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  • “Niente” è il nuovo singolo di Lorenzo Lupo

     Dal 29 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica “Niente”, il nuovo singolo di Lorenzo Lupo per Up Music prodotto e mixato da Sabatino Salvati.

    “Niente” è un brano che racconta un’esperienza vissuta ad Amsterdam anche solo per pochi giorni, che lo ha portato a vivere momenti fuori dall’ordinario. Il pezzo prosegue il percorso che Lorenzo Lupo ha intrapreso con il precedente singolo “Vivo”.

    Il ricordo dei giorni a seguire gli fa comprendere quanto quegli istanti lo abbiano segnato o, per meglio dire, “bruciato” più del fuoco, proprio perché vissuti intensamente; ora, però, l’artista ricerca la pace. Queste sensazioni post-ricordo mettono in luce quanto il dolore della nostalgia sia forte: tuttavia, se con il pensiero egli si ritrova già in quei luoghi insieme a lei, allora quel dolore smette di fargli male.

    Il ritornello crea una sorta di certezza: il pensiero reciproco è così potente da non lasciarli dormire. Il coraggio e il cuore di Lorenzo sono stati “rubati” dall’amata, lasciandolo nell’incertezza di ciò che resterà di loro, se non un vuoto racchiuso nella frase: “Niente dopo di noi”.

    Il resto del testo descrive lo scorrere inesorabile del tempo e delle stagioni, mentre il protagonista, distratto dal sentimento, non si rende conto di ciò che lo circonda. Dopo la seconda strofa, il ritornello lo trascina verso la risoluzione finale: l’accettazione di una fine inevitabile, racchiusa nella semplicità di una parola che dà il titolo al brano.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Sentivo il bisogno di scrivere qualcosa che parlasse di una realtà che ho vissuto e che mi ha cambiato. Amsterdam è stata il punto di partenza, ma ‘Niente’ è il punto di arrivo di un’emozione che ancora oggi mi porto dentro ogni volta che canto.”

    Biografia

    Nato a Gallipoli il 2 febbraio 2004, Lorenzo Lupo è un cantante pugliese originario di Casarano, in provincia di Lecce. Per lui la musica non rappresenta semplicemente una passione, ma una parte profonda della propria identità, qualcosa che lo accompagna sin dall’infanzia e che, ancora oggi, costituisce il mezzo più autentico attraverso cui esprimere sé stesso e le proprie emozioni.

    Fin da bambino cresce in un ambiente familiare fortemente legato alla musica italiana. I genitori gli trasmettono l’amore per i grandi artisti della tradizione, facendogli ascoltare canzoni e concerti attraverso vecchie videocassette che Lorenzo guardava e riguardava insieme alla famiglia. È proprio in quei momenti che nasce il suo primo legame emotivo con la musica: ascoltando quei brani inizia a canticchiare sottovoce, sviluppando una sensibilità artistica che, con il passare degli anni, si farà sempre più intensa.

    Durante il percorso scolastico sceglie di frequentare istituti a indirizzo musicale, approfondendo la propria formazione e avvicinandosi sempre di più al canto. Negli anni dell’adolescenza scopre le influenze musicali italiane e internazionali che più sente vicine alla propria personalità artistica, maturando il desiderio di trasformare quella passione in un vero percorso professionale. Nonostante la forte timidezza che inizialmente lo frenava, Lorenzo riesce a superare le proprie insicurezze grazie all’incoraggiamento dei compagni di scuola, che lo spingono a esibirsi durante un evento orchestrale natalizio alle scuole medie. Da quel momento decide di intraprendere seriamente lo studio del canto con il suo attuale maestro, con la volontà di approfondire ogni sfumatura tecnica ed emotiva della propria voce.

    Negli anni successivi Lorenzo consolida il proprio percorso artistico entrando in contatto con una realtà discografica interessata a sviluppare il suo progetto a 360 gradi. Nascono così i suoi primi brani inediti: «Controcorrente», dedicato al profondo amore per la musica, e «Il tempo cura», un brano che racconta il potere del tempo nel guarire le ferite di una relazione sentimentale. Successivamente realizza uno dei suoi primi grandi sogni artistici duettando con Bobby Solo nel brano «Finché ce n’è», una canzone dalle sonorità country che racconta le emozioni del primo incontro con l’amore.

    Prosegue poi il proprio percorso con «In amore», singolo che affronta le difficoltà e le contraddizioni di una relazione tormentata, nella speranza di ritrovare un punto di luce capace di ricostruire il legame. Tra le esperienze più significative del suo percorso vi è anche la collaborazione con Michele Maisano per il riarrangiamento del celebre brano «Se mi vuoi lasciare», reinterpretato in duetto con lo stesso artista originale. Grazie a queste collaborazioni Lorenzo ha avuto l’opportunità di prendere parte a programmi televisivi nazionali e trasmissioni RAI, continuando a consolidare la propria crescita artistica.

    Nel giugno del 2025 Lorenzo Lupo raggiunge un importante traguardo con il singolo «Vivo», ottenendo un riscontro straordinario dal pubblico e dal panorama radiofonico nazionale. Il brano entra infatti nella programmazione di Radio Kiss Kiss, permettendo all’artista di ottenere una sempre maggiore visibilità. Grazie al successo del singolo viene inoltre invitato a partecipare al tour Kiss Kiss Way, esibendosi in diverse tappe in tutta Italia davanti a migliaia di persone e vivendo un’esperienza fondamentale per la propria maturazione artistica e professionale.

    Oggi Lorenzo Lupo continua il proprio percorso musicale con l’obiettivo di trasformare ogni esperienza personale in musica autentica, mantenendo al centro del suo progetto artistico l’emozione, la verità e il legame sincero con il pubblico.

    “Niente” è il nuovo singolo di Lorenzo Lupo disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica dal 29 maggio 2026.

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  • “Frammenti” è il nuovo singolo di Gioacchino Fittipaldi

    Da venerdì 29 maggio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “FRAMMENTI”, il nuovo singolo di GIOACCHINO FITTIPALDI per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

     

    “Frammenti” è un brano che riflette sul tempo, sulla memoria e sull’assenza, utilizzando la metafora dei pezzi sparsi per raccontare la fragilità della condizione umana. Il testo si muove tra passato e presente, mostrando quanto sia semplice aggrapparsi ai ricordi e quanto invece il presente sfugga continuamente di mano. L’autore prova a colmare questa distanza attraverso la mente, i sogni e la memoria, unici luoghi in cui chi non c’è più continua, in qualche modo, a esistere.

