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  • Nasce l’Università della Vendita®, il ponte tra giovani e aziende verso il futuro del business

    In un mercato del lavoro alle prese ogni giorno con il profondo gap tra le richieste delle imprese e le reali competenze dei candidati, Beppe Damioli, esperto formatore e fondatore di “Un Venditore Migliore”, lancia un progetto ambizioso per riscattare da vecchi pregiudizi e innovare la figura del commerciale.

    Nasce l’Università della Vendita®, il primo percorso formativo in Italia concepito per trasformare il ruolo del venditore da semplice figura operativa a consulente tecnologico di alto profilo, perché oggi il professionista della vendita deve essere un esperto di comunicazione e strategia, capace di gestire relazioni complesse in un mondo sempre più digitalizzato non solo per le aziende, ma anche per i clienti, che necessitano di commerciali preparati e specializzati.

    Il percorso didattico, sostenuto da fondi regionali e/o europei e non privati, si rivolge principalmente a giovani tra i 18 e i 30 anni, inclusi neodiplomati, laureati e ragazzi in cerca di occupazione, offrendo loro una formazione gratuita finalizzata a un inserimento professionale immediato. Il programma prevede corsi intensivi di 40 ore finanziati e quindi gratuiti, arricchiti da stage aziendali che permettono ai partecipanti di misurarsi direttamente con il campo.

    “Vendere è un lavoro duro, e io non lo nascondo – dichiara apertamente il fondatore Beppe Damioli.

    Nell’Università della Vendita martelliamo sull’atteggiamento mentale. Se esci di casa sperando che vada bene, hai già perso. Devi uscire sapendo perché andrà bene. Formiamo persone che sanno stare davanti a un amministratore delegato con la stessa sicurezza con cui stanno davanti a un amico, perché conoscono le dinamiche del potere e della decisione. Il cliente non compra mai un prodotto, compra la sicurezza che tu gli dai e la soluzione che gli porti. Tutto il resto è rumore di fondo.”

    La vera rivoluzione tecnologica dell’Università della Vendita® risiede nell’integrazione di una suite esclusiva di Intelligenza Artificiale dedicata al settore sales. Grazie a questo strumento d’avanguardia, gli studenti possono simulare scenari di trattativa, analizzare dati complessi e ottimizzare i processi, acquisendo competenze digitali che oggi le aziende faticano a trovare sul mercato.

    A ottobre 2025 il progetto è stato presentato presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma in ambito degli Stati Generali della filiera horeca organizzati dall’Associazione Agrodipab (Associazione Grossisti della Distribuzione di Prodotti Alimentari e Bevande) che raggruppa le imprese maggiormente rappresentative della distribuzione alimentare e di bevande per il canale HO.RE.CA, di fronte a imprenditori del settore, professionisti e membri di rilievo del panorama politico italiano, che lo hanno valutato di notevole interesse strategico e innovativo per avvicinare le imprese alle giovani generazioni.

    Le lezioni sono tenute da un team di professionisti senior e manager attivi in imprese leader, che portano in aula non solo teoria, ma decenni di esperienza pratica. L’approccio didattico è fortemente interattivo e basato su simulazioni reali, garantendo una preparazione completa che copre ogni aspetto: dalla psicologia della vendita alla gestione del portfolio clienti, fino alla pianificazione strategica.

    Non si tratta però di un percorso rivolto solo ai nuovi talenti. L’Università della Vendita® coinvolge attivamente anche le aziende partner, offrendo formazione specifica per i tutor e i dirigenti che accoglieranno i nuovi inseriti, assicurando così che il passaggio generazionale avvenga in modo fluido e produttivo per entrambe le parti, colmando l’attuale gap generazionale che vede l’età media dei rappresentanti in Italia attestarsi sui 58 anni.

    https://www.unvenditoremigliore.com/universita-della-vendita/


    Beppe Damioli:

    • Autore: È l’autore del libro intitolato Vendere! La cosa più eccitante da fare (con i vestiti addosso), pubblicato nel 2022.
    • Filosofia: La sua missione si basa sul trasferimento di conoscenze ed esperienze per creare team qualificati, con il motto: “Investi su te stesso!!! Se non lo fai tu perché dovrebbe farlo qualcun altro?!”.


  • “Around” è il nuovo singolo di Max from Gabin feat. MARTA

    Da venerdì 13 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica “AROUND” feat. MARTA, il nuovo singolo di MAX FROM GABIN per Irma Records, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio.

    “Around” è un brano che parla della forza interiore, di chi sceglie di essere felice nonostante le apparenze e le difficoltà. Attraverso l’accettazione di sé e la libertà mentale, la protagonista riesce a sentirsi ricca, bella e sicura, anche se il mondo esterno racconta un’altra storia.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo brano: “In realtà il brano nasce come brano strumentale da un’idea del mio amico e grande orchestratore Simone Borgia. Sviluppando la melodia mi sono accorto della grande potenzialità del pezzo e così abbiamo scritto il testo per convertirlo in canzone”.

    Il videoclip di “Around” è essenziale e intimo, girato in studio a Sutri dal regista Simone Calcagni. Max e MARTA eseguono il brano con una performance sincera, senza artifici, alternata a immagini della cantante nel camerino che, davanti allo specchio, si strucca. Quel gesto semplice diventa un simbolo potente: togliere il trucco come liberarsi delle maschere, delle sovrastrutture mentali e delle aspettative esterne. In contrasto con l’energia della performance, il momento privato racconta la vera forza interiore di chi sceglie di essere felice e autentico, anche quando le apparenze e le difficoltà sembrano dire il contrario.

