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  • “Scrigno Nero” è il nuovo singolo di Musa

    Dal 15 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Scrigno Nero”, il nuovo singolo di Musa (Up Music / Il Branco Publishing SRL). 

    “Scrigno Nero” è un brano intenso e autentico che affronta il tema del bullismo in tutte le sue sfaccettature, dando voce a chi ha vissuto sulla propria pelle il dolore dell’emarginazione e della violenza emotiva. Attraverso un linguaggio diretto e profondamente umano, il testo ripercorre le ferite invisibili lasciate da parole e gesti crudeli, ma anche la lenta rinascita di chi trova la forza di rialzarsi, riconquistando la propria identità e la voglia di vivere.

    Il brano alterna momenti di intima fragilità e dolore a un messaggio potente di resilienza e speranza: il desiderio di gridare al mondo la propria storia, rompendo il silenzio e trasformando la sofferenza in consapevolezza. “Scrigno Nero” diventa così un grido di libertà e un invito a non sentirsi soli. 

    Nel videoclip Musa affronta il tema del bullismo dando voce a chi, come lei, ne ha fatto esperienza diretta. La narrazione visiva si concentra sulla violenza emotiva e sull’emarginazione, raccontate attraverso immagini evocative, gesti simbolici e un linguaggio diretto e profondamente umano. Il video alterna momenti di intima fragilità e dolore a un messaggio forte di resilienza e speranza: il desiderio di rompere il silenzio e trasformare la sofferenza in consapevolezza. Il progetto lancia un messaggio chiaro: dire stop al bullismo in tutte le sue forme e invitare all’empatia come scelta concreta per fare la differenza.

    Guarda qui il videoclip: YouTube

    Biografia

    Martina Pagliai, in arte Musa, è una cantautrice italiana nata a Firenze il 14 luglio 1998. Appassionata di musica fin da bambina, si avvicina al canto all’età di 9 anni, iniziando un percorso artistico che non ha mai abbandonato. Nel 2022 entra in Up Music Academy a Milano, dando avvio al suo percorso discografico. Nel 2024 pubblica i singoli “Spezziamo ogni ostacolo” e “Sento il Vuoto”, entrambi caratterizzati da una forte componente autobiografica. Nel 2025 presenta “Maschere Dorate” durante la settimana sanremese.

    Ha partecipato a numerosi concorsi e festival musicali tra cui Sanremo Trend, A Voice For Europe, Tour Music Fest e Je so pazzo Music Festival. Nel 2025 prende parte agli eventi della Settimana del Festival di Sanremo e ai concerti di Natale organizzati da Up Music.

    “Scrigno Nero” rappresenta un nuovo importante capitolo del suo percorso artistico, confermando la sua capacità di trasformare esperienze personali in messaggi universali.

    “Scrigno Nero” è il nuovo singolo di Musa disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 15 maggio 2026.

     

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  • Katia Schiavone – This is New Da venerdì 15 maggio 2026, disponibile questo nuovo album solo in formato digitale


    Pubblicato dall’etichetta indipendente Wow Records, presente soltanto sulle piattaforme digitali da venerdì 15 maggioThis is New è il primo disco da leader della talentuosa chitarrista jazz Katia Schiavone, affiancata in questo lavoro da due musicisti fra i più apprezzati in Francia: Fabien Marcoz al contrabbasso e Philippe Soirat alla batteria, oltre alla presenza da ospite del cantante Mario Ponce Enrile in Once in a While.
    Nel CD sono presenti sette brani, tutti calorosi omaggi ad alcune fra le figure più iconiche della storia del jazz: Tom McIntosh (Cup Bearers), Harold Mabern (A.O.N.), Kurt Weill e Ira Gershwin, (This is New), Horace Silver (Sweet Stuff e Silver’s Serenade), Michael Edwards (Once in a While) e Cedar Walton (Bremond’s Blues).
    “This is New” nasce da una stimolante sintesi incentrata sull’esperienza parigina e sui vari viaggi in Inghilterra e negli Stati Uniti che hanno caratterizzato la vita artistica di Katia Schiavone negli ultimi dieci anni. Questo album, che strizza l’occhio alle produzioni newyorkesi degli anni Ottanta e Novanta, è frutto di una succulenta (ri)lettura di alcuni standard concepita nel segno di un sound di gruppo omogeneo, ben definito, in cui l’intera sezione ritmica gioca un ruolo fondamentale. L’idea di rendere omaggio a pianisti del calibro di Horace Silver, Harold Mabern e Cedar Walton, invece di tributare i chitarristi della tradizione jazzistica, rappresenta l’intenzione di fondere melodia, armonia e ritmo in un unico suono, attraverso cui l’interplay e il feeling fra lei, Marcoz e Soirat possano essere enfatizzati.
    Katia Schiavone descrive così la sua prima fatica discografica: «Ho maturato l’idea di questo album nel tempo. Per anni ho immaginato e visualizzato il suono che potesse avere, stilato liste di brani, strumenti e musicisti, finché non ho trovato la combinazione giusta, un’intuizione che mi ha dato il la per finalizzare in brevissimo tempo il lavoro e dare finalmente vita a questo progetto. Non avevo mai suonato con Fabien Marcoz e Philippe Soirat insieme nello stesso gruppo, ma come spesso accade negli ambienti del jazz, mi è capitato di collaborare con loro in diversi contesti da sideman. Il suono di Philippe è inconfondibile e il suo stile dinamico e aperto è sempre stato ciò che ricercavo: un’interazione continua, continui spunti ritmici, un tempo che si sposta e ritorna al centro come un’onda del mare. Con un tipo di playing del genere era necessario un contrabbassista solido, preciso e affidabile, qualcuno che mantenesse “la strada”, come dicono i francesi, ma con classe ed eleganza. Fabien Marcoz è il tipo di contrabbassista adatto per questo lavoro: una colonna portante. Così è nato This Is New. E ne sono immensamente felice, perché mi ha dato la possibilità di esprimere me stessa e l’idea che avevo dei brani selezionati per il repertorio».