    Al centro del brano c’è l’immagine dell’essere umano come “cenere che si ricompone”: una materia fragile destinata a dissolversi, ma capace di sopravvivere nei ricordi, nelle fotografie e nelle tracce lasciate nel tempo. Il ritornello, con il verso “navigato incrociandosi col fato”, assume i toni di un’invocazione intima e malinconica rivolta a una figura perduta, osservata con ammirazione e nostalgia.

    Nel finale, la prospettiva si amplia dal piano personale a quello universale. Gli uomini diventano “frammenti di universo addormentati in terra”, immagine che suggerisce una nobiltà d’origine spesso dimenticata. La canzone si chiude con un’amara riflessione sulla realtà contemporanea: chi perde questa connessione universale e “si sveglia storto” finisce per “giocare a far la guerra”, sprecando la sacralità della propria esistenza.

     

    Spiega il cantautore a proposito del brano: “Questo brano ha radici profonde e dolorose. È nato qualche anno fa, in un momento di buio totale, in seguito a un lutto che ha segnato profondamente la mia famiglia. Per lungo tempo è rimasto chiuso in un cassetto. Oggi, a distanza di anni, ho sentito che era arrivato il momento di tirarlo fuori, non per riaprire una ferita, ma per trasformare quel dolore in memoria attiva. All’interno del mio progetto musicale, questo pezzo rappresenta il coraggio di guardarsi indietro e la volontà di dare una forma eterna a chi non c’è più. In studio abbiamo cercato una sonorità che fosse un abbraccio, un viaggio riparatore tra ciò che abbiamo perso e ciò che resta per sempre dentro di noi”.

     

    Il videoclip di “Frammenti”, diretto da Stefano Poletti e con protagonisti Gioacchino Fittipaldi e Ilaria De Donato, è stato girato a Tursi, nello specifico nell’antico rione della Rabatana, e sulla suggestiva spiaggia di Policoro, in provincia di Matera, in Basilicata.

    La Rabatana è il nucleo più antico e caratteristico di Tursi. Il rione sorge su un’altura circondata da profondi calanchi argillosi ed è caratterizzato da un dedalo di stradine strette, case in pietra che sembrano arrampicarsi l’una sull’altra e suggestive grotte scavate nella roccia. Questo borgo millenario, sospeso tra cielo e terra, evoca un’atmosfera di solitudine e poesia che lo rende uno scenario ideale per raccontare il silenzio e la stratificazione del tempo.

    In netto contrasto visivo e sensoriale, le scene si spostano poi sulla spiaggia di Policoro, introducendo nel video una dimensione di infinito e di profonda libertà.

    Il video rappresenta così un viaggio nella memoria e nei ricordi, trasformandosi in un’immersione sensoriale nel tempo e nelle emozioni. Non racconta una vera e propria storia lineare, ma cerca piuttosto di catturare l’essenza stessa del ricordo: immagini, riflessi e presenze che appaiono e scompaiono, lasciando dietro di sé una scia di nostalgia e consapevolezza.

    Le architetture silenziose della Rabatana e la linea infinita del mare di Policoro diventano così il simbolo di ciò che resta dentro di noi: tracce del passato e della natura che continuano ad abitare il presente e a definirne l’identità. Il videoclip si trasforma quindi in un omaggio alla memoria, alle proprie radici e a tutto ciò che, pur invisibile, continua a nutrire interiormente l’essere umano. Un invito a chiudere gli occhi per riuscire a vedere più a fondo.

    Guarda il videoclip di “Frammenti” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=7QJUcqB_lWs

     

    GIOACCHINO FITTIPALDI | BIOGRAFIA

    Gioacchino Fittipaldi lavora stabilmente nel mondo della musica da trent’anni. Il suo percorso ha radici precoci: inizia a 8 anni con lo studio del pianoforte e a 13 assume il ruolo di batterista nella band del padre. La sua preparazione tecnica si consolida presso il Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza, dove studia percussioni e chitarra classica. Polistrumentista, utilizza nei suoi progetti la chitarra (classica ed elettrica) e l’armonica a bocca. Un elemento centrale della sua identità è il legame con il territorio: nato a Lagonegro, ma vive da sempre a San Severino Lucano; ha scelto di mantenere il proprio paese d’origine come base operativa e creativa costante.

    Le sue radici musicali uniscono il rock internazionale alla scuola del cantautorato italiano. Tra i riferimenti principali figurano i Pink Floyd, i Dire Straits e i Metallica per la costruzione del sound e l’energia strumentale, affiancati dalla profondità narrativa di Fabrizio De André, Francesco Guccini e Francesco De Gregori. La sua direzione artistica risente inoltre di mondi sonori vicini ad artisti come Caparezza e gli Afterhours, confluendo in un pop-rock d’autore che bilancia tradizione e produzione moderna.

    Il percorso discografico recente è segnato da collaborazioni con diversi produttori: nel 2022 pubblica “Il boschetto alla rovescia” con Lorenzo Sebastiani, nel 2023 l’EP “Bianco Nero….Arcobaleno” con Francesco Procacci e Andrea Allocca, mentre dal 2024 collabora stabilmente con Pietro Foresti. Per la finalizzazione dei suoi lavori, Fittipaldi si avvale di un team che comprende produttori, grafici e management, mantenendo la supervisione totale sulla direzione artistica e narrativa dei suoi spettacoli.

    Anche se non ama indicare brani preferiti o rappresentativi, per approcciarsi alla sua musica: si possono comunque indicare questi 3 titoli: Rubata a Dio, Il boschetto alla rovescia e Per quello che non ho.

    A maggio 2026 è prevista l’uscita di “Frammenti”, brano scritto anni fa in seguito alla perdita di una persona cara e prodotto con Pietro Foresti mantenendo testo, melodia e assolo di chitarra originali per preservarne l’intento iniziale.

    Attraverso la sua musica, Fittipaldi esplora i contrasti umani e il delicato equilibrio tra introspezione e osservazione sociale. Il suo racconto invita alla ricerca di senso e alla riscoperta della propria identità.

    “Frammenti” è il nuovo singolo di Gioacchino Fittipaldi disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 29 maggio.

     

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  • “Zweite Heimat” è il nuovo singolo dei Venus Ship

    Dal 29 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica “Zweite Heimat”, il nuovo singolo dei Venus Ship. Il brano anticipa l’uscita del prossimo album, pubblicato da Irma Records.

    “Zweite Heimat” è un brano funk cinematografico dalle sfumature noir, dove il fitto contrappunto tra gli strumenti diviene protagonista assoluto. Il titolo, traducibile come “Seconda patria”, nasce dalla volontà di sottrarre questo concetto alla retorica militarista, tornata prepotentemente attuale. Il riferimento artistico è la saga Heimat del regista Edgar Reitz: proprio come il giovane Hermann — che dopo aver lasciato i luoghi natii ritrova nel Conservatorio di Monaco un senso universale di appartenenza — la musica si fa qui dimora e nuova cittadinanza.