     

    Guarda il videoclip di “Around” su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=Nkf8AvIEpPk

     

     

     

    BIOGRAFIA | MAX from GABIN

    Nel nuovo progetto di MAX from GABIN, al secolo Max Bottini, rimane intatta la radice lounge e soul clubbing, tanto cara ai GABIN, ma con atmosfere decisamente più attuali e moderne. Nel mondo di MAX c’è sempre stata la grande passione per il jazz, ma anche quel desiderio di sperimentare e contaminare; ed è così che nascono le collaborazioni con il Bluesman Roberto Ciotti, con Ginger Baker (Cream), con Billy Cobham e Enrico Rava, con Roberto Gatto. Con quest’ultimo collabora alla pubblicazione di due album, il primo dei quali con la partecipazione del chitarrista di Miles Davis John Scofield.

    Una pausa in Olanda, in cui affronta anche delle produzioni pop e dance, rivela la sua grande capacità di produttore che metterà a frutto alle soglie del 2000 quando incontra il DJ Filippo Clary; è con lui che crea e produce i GABIN. Pubblicato con la Virgin Music Italy, il primo album, che includeva la hit internazionale “Doo uap, doo uap”, è stato pubblicato in 35 paesi e alla fine del 2001 conquistò il mercato americano attraverso la leggendaria etichetta Astralwerks.

    Dopo tre anni di immenso successo mondiale, nel 2004, i GABIN mettono a segno il loro secondo colpo con “Mr Freedom”, con la collaborazione di grandi artisti internazionali quali Dee Dee Bridgewater, Edwyn Collins e China Moses. Il successo di questo secondo disco contagia anche il cinema e la televisione, i singoli contenuti diventano colonne sonore per film e serie televisive come “Monster In Law” (con Jennifer Lopez e Jane Fonda), “Fantastic Four”, “Sex Drive”, “Notes From The Underbelly”, “The Fast And Furious: Tokyo Drift”, “Modern Men”, fino alle ultime due “The Umbrella Academy” (serie Netflix) e “Black Bag” (regia di Steven Soderbergh con Michael Fassbender e Cate Blanchett). A fianco del lavoro discografico, i GABIN affrontano tantissimo live in tutto il mondo, da Parigi a Amsterdam, da Monaco a Madrid, da Atene a Istanbul, Varsavia, San Pietroburgo, Praga, Mosca, Sofia; un’infinità di concerti, accompagnati da una importante presenza come ospiti in programmi televisivi e radiofonici di grande livello ovunque.

    Dopo tanto successo come GABIN, MAX aveva bisogno di varcare nuove frontiere. “Third and double” segna il confine nel 2010: il terzo album dei GABIN è infatti un doppio cd, uno ciascuno, una scelta produttiva che introduce l’esigenza per Max Bottini di lasciare la band e affrontare un nuovo percorso artistico. Si trasferisce negli Stati Uniti dove decide di iniziare la sua carriera come compositore di musica per film e TV e avviare nello stesso tempo un nuovo progetto musicale: MAX from GABIN. L’esigenza, espressa chiaramente anche nel nome, non è quella di gettare via, ma, al contrario, di conservare l’eredità musicale dei GABIN, alimentandola attraverso la sua insaziabile voglia di contaminazione, spingendosi oltre. Nel 2017 pubblica “Keep on driving”, con la collaborazione di Mia Cooper, un album creato ad hoc per il mercato americano delle sincronizzazioni. In questi anni MAX ha capitalizzato una grande esperienza come produttore, songwriter e compositore, mettendo a punto un’alchimia di suoni e stili di grande efficacia e originalità.

    Tornato recentemente in Italia inizia a registrare un nuovo album di prossima pubblicazione e ricostruisce qui la sua Band per puntare sui concerti, ritrovando il contatto più diretto ed efficace con l’enorme pubblico che è rimasto legato a quel mondo. È in allestimento un nuovo Tour e sarà uno spettacolo che saprà evocare, in giusta misura, le atmosfere del suo passato storico ed esprimere, con energia, il nuovo ed affascinante mondo musicale di MAX from GABIN.

     

    “Around” è il nuovo singolo di Max from Gabin feat. MARTA disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio e in rotazione radiofonica da venerdì 13 febbraio 2026 per Irma Records.

     

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  • “Why Can’t I Be You” è il nuovo singolo degli Sviet Margot

    Da venerdì 13 febbraio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Why Can’t I Be You”, il nuovo singolo degli SVIET MARGOT.

    Gli Sviet Margot reinterpretano il celebre brano della storica band The Cure “Why Can’t I Be You”, con un inaspettato mashup di “Without Me” di Eminem. Ad un anno dalla prima release del singolo “Stay on These Roads” degli A-ha, rielaborato dagli Sviet Margot in una versione intensa e commovente, il gruppo conferma la propria identità elettro-pop. Nelle tre uscite successive, pubblicate nel 2025, emerge infatti un’evoluzione sonora che accentua e rinnova la loro anima rock, anche grazie all’introduzione della chitarra elettrica distorta di Lorenzo.

    Il ritmo di “Why Can’t I Be You” è inizialmente soft e rilassato, cantato con voce morbida e sensuale da Tiziana, per poi esplodere in un inciso incessante in cui Alessandro Galizi interpreta il celebre brano di Eminem. Armonia e delicatezza lasciano così spazio a un’inaspettata energia: una continua alternanza di atmosfere che fa sognare, ballare e sognare ancora.

     

    Spiega Tiziana Giudici a proposito del brano: “Il brano dice: sei così bella/bello che farei qualsiasi cosa per te… ed infatti mi vesto da ape, drago, T-Rex, coccodrillo e gioco con la vita; fallo anche tu, divertiti, non prenderti troppo sul serio!”.

     

    Il brano è già disponibile in presave

    https://li.sten.to/sm-why-cant-i-be-you

     

    Nel videoclip di “Why Can’t I Be You”, i membri degli Sviet Margot – insieme ad un guest – sono intenti a cantare, suonare e ballare indossando abiti inaspettati e ironici: Tiziana veste i panni di un’apetta, Alessandro quelli di un draghetto, Lorenzo quelli di un T-Rex (vera star del video e della cover del singolo). A completare il quadro, come ospite speciale, c’è un amico della band: il mitico Mario, con testa di coccodrillo e corpo da Mario in accappatoio. Le riprese, leggere e scanzonate, si intrecciano con sfilate in passerella di modelle e modelli che indossano a loro volta abiti inusuali, in linea con lo spirito del video. La bellezza canonica viene così ironizzata attraverso costumi da mostro, orso, frutta e altre figure surreali. Il messaggio del brano e del videoclip, per gli Sviet Margot, è chiaro: prendersi poco sul serio, ironizzare e giocare con la vita.

