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  • Karin Ann pubblica “Orion”, l’EP che è anche la sua colonna sonora d’esordio

    Karin Ann pubblica “Orion”, il nuovo EP disponibile su tutte le principali piattaforme digitali e parte della colonna sonora ufficiale dell’omonimo thriller psicologico sci-fi in arrivo nelle sale a ottobre.

    Il progetto segna un nuovo capitolo nel percorso dell’artista: oltre ad aver firmato alcune delle musiche che accompagnano il film, Karin Ann debutta anche come attrice, interpretando il ruolo di Morgan.

    Dopo essere stato presentato in diversi festival alla fine del 2025, “Orion” arriverà nelle sale il prossimo ottobre.

    Nel cast Andrew McCarthy (Pretty in Pink, St. Elmo’s Fire), Drew Van Acker (Pretty Little Liars, Titans) e Debby Ryan (Jessie, Insatiable).

    Al centro della storia c’è un interrogatore della NASA chiamato ad aiutare un astronauta affetto da amnesia a ricostruire quanto accaduto dopo un incidente che ha provocato la morte del resto dell’equipaggio. Il progressivo riaffiorare dei ricordi porta alla luce nuovi interrogativi, trasformando la vicenda in un thriller psicologico che ruota intorno a identità, memoria, verità e natura umana.

    Sono gli stessi temi che attraversano anche “Orion”. I brani dell’EP sono parte integrante della narrazione e accompagnano alcuni dei momenti centrali del film, creando un legame diretto tra immagini e musica.

    Tra le tracce del progetto c’è “born to be”, un brano intimo e malinconico che mette al centro la scrittura di Karin Ann e accompagna i titoli di coda del film, chiudendone idealmente il percorso.

    «Sono davvero entusiasta di debuttare sia nel cinema che nel mondo delle colonne sonore», racconta Karin Ann. «Recitare è qualcosa che ho sempre desiderato fare e sicuramente è un percorso che voglio approfondire in futuro. Creare un EP per una storia che si sviluppa sullo schermo è stata un’esperienza incredibile, che mi ha permesso di capire molto di più su chi sono come artista e su quanto, per me, recitazione e scrittura siano legate».

    “Orion” arriva dopo una serie di pubblicazioni che hanno segnato l’evoluzione più recente del sound di Karin Ann verso territori folk e Americana.

    Tra queste “all my money”, brano personale che riflette sulla precarietà delle cose, sul senso di appartenenza e sulle relazioni che, anche quando durano poco, lasciano un segno. Prodotto da Benjamin Lazar Davis (Maya Hawke) e co-prodotto dalla stessa Karin Ann, il singolo è stato scritto insieme a Davis e Harrison Whitford (Phoebe Bridgers).

    A precederlo “i was never yours”, scritto insieme a Suki Waterhouse, Harrison Whitford, Benjamin Lazar Davis e Chelsea Balan, che ha segnato l’avvicinamento dell’artista alle sonorità Americana.

    Il brano ha raggiunto la Top 35 della classifica AAA Airplay di Billboard, ottenendo un’importante rotazione nelle radio AAA statunitensi. Con questo risultato Karin Ann è diventata la prima artista nata in Slovacchia a entrare in una classifica Billboard.

    Karin Ann si era fatta conoscere sulla scena alternative con l’album di debutto “through the telescope”, definito da NME «un debutto sicuro e senza compromessi». Nel disco l’artista affronta temi come identità, salute mentale, esperienze LGBTQ+ e relazioni umane attraverso una scrittura personale e una produzione dalle atmosfere cinematografiche.

    Un legame con il mondo delle immagini presente da tempo nel suo percorso.

    Nel 2023 i videoclip collegati di “a stranger with my face” e “favorite star”, diretti dal duo TUSK e interpretati da Ashley Moore e Gus Kenworthy, hanno ricevuto il premio Best Music Video al Top Shorts Film Festival. La collaborazione con TUSK è poi proseguita con il video di “i don’t believe in God”, che vede la partecipazione di Imogen Heap.

    Con Orion, Karin Ann porta quindi per la prima volta questo dialogo tra musica e cinema direttamente sul grande schermo, affiancando al suo percorso di cantautrice una nuova esperienza come attrice.

    Karin Ann BIOGRAFIA

  • «Emozione»: Don Pasquale Ferone affida a voce e chitarra una domanda che riguarda tutti

    Dal 19 agosto su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo del sacerdote-cantautore, che firma testo e musica.

    Può bastare una sola parola per mettere in movimento un intero mondo dentro di noi… Ed è ciò che accade con “Emozione”,il nuovo brano di Don Pasquale Ferone, disponibile dal 19 agosto su tutte le piattaforme digitali: una canzone costruita su una sola domanda, quella che nasce quando il cuore comincia a suggerire qualcosa che ancora non sappiamo nominare.

    “Se nel cuore senti forte un’emozione / fai di tutto per capire se è amore”: il verso che apre il ritornello è anche la chiave dell’intero brano. Non è un invito a lasciarsi trasportare, ma a fermarsi, riconoscere ciò che si prova e decidere quale direzione dargli. L’amore, quando è autentico, viene descritto come un balsamo che non cancella la ferita, ma la cura. È l’immagine più efficace del testo, e riassume il modo in cui Ferone guarda al dolore: non come qualcosa da negare, ma da attraversare.