    Commentano gli artisti a proposito del brano: “Quasi per caso, durante le sessioni di registrazione di questo brano, avviene l’incontro con il bravissimo batterista e percussionista Michael Harding, che ogni mattina frequenta lo studio MicroBo per dedicarsi allo studio della batteria. Tra noi nasce subito un’intesa speciale, caratterizzata da energia e ascolto reciproco. Dopo qualche incontro e scambio di musica e idee, Michael diventa membro stabile della formazione Venus Ship, portando il suo tocco unico nel sound della band.”

    Il videoclip di “Zweite Heimat” cattura l’essenza di una vera sessione di registrazione in studio attraverso l’occhio della cinepresa, discreto e diretto: i musicisti condividono lo stesso spazio, suonando insieme con l’energia di un set dal vivo. Le riprese da molteplici angolazioni mettono in luce la concentrazione e il talento tecnico della band, offrendo uno sguardo autentico sul loro processo creativo.

    Il video è stato realizzato combinando telecamere fisse e riprese dinamiche curate dal fonico Leonardo Carletti, che per l’occasione ha diviso il suo ruolo tra il mixer e la macchina da presa.

    Guarda il video su YouTube: https://youtu.be/PXFEm8a3fiY

    LINE-UP:

    Ugo Moroni – Band leader (chitarra, arrangiamenti, composizioni originali)

    Andrea Salvato – Flauto e social media manager

    Marco Vecchio – Sassofono contralto

    Federico Privitera – Tromba

    Giuseppe Lastella – Trombone

    Michele Murgioni – Tuba e presentatore della band

    Daniele Marrone – Basso elettrico

    Michael Harding – Percussioni

    Mattia Bassetti – Batteria

    Biografia

    Venus Ship è un collettivo di nove musicisti nato dalla scena underground bolognese e attivo da diversi anni. La band si caratterizza per un sound orchestrale che fonde funk, soul, jazz, blues, rock, hip hop e musica cinematografica, creando un ponte tra gli anni ’60-’70 e la contemporaneità.

    Il collettivo propone inoltre una narrativa militante, dedicando la propria musica alle lotte e ai grandi personaggi che, in epoche lontane, si sono battuti contro ingiustizie ancora oggi dolorosamente attuali. Partendo da queste storie di ribellione, i Venus Ship costruiscono un legame con il presente, mostrando come la musica possa sfidare modelli sociali errati, accendere riflessioni e ispirare il cambiamento. Non a caso, l’album “Underground Foxes” (Irma Records, 2025) è stato definito un manifesto musicale contro le disuguaglianze sociali, capace di fondere ricerca sonora e impegno civile.

    “Zweite Heimat” è il nuovo singolo dei Venus Ship per Irma Records disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica dal 29 maggio 2026.

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  • “Limerence” e “Self Love” il nuovo singolo doppio degli Archivio Futuro e Francesca Palamidessi

    Dal 29 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Limerence” / “Self-Love”, il nuovo singolo doppio degli Archivio Futuro e Francesca Palamidessi per PLUMA dischi.

    “Limerence / Self-Love” sancisce la collaborazione tra gli Archivio Futuro e la cantante e producer Francesca Palamidessi.

    Dopo aver inaugurato la loro sinergia artistica, la band e l’artista hanno deciso di dare vita a un progetto completo e strutturato, composto da due brani antitetici sia sul piano tematico che su quello puramente musicale.

    La genesi dei pezzi riflette uno scambio creativo speculare: Limerence è nata da una base strumentale degli Archivio Futuro poi affidata alla voce e alla sensibilità della Palamidessi, mentre per Self-Love il processo è stato l’esatto contrario. Ad accompagnare l’uscita c’è anche un videoclip ufficiale, interamente ideato dagli stessi artisti.

    Tutto il lavoro si sviluppa sul concetto del contrasto: luce contro ombra, interno contro esterno, morbidezza e dolcezza contrapposte a dinamismo ed esplosività. Le due tracce esplorano infatti il tema del rapporto con ciò che ci circonda. Se nel primo brano il racconto si focalizza sull’esterno attraverso la lente di un’ossessione sentimentale, nel secondo lo sguardo si volge intimamente verso l’interno, celebrando l’autoaffermazione.

    Anche la produzione ribadisce l’identità e la specificità dei due progetti musicali, da sempre votati alla commistione tra strumenti acustici ed elettronica. Il risultato è una scrittura non convenzionale che sfiora il pop ma si spinge ben oltre, guardando a molteplici panorami sonori e abbracciando a pieno un’idea di pura ibridazione.

    Spiegano gli Archivio Futuro a proposito di “Limerence”: “Limerence ha aperto la strada di questa nostra collaborazione. Noi di Archivio Futuro lo avevamo pronto già da qualche mese, e inizialmente era un brano strumentale, così come il nostro disco d’esordio. Tuttavia da quando abbiamo iniziato a lavorare al nostro ultimo EP “Rituale Moderno”, ci siamo approcciati all’utilizzo della vocalità. Francesca era la candidata perfetta per quello che avevamo in mente di restituire a livello di scrittura e produzione. È infatti un brano intimo, narrativo, complesso, stratificato, ma leggero allo stesso tempo. Lo abbiamo scritto con l’obiettivo di indurre l’ascoltatore nel generare immagini dal sapore cinematico, che evolvono poi in un incalzante climax sonoro e ritmico. Il bilanciamento musicale e l’attenzione agli elementi sonori del brano è stato il perno centrale della fase produttiva prima, e arrangiamento poi. Il sassofono contralto che introduce, accompagna e dialoga con la voce, la batteria che evolve e fa da motore pulsante e porta azione e movimento, i suoni elettronici che vanno a colmare lo spettro delle frequenze degli strumenti. Il risultato è un brano perfetto per introdurre ma allo stesso tempo dare spazio dinamico per potere crescere, cosa che abbiamo deciso di fare con Self Love.”

    Commenta Francesca Palamidessi su “Self-Love”: “Dopo aver collaborato su Limerence, su suggerimento di Pluma Dischi, abbiamo pensato sarebbe stato giusto completare il tutto con una seconda canzone: ho scritto quindi Self-Love pensando ad Archivio Futuro, alla loro energia e creatività. L’idea di partenza è stata quella di realizzare un brano antitetico rispetto a Limerence in termini di carattere, dinamica e struttura. Il testo è una affermazione di indipendenza, un grido quasi politico che inneggia al diritto di sbagliare seguendo il proprio istinto. Anche in questo caso collaborare è stato meraviglioso: a partire dalla prima pre-produzione, i ragazzi hanno arricchito e intensificato notevolmente il sound, con ritmiche potenti, sassofoni ed elementi elettronici. Il risultato è una canzone tagliente, ballabile, fisica. Sono molto contenta di questa collaborazione e non vedo l’ora di portare questi brani dal vivo.”