    Guarda qui il video di “Why Can’t I Be You”: https://www.youtube.com/watch?v=ZZ8H5Q4t-FY

     

     

    Biografia

    SVIET dal russo “Luce”, MARGOT la sexy donna di Lupin III. Gli Sviet Margot sono una band romana attiva da molti anni, caratterizzata da una sensuale voce femminile, cristallina, a tratti lirica e grintosa, su una base musicale energica e frizzante, che si esprime nel genere Pop Rock ed ammicca al Jazz, al Progressive e al J Rock.

    La band ha all’attivo tre album “Spiriti di Luce” (2013), “Glance to Infinity” (2016) e “Into the Badlands” (2023).

    Il singolo “Calore” (dall’album “Spiriti di luce”), è stato scelto dalla Warner Records nel film prodotto dalla 20th Century Fox “Come trovare nel modo giusto l’uomo sbagliato”.

    Gli Sviet Margot hanno condiviso il palco con importanti nomi internazionali come Poets of the Fall, Guano Apes e The 69 Eyes.

     

    “Why Can’t I Be You” è il nuovo singolo degli Sviet Margot disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 13 febbraio 2026.

     

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  • Ansia e giovani: una docente sceglie la canzone come linguaggio

    Esistono voci che non si limitano a interpretare una partitura, ma che possiedono la capacità fisica di spostare l’aria, di occupare lo spazio e di ridefinire i confini della percezione. Clair, al secolo Barbara Rizzo, appartiene a quella rara categoria di interpreti capaci di unire una rigorosa formazione accademica a una spiccata sensibilità. Con il nuovo singolo “Stop Anxiety” (Loud Vision), l’artista siciliana dà corpo e voce a un malessere camaleontico, in grado di travestirsi da compagna fedele per poi soffocare ogni anelito di libertà.

    In un contesto globale in cui i disturbi d’ansia hanno registrato, secondo le principali rilevazioni internazionali, un’impennata stimata intorno al 25%, smettendo di essere un tabù per diventare una condizione diffusa e pervasiva, la proposta di Clair si muove su un binario di analisi e di concreta aderenza all’esperienza. Il progetto nasce da un’intuizione armonica, che l’artista definisce quasi metafisica: un giro di accordi discendenti che ha innescato in lei la visione di un dinamismo inverso, un fenomeno che ha messo in pausa e ribaltato le consuete coordinate del sentire comune. Da quella scintilla è nata una traccia in cui Skyner e Gianluca Trainito hanno definito un suono contemporaneo, dove la voce di Clair ha trovato spazio per espandersi, in equilibrio tra rigore accademico e rilascio controllato.

    «Il brano è stato come un amore a prima vista – dichiara – ascoltandolo sono stata catturata da un giro di accordi discendenti che ricreavano nella mia mente la spinta contraria di un fenomeno soprannaturale. Tutto ciò mi ha suggerito il tema, prettamente introspettivo: la lotta contro qualcosa che non esiste ma può divenire talmente reale, concreto e totalizzante da imprigionarci.»

    In questa congiuntura di sovraccarico sensoriale, “Stop Anxiety” lavora sul corpo prima ancora che sulla narrazione. Il testo descrive l’oppressione fisica di chi cerca aria in spazi che si chiudono — «it closes the spaces around me» («chiude gli spazi intorno a me») — e individua proprio lì il punto di non ritorno. La collisione non è rassegnazione, ma ribellione. Clair, con una vocalità tanto cristallina quanto dirompente, capace di farsi carico del peso di chi ha attraversato le ombre, attua un processo quasi alchemico, una sorta di trasmutazione cromatica della sofferenza. Dando una tinta definita al dolore, lo rende finalmente decifrabile e, quindi, superabile. Così, anziché invocare la fine della pena, esige il ritorno al colore, alla luce, a quella vibrazione corporea che il gelo dell’ansia aveva progressivamente anestetizzato, e infine neutralizzato.

    «L’ansia – prosegue Clair – è una componente che viene spesso delineata come una presenza costante. Toglie il respiro, opprime, disturba e a volte si trasforma in una cara amica, che però ti “uccide”. È un conflitto con sé stessi, una ribellione con cui si rivendica la serenità e si dice: lasciami andare, voglio tornare a vivere!»

    Il videoclip ufficiale che accompagna il brano, diretto da Federico Reina, traspone questa battaglia interna in un’estetica gotica elegantissima, carica di simbolismi d’altri tempi. Il video guida lo spettatore tra ombre dense e suggestioni d’epoca, dove maschere nere e ombrelli da passeggio diventano feticci di una protezione apparente, schermi dietro cui l’anima tenta di celarsi per non essere consumata. Una danza di presenze silenziose, un teatro dell’assurdo dove lutto e rinascita si sfiorano, rendendo visivamente quel senso di isolamento claustrofobico che precede la liberazione finale.

    Dietro l’alias di Clair c’è Barbara Rizzo, una professionista che declina il rigore accademico del Conservatorio in una pratica pedagogica concreta. Docente di Educazione Musicale e specializzata sul sostegno, l’artista ha reso la sua produzione discografica uno strumento didattico: brani come “So Perfectly” (2025), dedicato al tema della violenza di genere, e “Never Give Up” (2025), centrato sull’auto-determinazione, sono entrati nelle sue aule come materiali di analisi e confronto. La sua musica non abita soltanto le piattaforme digitali, ma diventa occasione di riflessione critica, accompagnando gli studenti verso una consapevolezza emotiva che il sistema scolastico fatica ancora a codificare e formalizzare.