    Nella seconda parte la riflessione si allarga: vivere nella gioia nonostante le incomprensioni, non restare indifferenti, abitare pienamente ogni istante. La gioia qui non è assenza di difficoltà, perché la vita è fatta di difficoltà, ma una scelta da custodire proprio quando il percorso si fa faticoso.

    E nel finale emerge apertamente la dimensione cristiana: “Quando il mondo sembra non voler cambiare / il tuo impegno sia costante in ogni bene”. Un rifiuto della rassegnazione, affidato all’ultimo verso – “lascia entrare solo il bene dentro te” – che condensa il senso di tutto il pezzo: il cambiamento parte da ciò che decidiamo di accogliere.

    Sul piano musicale la scelta è l’essenzialità assoluta. Nessun arrangiamento oltre la chitarra, che accompagna la voce senza mai sovrastarla. Ritmo misurato, atmosfera raccolta, zero artifici: pochi elementi che lasciano le parole al centro e trasformano l’ascolto in un dialogo diretto, quasi a tu per tu.

    “Se non c’è passione in una canzone, diventa fredda”
    – Don Pasquale Ferone

    È la frase con cui l’autore riassume il proprio modo di scrivere, ed è anche la ragione di un brano così spoglio: tolti gli strumenti, resta solo ciò che si sente davvero. Con «Emozione» Don Pasquale Ferone conferma una scrittura in cui musica e spiritualità procedono insieme, e la canzone diventa strumento di riflessione, testimonianza e condivisione.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • Nove tracce, tre parole, un solo grande disco: gli Smokey Gunner si confermano

    SMOKEY GUNNER

    “Love, Sex & Loneliness”

    IL NUOVO DISCO CHE SEGNA LA MATURITÁ ARTISTICA DELLA BAND

    Spotify: https://short-url.cc/1wF7j

    YouTube: https://short-url.cc/1Cm84

    Apple Music: https://short-url.cc/1wFb6

    Deezer: https://short-url.cc/1wFbg

    Amazon Music: https://short-url.cc/1wFbJ

    “Love, Sex & Loneliness” è un disco che segna la maturità artistica degli Smokey Gunner senza tradirne l’identità. È un album più completo, più consapevole e soprattutto più corale: per la prima volta la costruzione dei brani nasce dal contributo dell’intera band, pur mantenendo in Thomas De Candia il principale motore creativo e la direzione della scrittura.

    Il risultato è un disco che non cerca di reinventare gli Smokey Gunner, ma di portarli più a fondo dentro il loro stesso linguaggio. Un rock diretto, ruvido e melodico, capace di alternare immediatezza ,tensione e malinconia

    Il titolo racchiude le tre dimensioni attorno alle quali ruota il disco. L’amore, il sesso e la solitudine diventano punti di partenza per raccontare relazioni imperfette, desiderio, dipendenza emotiva, e tutte quelle contraddizioni che si vivono e le conseguenze che queste possono lasciare: dall’euforia alla disillusione, dalla seduzione alla perdita di controllo, fino a quel senso di solitudine che può arrivare anche quando non si è realmente soli.

    Gli Smokey Gunner scelgono di raccontare queste emozioni senza filtri, attraverso canzoni immediate, chitarre incisive, ritornelli memorabili e un’attitudine profondamente live.

    “Love, Sex & Loneliness” è tutto ciò che succede nel mezzo di questo disordine.

    TRACKLIST

    Better days 

    Brano che apre il disco con positività, con un nuovo atteggiamento più sincero che vuole mostrare di aver capito gli errori del passato e che si è pronti a vivere giorni migliori.

    Stormy Sky 

    Serve coraggio per rimettersi in gioco trovare la forza di riaprire il proprio cuore, imparando che, a volte, per far funzionare un rapporto non servono grandi gesti o continue dimostrazioni d’amore, ma la presenza, la fiducia e la sincerità deve essere alla base di tutto .

    Love sex and loneliness 

    Traccia che raccoglie tutte le emozioni sperimentate all’interno di una relazione.

    Chi ha amato davvero sa che una storia d’amore è composta da tre fattori, imprescindibili l’uno dall’altro: l’amore il sesso e la solitudine.

    Kill me 

    Canzone che può sembrare un incitamento, una resa o il grido di chi ha deciso di mollare e invece è una dichiarazione di resistenza. Puoi essere ferito, tradito, spezzato, ma finché resti in piedi nessuno ha davvero vinto.

    She don’t care about me 

    In questo brano la band fa una panoramica sulla fine delle relazioni e su quel momento in cui si deve accettare che tutto può finire e che serve tempo per poter vivere un nuovo inizio.

    Lucky man

    La complicata convivenza tra la vita privata e quella pubblica, i sorrisi e le maschere che spesso si è costretti a indossare per nascondere sacrifici, paure e fragilità, le aspettative di chi ti circonda. La fatica di dover celare come ci si sente veramente e le battaglie affrontate per non affondare.

    Temporary Love 

    La storia di un amore estivo, un qualcosa di intenso ma che dura poco, un flirt che si trasforma in qualcosa di più ma che funziona solo a piccole dosi e che non va in profondità.

    La traccia si conclude con una lettera d’amore, una dedica per far sì che nulla venga lasciato al caso.

