprio posto nel mondo attraverso l’altro.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Era il secondo brano che avevo scritto completamente da sola al pianoforte e con Francesco Landi e Giovanni Caffagni,abbiamo deciso di inserire una chitarra acustica assieme a dei synth per dare un tocco magico al brano.Ogni volta imparo cose nuove con questi ragazzi che mi insegnano il senso della musica e con questa canzone vorrò dimostrarlo ancora di più! È una canzone in linea con il resto del progetto che alternerà ballad e brani pop elettronici”.

    Il videoclip di ‘I tuoi nei’, girato nella cornice creativa dei Take Away Studios di Modena, attraverso un sapiente gioco di luci e ombre, accompagna lo spettatore in un percorso di scoperta, lo stesso che avviene tra due persone che imparano a conoscersi. Le diverse inquadrature dell’artista, immerse in un’atmosfera intima e quasi sospesa, riflettono perfettamente il concetto della ‘mappa emotiva’ raccontata nel testo: un volto che si svela a poco a poco, proprio come i segreti e le storie custoditi sotto la pelle.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/d_q0JSdrx1s

    Biografia

    Annachiara Cecere è una giovane cantautrice salernitana, classe 1997. Il suo percorso artistico prende il via a 20 anni, quando inizia a dedicarsi con passione allo studio del canto e della scrittura. Dopo tre anni di formazione, debutta nel panorama musicale con brani come “Una luna blu” e “Stasera non ti giudico”, che riscuotono un immediato successo virale: i suoi lavori superano infatti il milione di visualizzazioni su YouTube e raggiungono oltre 1,5 milioni di interazioni su TikTok.

    Tra il 2023 e il 2024, Annachiara prosegue la sua strada come artista indipendente, approfondendo le proprie competenze tecniche con un anno di studio intenso in composizione e pianoforte. Questa evoluzione le permette di curare personalmente non solo i testi, ma anche le architetture melodiche dei suoi pezzi.

    Il 2025 segna una svolta fondamentale grazie alla collaborazione con i Take Away Studios, un sodalizio che le permette di definire un sound più maturo e identitario. In questo periodo vedono la luce singoli come “Ti stupirò” e “Preferirei”, seguiti a giugno dalla parentesi pop-dance de “La mia normalità” e, a settembre, dall’intimo “Il mio presente”. Attraverso la sua musica, Annachiara si pone l’obiettivo di esplorare l’universalità dei vissuti umani, offrendo un riflesso in cui chi ascolta possa riconoscersi per sentirsi meno solo.

    Il 2026 si apre con il brano“In apnea”.

    “I tuoi nei” è il nuovo singolo di Annachiara Cecere disponibile sulle piattaforme digitali di streaming in rotazione radiofonica dal 17 aprile 2026 per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

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  • “Get the Money and Go” è il nuovo singolo di low RIZZ

    Da venerdì 17 aprile 2026 sarà in rotazione radiofonica “Get the Money and Go” (Maionese Project), il nuovo singolo di low RIZZ già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 14 aprile.

    “Get the money and go” è un brano che racconta gli esordi di low RIZZ come autore e compositore, un periodo segnato da un’intensa ansia da prestazione, rabbia e pressione. Ogni emozione trova una sua traduzione sonora: il pianoforte, con il suo sottofondo drammatico, restituisce l’ansia; le drums, dirette e incisive, incarnano la rabbia; mentre il sample rappresenta quella voce costante nella sua testa, pronta a esercitare pressione.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «Nel testo inserisco vari spezzoni di esperienze vissute tutto riconducibili alla stessa sensazione di disagio e di chiusura verso gli altri, con la costante convinzione di “dovercela fare” da solo in qualsiasi circostanza e situazione. Nell’ep che ho pubblicato l’anno scorso era già molto presente questo aspetto del mio carattere, molto egoista verso la vita e verso la mia musica, ma su Get the Money and Go parlo nel concreto di cosa ha influito il mio percorso in modo tale da rafforzare questi principi, fino ad arrivare a questa “stretta” ma solida visione del mondo».