    Con “Stop Anxiety”, questo percorso prosegue, smarcandosi dai cliché del pop commerciale per assumere una funzione sociale misurata e, oggi più che mai, necessaria. L’esperienza nella direzione di cori di voci bianche e la lunga attività concertistica tra classica e opera le consentono di maneggiare la materia sonora con piena consapevolezza. La musica, per Clair, non si esaurisce nell’intrattenimento: ogni traccia è calibrata per intervenire su quegli stati interiori che alterano il benessere individuale.

    La parabola di Clair rappresenta un unicum nel panorama attuale: il suo background non è un semplice dato biografico, ma la spina dorsale di un progetto che non ammette approssimazioni. La sua voce possiede una grana che sa essere seta e roccia, riuscendo ad oscillare con naturalezza dal sussurro dell’introspezione a una potenza piena e misurata; una potenza che mantiene sempre controllo e misura, articolata per variazioni di intensità e registri senza mai perdere centratura.

    “Stop Anxiety” segna il posizionamento di un’interprete capace di dialogare con i codici del pop internazionale senza smarrire la complessità della propria radice culturale.

    «Ogni notte diverrà luce, e ogni ombra diverrà colore, e vivrò con il sole in fronte», conclude l’artista, lasciando un’immagine che resta aperta, una direzione ostinata verso quella chiarezza che solo chi ha attraversato il buio sa riconoscere come l’unica destinazione possibile. Un’epifania cromatica che non cancella il passato, ma lo trasforma nel presupposto ineludibile per tornare a vivere pienamente il presente, con il sole finalmente a picco sulla fronte.

  • Nella Roma dei primi anni ’80 l’Isola del Gabbiano nasconde un segreto. Toccherà all’investigatore privato Daniele Negretti scavare tra le ombre per trovarlo in “Un delitto fuori luogo”, il nuovo giallo di Lucio Schina e Francesco Cheynet

    Indomitus Publishing è lieta di dare il benvenuto ufficiale nella propria famiglia editoriale a due autori che si sono ormai affermati come punti di riferimento nel panorama italiano del giallo soft e del cozy mystery: Lucio Schina e Francesco Cheynet, in uscita dal 5 febbraio con “Un delitto fuori luogo”.

    Da oltre vent’anni amici e complici nella vita reale (e ormai da sei anni anche nella scrittura), i due romani doc hanno iniziato a collaborare a quattro mani nel 2020, dando vita a storie che nascono spesso davanti a una pizza fumante e si sviluppano poi con passione, ironia e grande professionalità. Dal loro sodalizio è nata la serie di grande successo “Le indagini di Guerino Manforte” (edita finora in self-publishing), che conta già cinque titoli e ha superato le 20.000 copie vendute, conquistando un pubblico affezionato grazie a una narrazione scorrevole, personaggi vividi e trame accattivanti che strizzano l’occhio ai grandi maestri del genere.

    In queste nuove pagine siamo a Roma, nella primavera del 1981. Nel cuore del lussuoso comprensorio Isola del Gabbiano, un’oasi di eleganza nell’Olgiata, un delitto inaspettato scuote il tranquillo quartiere dell’alta società romana. Il corpo di Luigi Mariani, portiere e factotum della palazzina C, viene trovato in un magazzino: un omicidio senza indizi né movente apparente.

    Le indagini della polizia brancolano nel buio, intrappolate tra il riserbo dell’aristocrazia locale e un cordone di segretezza che nasconde più di quanto riveli. Chi poteva voler morto un uomo qualunque in un mondo di privilegi?

    Angosciata dall’immobilismo delle autorità, la vedova Mariani si rivolge a Daniele Negretti, investigatore privato dal carattere schivo ma dall’intuito affilato, trascinato nel caso dall’amico Luca Viti, scrittore di gialli tanto brillante quanto ficcanaso.

    Per Negretti, abituato a piccoli misteri e grandi caffè, questo è il primo, vero caso di omicidio. Tra i vialetti ordinati dell’Isola del Gabbiano e il fascino decadente di una Roma anni ’80 dove il profumo di primavera si mescola a segreti sussurrati, Negretti si muoverà con ironia e tenacia, scavando tra pettegolezzi, rancori nascosti e verità taciute. Riuscirà a ricostruire il puzzle di un delitto che minaccia di scuotere le fondamenta di un mondo apparentemente perfetto?

    “‘Un delitto fuori luogo’ è parte di un percorso di crescita che credo fosse arrivato il momento di percorrere – ha dichiarato Lucio Schina.

    Per quanto negli ultimi anni l’universo del self publishing sia andato incontro a un’evoluzione costante e la qualità dei romanzi sia cresciuta in maniera esponenziale, già da un po’ di tempo avvertivo la necessità di misurarmi con un lavoro più strutturato e collegiale. L’incontro con la Indomitus Publishing, una realtà editoriale che annovera al suo interno così tanti autori e autrici di fama riconosciuta, è avvenuto nel momento in cui con Francesco avevamo gettato le basi per un nuovo progetto con protagonista un detective privato, qui alla sua prima indagine per omicidio, e un’ambientazione romana retrodatata agli anni ’80.

    La stesura del romanzo si è rivelata complessa e puntigliosa; insieme all’equipe della Indomitus, abbiamo lavorato al manoscritto per quasi un anno con il comune intento di renderlo quanto più professionale e accattivante possibile, e siamo oltremodo felici del risultato finale.

    ‘Un delitto fuori luogo’, che speriamo di tramutare in una saga, è un giallo deduttivo e ragionato, in cui le indagini saranno accompagnate da una sottile vena ironica.

    Riteniamo che il progetto conservi parecchie potenzialità e spunti in grado di farlo crescere e trasformarsi in un appuntamento fisso per tanti lettori. Da parte nostra non possiamo che garantire il massimo impegno e un entusiasmo che non verrà mai meno”.

    “Sono stato mosso dalla convinzione che un giallo non si limiti solo a descrivere omicidi, indagini e depistaggi. Parallelamente alla struttura principale, il giallo ci può parlare, raccontare disagi, emozioni, rapporti. Ci può trasportare in altri luoghi, in altre esistenze – ha aggiunto Francesco Cheynet.