    Il videoclip di Limerence / Self-Love, il singolo doppio nato dalla collaborazione tra gli Archivio Futuro e Francesca Palamidessi, unisce i due brani, mettendoli a confronto sia sul piano visivo che su quello tematico. Girato in un contrastato bianco e nero, il video intreccia concetti astratti legati alla pura intenzione musicale, dando vita a un universo di opposti: luce e buio, armonia e conflitto. Il montaggio si sviluppa in perfetta simbiosi con il suono e con la sua straordinaria potenza evocativa.

    I punti di vista si alternano continuamente tra i protagonisti, traducendo in immagini metaforiche la percezione del mondo esterno. In Limerence, traccia accogliente ed eterea, il bianco domina la scena; i musicisti appaiono assorti, quasi in uno stato onirico che simboleggia la spaccatura e la dissociazione interiore tipiche di quando l’oggetto della nostra ossessione si trova fuori di noi. Al contrario, Self-Love sposa atmosfere scure e taglienti per raccontare la riappropriazione del proprio corpo, la scoperta di un’energia interiore e una sorta di matrimonio con se stessi, indipendente dal mondo circostante.


    Guarda il videoclip su YouTube:
    https://youtu.be/cphQOyLHVvE

    BIO

    FRANCESCA PALAMIDESSI

    Compositrice, producer e polistrumentista. I suoi progetti artistici si muovono agilmente tra avant-pop, linguaggi sperimentali e musica elettronica, affondando le proprie radici nella classica e nel jazz. Ha pubblicato tre dischi da solista; con Madreperla del 2023, da lei interamente scritto, prodotto e interpretato, è stata accostata per affinità ad artisti quali Björk, Aphex Twin, Arca e Caroline Polachek. Wisteria, il suo ultimo EP, è uscito nel marzo del 2025. Forte anche di esperienze e incursioni nel mondo del pop d’autore (Calcutta, Elisa, Frah Quintale e altri) e di un percorso di ricerca sul rapporto tra voce ed elettronica, ha elaborato negli anni uno stile personale fatto di ibridazione, contaminazione e lirismo vocale, in perfetto equilibrio tra improvvisazione e songwriting.

     

    ARCHIVIO FUTURO

    Collettivo musicale composto da Lorenzo Calpini, Danilo Menna e Vittorio Gervasi. Il progetto, caratterizzato da un approccio cross-mediale, nasce nel 2021 e viene presentato nella cornice della Triennale di Milano. Archivio Futuro – nomen omen – è un progetto in cui si sperimenta la dualità tra l’acustico e l’elettronico, la musica organica e quella programmata. Il risultato è un suono in cui i confini appaiono sfumati: sample che aprono squarci verso mondi lontani, beat house e garage che incrociano traiettorie jazz e prog-rock. Il collettivo ha all’attivo un LP omonimo di debutto dal carattere strumentale e l’EP Rituale Moderno del 2024, ultimo lavoro discografico con il quale ha iniziato a sperimentare l’utilizzo della vocalità; entrambi i lavori sono stati pubblicati da La Tempesta. Archivio Futuro fa dell’attività live uno dei suoi principali punti di forza, con oltre 60 concerti negli ultimi tre anni che lo hanno visto prendere parte a rassegne come: Beaches Brew, Spring Attitude, Fano Jazz by the Sea, Gaeta Jazz Festival, Arci Bellezza, Angelo Mai e Mammut Jazz Festival, solo per citarne alcune.

    “Limerence” / “Self-Love” è il nuovo singolo doppio degli Archivio Futuro e Francesca Palamidessi disponibile in rotazione radiofonica dal 29 maggio 2026 per PLUMA dischi.

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  • DJ Jad, Wlady e Shorty Shok raccontano l’estate che manda in crisi le coppie: “Colpa del Sole” è il nuovo singolo tra ironia, caldo, desiderio e relazioni al limite

    Esce venerdì 29 maggio “Colpa del Sole”, il nuovo singolo di DJ Jad, Shorty Shok e Wlady, una collaborazione nata in studio in modo spontaneo, dopo anni di incroci, intenzioni rimandate e la volontà di mettere insieme tre identità artistiche diverse dentro una canzone che racconta l’estate senza aderire alla sua immagine più patinata.

    Il brano è stato presentato in anteprima nazionale il 26 maggio allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, in occasione de “La Notte dei Leoni”, serata di sport, intrattenimento e solidarietà con le leggende del calcio e volti noti del mondo dello spettacolo. L’appuntamento ha sostenuto la ricostruzione del teatro del carcere minorile di Nisida e le attività della Fondazione Santobono Pausilipon, con un messaggio rivolto in particolare ai giovani, tra inclusione, legalità e contrasto alla violenza.

    Qui la stagione calda non è la solita fotografia da spiaggia, aperitivo e libertà senza conseguenze. È una temperatura che sale anche dentro i rapporti, un accumulo di desiderio, stanchezza, attrazione, nervosismo, aspettative sociali e piccoli cedimenti quotidiani. Il sole diventa il grande alibi di tutto ciò che sfugge di mano: spoglia, confonde, espone, manda in crisi le coppie, altera le distanze, rende più nitido e visibile quello che durante il resto dell’anno rimane coperto, schermato dalla routine e tenuto sotto controllo.

    Mentre ogni estate si riempie di brani pensati per accompagnare la stagione più consumata dell’anno, chiedendo alla musica di diventare colonna sonora, ritornello e corsa al tormentone, “Colpa del Sole” sceglie un’altra angolazione, raccontando il caldo come una condizione che abbassa le difese facendo saltare ogni filtro, il divertimento come territorio pieno di inciampi e la leggerezza come forma intelligente di lettura del presente.

    Il ritornello, «Colpa del sole che ti fa spogliare e manda in crisi quelle coppie innamorate», fotografa un’estate ironica, fisica, un po’ scombinata, dove l’attrazione convive con il caos, la voglia di evasione con i rapporti che si complicano, la promessa di libertà con la sensazione che basti davvero poco per perdere equilibrio.

    Con un testo ironico, pieno di dettagli e frasi che sembrano nate per restare addosso, “Colpa del Sole” mette in fila una serie di elementi — il mare, l’alta marea, le coppie in crisi, le zanzare, il tiramisù, Santa Claus che manca già sotto il sole — e li trasforma in una piccola commedia sentimentale estiva, dove tutto sembra sorridere ma niente è davvero innocuo.