    Katia Schiavone BIOGRAFIA

  • Monza Visionaria: sabato 16 e domenica 17 maggio riecco l’incanto dei Notturni  tra acrobazie, profumi, danze, performance, mostre  e concerti nel Roseto e al Teatro di Corte della Reggia



    La XIV edizione del festival Monza Visionaria si concluderà nel weekend di metà maggio con una maratona di appuntamenti imperdibili: come sempre, gli spettatori saranno liberi di muoversi, guardare, curiosare, ascoltare e ballare, abbandonandosi alla musica e ai tanti stimoli offerti dagli artisti che prenderanno parte ai Notturni. Con un unico biglietto si potrà assistere a tutti gli eventi in programma nel Roseto Niso Fumagalli (aperto fino a mezzanotte) e si potranno visitare l’esposizione “UR-RA Unity of ReligionsResponsibility of Art” di Michelangelo Pistoletto e, all’Orangerie, la mostra “Sandokan-La tigre ruggisce ancora”

    MONZA – Trame musicali, gesti danzati, installazioni di luce, paesaggi sonori, performance immersive, esperienze multisensoriali e un irresistibile profumo di rose: la magia dei Notturni, il format site specific “made in Musicamorfosi”, chiuderà sabato 16 e domenica 17 maggio la XIV edizione del festival Monza Visionaria alla Reggia di Monza con un fitto programma di appuntamenti dalle ore 18.30 a mezzanotte.
    Gli spazi scelti per ospitare i tanti eventi in agenda sono di rara suggestione: il Roseto Niso Fumagalli (in collaborazione con l’Associazione Italiana della Rosa), il Teatro di Corte e la Villa Reale, aperta in via straordinaria oltre l’orario tradizionale e parzialmente visitabile (sono esclusi gli appartamenti reali). Non solo: con un unico biglietto (costo: 15/20 euro) sarà possibile visitare l’esposizione UR-RA Unity of ReligionsResponsibility of Art di Michelangelo Pistoletto (fino alle ore 22), la mostra Sandokan-La tigre ruggisce ancora all’Orangerie (fino a mezzanotte) e assistere agli eventi dei Notturni, che avranno proprio nel Roseto Niso Fumagalli, come di consueto, il palcoscenico ideale (gli spettacoli andranno in scena dalle 21.30 a mezzanotte). Qui, tra colori e profumi sorprendenti e una ricchissima varietà di rose nel pieno della fioritura, ci si potrà abbandonare a un flusso ininterrotto di suggestioni, in cui perdersi diventerà un modo per poi ritrovarsi. In programma danze ed evoluzioni aeree degli acrobati Clelia Fumanelli, Davide Cioci ed Edoardo Schiaritura dell’assocazione La Clé de l’Art, che omaggeranno la Dea Kalì, una delle divinità più potenti, complesse e affascinanti dell’induismo, con la musica del producer milanese Stefano Greco (distropical) e le percussioni di Gennaro Scarpato. Ancora balli e danze in parata con il collettivo DanceHauspiù diretto da Matteo Bittante e musica, irresistibile e trascinante, con la Rusty Brass, esuberante formazione di ottoni arrugginiti, uniti dal Credo nei valori olimpici. Non solo: il messaggio spirituale di Bob Marley rivivrà grazie a Ken Ciro (chitarra, voce e loop station), il leader dei Marley’s Legend, che eseguirà alcuni dei brani più noti del grande cantatore giamaicano, da “No Woman, No Cry” a “Waiting In Vain”, da “One Love” a “Is This Love”, solo per citarne alcuni. Anche il vibrafonista jazz Gabriele Boggio Ferraris e la cantautrice Agnes Verano (arpa e voce) tributeranno un omaggio al profeta del reggae, portatore di un messaggio universale di speranza, libertà e resistenza più che mai attuale, tra pezzi originali e rivisitazioni di alcune canzoni d’amore dello stesso Marley: brani come Could You Be Loved”, “War” e “Redemption Song” saranno proposti in una veste inedita e molto particolare.
    Tra i profumi del roseto non potrà mancare neppure un set musicale di canzoni dolci e appassionate come quello che verrà protagoniste tre musiciste sensibili quali Marta Frigo (voce, chitarra e percussioni), Sofia Zavaglia (voce, chitarra, percussioni) e Martina Campi (flauto, fisarmonica, percussioni, chitarra), protagoniste di Março, dialogo delicato tra jazz, pop e world music, fatto di composizioni originali e arrangiamenti acustici. Ancora musica, fino a mezzanotte, con la batteria, le percussioni in levare e l’energia di Gennaro Scarpato e danza come momento di gioia collettiva con il collettivo di danzatrici guidato con cura e passione da Cristina Bucci.
    Infine, alle ore 23, all’Orangerie della Reggia di Monza andrà in scena La tigre di Mompracem, monologo “a due voci e strumenti vari” con Michele Monina, scrittore e critico musicale, e Dada Sutra, cantautrice della nuova scena alternativa italiana, che condurranno gli spettatori nel mondo esotico e fantasioso di Sandokan e dei suoi tigrotti della Malesia, creato dalla fervida immaginazione di Emilio Salgari, tra i più noti scrittori italiani di romanzi d’avventura. 