    If you know what I mean

    Le follie di una notte, alcol, eccessi, situazioni al limite, tutto in una notte che è destinata a restare impressa nella mente, dove poi tutto ti mette davanti alle conseguenze di certi pensieri e delle azioni sino a dubitare che sia davvero una storia esistita e lasciando dubbi e confusione.

    Without you

    Il disco si chiude con un brano più emotivo, in cui i sentimenti cercano rifugio nella musica per sfuggire al dolore di una relazione ormai al termine. Pur accettando la fine c’è il conflitto tra il voler andare avanti e al fermarsi su quello che sarebbe potuto essere ma non è stato. 

    C’è l’ammissione che vivere senza quella persona sia estremamente difficile, trasformando ricordi comuni in qualcosa di unico e indimenticabile per non dimenticare.

    BIOGRAFIA

    Gli Smokey Gunner sono una band rock nata a Cagliari nel 2020 dall’incontro tra Thomas De Candia e Mauro Marras. Dopo l’esordio con “Lies and Illusions” e una intensa attività live nei club e festival della Sardegna, la band consolida la propria identità con una line-up formata da Luca Ibba al basso e Sara Pintus alla batteria.

    Il loro sound unisce rock moderno, influenze alternative e punk rock, con particolare attenzione all’impatto emotivo dei brani e all’energia dal vivo, elemento centrale della loro identità artistica.

    Ora esce il secondo album “Love, Sex & Loneliness” per CPT Records, anticipato dal singolo “If You Know What I Mean”, un brano diretto e senza filtri che racconta una notte vissuta tra eccessi, seduzione e scelte impulsive.

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  • Tony Fortunato e Angarita: il nuovo singolo “No pasó nada”

    Da venerdì 28 agosto 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “NO PASÓ NADA” il nuovo singolo di TONY FORTUNATO & ANGARITA per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    Il brano “No pasó nada” si inserisce nel panorama crossover pop contemporaneo, fondendo ritmiche acustiche d’ispirazione iberica con un beat urban moderno. L’orchestrazione si basa sull’interazione tra chitarra acustica, basso rigoroso e una sezione percussiva composta da congas, batteria e shaker, pensata per creare un sound rotondo e avvolgente. La canzone descrive la dinamica tra introspezione e modernità, mantenendo una struttura essenziale in cui la voce di Angarita si staglia come elemento centrale. È una traccia che bilancia la freschezza delle sonorità urban-latine con un approccio produttivo asciutto, progettato per favorire la leggibilità di ogni elemento strumentale e la fluidità narrativa del testo.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «Con “No pasó nada” ho voluto esplorare una dimensione sonora più intima, dove la produzione si spoglia di tutto il superfluo per lasciare spazio al puro racconto emotivo. Per enfatizzare le venature latine del brano, ho affidato il mix e il master a Mariano Beyoglonian, professionista di fama internazionale e vincitore di Latin Grammy; il suo lavoro è stato determinante nel definire le frequenze e nel dare al brano quel tappeto sonoro avvolgente ma incisivo che cercavo. A dare anima al brano è la voce di Angarita, che con il suo timbro passionale ed evocativo riesce a trasmettere ogni sfumatura del testo con un’intensità rara. Ho curato personalmente il bilanciamento delle trame ritmiche, assemblando con attenzione chitarre acustiche, basso, congas, batteria e shaker per mantenere quel contrasto tra modernità e autenticità che caratterizza tutto il mio progetto “Blueprint”. Il titolo riflette quel momento di apparente calma che precede la consapevolezza: la produzione diventa il veicolo principale per trasmettere questa tensione narrativa, in un gioco di dinamiche tra la sezione ritmica e la voce che guida l’ascoltatore per tutto il brano. È un pezzo che definisce perfettamente la direzione che sto dando alla mia musica, curando ogni dettaglio creativo in studio affinché la tecnica sia sempre al servizio del messaggio».

    TONY FORTUNATO | BIOGRAFIA

    Tony Fortunato è un polistrumentista e produttore autodidatta. Il suo percorso inizia con uno studio rigoroso della chitarra, consolidato nel tempo attraverso masterclass con turnisti di rilievo come Giorgio Secco e Luca Colombo. Questa base tecnica, maturata con disciplina e ricerca personale, è stata il punto di partenza per lo sviluppo di un profilo artistico poliedrico.

    Dal 2020 intraprende una sfida totale, investendo ogni risorsa nello studio della produzione e nell’apprendimento di basso, tastiere, percussioni e tecniche di mixing. Questa evoluzione gli permette di curare il sound design e la post-produzione vocale per progetti internazionali, inclusa la collaborazione del 2024 con l’attrice statunitense Katie Chonacas (nota per il ruolo di protagonista del video ufficiale di “Who Knew” di P!nk e per i suoi ruoli cinematografici hollywoodiani e in celebri serie TV). Per l’artista, Tony firma la produzione sonora del singolo poetico “Last Train to Paris” e della raccolta multimediale “Reflections of an Actor”, posizionandosi come uno dei pochi produttori italiani con un’esperienza reale e documentata nella sonorizzazione di NFT internazionali e opere audio-visive di nuova generazione nell’ecosistema Web3.

    La sua crescita artistica passa attraverso la sperimentazione visiva e sonora su YouTube e la pubblicazione di lavori come “Night Shift”, fino alla creazione di un network globale. Oggi coordina collaborazioni internazionali di prestigio, come quelle nell’album “Leave the World Behind”, che vanta i contributi di Jaidy Zavala, Vimoksha (Emina Bajtarević; Golden Buzzer a Croatia’s Got Talent, 2023), Angarita (artista colombiana dal forte potenziale internazionale) e Abigail Bignell.