    «L’amore non finisce, ha solo finito i giga» è una delle immagini più efficaci del brano: una battuta che intercetta il modo in cui oggi anche i sentimenti sembrano passare attraverso connessione, disponibilità immediata, notifiche, attese, risposte, assenze. Una frase in un pezzo, certo, ma anche la fotografia di relazioni sempre accese eppure spesso instabili, condizionate dalla reperibilità continua e da quel bisogno di conferme immediate che spesso finisce per complicare anche ciò che sembrava semplice.

    Alla base di “Colpa del Sole” c’è l’incontro tra tre percorsi diversi ma comunicanti.

    DJ Jad, nome centrale nella storia del rap italiano e membro fondatore degli Articolo 31, porta con sé un background che attraversa oltre trent’anni di musica, dagli esordi dell’hip hop nel Belpaese alla stagione dei grandi successi nazionali, fino al ritorno del duo sul palco del Festival di Sanremo nel 2023. La sua figura appartiene a quella generazione di artisti che ha contribuito a portare il rap fuori dalle nicchie, rendendolo un linguaggio popolare, capace di parlare a pubblici molto diversi senza perdere la propria matrice.

    Accanto a lui c’è Wlady, suo fratello minore, DJ e producer dalla lunga esperienza, già presente nella storia degli Articolo 31 con scratch e collaborazioni, poi autore di un percorso che lo ha portato a firmare produzioni di grande impatto commerciale. Nel suo curriculum convivono club culture, pop, dance, rap e mainstream: da “Maria Salvador” di J-Ax, brano certificato multiplatino, fino a “Disco Paradise” con Articolo 31, Fedez e Annalisa, tra i successi più rilevanti degli ultimi anni.

    Il terzo asse del progetto è Shorty Shok, artista, autore e produttore classe 1992, fondatore del Nibiru Studio. Cresciuto tra rap, pop punk, reggaeton e scrittura melodica, nel corso degli anni ha lavorato come autore, producer e vocal producer accanto a nomi importanti della scena italiana, da Vegas Jones a Grido, J-Ax, Gemelli DiVersi e Mondo Marcio, affinando una cifra che connette immediatezza, produzione contemporanea e attenzione alla voce.

    “Colpa del Sole” nasce proprio da questo punto di contatto: il bagaglio di chi ha attraversato stagioni decisive della musica italiana, la competenza produttiva di chi sa leggere il linguaggio pop senza appiattirlo, e lo sguardo di una generazione abituata a muoversi tra generi, formati e immaginari differenti.

    «Era da tanto tempo che dicevamo di volerci beccare in studio, poi finalmente è successo in modo molto naturale – raccontano gli artisti -. Ci siamo trovati, abbiamo iniziato a confrontarci sulle sensazioni legate all’estate, e da lì è nata “Colpa del Sole”. Fin da subito ci interessava raccontare il lato meno patinato della bella stagione, quello fatto di caldo insopportabile, aspettative sociali e rapporti che sotto il sole sembrano complicarsi ancora di più, però con leggerezza e ironia.»

    Il brano lavora su una contraddizione specifica, quella per cui l’estate viene narrata da anni come il tempo del piacere, della spensieratezza obbligatoria, ma nella vita reale è spesso anche il momento in cui tutto si accentua. Le coppie litigano di più, le assenze pesano di più, il corpo viene esposto di più, il confronto sociale aumenta, il desiderio si confonde con il bisogno di fuga. “Colpa del Sole” trasforma questa dicotomia in una canzone dalla scrittura brillante e dal sound pensato per entrare sottopelle senza rinunciare al dettaglio.

    «Per noi rappresenta qualcosa di molto vero e spontaneo – concludono DJ Jad, Shorty Shok e Wlady -. È una canzone che usa leggerezza e ironia per raccontare sensazioni reali, quelle piccole contraddizioni che spesso ci portiamo dietro, soprattutto d’estate.»

    Il videoclip ufficiale, in uscita nel corso delle prossime settimane, vedrà la partecipazione di cameo importanti dal mondo dello spettacolo. La clip accompagnerà il progetto in una seconda fase, ampliandone l’immaginario visivo e rafforzando il carattere corale della release.

    Il brano sarà inoltre accompagnato da un tour, le cui date verranno annunciate nel corso delle prossime settimane attraverso i canali social ufficiali degli artisti. Un ulteriore sviluppo live per una release pensata non solo come singolo estivo, ma come progetto capace di proseguire il proprio racconto anche sul palco, nel contatto diretto con il pubblico.

    Con “Colpa del Sole”, DJ Jad, Shorty Shok e Wlady firmano una canzone estiva che non cerca la perfezione della stagione, ma il suo lato più disordinato e ironico: quello in cui il caldo diventa una scusa, il desiderio un incidente felice, l’amore una connessione che ogni tanto salta, e il sole il colpevole ideale di tutto ciò che non riusciamo più a controllare.

  • Non svegliate l’amore.  Ovvero di testi sacri e di canzone d’autore Un cd-book di David Riondino  Tra scrittura e canto, l’ultima prova del cantautore e scrittore fiorentino, con esiti di straordinaria originalità e la conferma di una fervida ispirazione


    Cantante, scrittore, drammaturgo, attore e regista, David Riondino per tutta la vita è stato sospinto dal soffio leggero ma potente di un’ispirazione “randagia” che lo ha portato ad esserci sempre nei momenti più significativi della cultura di questo paese ma vestendo ogni volta un abito diverso, a indicare la sua estrema riluttanza a costringersi in un solo ruolo e in un solo genere. Uomo di grande cultura, amava in particolare coniugare ambiti espressivi diversi nella convinzione che, in quella zona di confine, si levano bagliori e lampi capaci di squarciare il velo dell’ordinario. Così è stato anche in questo suo ultimo cimento intellettuale ed artistico, il cd-book Non svegliate l’amore. Ovvero di testi sacri e di canzone d’autore, in uscita per Squilibri il 5 giugno 2026, in cui riprende e sviluppa, in musica e in prosa, temi e suggestioni maturate qualche decennio prima
    Curiosando tra le pieghe di mondi e miti diversi, già agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso Riondino aveva infatti rintracciato nel Cantico dei Cantici e nell’Ecclesiaste le matrici della canzone d’autore, nelle sue varianti di canto d’a­more e canto esistenziale, offrendone anche un riscontro con la trasposizione in musica dei due testi sacri. Nel rimettere mano, a più di trent’anni di distanza, a queste sue canzoni per dare loro una nuova veste, aveva accolto la sollecitazione dell’editore ad accompagnare questa nuova edizione con una più articolata riflessione attorno alle affinità che si danno tra sacro e profano nell’intonazio­ne di un canto. Esplicitando ciò che l’aveva orientato allora in quella direzione, vale a dire le suggestioni suscitate dalla lettura dei due testi nelle traduzioni di Guido Ceronetti, aveva così evidenziato la presenza di tanta Bibbia nei versi di molti cantautori, da Bob Dylan a Leonard Cohen, da Franco Battiato a Fabrizio De André, ponendoli in continuità con le liriche espressioni di alcuni mistici spagnoli come Juan de La Cruz, non a caso messo in musica da un altro grande cantautore spagnolo, Amancio Prada. 
    Impressioni rapsodiche, le sue, che con l’andamento leggero di una canzone, nel testo di introduzione, si sono intrecciate a sentimenti più intimi e personali. Con la memoria riandava così al tempo in cui quei brani divennero parte di uno spettacolo, nei “fervidi anni ’90, tra fioriture di cabaret e teatro e varie meditazioni sentimentali e umanistiche”, mentre con il pensiero indugiava su più malinconiche considerazioni attorno a quanto stava vivendo, mentre si preparava all’ultimo congedo, “quando le cose più belle non canteranno più, e le voci avranno perso il loro fascino, e non ci sarà più musica”.
    Con la complicità in musica, tra gli altri, di Claudia Tellini, Gabriele Mirabassi e Maurizio Geri, autore anche dei nuovi arrangiamenti, e con i dipinti di Serena Nono, il cd-book di David Riondino, Non svegliate l’amore. Ovvero di testi sacri e di canzone d’autore, in libreria e nei negozi di dischi a 24 euro.  
  • Onde musicali sul Lago d’Iseo: il concerto Este es el tango lunedì 1 giugno a Iseo (Bs)