    Dal Roseto alla Villa Reale: in occasione dell’apertura straordinaria della Reggia di Monza, le allieve della scuola monzese Studio Danza animeranno il Salone da Ballo con la performance Harmonía (ideata in relazione alla mostra di Pistoletto), che vuole rappresentare l’equilibrio tra elementi contrastanti, l’ordine che vince sul caos, mentre nelle sale del secondo piano nobile, quelle interessate dal progetto Reggia Contemporanea, il sassofonista jazz Raffaele Fiengo, nome emergente della scena italiana, si esibirà in una serie di miniconcerti in solo.
    Quanto al Teatro di Corte, il gioiello progettato dal Piermarini ospiterà sabato 16 maggio (ore 18.30 e 20.30) il doppio concerto dell’Orchestra Canova, che eseguirà le Metamorfosi di Richard Strauss, uno dei capolavori più alti e più desolati che siano mai stati concepiti in musica. Diretti da Enrico Pagano, gli orchestrali proporranno, in dialogo con lo spettacolo di video mapping generativo di Fabio Volpi, un’interpretazione intensa e insolita dell’opera del compositore tedesco: immagini e musica si intrecceranno in tempo reale, trasformando ogni nota in un’esperienza immersiva unica. Un evento speciale e inedito, che unirà la severa bellezza della composizione di Strauss alla forza evocativa della creazione artistica contemporanea.
    Da segnalare, infine, che domenica 17 maggio (ore 11 e 16.30) il Teatro di Corte sarà la cornice dell’appuntamento intitolato Traviata e altre fantasie, organizzato in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti di Milano. In scena il duo composto dai violinisti Liù Pelliciari ed Edoardo Zosi, musicisti di notevole talento: gli spettatori potranno ascoltare le più belle arie di Verdi, da Rigoletto a Traviata, nelle pregevoli trascrizioni di Antonio Melchiori, che fu primo violino del Teatro alla Scala ai tempi verdiani. Queste trascrizioni restituiscono virtuosismo e delicatezza, valorizzando ogni sfumatura lirica delle celebri melodie di uno dei maggiori operisti e compositori italiani. Infine, si assisterà a un cambio radicale di sonorità, all’insegna del jazz-post rock, con il doppio concerto (ore 18.30 e 20.30; le due performance sono incluse nel biglietto unicodel trio Mopoke, composto da tre musicisti di vaglia quali Michele Bonifati (chitarra elettrica), Giacomo Papetti (basso elettrico) e Filippo Sala (batteria). Anche in questo caso, la musica sarà impreziosita da uno spettacolo di video mapping generativo, sempre a cura dell’artista Fabio Volpi.
    In caso di pioggia o maltempo gli eventi in programma al Roseto Niso Fumagalli verranno spostati negli spazi interni della Reggia di Monza.
    Il festival Monza Visionaria è organizzato dall’associazione culturale Musicamorfosi in collaborazione con la Reggia di Monza, il contributo del Comune di Monza e Regione Lombardia e il sostegno di una pluralità di partner tra cui il ministero della Cultura, la Fondazione della Comunità Monza e Brianza, Assolombarda, Banco Desio, Acinque, BrianzAcque ed Elli. Monza Visionaria si inserisce nell’ambito del programma Creative Europe dell’Unione Europea, all’interno del più ampio progetto Spiritual Music realizzato dalla rete di partner culturali europei Musicamorfosi (per l’Italia), Taller de Músics (Spagna) e Jazz Festivals & Events (Romania), che nel 2026 promuove la ricerca, la creazione e la divulgazione della musica spirituale contemporanea, con particolare attenzione al dialogo tra tradizione e nuovi linguaggi.

    Info, programma e modalità di accesso ai Notturni online su www.monzavisionaria.it 
  • “Lacrime dal cielo” è il nuovo singolo di Clara Moroni

    Dal 15 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Lacrime dal cielo”, il nuovo singolo di Clara Moroni.

    “Lacrime dal cielo” è un brano urban pop rock che racconta la volontà di non sottostare alle regole precostituite, invitando anzi a combattere le storture di una società egoista e indifferente. Il mondo descritto è dopato da milioni di stimoli visivi e inondato da notizie in cui la verità non è mai posta al centro dell’attenzione.