    Il 2026 segna l’uscita del nuovo EP di 6 tracce, Blueprint: una sintesi tra anima Urban-Pop, inediti di ricerca e cover reinterpretate con un sound cross-culturale. Per questo progetto, l’artista sceglie di elevare ulteriormente lo standard qualitativo affidando il mix e il mastering a un team di eccellenze mondiali, collaborando con sound engineer del calibro di Mariano Beyoglonian (vincitore di due Latin Grammy), Romuald Klemm (Warner e Universal Music), Jimmy Cucchiara e Fabio Maiorano.

    Le sue reference musicali delineano un profilo artistico curioso e stratificato, che spazia dal rock e pop internazionale di band come Avenged Sevenfold, Dire Straits, Led Zeppelin e Fleetwood Mac fino alle ritmiche funk di Nile Rodgers. Fondamentale è l’influenza di Armik per la fusione di gipsy jazz e flamenco, a cui si uniscono il pop colto degli ABBA, dei Supertramp, degli Steely Dan, Daft Punk, Anderson .Paak e le tendenze globali del J-Pop/Rock contemporaneo (Zutomayo, Yoasobi) e del jazz (Chet Baker, Miles Davis). Nella sua discografia spiccano brani come “Desde cero” (Semifinalista all’International Songwriting Competition), “En su lugar”, “Departed”, “Same sun” e “Fly me to the moon”.

    L’artista opera come supervisore artistico del progetto coordinando in totale indipendenza creativa un network globale di professionisti e curando personalmente l’estetica visuale. Il suo target di riferimento è un pubblico curioso e cosmopolita compreso nella fascia 18-40 anni. Attraverso la sua musica punta a raccontare l’emozione pura catturata nell’istante creativo, con l’obiettivo di affermarsi nel panorama Urban Pop internazionale nel biennio 2026-2027.

    Dopo “She”,No pasó nada” è il nuovo singolo di Tony Fortunato & Angarita disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 28 agosto.

     

     

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  • Da mercoledì 2 settembre, a martedì 8 settembre, la tredicesima edizione di Francavilla è Jazz Artisti di caratura mondiale ospiti del festival di Francavilla Fontana


     

    Sale sempre più vertiginosamente la febbre per la tredicesima edizione di Francavilla è Jazz (Francavilla Fontana, provincia di Brindisi), festival ormai riconosciuto a livello nazionale, e sempre più dall’impronta internazionale, diretto da Alfredo Iaia, brillantemente coadiuvato dal responsabile organizzativo Roberto Passaro e reso possibile grazie all’Amministrazione Comunale di Francavilla Fontana e al contributo degli sponsor privati. Piazza Giovanni XXIII sarà il palco principale dei sei concerti in programma dal 2 al 6 settembre (inizio alle 21:00 con ingresso gratuito), ad eccezione dell’ultimo appuntamento previsto per martedì 8 alle 21:00 presso la Terrazza di Enotria (prenotazione obbligatoria con ticket), ovvero il live firmato Perico Sambeat Group Feat. Fabrizio Bosso – “Dedicated To Miles & Trane”.
    Mercoledì 2 si aprirà il sipario con Eddie Gomez Italian Quartet, formazione diretta da una leggenda vivente del contrabbasso jazz come Gomez e completata da un eccellente trio composto da Alessandro Presti (tromba), Salvatore Bonafede (pianoforte) e Joe Santoro (batteria). Il repertorio verterà principalmente sul periodo d’oro vissuto da Eddie Gomez nel trio di Bill Evans (dal 1966 al 1977), oltre a standard della tradizione jazzistica e qualche brano originale.
    Il salirà sul palco il Pat Bianchi Quartet Feat. Stéphane Belmondo – Tony Lakatos – Bernd Reiter, quartetto di uno fra i più grandi organisti Hammond in ambito mondiale come Bianchi, affiancato da tre eccellenze europee del jazz: Stéphane Belmondo (tromba e flicorno), Tony Lakatos (sax) e Bernd Reiter (batteria). Standard jazz riarrangiati e alcune composizioni originali di Pat Bianchi costituiranno gran parte del repertorio.
    Si proseguirà il con un doppio set pensato ad hoc per le nuove generazioni del jazz: alle 21:00, Scannapieco-Geremia Quintet, line-up con Antonio Scannapieco (tromba), Pasquale Geremia (sax tenore), Guglielmo Santimone (pianoforte), Giulio Scianatico (contrabbasso) e Angelo Gregorio (batteria), quintetto dal futuro radioso nel solco dell’hard bop targato anni Sessanta. Poi, alle 22:00, Vittorio Solimene Quartet – “Letter To…”, con Lorenzo Simoni (sax alto), Vittorio Solimene (pianoforte), Alessandro Bintzios (contrabbasso) e Michele Santoleri (batteria), quattro giovani jazzisti di grande talento già apprezzati in tutta Italia. Il concerto sarà l’occasione per presentare il nuovo album “Letter To…” di Solimene, un disco in orbita contemporary jazz che si discosta dal linguaggio strettamente legato alla tradizione jazzistica.
    Il 5 ecco Max Ionata Special Edition – “Tivoli”, formazione diretta da uno fra i sassofonisti jazz italiani più rappresentativi degli ultimi vent’anni, anche all’estero, come Ionata. Insieme a lui, tre punte di diamante del jazz nordeuropeo: Martin Sjöstedt (pianoforte), Jesper Bodilsen (contrabbasso) e Martin Maretti Andersen (batteria). “Tivoli” è un disco assai rispettoso della tradizione jazzistica, che unisce la toccante vena melodica, armonica e l’alto senso estetico dai tratti poetici, tipico della scena jazz scandinava, alla creatività e al fervore espressivo che caratterizza i grandi jazzisti italiani come l’autore del progetto. Il tutto fra standard e composizioni originali.
    Domenica 6 settembre sarà protagonista Karima con il suo nuovo album “Canta Autori”. Cantante dall’inestimabile talento, affiancata da tre musicisti di assoluto livello come Piero Frassi (pianoforte e tastiere), Gabriele Evangelista (contrabbasso) e Bernardo Guerra (batteria), la musicista livornese presenterà il suo nuovo disco dedicato ad alcuni fra i più grandi cantautori italiani di sempre: Lucio DallaPino DanieleUmberto BindiLucio Battisti e non solo.
    In conclusione, martedì 8 settembre alle 21:00 presso la Terrazza di Enotria (unico concerto con prenotazione obbligatoria e ticket), si spegneranno i riflettori con Perico Sambeat Group Feat. Fabrizio Bosso – “Dedicated To Miles & Trane”. Formazione alla testa di Sambeat, formidabile sassofonista spagnolo, completata da una notevole sezione ritmica costituita da Michele Di Martino (piano), Tommaso Scannapieco (contrabbasso) e Giovanni Scasciamacchia (batteria), arricchita da uno fra i trombettisti jazz italiani più blasonati e acclamati degli ultimi vent’anni come Bosso, “Dedicated To Miles & Trane” è un amorevole tributo a due icone sacre come Miles Davis e John Coltrane nel centenario della loro nascita.
  • “L’istante che resta”: Matteo Belcastro debutta nella narrativa con tre storie sull’amore, la perdita e le crepe che ci cambiano