    L’esibizione della cantante Celeste Gugliandolo e dei Cafè Express sarà un excursus che restituirà non solo l’eredità musicale di Astor Piazzolla, 
    ma anche la trasformazione di un genere che, grazie al grande compositore argentino, si è emancipato dal ballo 
    per diventare musica da ascolto, ricca di sfumature e profondità emotiva. Inizio live ore 21, ingresso libero 

    ISEO (BS) –  Ha preso il via il 29 maggio scorso con un concerto lirico dei migliori allievi dell’Accademia Verdiana Carlo Bergonzi di Busseto la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, che dal 2017 anima nei mesi estivi (ma non solo) i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebino e di alcune località limitrofe con il coinvolgimento di una ventina di Comuni delle province di Bergamo e Brescia.
    Anche quest’anno il cartellone è ricco: oltre 200 artisti si esibiranno in 66 appuntamenti fino al 5 settembre tra concerti di lirica, cameristica, sacra, antica, jazz, tango e crossover, ma anche spettacoli e concorsi musicali, con la partecipazione di artisti affermati, vincitori di concorsi internazionali e giovani talenti provenienti dai Conservatori italiani e dalle Accademie estere. Molti eventi verranno ospitati in splendidi luoghi d’arte e suggestivi contesti naturalistici, offrendo un’occasione imperdibile per (ri)scoprire il fascino e la bellezza di questo angolo di Lombardia.

    Il prossimo appuntamento di rilievo del festival è in programma lunedì 1 giugno, sempre a Iseo (Bs) e sempre sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea (ore 21), con il concerto Este es el tango, protagonisti Celeste Gugliandolo e i Cafè Express. La vocalità intensa e teatrale di Celeste Gugliandolo, attrice, cantante e musicista messinese giunta alla notorietà con il gruppo I Moderni durante la quinta edizione del talent televisivo X Factor, verrà accompagnata da Alberto Fantino (bajan), Angelo Vinai (clarinetto), Cristiano Alasia (chitarra) e Francesco Bertone (contrabbasso). Il pubblico sarà condotto in un viaggio nella storia del tango: si passerà dai più grandi successi della tradizione campera ai tanghi canciòn della Guardia Vieja, in cui la melodia assume un ruolo centrale, fino alle intramontabili milonghe e alla corrente “evoluzionista”della Guardia Nueva. Al centro, naturalmente, la vita e le composizioni di Astor Piazzolla, lo straordinario compositore argentino che ha avuto il merito di emancipare il tango, modernizzandolo.

    È nel segno del tango anche il concerto di venerdì 19 giugno presso la Cittadella della Musica e dell’Arte di Marone (Bs) alle ore 21: il quartetto di fiati Neuma (Giacomo Barone al flauto, Tommaso Gasparoni all’oboe, Nicolò Andriolo al clarinetto e Matteo Dal Toso al fagotto) darà vita con il fisarmonicista Marcello Grandesso allo spettacolo Estaciones Porteñas, eseguendo alcune delle pagine più note di Piazzolla (le quattro Estaciones PorteñasOblivionAdiós Nonino, Café 1930 e Nightclub 1960) e omaggiando anche uno dei suoi più illustri allievi, il fisarmonicista francese Richard Galliano, con l’esecuzione del suo Tango pour Claude. Attivo a livello nazionale e internazionale con un vastissimo repertorio che spazia dal classicismo viennese alla musica da film del Novecento italiano ma non solo, Neuma è un ensemble ad assetto variabile che si basa prevalentemente sull’impiego dei fiati, dal trio d’ance al quintetto classico. Dal 2023 è iniziata la collaborazione con il fisarmonicista Marcello Grandesso, diplomatosi al Conservatorio di Vicenza e vincitore del primo premio assoluto al Concorso internazionale di musica per i giovani di Stresa. I cinque musicisti hanno ideato il progetto Astor, incentrato sulla rilettura delle musiche dell’inventore del Nuevo Tango in una strumentazione classica per quartetto di legni e fisarmonica, che regala all’interpretazione nuove sfumature sonore.