    Il brano rappresenta anche una ferma condanna al contesto bellico attuale, che fomenta una narrativa spesso falsa per dirigere le menti verso una realtà distorta, distopica e manipolata. Una critica rivolta a chi continua a perseguire guerre personalistiche, cercando cinicamente l’avallo dell’opinione pubblica.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Questo brano è un altro tassello dell’album che segue un filo logico e si interroga sulla condizione umana rispetto a tutto quello che era considerato il sentire Umano. L’amore, il rapporto con gli altri, la connessione con il nostro ambiente e la visione di quale futuro si prospetta per le nuove generazioni. Il brano è stato prodotto da Fabrizio Simoncioni, come tutto l’album e vede alla pre-produzione Fidel Fogaroli (Verdena), ed insieme siamo riusciti a creare quell’atmosfera tesa ed epica che enfatizza il senso di missione, di impellenza a risvegliare le coscienze sulla condizione umana contemporanea.”

    Il videoclip di “Lacrime dal cielo” è stato creato da Antonello Ruzzu della Neural Films, ma la storia e le ambientazioni nascono direttamente dalla visione di Clara Moroni. Il racconto si svolge in una città a volte vuota, a volte animata da esseri che hanno perso tutta la loro umanità.

    La protagonista, come una Giovanna d’Arco moderna, impugna una spada per difendersi e combattere, con l’obiettivo di rompere l’involucro di plastica creato per impedire il libero pensiero e l’apertura degli occhi sulla realtà. È un invito alla consapevolezza della condizione umana, resa disumana da un sistema che ha smarrito ogni empatia, utilizzando simboli forti per descrivere la visione del mondo dell’artista.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=wXUqCRsBmSg

    BIO

    Clara Moroni, milanese, inizia da ragazzina a cantare, suonare la batteria e scrivere musica nell’ambito del punk underground con il suo gruppo: The Kubricks. A soli 15 anni si trasferisce a Londra per coronare il suo sogno punk e conoscere nuove realtà musicali; qui si avvicina all’elettronica, iniziando a suonare le tastiere e a programmare.

    Tornata in Italia, collabora come vocalist con grandi produttori e artisti come Mauro Pagani, Jovanotti, Franco Godi, Stadio e Alberto Fortis. Proprio durante le registrazioni dell’album di Fortis, “Carta del cielo”, conosce il produttore Guido Elmi, con cui dà vita al progetto “Clara & The Black Cars”, pubblicando per la EMI gli album “Chi ha paura di chi” e “Spiriti”.

    Il lavoro con Elmi sfocia nell’invito a curare gli arrangiamenti vocali di “Gli spari sopra” (1993). Inizia così la storica collaborazione in studio e live con Vasco Rossi, che durerà fino al Modena Park del 2017 e che porterà il Komandante a definirla: “La Ferrari del Rock”.

    Nel 1996 si trasferisce a San Francisco, collaborando con Luis Biancaniello (produttore di Whitney Houston e Anastacia). Rientrata in Italia, pubblica nel 2004 l’album in inglese “Ten Worlds”, seguito nel 2010 da “Bambina Brava” — contenente “1000 notti” feat. Don Joe, brano antesignano delle collaborazioni rock-rap in Italia — e nel 2012 dall’EP “Sono quello che sono – Part 1”.

    Nel 2018, sotto il management di Elia Faustini (Perfect Days), pubblica l’album “Unica” e apre i concerti del tour VascoNonStop2018. Dopo 22 anni al fianco di Vasco, Clara sceglie di dedicarsi interamente alla propria carriera solista. La sua formazione è solida: tastierista e programmatrice, ha studiato canto lirico con Floriana Cavalli, traendo ispirazione da muse come Siouxsie & The Banshees, Annie Lennox e Kate Bush.

    Oggi Clara Moroni continua a scrivere in modo istintivo, senza seguire dettami commerciali, lasciando che la sua musica evolva insieme alla sua visione del mondo.

    Parallelamente, con la sua etichetta discografica, la DMI, fondata nel 1995, si trova a scrivere, produrre e spesso a cantare, in esclusiva per la major giapponese Avex, brani Eurobeat, J-Pop e Anime Music. Il successo è passato dall’essere solo giapponese al diventare mondiale, grazie alla Soundtrack per la serie Anime di culto “Initial-D” e alla produzione di canzoni o remix per superstar come Namie Amuro, Ayumi Hamasaki o i Globe di Tetsuya Komuro. Oltre a tantissimi altri artisti oggi famosissimi nel mondo, come Olivia Lufkin dei Trapnest, per le musiche usate nella serie Anime “Nana”. Mai come oggi è diffuso il culto per il genere Idol che ha dato vita al K-Pop: in Italia, i numerosissimi giovani fans del genere sono rimasti strabiliati dall’apprendere che dietro alle colonne sonore della loro adolescenza c’è un team tutto italiano.

    L’impatto della produzione DMI ha travalicato anche i confini della musica pura per entrare nel mondo del Gaming e del grande cinema hollywoodiano. Brani dell’etichetta sono presenti in successi globali come Fortnite e Guitar Hero, oltre ad aver contribuito alla colonna sonora di Tokyo Drift, capitolo fondamentale della saga cinematografica Fast & Furious.

    “Lacrime dal cielo” è il nuovo singolo di Clara Moroni disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 15 maggio 2026.