    Matteo Belcastro arriva in libreria dal 17 luglio con “L’istante che resta” pubblicato da Transeuropa Edizioni, un libro intenso e introspettivo che, attraverso tre storie e tre diverse età della vita, racconta l’amore, la perdita e tutto ciò che rimane dopo che qualcosa si è spezzato.

    Ci sono momenti, infatti, che cambiano tutto. Non fanno rumore, non chiedono permesso: arrivano e rompono il ritmo delle cose. Dopo, nulla è più come prima. Questo libro racconta quei momenti. Non con risposte, ma con domande che restano sospese. Cosa succede quando il tempo si ferma? Quando l’amore diventa una crepa? Quando la memoria è l’unico luogo in cui possiamo respirare? Tre storie, tre voci, un’unica tensione: sopravvivere alla perdita senza smettere di cercare la bellezza. Non per dimenticare, ma per restare vivi. Un viaggio dentro ciò che rimane quando tutto sembra finito. Perché a volte, l’istante che resta è l’unica cosa che abbiamo.

    “Avevo delle mie vecchie sceneggiature, storie che portavo dentro da tempo, e quando ho deciso di trasformarle in romanzi mi sono accorto di una cosa: raccontavano tutte la stessa emozione, la stessa sofferenza, ma da angolazioni diverse – ha raccontato l’autore. Non è nata pertanto come una raccolta pensata a tavolino, mi sono ritrovato con tre storie già scritte, e solo alla fine ho capito che parlavano tutte della stessa ferita. Volevo raccontare cosa succede dopo la rottura non il momento in cui qualcosa si spezza, ma tutto quello che viene dopo: la rabbia, il silenzio, i tentativi goffi di rimediare, e infine il modo in cui si impara a convivere con quello che non si può più cambiare. Mi interessava mostrare tre età diverse: un anziano, degli adolescenti, un uomo adulto perché il dolore non fa sconti a nessuna generazione.

    Viviamo in un tempo che ci spinge a ‘superare’ tutto in fretta, a tornare come prima il prima possibile. Ma non si torna mai come prima, e forse non è nemmeno quello il punto. Il segno che resta di ciò che abbiamo amato non è una ferita da nascondere: è la prova più vera che quell’amore è esistito”.

    Il filo che lega le tre storie è, del resto, dichiarato dall’autore stesso in apertura: l’amore imperfetto è ciò che lascia dietro di sé. Non ci sono soluzioni né guarigioni rapide in queste pagine, ma la possibilità fragile e quotidiana di restare fedeli a ciò che si è diventati dopo che qualcosa si è rotto, perché non bisogna avere paura delle proprie crepe.

    Autore: Matteo Belcastro

    Titolo: L’istante che resta

    Editore: ‎Transeuropa

    Data di pubblicazione: ‎17 luglio 2026

    Lunghezza stampa: ‎158 pagine

    Costo: 15 Euro

    ISBN-13: ‎979-1259903297

    ASIN: ‎B0GL9Q496B

    Biografia
    Matteo Belcastro è un esordiente scrittore italiano nato nel 1990. La sua formazione in Comunicazione multimediale ha profondamente influenzato il suo approccio alla narrativa. La sua scrittura nasce dall’osservazione attenta delle relazioni umane e dalla convinzione che la letteratura possa essere uno strumento di comprensione e crescita emotiva. Particolare attenzione dedica al tema dell’amore nelle sue molteplici manifestazioni, dall’intensità adolescenziale alla maturità consapevole, esplorando come i legami affettivi si trasformino di fronte alle prove della vita.