    Fra i numerosi eventi in programma da segnalare, sabato 27 giugno, la prima delle due serate speciali del festival: nel suggestivo contesto della Rocca Martinengo di Monte Isola (Bs) andrà in scena il concerto Il Classico incontra il Jazz, protagonisti il chitarrista Claudio Piastra, il pianista Andrea Servidio, il contrabbassista Luca Garlaschelli e il batterista Massimo Melillo (ore 21ingresso 80 euro, inclusi il parcheggio, il trasporto sull’isola con imbarcazione privata dal porto commerciale di Sale Marasino e brindisi). All’ombra dell’affascinante castello di origine trecentesca, oggi proprietà privata, che si erge su uno sperone roccioso sopra il golfo di Sensole, il quartetto si esibirà in celebri brani di Ennio Morricone (Tema di Jill da C’era una volta il West e Gabriel’s Oboe da Mission), Astor Piazzolla (Oblivion), Paul Desmond (Take Five) e Claude Bolling (Concerto per chitarra classica e jazz piano trio). Considerato dalla critica internazionale uno dei più autorevoli chitarristi italiani in ambito classico, Claudio Piastra svolge un’intensa attività concertistica come solista e con orchestre  prestigiose. Nel 2020 ha vinto il Premio Internazionale Astor Piazzolla e attualmente insegna Musica da Camera, oltre a tenere masterclass in Italia e all’estero. Il contrabbassista Luca Garlaschelli è un nome di primo piano della scena jazz italiana: tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Tullio De Piscopo, Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, Umberto Petrin, Enrico Rava, Gaetano Liguori, Franco Cerri, Enrico Intra, Gianni Coscia, Bruno De Filippi, Renato Sellani e Gabriele Mirabassi, solo per citarne alcune. Ha inoltre condiviso il palco a lungo con l’attore Moni Ovadia. Il batterista jazz Massimo Melillo, diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Torino, si è perfezionato alla marimba e sul repertorio orchestrale presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. Ha collaborato con importanti istituzioni sinfoniche e liriche italiane, tra cui Orchestra RAI, Teatro Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro la Comunale di Bologna e Teatro dell’Opera di Roma. Infine, Andrea Servidio è un giovane pianista e compositore, apprezzato per la sua versatilità: sa spaziare con disinvoltura dalla classica al jazz fino al pop e ha suonato con nomi di spicco del jazz italiano e internazionale (tra cui Emanuele Cisi, Elliot Mason e Giovanni Falzone). Nel 2024 ha vinto il Primo Premio del Conservatorio di Milano nella categoria Jazz.
  • “Memoria” è il nuovo singolo di Ralph

    Dal 29 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Memoria”, il nuovo singolo di Ralph (Up Music / Il Branco Publishing SRL). 

    “Memoria” è un brano intenso e malinconico che racconta un amore consumato tra dipendenza emotiva e l’illusione di un sentimento perfetto. Tra immagini evocative e momenti di vita quotidiana, il protagonista si muove all’interno di una relazione che lo svuota, pur restando incapace di liberarsene.

    Anche quando tutto finisce, ciò che resta è indelebile: un ricordo che continua a vivere, impossibile da cancellare. Il brano esplora così il legame tra amore e memoria, mettendo in luce quanto alcune persone lascino segni profondi e permanenti dentro di noi.

    Con sonorità che richiamano il pop e l’R&B, “Memoria” si distingue per la sua forte componente emotiva e per un’interpretazione autentica, capace di parlare a un pubblico ampio e trasversale.

    Nel videoclip, “Memoria” diventa uno sfogo intimo in cui ogni parola cantata richiama un ricordo che riaffiora. Tra rabbia, dolore e consapevolezza, prende forma l’idea che alcune relazioni non finiscono davvero, ma si trasformano in qualcosa che resta dentro. Anche andando avanti, certi amori rimangono impressi: non salvano, non distruggono, ma continuano a lasciare il segno.

    Guarda qui il videoclip: YouTube

    Biografia

    Ralph, artista emergente italiano con origini filippine, ha avviato il proprio percorso musicale da circa un anno, costruendo un’identità influenzata dalle sonorità che lo hanno accompagnato fin dall’infanzia. Cresciuto ascoltando ballad, elemento centrale della tradizione musicale filippina, ha ampliato nel tempo il proprio stile verso il pop anni ’90 e l’R&B dei primi anni 2000. Tra le sue principali influenze figurano artisti come Boyz II Men, Guy Sebastian e Usher, punti di riferimento per sensibilità vocale ed espressiva. Pur senza una formazione accademica, Ralph ha sviluppato il proprio percorso in modo autonomo, guidato dalla volontà di migliorarsi e raccontarsi attraverso la musica. “Memoria” rappresenta il suo debutto discografico ufficiale, realizzato con il supporto del team di Up Music. La sua musica si rivolge a un pubblico senza limiti di età o genere, parlando a chiunque si riconosca nelle emozioni e nelle storie raccontate. Il suo obiettivo è condividere il proprio mondo interiore e creare un legame autentico con chi ascolta.

    “Memoria” è il nuovo singolo di Ralph disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 29 maggio 2026. 

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  • “Una notte con te” è il nuovo singolo di Ale Varrone

    Dal 29 maggio 2026 sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Una notte con te”, il nuovo singolo di Ale Varrone (Up Music/Il Branco Publishing).

     

    “Una notte con te” parla di semplicità: la semplicità di una serata, la semplicità di un rapporto di quelli che, anche se in posti diversi l’uno dall’altro, bastano i soliti piccoli gesti per sentirsi a casa. Nel testo è presente più volte una ragazza: il testo racconta la fatica per dimenticarla e quello che rimbalza nella testa quotidianamente pensando a lei. Nel momento del ritornello è come se ci si dimenticasse di lei, ricordando lo stile di vita personale e il vero obiettivo finale.

    Racconta l’artista a proposito della canzone: “È stato un pezzo molto impulsivo, uscito in pochissimo tempo. Ci siamo divertiti molto a scriverlo e comporlo! Mi ricordo che, quando ancora non avevo il ritornello, stavo tornando da un falò con gli amici: appena arrivato a casa, con ancora in testa le immagini di quella giornata, l’ho scritto descrivendo esattamente com’erano andate le cose”.

     

    Il videoclip parla della routine, di quello che Ale Varrone vive tutti i giorni tra risate, dovere e sentimenti. L’artista ha cercato di spiegare bene come ama passare le sue giornate: non importa avere chissà che cosa, ma basta circondarsi delle persone giuste.

     

    Guarda il videoclip: https://youtu.be/ciWUt-PB9V0

     