    Quando abbiamo pensato alla trama di ‘Un delitto fuori luogo’ ho assecondato questa mia convinzione, pensando di offrire uno scorcio di vita passata, ma ancora viva nel ricordo di molti. Desideravo che la mia Roma degli anni ’80 fosse in grado di attirare i lettori in quel groviglio di voci, personaggi e pettegolezzi capaci di animare una società che di lì a poco avrebbe subito un cambiamento importante a causa della diffusione di Internet e dei telefoni cellulari.

    Ho voluto invitare il lettore a tuffarsi in un’indagine articolata e intrigante, pennellando di nostalgia il foglio bianco con le sue curiosità. Dalle splendide case dell’Olgiata sino all’edilizia multiforme del più popolare Centocelle, passando per altri quartieri della Città Eterna, ‘Un delitto fuori luogo’ si presenta come un viaggio in uno dei tanti misteri che da sempre affascinano e angosciano Roma e i suoi abitanti”.

    Oggi, con ‘Un delitto fuori luogo’, Schina e Cheynet inaugurano per Indomitus Publishing una nuova serie gialla italiana ambientata nella Roma degli anni Ottanta: un’epoca affascinante, decadente e vibrante, qui rappresentata dal microcosmo esclusivo e apparentemente perfetto dell’Isola del Gabbiano nell’Olgiata – ha spiegato l’editore Davide Radice.

    Il romanzo introduce il lettore alle prime indagini di Daniele Negretti, investigatore privato schivo e intuitivo, più abituato a piccoli casi e grandi caffè che a efferati omicidi. Trascinato nell’inchiesta dall’amico scrittore Luca Viti, Negretti si troverà a scavare tra pettegolezzi, rancori nascosti e silenzi assordanti dell’alta società romana, in un puzzle deduttivo che richiama lo stile dei classici alla Agatha Christie, ma con il sapore inconfondibile di una Roma primaverile anni ’80.

    ‘Un delitto fuori luogo’ si candida a diventare il nuovo punto di riferimento per chi ama i gialli deduttivi eleganti, quelli in cui l’intelligenza e l’umanità dell’investigatore contano più di qualsiasi arma.

    Siamo certi che questo romanzo saprà conquistare sia i lettori storici della coppia autoriale, sia una nuova ondata di appassionati del cozy mystery italiano di qualità. Benvenuti in Indomitus, Lucio e Francesco: che questa nuova avventura editoriale sia solo l’inizio di tanti altri delitti… da risolvere rigorosamente con una tazza di caffè (o un bicchiere di vino) in mano!”.

    I fan di Schina e Cheynet sanno già cosa aspettarsi: una lettura piacevole, fluida e profondamente coinvolgente, personaggi caratterizzati con affetto e ironia, una trama che tiene incollati alle pagine senza mai scadere in eccessi di violenza o crudezza.

    DATI TECNICI:

    Titolo: Un delitto fuori luogo

    Autori: Lucio Schina/Francesco Cheynet

    Casa editrice: Indomitus Publishing

    Data di pubblicazione: 5 febbraio 2026

    Costo: ebook € 6,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 16,99 in libreria e su tutti gli store online

    Pagine: 206

    Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/un-delitto-fuori-luogo-schina-cheynet/

    BIOGRAFIA AUTORI:

    LUCIO SCHINA

    Lucio Schina, dalla suggestiva provincia di Roma, vive immerso in un mondo di parole, dove la scrittura e la lettura sono il battito del suo quotidiano.

    Come un vero maestro del giallo, si muove tra trame intricate e omicidi da risolvere, con l’atmosfera noir che lo accompagna come se fosse sempre mezzanotte in punto.

    La sua penna affilata dà vita a storie che tengono col fiato sospeso, mentre il suo profilo Instagram, @lucio_schina, è un invito a scoprire il suo universo creativo.

    FRANCESCO CHEYNET

    Francesco Cheynet, romano doc, illumina le aule di una scuola primaria con la sua passione per l’insegnamento, mentre nel tempo libero dà vita a intrecci mozzafiato come autore di romanzi e racconti gialli, thriller e noir.

    Con un talento innato per le parole, Francesco si destreggia anche come copywriter freelance, creando contenuti accattivanti e originali per siti e portali.

    Tra le strade di Roma, la sua città natale, trova l’ispirazione per tessere storie che catturano l’immaginazione e lasciano il lettore con il fiato sospeso.

    Maggiori informazioni su https://www.schinacheynetlibri.it/

    PROFILO CASA EDITRICE:

    Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.

  • “Che botte” è il nuovo singolo di Leo Badiali

    Da venerdì 13 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Che botte”, il nuovo singolo di Leo Badiali, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 febbraio.

    “Che botte” è un brano che parla di rivalsa: attraverso un arrangiamento energico e un testo delicato ma al tempo stesso pungente, si costruisce un clima tenace che ispira resistenza di fronte alle fatiche quotidiane. Un pop rock che nasce da un respiro cantautorale e si intreccia progressivamente con sonorità rock, fino a sfociare in un finale intenso, capace di non piegarsi alle avversità.

     

     

    Spiega l’artista a proposito del brano: “La gestazione del pezzo è stata veloce, naturale, come il grido di un uomo attraversato dai turbamenti che non si vuole arrendere”.

     

    Il videoclip di “Che botte” racconta, attraverso un quadro familiare, il bisogno dell’artista di affrontare le avversità rifugiandosi nel silenzio della montagna e nella condivisione con i propri affetti. Un clima intimo e tenero che Leo porta con sé ogni giorno come forza per confrontarsi con il mondo esterno.

     

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=B2eWxEhYgOc

     

    Biografia

    Classe 2001, Leo Badiali è un cantautore toscano che dall’età di 16 anni si è cimentato nella scrittura di brani originali, mentre si diplomava al liceo musicale Felice Palma di Massa.