     

    Biografia

    Inizia questo progetto da relativamente poco, circa un anno e mezzo. Ha scritto testi fin da piccolo ma ha sempre puntato molto sulla produzione, ha cominciato a creare i primi beats a 11/12 anni e prima dei 15 ha avuto modo di collaborare con artisti della scena trap italiana. Nello stesso periodo si butta a capofitto nella scrittura, ed è in quel momento che dà inizio ad un nuovo percorso artistico, non più solo da produttore, ma anche come autore e cantante (senza però esporsi prima dei 18 anni). I suoi pilastri per la scrittura sono sicuramente Kurt Cobain e Tupac Shakur. Per quanto riguarda le produzioni invece, bisogna tornare al sound Hip Hop anni 90’ di tutti i vari i gruppi rap formatosi in quegli anni nella East Coast e West Coast, ma con sfumature che richiamano molto il mondo di artisti attuali quali Tyler, The Creator e Frank Ocean. A livello canoro, deve la maggior parte delle sue conoscenze ad artisti come Amy Winehouse, Michael Jackson, Dave Hollister, Mrs. Lauryn Hill. Ma prima ancora di affacciarsi al mondo delle produzioni, acquisisce una discreta familiarità con batteria, chitarra, basso, e, in seguito, frequentando il liceo musicale, anche altri strumenti a percussione e il violoncello. Ritornando al progetto, il 27 luglio 2025 low RIZZ pubblica un EP di 10 tracce, di cui le più simboliche Cloudy Sun e U Know, e torna sulle piattaforme direttamente il 6 Febbraio 2026 con un nuovo singolo, Lackin’. Lavora quasi del tutto autonomamente, ma di recente ha avuto la fortuna di trovare fotografo/videomaker e grafico (a livello amatoriale) come sostegno per il progetto. Nonostante la giovane età, low RIZZ comprende un target generale over 20, sia per gli argomenti trattati nei testi sia a livello musicale. Punta a raccontare la sua storia alle persone che come lui, hanno degli obiettivi nella vita ma che sono costrette ad arrivarci contando esclusivamente su sè stesse, quasi considerando fiducia e confidenza nei confronti delle altre persone come ostacoli. Il vero grande obbiettivo dell’artista è quello di affacciarsi all’industria estera entro 5 anni.

     

    “Get the Money and Go” è il nuovo singolo di low RIZZ disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 14 aprile e in rotazione radiofonica da venerdì 17 aprile.

     

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  • Halley: dal 17 aprile in radio e in digitale “Blackout” il nuovo singolo

    Da venerdì 17 aprile 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “BLACKOUT”, il nuovo singolo di HALLEY per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Blackout” è un brano in cui Halley racconta la sua parte interiore, delle problematiche di socializzazione e difficoltà nell’inserimento in una società “standardizzata” che non gli appartiene. Un contesto che impone modelli uniformi e in cui chi non rientra nei parametri rischia l’esclusione. Il pezzo si apre con il suo modo di reagire: rendere visibili fragilità e sofferenze. Ne emerge una costante sensazione di inadeguatezza, sospesa tra il sentirsi diverso in mezzo agli altri e profondamente solo quando resta con sé stesso.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Il giorno che ho scritto questo brano è in realtà abbastanza rappresentativo: il giorno dopo sarei dovuto partire in vacanza con i miei amici, eppure avevo paura, mi sentivo insicuro. Mi ricordo la prima volta che l’ho riascoltato da solo con le cuffie, mi sono venuti i brividi perché sentivo di aver espresso al meglio tutto ciò che provavo. Nonostante ciò, questa è solo una delle tante tematiche che affronto nei miei testi, ma una di quelle che ho più a cuore e che credo sia molto sottovalutata rispetto agli effetti negativi che può avere”.

    Il videoclip di “Blackout” mette in scena il conflitto tra individuo e società, raccontando la sensazione di esclusione e di inadeguatezza. Le comparse rappresentano il mondo esterno e lo sguardo degli altri. Nelle prime sequenze appaiono come ragazzi comuni, impegnati in azioni quotidiane, mentre Halley resta immobile su una sedia, bloccato nella propria condizione: un contrasto immediato tra chi va avanti e chi si sente fuori tempo.

    Ad un certo punto, le comparse si fermano e guardano in camera, diventando il simbolo del giudizio e del confronto. I contatti con Halley restano minimi e indiretti – passaggi ravvicinati, sfioramenti, gesti ambigui – mai davvero comunicativi. Lui non reagisce, rimane chiuso in sé stesso, come se tutto accadesse attorno a lui senza coinvolgerlo.

    Nel finale, le figure si allontanano lentamente. Non è una liberazione totale, ma un alleggerimento: il giudizio non scompare, ma smette di essere centrale. Halley resta solo nello stesso spazio, ma con una consapevolezza diversa.