    Biografia

    Alessandro Varrone è nato a Cuneo il 4 luglio 2003 e vive a Boves, un paese di circa diecimila abitanti situato ai piedi delle montagne. Fin da piccolo è sempre stato abbastanza indipendente: i suoi genitori gestiscono un magazzino edile e, proprio per questo, erano spesso assenti. Durante il giorno stava con mamma Lalla, la donna delle pulizie, mentre la sera riusciva a scambiare qualche parola con i genitori, anche se non sempre il clima in casa era sereno. Il rapporto con la scuola non è mai stato semplice e, forse, non ha mai sentito davvero il bisogno di costruirne uno positivo. Durante gli anni delle superiori ha cambiato quattro scuole in cinque anni. Una volta terminati gli studi il suo obiettivo era trovare stabilità, costruirsi un’indipendenza economica e capire quale fosse il suo posto nel mondo. Per questo ha iniziato a lavorare come muratore. Durante le pause pranzo, lontano da casa, ha iniziato a scrivere i suoi primi pezzi, utilizzando basi strumentali trovate su YouTube. Ma non gli bastava. Così, la sera, ha iniziato a ristrutturare una vecchia stalla di famiglia, trasformandola nel suo studio prove, che ancora oggi chiama “la stalla”, proprio per le sue origini. Lì ha iniziato a invitare produttori e musicisti per sperimentare e dare forma alle tante idee che gli passavano per la testa. Ancora oggi, insieme alla sua band, continua a ritrovarsi in quello spazio per provare e creare. La musica è sempre stata una presenza costante nella sua vita. Da bambino andava dal tabaccaio per comprare chiavette su cui salvava le sue playlist. Ha studiato pianoforte per diversi anni, anche se non ha mai trovato un insegnante capace di trasmettergli una vera passione per lo strumento. Alessandro ama l’inventiva, la possibilità di creare linee melodiche proprie, analizzare ogni singolo strumento e comprenderne il ruolo all’interno di un brano. Crede che la musica sia in grado di generare sensazioni uniche, imparagonabili a qualsiasi altra esperienza: potrebbe passare ore ad ascoltare jam session blues o country. È anche un appassionato di Terence Hill e del mondo western, elementi che spesso cerca di richiamare nei suoi pezzi. Lo affascina l’idea di mettere a confronto, in modo imparziale, il mondo e le abitudini di oggi con quelle di un tempo. Col passare degli anni ha maturato una consapevolezza chiara: ciò che vuole fare nella vita è esprimersi attraverso la musica, raccontare agli altri ciò che gli passa per la testa. Per lui la musica è tutto: è vita, felicità e tristezza. Immagina spesso come sarebbe vivere in un film senza colonna sonora, e la risposta è semplice: sarebbe come una vita priva di emozioni.

    “Una notte con te” è il nuovo singolo di Ale Varrone in uscita in radio e su tutte le piattaforme di streaming digitale il 29 maggio 2026.

     

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  • Una reporter ossessionata dal passato sfida segreti e bugie per svelare un mistero sepolto da trent’anni. In arrivo in Italia il thriller mozzafiato di Mary Burton “L’ultima cosa che ha visto”

    Autrice bestseller di New York Times e USA Today con oltre 40 romanzi all’attivo e più di un milione di copie vendute, Mary Burton arriva in Italia con “L’ultima cosa che ha visto” (edizione originale: “What She Saw”), in uscita il 21 maggio 2026 per Indomitus Publishing.

    Sloane Grayson, reporter specializzata in casi irrisolti, non ha mai smesso di cercare risposte. Trent’anni prima, sua madre svanì nel nulla durante un festival musicale in una remota cittadina montana della Virginia, insieme ad altre tre donne. Il promoter dell’evento fu condannato per i loro omicidi, ma i corpi non furono mai ritrovati. Per Sloane, quel caso è un’ossessione: la verità è ancora nascosta, da qualche parte, in quel luogo dimenticato.

    Con lo sceriffo che chiuse il caso ormai morto, Sloane si immerge in un’indagine solitaria, interrogando famiglie distrutte e testimoni restii a rivangare un crimine che ha segnato per sempre la loro città. Ma ogni domanda riapre vecchie ferite e il killer, ancora dietro le sbarre, giura di essere innocente. E se dicesse la verità?

    Tra boschi silenziosi e tombe senza nome, Sloane segue le tracce di un passato che qualcuno vuole tenere sepolto a ogni costo. Più si avvicina alla verità, più il pericolo si stringe intorno a lei: un’ombra letale la osserva, pronta a tutto per fermarla. In un gioco mortale di inganni e rivelazioni, Sloane scoprirà che la chiave del mistero è l’ultima cosa che qualcuno ha visto … e potrebbe essere anche l’ultima che vedrà lei.

    “Indomitus Publishing è felice di annunciare l’arrivo nel proprio catalogo di Mary Burton, una delle voci più apprezzate del thriller psicologico contemporaneo – ha dichiarato l’editore Davide Radice.

    Nota per la sua capacità di esplorare con maestria la psicologia dei serial killer, le indagini forensi e il lato più oscuro della natura umana, Mary Burton costruisce romanzi di suspense che uniscono trame incalzanti a una profonda analisi dei personaggi. La sua scrittura combina ritmo serrato, colpi di scena ingegnosi e un realismo straordinario, frutto di un approccio di ricerca scrupoloso e ‘sul campo’: interviste a investigatori, medici legali e profiler, partecipazione a seminari di criminologia e medicina forense, studio approfondito delle tecniche di raccolta e analisi delle prove.

    I lettori di lingua inglese hanno accolto ‘L’ultima cosa che ha visto’ con grande entusiasmo fin dalla prima pagina: un thriller che tiene incollati dall’inizio alla fine, con una prosa diretta, dialoghi naturali, personaggi credibili e una struttura narrativa fluida. Un cold case, un possibile errore giudiziario, un’ombra letale che ancora si aggira tra i boschi della Virginia e un finale mozzafiato.

    Perfetto per gli amanti di gialli, thriller psicologici, mystery e suspense, il romanzo conquisterà chi cerca storie di casi irrisolti, indagini ossessive, serial killer e quel tocco di emozione che rende i personaggi indimenticabili”.

    Con Mary Burton, Indomitus porta quindi in Italia un’autrice che sa come scavare nell’animo umano e nei segreti più cupi, regalando ai lettori italiani brividi autentici e notti insonni. “L’ultima cosa che ha visto” non è solo un thriller: è l’inizio di un viaggio nel buio dal quale sarà difficile tornare indietro.

    

    DATI TECNICI

    Titolo: L’ultima cosa che ha visto

    Autrice: Mary Burton

    Casa editrice: Indomitus Publishing

    Data di pubblicazione: 21 maggio 2026

    Costo: ebook € 6,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 18,99 in libreria e su tutti gli store online

    Pagine: 396

    Link al sito: https://www.amazon.it/dp/B0G4DYKGBY e https://www.indomitus-publishing.it/product/ultima-cosa-che-ha-visto-mary-burton/

    BIOGRAFIA AUTORE

    Mary Burton è un’autrice bestseller del New York Times e di USA Today con oltre quaranta romanzi thriller e suspense pubblicati e che hanno venduto più di un milione di copie nel mondo.

    Si immerge profondamente nelle menti dei serial killer adottando un approccio di ricerca pratico: che si tratti di intervistare professionisti, partecipare a seminari forensi o approfondire la raccolta e l’analisi delle prove, non lascia nulla di intentato nella sua ricerca di autenticità.

    Ha avuto una nomination all’International Thriller Writer Award 2023 e tre nomination al RITA Award da parte della Romance Writers of America. Membro dell’International Thriller Writers, Sisters in Crime e Mystery Writers of America, Mary trova gioia nel relazionarsi con i lettori in librerie, festival e conferenze e sul suo sito https://maryburton.com/

    PROFILO CASA EDITRICE

    Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.