    Contemporaneamente ha conseguito una laurea in batteria jazz al conservatorio A. Boito di parma e ha vinto la borsa di studio per il Berklee college of Music di Boston tramite il concorso di Umbria jazz. Durante l’arco della sua carriera cantautorale ha pubblicato diversi singoli, tra i quali la canzone “Ma quale Amico” che gli ha permesso di aprire il concerto di Vasco Rossi a San Siro l’11/06/2024 grazie al contest Zocca Paese della Musica.

    In seguito, ha partecipato alla trasmissione i fatti vostri in diretta su Rai 2 condotta da Tiberio Timperi e Anna Falchi il giorno 16/09/2024. Ha collaborazioni in atto con musicisti e produttori del calibro di Giacomo e Tommaso Ruggeri (stretti collaboratori di Nicolò Agliardi e Dargen D’Amico) ed è seguito da Davide Maggioni, fondatore della etichetta discografica Matilde Dischi.

    Alle spalle ha una rilevante esperienza concertistica in tutta Italia, grazie al progetto da lui creato riunendo alcuni musicisti della scena parmigiana che gli ha permesso di solcare palchi importanti e creare un sound originale.

    “Che botte” è il nuovo singolo di Leo Badiali disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 febbraio e in rotazione radiofonica da venerdì 13 febbraio 2026.

     

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  • “Ti chiedo scusa” è il nuovo singolo di Ludovica

    Dal 13 febbraio 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale “TI CHIEDO SCUSA”, il nuovo singolo di LUDOVICA.

    La cantautrice umbra Ludovica Pennazzi, in arte Ludovica, pubblica il nuovo singolo “Ti chiedo scusa” (AlyStudio/Believe), un brano che affronta le complessità dell’amore e il potere delle vulnerabilità, e per questo viene presentato al pubblico in occasione della festa degli innamorati, “San Valentino”. In un’epoca in cui chiedere scusa sembra essere un gesto sempre più raro, questa canzone diventa un inno alla responsabilità emotiva e alla ricerca di redenzione. Ti chiedo scusa è scritta dalla stessa Ludovica in collaborazione con Daniele Piovani, mentre gli arrangiamenti, mix e mastering sono stati curati da Alioscia Arioli. Le chitarre sono state suonate da Riccardo Storti.

    Ascolta “Ti chiedo scusa”: https://bfan.link/ti-chiedo-scusa

    Il messaggio di Ti chiedo scusa è universale, come dice la stessa Ludovica: la forma più autentica di amore è quella di assumersi le proprie responsabilità.

    Ludovica ci ricorda che: “non basta amare, ma è fondamentale anche riconoscere quando si sbaglia, e avere il coraggio di chiedere scusa diventa la più grande forma di amore. Questo gesto, spesso trascurato, può essere la chiave per la crescita e la guarigione in una relazione.”

    Con un sound tipicamente british-pop, che ci riporta al vero concetto di musica suonata, Ti chiedo scusa invita alla riflessione e alla vunerabilità, ma anche all’amore stesso, alla comprensione reciproca. Ti chiedo scusa segna l’inizio di un nuovo percorso per l’artista Assisana, che porterà alla pubblicazione di un concept EP già in fase di lavorazione, con appuntamenti dal vivo e contest che la vedranno presentare i suoi inediti.

    Biografia

    Ludovica Pennazzi vive ad Assisi, e fin da piccola ha coltivato una profonda passione per la scrittura, ma è stato solo crescendo che ha iniziato a dare forma ai suoi sogni. Inizia a studiare pianoforte e a seguire lezioni di canto, e dopo appena quattro mesi scrive il suo primo brano inedito. Da quel momento, la sua creatività non ha conosciuto soste: ha scritto un libro e ha continuato a comporre e musicare ogni parola. Il cantautorato è sempre stato una delle sue principali fonti di ispirazione e guida. Si definisce una romantica, sensibile agli eventi e alle persone che la circondano, e ogni esperienza diventa un’opportunità per romanticizzare su carta ciò che le accade. Non le interessano le mode e le tendenze, preferisce scrivere e cantare ciò che più la rappresenta e che la fa stare bene con sé stessa.  Nel 2025 inizia un nuovo progetto discografico, sotto la produzione artistica di Daniele Piovani, con la pubblicazione del singolo “Civico 1” ed è attualmente al lavoro per la produzione del suo primo EP, con un concept che riflette la sua essenza poetica, raccontando l’amore e la vita.

    “Ti chiedo scusa” è il nuovo singolo di Ludovica disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 13 febbraio 2026.

  • “Tra l’istinto e la ragione” è il nuovo singolo di FIL estratto dall’omonimo disco

    Dal 13 febbraio sarà disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “TRA L’ISTINTO E LA RAGIONE”, il nuovo singolo di FIL, estratto dall’omonimo album in uscita lo stesso giorno.

    “Tra l’istinto e la ragione” è un brano che racconta un viaggio che mette in discussione la razionalità. In un contesto lontano e ai margini della società, tra nuovi stimoli ed esperienze, la distanza diventa spazio di riflessione: il ricordo di un amore riaffiora e finisce per confondere il confine tra impulso emotivo e controllo razionale.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Questo brano è in parte molto intimo e affronta una ricerca di equilibrio tra l’istinto e la ragione, per agire più consapevolmente per cercare di evitare il solito caos emotivo”.

    Il disco “TRA L’ISTINTO E LA RAGIONE”, disponibile in digitale dal 13 febbraio 2026 e composto da 13 brani, attraversa sonorità diverse, dal rap all’R&B, passando per influenze latine, cantautorali, rock ed elettroniche. Al centro dell’album c’è un’indagine emotiva e personale che affronta temi come l’amore – vissuto, perduto e transitorio – e riflessioni più intime e sociali. Un percorso segnato da contrasti e cambi di ritmo, in cui testo e musica raccontano la ricerca di un equilibrio tra impulso emotivo e controllo razionale.