    HALLEY | BIOGRAFIA

    Alessandro Piazza, in arte Halley, nasce a Roma nel 2008, sin da piccolo si contraddistingue per una passione smisurata per la musica, infatti compone le sue prime opere amatoriali già da bambino. La sua svolta arriva all’età di 11 anni, quando per la prima volta incide un brano in sala di registrazione, conoscendo Lorenzo Celata, che da lì in poi diventerà il suo producer. Come raccontato spesso dall’artista la sua passione per la musica è in primis una vocazione personale (da sempre definita “parte di lui”), ma ciò che lo spinge davvero è l’obbiettivo di poter arrivare ad altra gente che si sente come lui, e far provare loro ciò che lui non ha mai provato, ovvero sentirsi capiti. “Halley” definisce i suoi testi come sfogo e consolazione, ha sempre voluto metterci tutte le sue emozioni. Sin dalla tenera età il suo sogno era di fare il cantante, di permettere ad altre persone di avere un supporto emotivo e di sentirsi meglio ascoltando la sua musica.

    Ad oggi, Alessandro, è nel roaster di Red&Blue di Marco Stanzani, e collabora con professionisti di livello come Massimo Calabrese, Marco Lecci e Valerio Calisse.

    “Blackout” è il nuovo singolo di Halley disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 17 aprile.

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  • Halley: dal 17 aprile in radio e in digitale “Blackout” il nuovo singolo

    Da venerdì 17 aprile 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “BLACKOUT”, il nuovo singolo di HALLEY per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Blackout” è un brano in cui Halley racconta la sua parte interiore, delle problematiche di socializzazione e difficoltà nell’inserimento in una società “standardizzata” che non gli appartiene. Un contesto che impone modelli uniformi e in cui chi non rientra nei parametri rischia l’esclusione. Il pezzo si apre con il suo modo di reagire: rendere visibili fragilità e sofferenze. Ne emerge una costante sensazione di inadeguatezza, sospesa tra il sentirsi diverso in mezzo agli altri e profondamente solo quando resta con sé stesso.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Il giorno che ho scritto questo brano è in realtà abbastanza rappresentativo: il giorno dopo sarei dovuto partire in vacanza con i miei amici, eppure avevo paura, mi sentivo insicuro. Mi ricordo la prima volta che l’ho riascoltato da solo con le cuffie, mi sono venuti i brividi perché sentivo di aver espresso al meglio tutto ciò che provavo. Nonostante ciò, questa è solo una delle tante tematiche che affronto nei miei testi, ma una di quelle che ho più a cuore e che credo sia molto sottovalutata rispetto agli effetti negativi che può avere”.

    Il videoclip di “Blackout” mette in scena il conflitto tra individuo e società, raccontando la sensazione di esclusione e di inadeguatezza. Le comparse rappresentano il mondo esterno e lo sguardo degli altri. Nelle prime sequenze appaiono come ragazzi comuni, impegnati in azioni quotidiane, mentre Halley resta immobile su una sedia, bloccato nella propria condizione: un contrasto immediato tra chi va avanti e chi si sente fuori tempo.

    Ad un certo punto, le comparse si fermano e guardano in camera, diventando il simbolo del giudizio e del confronto. I contatti con Halley restano minimi e indiretti – passaggi ravvicinati, sfioramenti, gesti ambigui – mai davvero comunicativi. Lui non reagisce, rimane chiuso in sé stesso, come se tutto accadesse attorno a lui senza coinvolgerlo.

    Nel finale, le figure si allontanano lentamente. Non è una liberazione totale, ma un alleggerimento: il giudizio non scompare, ma smette di essere centrale. Halley resta solo nello stesso spazio, ma con una consapevolezza diversa.

    HALLEY | BIOGRAFIA

    Alessandro Piazza, in arte Halley, nasce a Roma nel 2008, sin da piccolo si contraddistingue per una passione smisurata per la musica, infatti compone le sue prime opere amatoriali già da bambino. La sua svolta arriva all’età di 11 anni, quando per la prima volta incide un brano in sala di registrazione, conoscendo Lorenzo Celata, che da lì in poi diventerà il suo producer. Come raccontato spesso dall’artista la sua passione per la musica è in primis una vocazione personale (da sempre definita “parte di lui”), ma ciò che lo spinge davvero è l’obbiettivo di poter arrivare ad altra gente che si sente come lui, e far provare loro ciò che lui non ha mai provato, ovvero sentirsi capiti. “Halley” definisce i suoi testi come sfogo e consolazione, ha sempre voluto metterci tutte le sue emozioni. Sin dalla tenera età il suo sogno era di fare il cantante, di permettere ad altre persone di avere un supporto emotivo e di sentirsi meglio ascoltando la sua musica.