     

     

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  • “Parole sole” è il nuovo singolo di Demonaco

    Dal 15 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Parole sole”, il nuovo singolo di Demonaco per PLUMA Dischi.

    A tutti è capitato, almeno una volta, di sentirsi incapaci di dare voce alle proprie emozioni all’interno di una relazione. “Parole Sole” nasce proprio da qui: un racconto intimo di ciò che resta non detto, sospeso tra il timore di risultare troppo dolci o la paura di ferire con riflessioni troppo amare. Sono parole che svaniscono nel tempo o che scegliamo di soffocare perché ci fanno sentire vulnerabili, quasi “stupidi” nella nostra fragilità. Come recita il brano, “Paure, sguardi e sbagli rimangono per sempre. Come le macchie di olio sulle felpe”.

    Il brano di Demonaco esplora con delicatezza quella sensazione di sovraccarico emotivo che spesso segue l’intimità. In quel momento di “pieno” assoluto, dopo aver fatto l’amore, fluttuiamo in un’incomprensione paradossale: le emozioni sono così intense che qualsiasi frase appare inadeguata. È un silenzio dettato dalla vergogna, dalla mancanza di fiducia o da una sottile timidezza che ci spinge a ritirarci nei nostri pensieri: “Noi nudi in questo letto, mi chiedi cosa penso, mi tengo tutto dentro”. Le “parole sole” sono dunque quelle che echeggiano soltanto nella nostra testa, restando prigioniere mentre guardiamo l’altro.

    L’impatto emotivo del testo trova un riscontro perfetto nella costruzione musicale. L’elemento distintivo è l’arpeggio iniziale del basso, un sostegno profondo e pulsante che accompagna le prime strofe. Gradualmente, l’ingresso dei synth apre lo scenario sonoro, guidandoci verso l’irrompere di un ritornello catartico che non lascia spazio a dubbi: “Parole sole si incastrano tra i denti, parole sorde rimangono tra noi”.

    Il brano evolve intrecciando con naturalezza influenze R&B e Jazz a sfumature Rap, mantenendo una tensione costante che si scioglie solo nell’ultimo ritornello, dove l’atmosfera si fa corale e avvolgente, dando finalmente respiro a quel groviglio di pensieri rimasti troppo a lungo in silenzio.

    Commenta l’artista a proposito del brano: «Il brano nasce da un errore in una sala prove a Bologna, una sala che si trova sotto terra in una strada del centro. Un giorno ero andato lì da solo per provare prima di un live in acustico, il tecnico mi ha aperto e se n’è andato. Nel momento in cui mi sono avvicinato al microfono ho sentito un eccessivo riverbero: c’era un’eco fortissima! A questo punto ho scritto di getto la frase “con un’eco infinito danzerò”. Ho continuato a buttar giù il testo e in pochi minuti avevo già composto la prima stesura. Mentre cantavo con quell’eco potentissima mi sono sentito in una stanza vuota, solo come le parole che rimangono ferme dentro di noi e ci tornano in mente quando non si sta più insieme».

    Biografia

    Cantautore partenopeo originario di Caserta e ormai da tempo stabile a Bologna, Ivo Pisanti, in arte Demonaco, è un bassista di vecchia data, amante della musica Motown e del cantautorato italiano, così come dell’hip hop e del jazz. Alla ricerca di qualcosa di inaspettato, rivolge la sua attenzione all’interazione tra questi diversi generi.

    Negli ultimi anni riscopre il fascino della chitarra e inizia a scrivere brani dal sound R&B, con forti influenze indie e soul, utilizzando la lingua italiana alternata al dialetto napoletano.

    I brani — arrangiati da Demonaco con Baco Giovanni Cristino (pianista) e prodotti insieme a Bruno Belissimo — vengono pubblicati dal 2023 per Pluma Dischi, nuova sub-label della storica Irma Records.

    Nel suo primo progetto di cantautorato, Demonaco porta con sé il profumo della terra e il racconto delle storie d’amore andate male.

    Il suo primo album ufficiale è in uscita per Pluma Dischi / Irma Records il 18 settembre 2026.

    “Parole sole” è il nuovo singolo di Demonaco disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 15 maggio 2026.

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  • “La tentazione di esistere” è il nuovo singolo dei Varanasi

    Da venerdì 15 maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “La tentazione di esistere” (Overdub Recordings), il nuovo singolo di Varanasi già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 12 maggio.

    “La tentazione di esistere” racconta il conflitto al centro del nuovo album: l’impermanenza come mutamento incessante. L’io narrante oscilla tra la propria irrilevanza nell’universo e un’irriducibile volontà di esistere. La sofferenza nasce proprio da questa tensione, mentre l’accettazione passa attraverso un “amorevole distacco”.

    Una canzone post-punk dalle atmosfere fredde e sospese, costruito su un ritmo ipnotico e minimale, che si apre in un finale catartico: un viaggio interiore verso una sintesi esistenziale.

     

    Spiega la band a proposito del brano: “La tentazione di esistere è il cuore del nostro album; un viaggio che parte dagli abissi del cosmo, dalle atmosfere sospese e rarefatte, per approdare all’accettazione della nostra finitezza, per superare lo sgomento di fronte all’insondabile e la paura al cospetto degli astri”.