    “M’immagino una bilancia, da una parte l’istinto, dall’ altra la ragione. Viviamo cercando un equilibrio, in ogni situazione, esperienza che attraversiamo pesiamo ogni pensiero e valutiamo ogni movimento istintivo cercando di dare con ragione un senso a ciò che accade nel nostro universo interiore e a quello che ci circonda. Amo sperimentare su generi musicali diversi. La musica è libertà e penso sia un peccato porsi limiti. Ed è ciò che accade in questo album, passando da un genere all’ altro, da un tema ad un altro esponendo sinceramente ciò che vivo e sento”, commenta il cantautore sul nuovo disco.

     

    “TRA L’ ISTINTO E LA RAGIONE” TRACKLIST:

    1) Tra l’istinto e la ragione

    2) Naturalmente ritorni

    3) Il giardino dell’amore

    4) L’ artefice

    5) Spettatori

    6) Sospiro

    7) Vera

    8) XXX lovers

    9) Timida luna

    10) Controcorrente

    11) Hey babe

    12) Dicembre

    13) La scia della follia

    BIOGRAFIA

    FIL, all’anagrafe Filippo Filidei, nasce a Faenza nel 1992. Cresciuto tra Imola e Marina Romea, inizia il suo percorso musicale con il rap di protesta, pubblicando i primi lavori sotto lo pseudonimo di Flep. L’esperienza in Spagna segna un punto di svolta nella sua carriera: qui Fil trova nella chitarra uno strumento centrale per esplorare nuove sonorità e tematiche, tra cui l’amore, avvicinandosi alle sfumature del flamenco.

    Nel corso degli anni vive e lavora in Spagna, Uruguay, Australia e Londra, esperienze che arricchiscono la sua visione artistica e alimentano il desiderio di raccontare emozioni e storie attraverso la musica. Dopo una fase iniziale di autoproduzioni, decide di concentrare le energie su un progetto più strutturato e da un paio d’anni propone materiale in studio con il supporto di Lorenzo Avanzi, producer e videomaker.

    Amante della musica in senso ampio, durante l’adolescenza si avvicina al reggae, mentre l’ispirazione alla scrittura nasce dal rap italiano degli anni ’90, con riferimenti come Kaos One, Uomini di Mare e Lou X. Parallelamente si sviluppa una forte passione per il rap spagnolo, tuttora predominante nei suoi ascolti, oltre che per il flamenco e altri generi. Il gruppo spagnolo Extremoduro rappresenta un punto di accesso alla scrittura rock, dopo un precedente interesse per il rock psichedelico.

    Il suo processo creativo è caratterizzato da periodi di immersione totale nei generi che, di volta in volta, ne influenzano la scrittura. Ogni brano racchiude una storia e un sentimento legati a situazioni di vita comuni e condivisibili. La musica diventa così uno spazio espressivo in cui ogni genere, come un colore, contribuisce a definire l’atmosfera emotiva dei brani.

    Fil suona chitarra, tastiere e batteria, utilizzando loop dal vivo per accompagnarsi nelle performance. Oggi il suo stile fonde cantautorato, R&B e rap, sperimentando di volta in volta nuove direzioni che spaziano dal rock ai ritmi latini ed elettronici, confermando una spiccata versatilità artistica.

    “Tra l’istinto e la ragione” è il nuovo singolo di FIL, disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dal 13 febbraio, estratto dall’omonimo disco in uscita lo stesso giorno.

     

     

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  • “Sioux” è il singolo d’esordio dei Fujiiro

    Da venerdì 13 febbraio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Sioux” (Overdub Recordings), il primo singolo dei Fujiiro.

    “Sioux” è un brano che racconta un percorso di irrequietezza e ricerca interiore, un confronto diretto con il più profondo sé, con la propria ombra e con i demoni interiori, ora abbracciandoli, ora respingendoli. L’inizio della canzone si muove in un’atmosfera western, arricchita da orpelli orientaleggianti, in cui chitarre roboanti e ronzanti dal sapore “tarantiniano” – che richiamano a tratti i Queens of the Stone Age – accelerano i battiti e decostruiscono un tema spagnoleggiante attraverso un uso incisivo di fuzz e distorsioni. Nella prima metà il pezzo segue una struttura “punk”, con ritmiche nervose e un impianto vicino alla forma canzone; nella seconda parte si apre invece ad una lisergica deriva psichedelica. Il cantato procede con un incedere rapido e perentorio, a tratti rappato, mentre il testo si affida ad immagini surreali e riferimenti ancestrali.

    Spiega la band a proposito del brano: «Sioux è il pezzo che ha segnato, definitivamente, la fine del nostro ex progetto “Malva” per come lo conoscevamo. È da qui che abbiamo iniziato a pensarci all’interno di atmosfere differenti che ci hanno guidato in modo naturale a dar vita a Fujiiro, ed è con questo pezzo che abbiamo deciso di esordire. Sioux nasce musicalmente da un riff veloce, fuzz e psichedelico, da un contesto armonico spagnoleggiante. Da qui ne abbiamo modellato la struttura.

    È la prima volta che scrivevo (Dario, ndr) un testo esattamente dopo la registrazione della parte musicale, forse è per questo che si tratta di un testo meno “melodico” e più ritmico rispetto a quello che ero abituato a fare. Ricordo le serate in cui mi chiudevo al buio a provare frasi nel nostro studio con la musica che suonava in loop».

     

    Biografia

    I Fujiiro nascono ufficialmente nel 2026 a Firenze, dalle ceneri dei Malva, precedente progetto alternative attivo dal 2019. Ritmi spigolosi e atmosfere esotiche ed oniriche, a tratti violente e a tratti distese, caratterizzano il primo disco dei Fujiiro in uscita nell’aprile del 2026 per Overdub Recordings.

    Il genere della band è difficilmente catalogabile, a tratti ricorda uno Psych Rock contemporaneo di matrice internazionale (King Gizzard and the Lizard Wizard, Tropical Fuckstorm, Queens of the Stone Age), a tratti sono evidenti i rimandi ad una sorta di cantautorato italiano, sensoriale ed onirico (Iosonouncane, Verdena, C.S.I.).