    Ad oggi, Alessandro, è nel roaster di Red&Blue di Marco Stanzani, e collabora con professionisti di livello come Massimo Calabrese, Marco Lecci e Valerio Calisse.

    “Blackout” è il nuovo singolo di Halley disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 17 aprile.

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  • Il primo disco-medicina pensato per curare il mal d’amore: Andre KoL pubblica “Post-Rottura 1000 modi per guarire”

    Post-Rottura 1000 modi per guarire” (Daylite Records), il debut album di Andre KoL, nasce come il primo disco-medicina pensato per il mal d’amore: undici brani, un percorso scandito come una terapia sentimentale, un concept che racconta il tempo che si apre quando una relazione si chiude.

    L’artista piemontese prende i postumi di un cuore infranto e li trasforma in un disco che ne segue gli effetti nel tempo, affidando a ogni traccia uno spazio ben definito che contribuisce a ricomporre, passaggio dopo passaggio, le ricadute, i ritorni e la lenta ripresa.

    La fine di un rapporto, in questo album, non è un episodio da liquidare in poche righe, ma una condizione che altera il sonno, la percezione del tempo, il rapporto con le abitudini, con lo spazio domestico e perfino con l’idea futura di sé.

    La capacità di rimettere insieme la propria vita dopo essere stati lasciati prende forma in una tracklist che segue il decorso di una separazione come se fosse una terapia non clinica, pop, accessibile. Dalla disillusione radicale di “Non ci crederò mai più” al sorriso finto e quasi difensivo di “Come va? Tutto bene!”, dalla dipendenza affettiva di “Un’altra dose di te” fino alla presa di coscienza conclusiva de “La mia parte migliore”, il disco accompagna chi ascolta in un itinerario che non prescrive guarigioni immeditate, ma offre una mappa, una bussola per potersi orientare dentro sé stessi prima ancora che in un mondo che, una volta venuto meno il noi, chiede di essere guardato con occhi nuovi.

    Andre KoL, anziché provare a rassicurare, a dire “passerà”, mostra come fa male mentre passa. La sua scrittura, infatti, insiste su dettagli, immagini, reazioni sproporzionate, pensieri che si ripresentano nei luoghi più ordinari. Il postino che suona quando si spera che a farlo sia l’ex, i pugni al muro, i binari, le finestre aperte per far uscire un odore rimasto in casa, il feed dell’altra persona che continua a vivere anche quando il proprio tempo sembra essersi fermato.

    Musicalmente e concettualmente, “Post-Rottura 1000 modi per guarire” si muove dentro una linea pop contemporanea che non rinuncia alla forma-canzone, al ritornello, alla melodia, alla possibilità che un disco del genere funzioni tanto come ascolto che come specchio per guardarsi finalmente dentro, rimettere insieme i pezzi e ricostruirsi. È anche per questo che il progetto ha una portata trasversale: parla a chi sta vivendo una separazione, a chi ne è appena uscito, a chi non l’ha ancora davvero elaborata, ma si estende anche ad un pubblico più ampio perché intercetta un argomento che riguarda età, contesti e linguaggi differenti, senza restringersi al solo racconto generazionale.

    “Post-Rottura 1000 modi per guarire” è un concept album che parla di separazione senza renderla un pretesto, ma provando ad ordinarne il caos e a farne un luogo in cui riconoscersi, fino a ritrovare sé stessi al di là della fine.

    A seguire, tracklist e track by track del disco.

    “Post-Rottura 1000 modi per guarire” – Tracklist:

    1. Non ci crederò mai più
    2. Come va? Tutto bene!
    3. … Ma per sempre ti amerò
    4. Senza di noi
    5. Un’altra dose di te
    6. Lasciatemi qui
    7. Ricominciare
    8. Ovunque
    9. Morti insieme
    10. La mia parte migliore
    11. Goditi lei

    “Post-Rottura 1000 modi per guarire” – Track by Track:

    “Non ci crederò mai più” è l’inizio del percorso e coincide con la caduta della fiducia. Non è soltanto la fine di una storia, duqnue, ma il crollo dell’idea stessa di eccezione, di quell’illusione che porta a credere che almeno una volta l’amore possa sottrarsi al fallimento. Il brano apre il disco come un trauma iniziale, quasi una sentenza pronunciata a caldo.