  • Sissy Castrogiovanni torna con “A METÀ (Fall in between)” e annuncia il live a Catania

    Da venerdì 28 agosto 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “A METÀ (Fall in between)”, il nuovo singolo di SISSY CASTROGIOVANNI per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. 

    “A METÀ (Fall In Between)” è un brano intimo che racconta la condizione di chi vive sospeso tra due mondi, due identità e due case. È il ritratto di chi appartiene contemporaneamente a più luoghi e, proprio per questo, fatica a sentirsi pienamente parte di ciascuno di essi.

    Il titolo racchiude il cuore della canzone: vivere “a metà”, in uno spazio dove convivono appartenenza e distanza, nostalgia e scoperta.  È quella terra di mezzo che accomuna chi ha lasciato il proprio Paese, chi vive tra culture differenti, chi costruisce una nuova vita senza smettere di appartenere a quella precedente, e finisce per non sentirsi del tutto nè parte di una nè parte dell’altra.

    Attraverso le figure di una donna e di un uomo, il brano racconta un’esperienza universale: la ricerca del proprio posto nel mondo e di un’identità capace di conciliare passato e presente. La scelta delle due lingue non è casuale, ma profondamente identitaria: rispecchia le due anime dei protagonisti, dando forma a un racconto autentico di appartenenza plurale.

    Al centro della canzone emerge una consapevolezza profonda: ciò che inizialmente sembra una frattura può trasformarsi in una ricchezza. Ogni “metà” di te, può sembrare incompleta se la guardi da sola, ma se l’unisci all’altra metà e osservi l’intero che si è creato, in realtà hai dato vita a qualcosa di ancora più grande e più completo. Vivere tra due mondi significa perdere qualcosa, ma anche acquisire uno sguardo più ampio, una sensibilità capace di comprendere realtà differenti e una profonda ricchezza interiore.

    Il brano dà voce a tutti coloro che vivono questa condizione e faticano a spiegarla, a farla comprendere o semplicemente ad accettarla. È dedicato a chi si sente incompreso, anche dalle persone che ama di più, perché solo chi ha vissuto questa esperienza può comprendere davvero cosa significhi costruirsi una vita dall’altra parte del mondo.

    “A METÀ (Fall In Between)” è ancora una volta registrato interamente live in studio, come testimonia la coda del brano che lascia emergere la traccia vocale integrale. Alla scrittura cantautorale italiana si unisce il Sicilian-Jazz che caratterizza il percorso artistico di Sissy Castrogiovanni. Il folk mediterraneo si intreccia con sonorità soul, blues e cori gospel che evocano le atmosfere di New Orleans, dando vita a un linguaggio musicale capace di esprimere nostalgia, ricerca di appartenenza e la forza di chi vive tra due mondi. Le radici mediterranee e il Sicilian-Jazz si fondono così con la tradizione afroamericana, in un dialogo autentico tra Sicilia e Stati Uniti che da sempre rappresenta la cifra distintiva dell’identità artistica della cantautrice.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «Mi chiedono spesso come sia vivere dall’altra parte del mondo, cosa provo, come mi sento quando torno… questa cosa crea molta curiosità. Tutti la vedono come una cosa bellissima, e lo è assolutamente. Ma c’è anche un rovescio della medaglia, difficile spesso da spiegare a chi non lo ha provato, e ancora più difficile da capire. Ho scritto “A Metà (Fall in between)” per dar voce a questo sentimento, e per cercare di spiegarlo con lo strumento per me più intimo: la voce e la musica. Andare a vivere in un altro paese è fare un “patto con il diavolo”. Da un lato ti arricchisci di un’esperienza unica ed esponenziale che non avrai mai fin quando non esci dalla tua città. Dall’altro fai i conti con il “non esserci” nel paese che hai lasciato. Non esserci nei momenti belli e neanche nei momenti brutti. Ci sei con la testa e con il cuore, ma di fatto non ci sei e nel frattempo ti costruisci una vita parallela, una quotidianità’ diversa. E questa cosa a lungo andare, come dico nel testo, “ti anestetizza l’anima” … perché si, ti fa soffrire, ma la tua realtà in quel momento è da un’altra parte del mondo e infondo tra 5 minuti hai un’altra task da finire. Quando vivi tra due mondi ti puoi sentire assolutamente a casa in ognuno di essi, profondamente appartenente ad ognuno di essi, e contemporaneamente non del tutto parte di uno o dell’altro, incompleto sia da una parte che dall’altra. È un paradosso, è IL PARADOSSO di chi vive questa condizione, ed è uno stato che una volta che ti appartiene non ti lascia più, diventa parte integrante di chi sei. Quando decidi di andare a vivere da un’altra parte del mondo non si torna più indietro, non fisicamente (quello si può) ma emotivamente e mentalmente. Diventi una persona diversa, ti si aggiunge un layer più ampio attorno. È bellissimo e tristissimo allo stesso tempo. E il paradosso ancora più grande è che nonostante tutto, se tornassi indietro rifarei esattamente la stessa scelta. E come me, sono sicura, tutti coloro che condivido la mia stessa esperienza».