    I testi ed il cantato in italiano sono irrequieti e tormentati, appoggiandosi su figure archetipiche e immagini simboliche. Il primo disco dei Fujiiro racconta in prima persona i pensieri e le pulsioni di un individuo alla spasmodica e insoddisfatta ricerca di un qualcosa di indefinito, inserito in una società apparentemente fuori dal tempo, a tratti distopica e a tratti spaventosamente contemporanea. Da riferimenti socialmente e culturalmente lontanissimi si arriva ad introspezioni psicologiche senza soluzione di continuità.

    I Fujiiro cercano di congiungere l’amore per la canzone con l’interesse per la sperimentazione, decostruendo la forma canzone e alternando melodie classiche a cantati frenetici (a tratti “spoken”). I Fujiiro si rivolgono agli amanti dei live e della musica rock trasversale, con uno spiccato interesse per la psichedelia.

    La band è formata da tre elementi permanenti: Dario Errico è il chitarrista e cantante principale, Lorenzo Niccolai è il chitarrista e “rumorista elettronico”, Andrea Biancotti è il batterista e percussionista. In formazione completa hanno come turnista un bassista (basso elettrico e bass synth).

    “Sioux” è il singolo d’esordio dei Fujiiro pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 13 febbraio 2026.

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  • Annamaria Farricelli approda a Casa Sanremo Writers 2026

    La selezione per la vetrina letteraria di Casa Sanremo Writers 2026 inserisce l’opera “In un soffio d’amore” (ed. WE) di Annamaria Farricelli nel salotto culturale di Casa Sanremo durante l’omonimo Festival della Canzone Italiana. L’approdo nella Città dei Fiori valorizza l’impianto narrativo di questa opera: intensa e necessaria, trattasi di un racconto di memoria e presenza, che onora il passato ma parla direttamente al cuore del presente. È un inno alla vita con grazia, rispetto e verità. Pluripremiata a livello nazionale ed internazionale, Annamaria Farricelli è riconosciuta per il suo contributo alla letteratura e alla poesia. La sua opera è caratterizzata da un profondo esame dell’anima e delle emozioni, spesso affrontando temi di rinascita e di speranza attraverso un linguaggio semplice, ma mai banale. Le sue “creature” sono accolte in sillogi, antologie, racconti, romanzi. 

    L’ intervista della Farricelli nel salotto culturale di Casa Sanremo è prevista per la mattinata del  giorno 26 febbraio.

    Ingresso solo con pass.

    “In un soffio d’amore” è un romanzo che potremmo definire a metà tra il saggio ed il racconto. Con la prefazione del Dott. Giacomo Ruocco, traccia una storia generazionale e socio-antropologica, concentrandosi in particolare sulle esperienze della ‘Classe 1900’ e delle successive ‘Nuove Generazioni’ in Italia”. Il volume si focalizza sulla regione napoletana e il borgo di Scanzano, e tratta le vicende della famiglia Di Maio, attraversando gli orrori delle due guerre mondiali e i cambiamenti del dopoguerra, analizzando il contrasto tra i valori di resilienza dei Baby Boomers e il disagio e la dipendenza dalla tecnologia delle più recenti Generazioni X, Z e Alpha.

    Il mio ultimo libro lo definirei un’opera che affonda le radici nel passato per dare un senso al presente, e lasciare al contempo un messaggio al futuro. L’ elemento del ‘soffio’ suggerisce la trasmissione sottile, ma potente, di valori, memorie ed emozioni” – fa sapere l’Autrice.

    Il titolo è delicato, ma dentro questo ‘soffio’ vive un racconto denso di tenacia, resistenza, identità, amore e trasformazioni. È un’opera che si colloca a metà tra narrativa storica e prosa poetica, e si rivolge a chi cerca storie autentiche, capaci di emozioni profonde e riflessioni ampie” –  conclude.

    Le donne hanno un ruolo centrale nel libro, narrate con rispetto e profondità, ed emergono come asse portante; sono le protagoniste, reali,  che  attraversano il tempo portando con sé la forza del” fare silenzioso”, del sacrificio che costruisce. Il concetto di famiglia è vissuto come archivio vivente, come luogo di trasmissione di esperienze, ma anche come rete emotiva che sostiene e plasma. La memoria non è nostalgia, ma fondamento. I cambiamenti sociali sono percepiti come l’evoluzione delle condizioni di vita, della mentalità e dei diritti, e vissuti non come freddezza sociologica, ma con empatia e consapevolezza. La narrazione storica si intreccia a quella personale, mostrando come il macro impatti il micro. Speranza e dignità il fil rouge del vivere, ed anche nei momenti bui (guerre, povertà, fame), il messaggio che filtra dal libro è chiaro: la bellezza esiste anche nel dolore, e la vita ha senso quando si conserva la dignità.

    “In un soffio d’amore” presenta una prosa poetica, narrativa, evocativa, che unisce immagini liriche alla concretezza della vita vissuta, e l’equilibrio tra prosa e poesia è uno dei tratti distintivi dell’opera. La fluidità emotiva della Farricelli è capace di toccare corde intime, ma senza appesantire, e la tensione narrativa è viva grazie al racconto di eventi reali che la famiglia Di Maio ha vissuto.

    Per concludere: il “soffio” a cui si allude nel libro è ciò che resta quando tutto cambia. L’amore non è solo quello romantico, ma anche amore come cura, come radice profonda dell’essere umano; l’amore che costruisce, che si sacrifica, che educa. La donna, oltre che custode della memoria, è il motore del cambiamento. Non solo figura materna, ma agente attiva delle trasformazioni.

    “In un soffio d’amore” è consigliato a lettrici e lettori interessati ad intimità collettiva, poesia del coraggio, narrativa della dignità, tempo e memoria come protagonisti.

    Ulteriori info sull’Autrice si possono trovare al sito ufficiale www.annamariafarricelli.com