     

     

    VARANASI | BIOGRAFIA

    Varanasi nasce nel 2019, dopo la conclusione del percorso decennale dei Japan Suicide, con l’esigenza di costruire un progetto più coerente e in lingua italiana. Tra post-punk, shoegaze e psichedelia, la band attraversa sonorità cupe e malinconiche, mantenendo una tensione costante tra impatto e introspezione. Dall’EP omonimo fino all’album Cattedrali per principianti, il suono si muove tra trasformazione e continuità, dando forma a una nuova identità. Le influenze della band sono: Interpol, Fontaines D.C., Slowdive, Beach House. Il nuovo album in fase di finalizzazione verrà pubblicato da Overdub Recordings.

    La band è composta da: Matteo Luciani (basso), Stefano Bellerba (voce e chitarra), Leonardo Mori (tastiere), Saverio Paiella (chitarra), Matteo Bussotti (batteria).

     

    Dopo “Per sempre”, “La tentazione di esistere” è il nuovo singolo di Varanasi pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 12 maggio e in rotazione radiofonica da venerdì 15 maggio 2026.

     

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  • Tramo rompe il silenzio con “Piombo”: tre anni di osservazione diventano barre, tecnica e rivalsa

    Dopo tre anni di fermo successivi alla pubblicazione di “Sto facendo la hit”, brano che aveva segnato una deviazione netta, estiva e volutamente spiazzante rispetto al suo percorso precedente, il rapper milanese Tramo torna con “Piombo”, una traccia che riporta il discorso su coordinate più dure, frontali e dichiaratamente conflittuali.

    Prodotto da Garelli, “Piombo” è un rientro in pieno stile, ma soprattutto è un pezzo che usa il linguaggio del dissing e della sfida per parlare di credibilità nel rap. Dentro il brano c’è la voglia di rivalsa maturata in questi anni, c’è la decisione di chiudere con ogni tono interlocutorio, e c’è una critica diretta alla scena rap italiana attuale, letta come un sistema spesso più attento alla superficie, alla replica continua di codici già consumati e all’esibizione che alla scrittura, all’incisività delle barre, al valore reale di ciò che viene detto.

    Non è un caso che “Piombo” arrivi dopo un’interruzione lunga. Quel vuoto, anziché essere aggirato, viene assunto fino in fondo e trasformato nel punto da cui ripartire. Tramo lo usa come innesco, un punto di rilancio per rimettere a fuoco il proprio posto nel rap-game con un messaggio chiarissimo: il tempo del gioco è finito. Adesso si fa sul serio.

    La canzone procede come un corpo a corpo, marcando un confine, respingendo l’omologazione e riaffermando una presenza che non intende confondersi con il resto. Il lessico è esplicito, il tono è agonistico, l’impianto lirico unisce punchline, attitudine battagliera e una precisa volontà di demarcazione. “Piombo” è un banger perentorio, compatto, e da tale non chiede né attende legittimazione, ma la conquista sul campo. E nel farlo riattiva uno dei nuclei originari del rap: il conflitto come strumento di riconoscimento, la parola come terreno in cui si misura la differenza tra chi occupa una scena e chi riesce a sostenerne davvero il livello.

    A rendere il pezzo incisivo non è soltanto la sfrontatezza del dettato, ma il fatto che questa spinta, questa insolenza, non suoni gratuita e trovi ragione nella traiettoria stessa del testo. In “Piombo” l’attacco alla scena non viene impiegato come semplice provocazione e non si riduce a una polemica: è la forma scelta per rivendicare una collocazione precisa dopo anni di stop, cambi di traiettoria e frizioni con il sistema. “Piombo” riporta Tramo dentro il rap-game con una collocazione chiara: meno compiacente, meno accomodante, più identitaria.

    Il percorso dell’artista, del resto, aveva già mostrato una vocazione a non restare dentro un solo recinto. L’esordio discografico “Fai il bravo”, al fianco di Pepito Rella, insisteva su barre graffianti, attitudine Old School e intuizione sperimentale; “Solo Quando Fumo” spostava l’asse su un impatto più immediato e su una scrittura capace di unire autoaffermazione e incastro tecnico. “Piombo” compie un passo ulteriore, togliendo gli elementi laterali, asciugando il quadro e portando tutto sul terreno del tecnicismo e del dissing.

    Anche per questo il singolo ha un valore che supera il discorso del come back, perché segna un ritorno da indipendente che non viene raccontato come semplice ripartenza, ma come riaffermazione del proprio profilo artistico e riapertura del discorso su basi molto più definite. E in una contemporaneità in cui spesso il rap italiano oscilla tra caricatura del personaggio, cifra derivativa e ricerca del pezzo immediatamente spendibile, “Piombo” sceglie la via della risposta, dell’affondo e lo fa senza dimenticare tecnica e radici.

    Il videoclip ufficiale che accompagna la traccia, girato da Brace BelTempo di WARP-VIDEO, guida visivamente questo nuovo capitolo, rafforzando la natura di un brano che sceglie il conflitto come forma di riaffermazione.

    «Con “Piombo” ho voluto rimettere le cose in chiaro – dichiara -. Arrivo da tre anni di fermo, da un periodo in cui ho osservato molto e parlato poco. Questo brano nasce dalla rivalsa, ma anche dalla necessità di tornare a dire la mia nel modo che mi appartiene davvero. Ho smesso di giocare: adesso si fa sul serio.»