    Il 2 settembre alle ore 21:00 Sissy Castrogiovanni sarà in concerto allo ZŌ Centro Culture Contemporanee di Catania (Piazzale Asia, Viale Africa 6), dove presenterà dal vivo i nuovi brani insieme all’ensemble al completo. 

    I biglietti sono già disponibili in prevendita al seguente link

    https://www.zoculture.it/event/sissy-castrogiovanni/

    SISSY CASTROGIOVANNI | BIOGRAFIA

    Pluripremiata cantautrice Siciliana, compositrice, produttrice e polistrumentista, Sissy Castrogiovanni, è una delle artiste più originali e creative del panorama jazz contemporaneo americano.

    Con la sua travolgente personalità artistica e il fascino di una voce che arriva dritta al cuore, ha incantato pubblico e critica ricevendo consensi che le hanno portato importanti apparizioni su palchi di rilievo e Festival Jazz internazionali negli Stati Uniti, Sud America ed Europa, inclusi la storica Symphony Hall di Boston e il Parlamento Europeo.

    Tra le più prestigiose collaborazioni, i concerti con il leggendario cantante, multi-Grammy Awards winner, Bobby McFerrin e le esibizioni con luminari del jazz come Jack DeJohnette, Patrice Rushen e il produttore Latin-Grammy winner, Javier Limon.

    Il suo ultimo disco “TERRA” è stato il primo disco interamente cantato in Siciliano ad arrivare al ballottaggio per le nomination dei GRAMMY Awards in quattro categorie Jazz – “Best Vocal Jazz Album”, “Best Arrangement”, “Best Improvised Jazz Solo” e “Best Engineered Album” – segnando un traguardo storico per la lingua e la cultura siciliana nella scena

    musicale internazionale.

    Le radici musicali di Sissy Castrogiovanni risiedono nei ritmi, nei colori e nei sapori della sua nativa Sicilia e si irradiano verso l’esterno miscelandosi con le influenze della tradizione afroamericana e del Jazz contemporaneo vissuto e ricercato negli oltre quindici anni in America, dove attualmente vive.

    Nelle sue composizioni si crea un’originale sintesi, unica e personale, di culture musicali che affiancate da una straordinaria presenza scenica e un’attenzione inebriante per la melodia, fanno di Sissy una voce davvero singolare nel mondo del Jazz.

    I media definiscono il suo stile “Sicilian-Jazz”: la tradizione Siciliana e le influenze world si intrecciano con l’armonia del Jazz Contemporaneo, creando un linguaggio originale e inconfondibile in cui la lingua siciliana viene utilizzata in chiave moderna, e non folkloristica, aprendo la tradizione a nuove visioni artistiche.

    Con il suo carisma e i suoi emozionanti spettacoli dal vivo, ha catturato l’attenzione delle più autorevoli testate giornalistiche, Downbeat e Jazziz Magazine, che l’hanno elogiata per il suo preciso controllo vocale, e per l’indiscussa capacità di emozionare e commuovere chiunque l’ascolti.

    All’attività concertistica, Sissy affianca anche un’importante attività di didattica presentando masterclass su territorio internazionale e come docente al Dipartimento di Voce del prestigioso Berklee College of Music, di Boston (USA).

    Degno di nota è il suo costante lavoro culturale di promozione della Sicilia e della lingua siciliana nel mondo, attraverso la musica, l’insegnamento e la progettualità artistica.

    Finalista all’International Songwriting Competition con uno dei suoi primi brani, “Africannu” e vincitrice del Live Art Boston Award, Sissy debutta nel jazz nel 2013 con il suo primo album “Intra Lu Munnu”.

    Tra gli altri lavori, anche la collaborazione con il batterista e percussionista peruviano Jorge Perez-Albela, per il quale ha registrato come cantante solista il suo ultimo disco “The Time Is Now” in tre lingue diverse: inglese, spagnolo e portoghese.

    E infine il disco “SungDeep” in collaborazione con Joey Blake (Bobby McFerrin) per il quale Sissy apre con un suo dirompente arrangiamento vocale del famoso standard jazz “Afro Blue”.

    Dopo “Sicily” e “Gira vota e furria”, “A METÀ (Fall in between)” è il nuovo singolo di Sissy Castrogiovanni, disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 28 agosto. 

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  • “Ghost of Ninive” è il nuovo singolo di Erisu

    Da venerdì 28 agosto 2026 sarà in rotazione radiofonica “Ghost of Ninive”, il nuovo singolo di Erisu, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 7 agosto. 

    “Ghost of Ninive” prende ispirazione dal mito delle antiche Dee che, dopo millenni di dominio del principio femminile, vengono definitivamente sconfitte proprio a Ninive dagli Dei destinati a guidare la nuova civiltà fondata sulla guerra e sul dominio. Il brano rievoca quel tempo e quegli accadimenti ammonendo che le dee sono ancora qui anche se solo in potenza, pronte ad essere evocate e riprendere possesso del filo della storia.