    In “Come va? Tutto bene!” il dolore smette di avere una forma composta e si traveste da normalità. Il titolo è già una maschera, mentre il testo mette in fila insonnia, rabbia, irritazione, smarrimento, autocontrollo mancato. È il brano della risposta automatica, della frase che si dice agli altri quando dentro, in realtà, sta cedendo tutto.

    “… Ma per sempre ti amerò” è il pezzo con cui Andre KoL entra nella zona più ambigua del distacco, quella in cui lasciare andare qualcuno non equivale affatto con smettere di amarlo. Il brano lavora sul paradosso di un sentimento che sopravvive anche alla fine e che, proprio per questo, fa ancora più male.

    La separazione si misura negli spazi e nei gesti rimasti senza controparte. La casa, il letto, le finestre, le scale, gli oggetti: tutto continua a esistere, ma ha perso il suo doppio. “Senza di noi” fotografa la concretezza dell’assenza e la rende quasi tattile, come se il distacco avesse lasciato una traccia fisica nell’aria.

    In “Un’altra dose di te” il lessico diventa apertamente dipendente. L’ex relazione viene trattata come una sostanza da cui non ci si riesce a staccare, e il desiderio di un’ultima volta somiglia a una ricaduta annunciata. È uno dei passaggi più espliciti del concept: il mal d’amore come astinenza, come bisogno che si riconosce tossico eppure continua a chiamare.

    “Lasciatemi qui”: dopo il picco della dipendenza arriva la stasi. Non c’è ancora l’esigenza di ripartire, non c’è ancora piena elaborazione, c’è piuttosto il desiderio di restare fermi dentro un ricordo, come se il tempo esterno potesse andare avanti senza trascinare con sé anche chi soffre.

    “Ricominciare” è la prima vera svolta del disco. Non perché la guarigione sia compiuta, ma perché si affaccia finalmente l’idea che una vita, pur malvolentieri, debba rimettersi in moto. Andre KoL racconta quel momento imperfetto in cui si tenta di ripartire senza essere pronti, sapendo che il corpo va avanti più lentamente di quanto gli altri si aspettino.

    In “Ovunque” il ricordo invade ogni cosa: il traffico, le fermate, i vestiti, la spesa, le vittorie, i giorni storti. L’ex diventa una presenza diffusa, quasi una trama invisibile infilata dentro la realtà. Ma nel finale il brano apre una piccola torsione: ciò che oggi viene cercato ovunque, domani potrà essere ritrovato altrove, in nuove case, in nuovi racconti.

    “Morti insieme”: la relazione viene riletta come una guerra finita senza vincitori, ma non senza conseguenze. Il titolo è netto, esplicativo, e racconta la morte simbolica di un “noi” che continua tuttavia a sopravvivere nei ricordi. È una canzone che unisce riconoscenza e impossibilità di cancellazione.

    Ne “La mia parte migliore” Andre KoL smette di interrogare l’assenza e comincia a interrogare sé stesso, i propri errori, ciò che rimane, ciò che si può ancora imparare. La guarigione, qui, non coincide con la rimozione ma con una nuova disposizione del ricordo, meno tossica, più abitabile.

    Il disco si chiude con “Goditi lei”, un finale cambia leggermente fuoco, passando dalla perdita all’impermanenza. Il brano non parla soltanto a chi è stato lasciato, ma a chi ama senza capire che il tempo concesso non è infinito. Dopo dieci brani attraversati dal dolore, dalla ferita dell’abbandono e della separazione, Andre KoL chiude con una frase semplice e severa: ogni cosa passa, e proprio per questo va guardata meglio mentre c’è.

  • “America Fist” è il nuovo singolo di UBO

    Dal 17 aprile 2026 sarà in rotazione radiofonica “America Fist”, il nuovo singolo di UBO estratto dall’album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme di streaming dal 6 febbraio.

     

     

     

    “America Fist”, è una fusione tra funky, rock, groovy jazz e rhythm and blues d’orchestrazione.

    Intrecci caleidoscopici tra chitarra, basso e tastiere delineano un viaggio sonoro irrequieto e sghembo, a tratti psichedelico: una cavalcata nevrotica e suadente, addomesticata da echi di un gospel metropolitano.

    Il testo descrive la nuova America dei MAGA, di Trump, il neoconservatorismo arrembante, Musk e il suo sconfinato potere tecnologico. Ciò non di meno, l’America rimane pur sempre la patria della grande musica multirazziale, delle tendenze e dello stylish — quell’essere fighi che solo una società complessa come quella americana può trasmetterci.