    Con “Piombo”, Tramo non torna semplicemente a pubblicare: torna a misurarsi, a esporsi e a rimettere il proprio nome dentro una contesa che riguarda linguaggio, valore e credibilità.

  • L’universo letterario di Annamaria Farricelli approda in Sicilia

    Pluripremiata a livello nazionale ed internazionale, Annamaria Farricelli è riconosciuta per il suo contributo alla letteratura e alla poesia. La sua opera è caratterizzata da un profondo esame dell’anima e delle emozioni della Donna, spesso affrontando temi di rinascita e di speranza attraverso un linguaggio semplice, ma mai banale. Le sue “creature” sono accolte in sillogi, antologie, racconti, romanzi, e parlano di mondi ed universi femminili (tra i suoi ultimi due riconoscimenti ricevuti, a Gennaio scorso il Premio “Storie di Donne” ed il “Maria Callas Tribute Prize NY” in occasione dell’ultima Giornata internazionale della Donna). La nota Autrice arriverà a Vittoria (Ragusa)  il 5 Giugno 2026 presso la Sala delle Capriate Gianni Molè, alle ore 18.00.

    Annamaria Farricelli presenterà in una veste rinnovata per Amazon il racconto che le assomiglia di più, “L’Eco del Silenzio”, e accennerà alla sua ultima silloge “ABYSSUM”, edizioni Il Cuscino di Stelle. In carriera la Farricelli ha trasformato con la scrittura la fragilità psichica in potenza letteraria, restituendo voce a chi è nel silenzio e incarnando lo spirito di resilienza e audacia che ha reso Maria Callas un’icona immortale di New York.

    A sostenere fortemente l’incontro siciliano sono stati Giancarlo Francione e la giornalista Concita Occhipinti, coadiuvati da un insieme di prestigiosi Club ed Associazioni: Kiwanis Club Vittoria – Presidente D.ssa  Maria Scicli; Associazione Antea, Vittoria – Presidente Dr. Piero La Terra; Associazione Il Filo di Seta, Vittoria – Presidente Ins. Rosa Perupato; FIDAPA, Vittoria – Presidente D.ssa Giovanna Zagra; Convegno Maria Cristina di Savoia, Vittoria – Presidente Sig.ra Gianna Picci; Circolo Laudato Sì, Vittoria – Presidente sig. Umberto Virgadavola; Italia Nostra, Vittoria – Prof.ssa Maria Arangio; Città di Vittoria, Prof. Arturo Barbante – Ass.re ai Beni e Attività Culturali, e il blog cittadino Vittoria Daily.net .

    I saluti istituzionali saranno affidati al Prof. Arturo Barbante, e modererà l’incontro la giornalista Lisa Bernardini.

    Ingresso è gratuito.

    Per saperne di più

    “L’Eco del Silenzio”

    È il romanzo biografico che racconta la sua vita. Incontrare la scrittura di Annamaria Farricelli significa attraversare un confine sottile tra dolore e rinascita. L’eco del Silenzio  ci parla di una ferita profonda, vissuta fin dall’infanzia, che non è stata negata né nascosta, ma trasformata in parola, in voce, in possibilità. Ed è proprio in questa trasformazione il messaggio chiave: Annamaria porta con sé valori di dignità, ascolto, futuro  e  li consegna al mondo con forza, delicatezza e consapevolezza. Far conoscere al lettore la sua storia umana e letteraria significa aver creato uno spazio di attenzione condiviso, in cui la scrittura non è solo testimonianza, ma anche salvezza, dimostrando che, anche nei luoghi più bui dell’esperienza umana, può nascere una luce capace di orientare altre donne, altre vite. Annamaria Farricelli ha avuto il coraggio di rompere il silenzio, e di affermare la potenza della cultura come strumento di emancipazione. Dobbiamo tutti insieme, come lei,  lottare contro ogni forma di violenza di genere, con una determinazione che non deve arretrare.

    Ulteriori info su Annamaria Farricelli si possono trovare al sito ufficiale www.annamariafarricelli.com

  • “Solo amore” è il nuovo singolo dei CTRL+Z

    Da venerdì 15 maggio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “SOLO AMORE” il nuovo singolo dei CTRL+Z per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Solo Amore” è un brano rock alternative italiano che racconta, in prima persona, il conflitto interiore di un protagonista segnato da disagio emotivo e difficoltà comunicative. Al centro, la lotta con il proprio malessere, tra isolamento, rabbia e senso di inadeguatezza. Dietro l’apparente normalità — il fingere che “vada bene così” — si nasconde una fragilità profonda, in cui l’amore si rivela più una maschera che una soluzione. La canzone restituisce un ritratto diretto e intenso di alienazione e introspezione.

    Spiega la band a proposito del brano: “Solo Amore è una canzone che nasce in un modo e poi cambia costantemente. Nella scrittura e composizione della canzone ci siamo lasciati trasportare dagli umori e dai drastici cambiamenti che hanno attraversato le nostre vite ed il mondo nell’ultimo anno. Un anno incredibile, di cui ci sarebbe da parlare per una discografia intera e noi vogliamo vederli tutti i riflessi di questo anno e della vita stessa… E non parlare, cantare e suonare solamente d’Amore. Per questo la prima stesura è stata fatta in un modo e poi è cambiata completamente fino al momento in cui si è entrati in studio. In studio ha mutato ancora forma e lo ha fatto di nuovo in post-produzione adattando musica e testi al momento sino a fermare un’istantanea nel caos”.