    Con questo bramo, Erisu sperimenta nuove sonorità, introducendo per la prima volta un utilizzo centrale delle tastiere, che accompagnano le melodie con timbri moderni e ossessivi. La canzone si sviluppa come una nenia serrata e ipnotica, nella quale le Dee ricordano agli uomini i propri nomi affinché non vengano dimenticati e affidano loro, attraverso l’anthem conclusivo, la chiave per evocarle nuovamente e riportarle sulla Terra. Caratterizzato da un BPM elevato, il brano richiama una danza rituale sfrenata attorno al fuoco. Un’evocazione che raggiunge il suo culmine nella variazione finale, armonizzata a tre voci. In questo passaggio riaffiorano gli elementi distintivi del sound di Erisu, in un equilibrio tra sperimentazione e identità che conduce il brano verso sviluppi sempre nuovi e mai prevedibili.

    «Il fantasma di Ninive rappresenta le antiche Dee che, dopo decine di millenni di dominio, proprio a Ninive vengono definitivamente sconfitte dalle nuove divinità che le sostituiranno nell’emergente civiltà successiva. Aspettano nell’ ombra torni il loro tempo», commentano Erisu.

     

    Il videoclip di “Ghost of Ninive” ritrae i tre membri di Erisu in due ambientazioni differenti. La prima è uno spiazzo davanti ad un’antica rocca, ripreso in notturna e illuminato da fuochi, con danzatrici del fuoco, vessilli neri decorati con antichi glifi e segni tribali rossi che richiamano il sangue e le fiamme.

    La seconda, che si alterna alla precedente conferendo ritmo e dinamismo alle immagini, è uno spazio astratto su fondo nero. Qui le tre dee, decontestualizzate e pienamente padrone della scena, declamano i nomi delle antiche divinità che rappresentano.

    Il dualismo tra la dimensione concreta del piazzale della rocca e lo spazio privo di riferimenti rappresenta l’evocazione della Dea, che dalla propria dimensione astratta, simboleggiata dallo sfondo nero, appare e si manifesta nel mondo degli uomini. Danze e canti contribuiscono a rendere le scene e i tagli di regia dinamici e coinvolgenti.

    Guarda il video di “Ghost of Ninive” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=ievOaJMWmh8

     

    ERISU | BIOGRAFIA

    Erisu nascono nel 2020 in Italia inizialmente come compagnia teatrale temporanea per portare in scena l’Act “The Secret Event”, in esso le artiste si rifanno alla mitologia pre istorica e fondono sonorità moderne con melodie e canti in lingua sumera. I membri attuali, di ERISU sono Ninlìl, Nenlù, NunRim che traggono i loro nomi da antiche divinità Sumere, vocalmente fanno un caratteristico utilizzo delle armonizzazioni che unite all’inedito suono della lingua Sumera creano affascinanti suggestioni nell’ ascoltatore. Tutti i membri di ERISU sono musiciste e suonano altri strumenti che utilizzano per comporre e produrre linee musicali anche se in live le Artiste preferiscono concentrarsi sulla fase vocale.

    “Ghost of Ninive” è il nuovo singolo di Erisu disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 7 agosto e in rotazione radiofonica da venerdì 28 agosto.

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  • Tommy Door pubblica il nuovo singolo “The Mission”

    Dal 7 agosto è disponibile “The Mission”, il nuovo singolo di Tommy Door. Un brano che parla di determinazione, autoaffermazione e della scelta di continuare a credere nei propri obiettivi, senza lasciarsi fermare dal giudizio degli altri.

    “The Mission” nasce da un concetto preciso: si può provare e fallire, riprovare e fallire ancora, ma il vero fallimento arriva quando si decide di non tentare più. Arrendersi significa rinunciare alla possibilità di scoprire fino a dove si sarebbe potuti arrivare e convivere con il rimpianto di non averci provato davvero.

    Nel nuovo brano Tommy Door racconta quindi la necessità di prendere le distanze da chi mette in dubbio i nostri obiettivi, da chi sostiene che non ce la faremo e da tutte quelle voci che, dall’esterno, provano a ridimensionare ambizioni e aspettative.

    La vera “missione” diventa così imporsi un traguardo, continuare a lavorare per raggiungerlo e andare incontro al proprio destino senza lasciarsi condizionare dalla paura del fallimento.

    Non esiste la certezza che ogni obiettivo venga raggiunto. Esiste però la possibilità di arrivare alla fine del percorso sapendo di aver fatto tutto il possibile, di aver continuato a credere nelle proprie capacità e, soprattutto, di non essersi arresi.

    “The Mission” può essere considerato anche come una naturale prosecuzione di “BELIEVERS”, l’album pubblicato da Tommy Door a gennaio. Un progetto attraverso il quale l’artista ha raccontato il cambiamento vissuto negli ultimi anni e i risultati raggiunti continuando a credere nel proprio percorso nonostante difficoltà, dubbi e ostacoli.

    Se “BELIEVERS” raccontava ciò che può accadere quando si sceglie di continuare a credere, “The Mission” ne sviluppa ulteriormente il messaggio, trasformandolo in una vera e propria dichiarazione d’intenti: provare, sbagliare, ricominciare e continuare ad andare avanti.

    Prodotto da Clayton, il nuovo singolo rappresenta un ulteriore capitolo nel percorso artistico di Tommy Door e porta con sé un messaggio personale ma facilmente condivisibile: vale sempre la pena provare a costruire qualcosa in cui si crede, anche quando il risultato non è garantito.

    “The Mission” di Tommy Door è disponibile dal 7 agosto sulle principali piattaforme digitali.

    Ascolta “BELIEVERS” su Spotify:
    https://open.spotify.com/intl-it/album/2ns1DB7VE4JYnxiQFFWq1l