    Commenta l’artista a proposito del nuovo brano: “Sotto il grande occhio muskiano ci siamo noi: pecorelle addomesticate dal canto sirenico del benessere e del consumismo, che navigano nella nebbia come in un grande circo umano delle nostre individualità.”

    WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” è un concept album; è la consapevolezza che una nuova era è cominciata, le guerre sono più vicine e la storia si è accorciata. Un senso di impotenza e nichilismo caratterizza tutta l’opera: i testi sono un grido sussurrato di colpa e rabbia verso il proprio disimpegno politico.

    Non rimane che rifugiarsi nell’amore, al quale non si crede quasi più, o fuggire in qualche parte incontaminata del globo per cambiare vita, allontanandosi dall’abbondanza del consumismo, dalla velocità e dal cosiddetto progresso.

    Questo album nasce dalle improvvisazioni chitarristiche di Corrado Terenziani, che le forgia in canzoni strutturate. Sandro Animini ed Elisa Minari sono i musicisti che contribuiscono all’arrangiamento e alla produzione di “What if?”, e insieme il trio prende il nome di UBO.

    Le chitarre si muovono scattose e sornione, con suoni acidi e puliti, alternando parti melodiche ad accompagnamenti minimalisti, dissonanze e giri armonici improbabili ma efficaci. Il basso è un pulsare di armonizzazioni e melodie, suonato con gusto e sapienza. Le tastiere coprono una gamma di suoni infiniti a comporre una scenografia che rappresenta vividamente i testi, come in una colonna sonora paranoica e psichedelica.

    “What if?” è suonato con classe e talento, sapienza e ambizione, scarsità di mezzi e abbondanza degli stessi. Un suono lo-fi, garage, tendente al naïf, che non impedisce a questo disco di essere un’assoluta novità e rarità nel panorama della musica italiana degli ultimi trent’anni.

    TRACK-LIST:

    Rapida (Beh tanto)

    Rien Club

    Microbo

    America Fist

    Via con me

    Fine

    Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/61cLBciBriG9ZVE7cDdegZ?si=3jnYoO7yQ4-Arsz1_ax2dg

     

     

    Biografia

    Corrado, in arte UBO, comincia a suonare la chitarra a 14 anni, forma il suo primo gruppo con brani suoi dai 14 ai 16 anni, partecipando con i Travel Boys a 3 concorsi per gruppi in erba, vincendone 1, a Traversetolo (PR), nel lontano 1983.

    Lascia la musica per 3 anni, tornando a suonare con i Cea park dei f.lli Fontanili nel 1987, come chitarra solista, ma lascia il gruppo dopo il primo anno. È un nuovo allontanamento dalla musica, causa problemi dovuti al suo bipolarismo. Torna a formare un gruppo,” dr divago”, dal 1991 al 1993, con Stefano Lugli alla voce, Marco Pecchini al basso e Marco Salvemini alla batteria, elementi provenienti dal fervido e talentuoso ambiente musicale della bassa reggiana, Gualtieri nel caso dei sopracitati. Nonostante un materiale pronto per la registrazione di un album, e un concerto molto riuscito alla nota festa dell’unità Gorganza, non se ne fa nulla, divergenze sui testi annullano il progetto. Lascia il gruppo nel 1994 per raggiungere i Korova milk bar di Daniele Gallinari, batt. e Ezio Moscatelli, basso, con Giovanni Guerri alla voce, dando vita a una serie di concerti, ottimamente riusciti, a Reggio Emilia. Nuova interruzione dell’attività musicale, dal 1995 al 1998, quando registra un EP di 3 brani suoi, con l’amico e cantante Stefano Lugli ed altri amici, noti musicisti reggiani, quali Alessandro Lugli, Lucio Boiardi e la stessa Elisa Minari. Dal 1999 lascia la musica in toto, fino a quando durante il covid, 2020, riprende in mano la chitarra, si esercita principalmente a casaccio, ma riprende tra le mani un vecchio libro di chitarra jazz, e nascono le primissime idee per “WHAT IF?”… Ciò nonostante il progetto non si sviluppa, si interrompe tutto, smette ancora di suonare, fino all’aprile 2024, quando riprendendo in mano la chitarra e riascoltando 2 pezzi di 4 anni prima, sviluppa definitivamente il progetto UBO e la realizzazione di “WHAT IF?”, grazie al coinvolgimento della grandissima Elisa Minari e del geniale maestro Sandro Animini. Il titolo del suo unico disco è un chiaro riferimento alle frequenti interruzioni della sua attività musicale, all’incostanza del suo operato, alla totale mancanza di disciplina e al suo particolarissimo autodidattismo confuso e disturbato, malato e insicuro. Cosa sarebbe stata la sua vita se…come sarebbe stata la sua musica se…. Il raschio del fondo celeste sono i suoi ultimi afflati in musica

    “America Fist” è il nuovo singolo di UBO in rotazione radiofonica dal 17 aprile 2026 estratto dal nuovo album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 febbraio.