     

    Il lyric video di “Solo Amore”, prodotto internamente dalla band, accompagna il testo del brano attraverso grafiche ispirate all’estetica dei CTRL+Z e al loro logo, caratterizzate da colori psichedelici, acidi e ipnotici, che creano un’atmosfera visiva coerente e immersiva.

    Guarda il lyric video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=ZezxPlKvRp4

     

    CTRL+Z | BIOGRAFIA

    I CTRL+Z sono un’alternativa rock band nata a Bari e attiva dal 2019, frutto della creatività di Claudio Salvucci (voce e testi), Massimiliano Santamato (basso) e Giulio Chirico (chitarra), completata nel 2021 da Fabio Zampetta (batteria) e Claudio Lacalamita (chitarra). In più di quattro anni, la band ha sviluppato un sound unico che fonde alternative rock, hard rock, grunge, hip hop, rap hardcore, indie e rock progressivo.

    Le loro influenze spaziano da Incubus, Tool, King Crimson, Yes, A Perfect Circle ed altri ancora, con contaminazioni che vanno dal new-metal all’hip-hop. Tutti i membri hanno formazione musicale e hanno sviluppato e proposto diversi arrangiamenti ricchi e sperimentali per ogni brano concepito.

    CTRL+Z lavora con un team di produttori, grafici e consulenti per portare la loro musica e la loro estetica al massimo livello. Il loro pubblico ideale è giovane-adulto (18-40 anni), curioso e aperto a generi diversi.

    Con le loro canzoni raccontano esperienze urbane, sfide personali e la ricchezza della diversità musicale. L’obiettivo? Affermarsi nel panorama musicale nazionale nei prossimi due-tre anni, raggiungendo un pubblico sempre più vasto e partecipando a festival e collaborazioni di rilievo.

    “Solo amore” è il nuovo singolo dei CTRL+Z disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 15 maggio 2026.

     

     

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  • “Arcobaleni” è il nuovo singolo di Kanestri

    Dal 15 maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Arcobaleni”, il nuovo singolo di Kanestri (Maionese Project) disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’8 maggio.

    “Arcobaleni” è il nuovo singolo di Kanestri che prosegue il suo percorso artistico ed emotivo accompagnando l’ascoltatore ancora più in profondità verso il disco d’esordio, in uscita a giugno 2026. L’amore è sempre al centro del rock di Kanestri, tra consapevolezze acquisite, emozioni che restano vive e sogni di rinascita; in “Arcobaleni” si respira tutto questo, perché alla fine non si può disimparare a volersi bene.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Arcobaleni è una canzone d’amore. L’ho scritta pensando a quanto sia difficile disimparare a voler bene a qualcuno. E quando sei a passeggio tra le tue crepe non puoi che rimanere fottutamente autentico. Per me è la forma più sincera di terapia. Un modo per provare a capirmi meglio, accettarmi e trovare la forza di reagire nel caso la strada dovesse farsi più dura.”

    Biografia

    Kanestri è lo pseudonimo di Matteo Manzoni, cantautore marchigiano cresciuto tra il riverbero di chitarre distorte e il ritmo dei campi da basket. La sua musica è un universo dove l’amore viene esplorato nelle sue pieghe più autentiche, muovendosi con disinvoltura tra verità scomode e sogni di rinascita.

    Il legame di Matteo con la musica ha radici profonde: scrive e suona da oltre quindici anni. Ha iniziato durante l’adolescenza con le prime band punk della provincia, portando sui piccoli palchi quell’urgenza emotiva che oggi è diventata la cifra distintiva del suo percorso solista.

    Il suo sound si definisce come un “vicino di banco” del nuovo pop: un mix energico e sensibile che abbraccia con naturalezza influenze indie e venature punk rock melodico. Al centro di tutto resta sempre la canzone, intesa come uno spazio di verità assoluta.

    Dopo le prime uscite discografiche, che hanno catturato l’attenzione degli addetti ai lavori, il percorso di Kanestri si è consolidato attraverso brani come “Resto qui”, “Indispensabile” e il successo radiofonico “Nel buio”.

    Attualmente, l’artista prosegue il suo viaggio con il nuovo singolo “Arcobaleni”, un brano che segue la scia di “In rotta con lo sport” e segna l’ultima tappa fondamentale verso il suo primo disco d’esordio. L’album è previsto per giugno 2026, pubblicato dall’etichetta Matilde Dischi e prodotto da Davide Maggioni.

    «Scrivo canzoni per rimettere a posto i pezzi» Il suo claim sintetizza perfettamente la sua poetica: un vero messaggio di rinascita e un invito all’autenticità per chiunque cerchi, attraverso la musica, di ricomporre la propria strada.

    “Arcobaleni” è il nuovo singolo di Kanestri disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’8 maggio 2026 e in rotazione radiofonica dal  15 maggio.

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