     

     

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  • “Tra mandrie e stormi hai un déjà vu” è il disco d’esordio dei Fujiiro

    Dal 14 aprile 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale e in formato vinile “Tra mandrie e stormi hai un déjà vu”, il primo disco dei FUJIIRO pubblicato da Overdub Recordings.

    “Tra mandrie e stormi hai un déjà vu” è un album di sette brani che attraversa territori sonori diversi, tra psych rock, new wave, cantautorato e folk, con suggestioni che richiamano atmosfere mediorientali e western. Il disco segue il percorso di un protagonista alle prese con un conflitto interiore che si riflette nel mondo che lo circonda. Le canzoni mettono in scena domande, tensioni e contraddizioni di un individuo inserito nella società contemporanea, diviso tra il desiderio di partecipare e quello di evadere.

    Tra immagini evocative e riferimenti simbolici, il racconto alterna momenti di inquietudine e ricerca a brevi aperture di consapevolezza, in cui affiora la possibilità di uno spiraglio di speranza.

    Spiega la band a proposito del nuovo album: “L’album è stato pensato, suonato, ripensato, prodotto, finito e rifinito nel periodo fra la pandemia del 2020 e il 2024. Questo periodo ci ha influenzato molto, sia dal punto di vista delle parole che della musica. Gli shock culturali e sociali che abbiamo vissuto hanno avuto un ruolo fondamentale per la ricerca sonora e testuale. Eppure, anche il periodo attuale che stiamo vivendo ci sembra continuare ad esistere in alcune delle canzoni dell’album che abbiamo scritto. È, inoltre, in questo periodo che abbiamo pensato di dar vita al progetto Fujiiro, lasciandoci il precedente progetto, Malva, alle spalle. Non è un disco facile, è un materiale che contiene conflittualità al suo interno e la trasmette interamente all’ascoltatore, a volte in maniera ironica, alle volte in maniera aggressiva. Al tempo stesso rappresenta anche una certa presa di coscienza. Si tratta di una ricerca indefinita che, quando meno te l’aspetti, porta a degli stati di distensione totale. Quasi di espansione della coscienza. L’album cerca, attraversando diversi ostacoli e conflitti interiori, di congiungere emotività, spiritualità e società. Il lavoro è stato interamente autoprodotto, abbiamo cambiato anche noi idea mille volte. Ci siamo divertiti ma ci siamo anche tanto impazziti dietro!”.

     

    “TRA MANDRIE E STORMI HAI UN DÉJÀ VU” TRACKLIST

    1-Indagine                           

    2-Sioux                            

    3-Sister Gone                     

    4-Apertura                          

    5-Oduganga                       

    6-Colazione su Marte         

    7-Ossessione Cittadina 

     

    Biografia

    I Fujiiro nascono ufficialmente nel 2026 a Firenze, dalle ceneri dei Malva, precedente progetto alternative attivo dal 2019. Il genere della band è difficilmente catalogabile, a tratti ricorda uno Psych Rock contemporaneo di matrice internazionale (King Gizzard and the Lizard Wizard, Tropical Fuckstorm, Queens of the Stone Age), a tratti sono evidenti i rimandi ad una sorta di cantautorato italiano, sensoriale ed onirico (Iosonouncane, Verdena, C.S.I.).

    I testi ed il cantato in italiano sono irrequieti e tormentati, appoggiandosi su figure archetipiche e immagini simboliche. Il primo disco dei Fujiiro racconta in prima persona i pensieri e le pulsioni di un individuo alla spasmodica e insoddisfatta ricerca di un qualcosa di indefinito, inserito in una società apparentemente fuori dal tempo, a tratti distopica e a tratti spaventosamente contemporanea. Da riferimenti socialmente e culturalmente lontanissimi si arriva ad introspezioni psicologiche senza soluzione di continuità.

    I Fujiiro cercano di congiungere l’amore per la canzone con l’interesse per la sperimentazione, decostruendo la forma canzone e alternando melodie classiche a cantati frenetici (a tratti “spoken”). I Fujiiro si rivolgono agli amanti dei live e della musica rock trasversale, con uno spiccato interesse per la psichedelia.

    La band è formata da Dario Errico (chitarrista e cantante principale), Lorenzo Niccolai (chitarrista e “rumorista elettronico”) e Andrea Biancotti (batterista e percussionista). In formazione completa, dal vivo, hanno come turnista un bassista (basso elettrico e bass synth).

    Anticipato dai singoli “Sioux” e “Sister Gone”, “Tra mandrie e stormi hai un déjà vu” è il disco d’esordio dei Fujiiro pubblicato da Overdub Recordings disponibile in digitale e in formato vinile dal 14 aprile 2026.

     

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  • Ferrara celebra il giornalismo: il 18 aprile convegno formativo e consegna premi Corona d’Oro e Film Videoclip Award

    Sabato 18 aprile 2026, il Ridotto del Teatro Comunale ospita la III edizione del Premio Corona d’Oro e la IV edizione del Film-Videoclip Award all’interno del convegno formativo deontologico “Etica, musica e algoritmi — Il giornalismo musicale nell’era dell’intelligenza artificiale”. Tra i premiati e gli ospiti: Gino Castaldo, Mauro Repetto e i vertici dell’informazione musicale italiana. A seguire i casting della 58^ edizione di “Una Voce per L’Europa”presso Sala Prove 2.

    La città di Ferrara, patrimonio dell’Umanità e culla della cultura europea , torna a essere l’epicentro del dibattito critico musicale . L’iniziativa è organizzata da Nove Eventi in collaborazione con il Comune di Ferrara.

     

    Dalle ore 09:30, presso il Ridotto del Teatro Comunale, avrà luogo il convegno formativo deontologico “Etica, musica e algoritmi — Il giornalismo musicale nell’era dell’intelligenza artificiale”, all’interno del quale esperti del settore e firme storiche della critica musicale si confronteranno sul delicato equilibrio tra automazione e creatività umana. La partecipazione al convegno vale 5 crediti formativi. Il programma prevede interventi di:

    • Gino Castaldo (Radio 2 Rai) sull’obiettività nella critica musicale.
    • Fabrizio Basso (Sky TG24) sull’indipendenza editoriale e i rapporti con le etichette.
    • Cristina Ranieri (Sintonia) sull’impatto dell’IA sul diritto d’autore.
    • Michele Monina (Scrittore) sulla responsabilità della parola e il rischio fake news.
    • Bruno Sconocchia (Assoconcerti) e Andrea Micciché (Nuovo Imaie) sulla trasparenza per lo spettatore e il valore dell’autenticità.
    • Silvestro Ramunno (Presidente ODG Emilia-Romagna) sul futuro occupazionale e l’accountability della professione.

     

    Durante il convegno formativo sarà previsto un momento dedicato alle premiazioni delle eccellenze italiane. Il Premio Corona d’Oro alla Carriera per l’edizione 2026 sarà conferito a Gino Castaldo. Sarà inoltre annunciato il vincitore del premio “Miglior Critico dell’Anno”, scelto tra una rosa di candidati provenienti dalle testate nazionali più prestigiose.

    Contestualmente, il Film-Videoclip Award (IV edizione) celebrerà l’audiovisivo come forma d’arte autonoma. La cerimonia vedrà la partecipazione speciale di Mauro Repetto per la consegna dei riconoscimenti alle migliori produzioni dell’anno.

     

    Dalle ore 15:30, le attività si sposteranno presso la Sala Prove 2 per i casting nazionali della 58ª edizione di “Una Voce per l’Europa”. Circa 25 giovani talenti si esibiranno davanti alla giuria; in questa occasione verrà assegnato il Premio Red & Blue per la promozione discografica professionale.

    Una Voce per l’Europa” è uno storico festival canoro volto a scoprire e valorizzare giovani talenti emergenti, favorendone l’inserimento nell’industria musicale. Il contest si rivolge a solisti, duo o band dai 14 anni in su. Gli iscritti si dividono in due categorie: EDV, per chi si esibisce dal vivo,  e  ESB, per chi si esibisce su base.

    Il percorso 2026 prevede una tappa il 18 aprile a Ferrara con casting per circa 25 concorrenti. Seguono le selezioni e semifinali dal 18 al 21 giugno, culminando nella Finalissima del 5 settembre in Piazza Municipale a Ferrara. I premi includono pacchetti di promozione discografica, borse di studio e opportunità di scambi internazionali, come il progetto “Sing for Italy” in Canada.

     

     

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