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  • “Break Time” è il nuovo singolo di Dose in radio e in digitale da venerdì 31 luglio

    Da venerdì 31 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Break Time”, il nuovo singolo di DOSE. 

    “Break Time” è un brano che si muove tra autoironia e peso emotivo, costruendo un ritratto intimo e senza filtri di chi sceglie di restare fedele a sé stesso anche quando costa. Dose apre con leggerezza una connessione nuova, un’immagine quasi comica di chi cresce sottotraccia come un topinambur nella scena hip hop per poi scendere progressivamente in un territorio più oscuro e viscerale. Il ritornello è il cuore del brano: una notte insonne, il soffitto da fissare, un bicchiere di gin e la consapevolezza di chi ha toccato il fondo ma ha scelto di non smettere di scrivere. Il testo affronta il tema delle relazioni come patto faustiano alto prezzo, nessun ritorno e dell’isolamento vissuto non come sconfitta ma come spazio di chiarezza. La scrittura resta l’unico punto fermo, l’atto con cui Dose torna a essere se stesso ogni volta che il caos prende il sopravvento. Prodotto da Shareeq, la canzone accompagna le parole con un sound notturno e avvolgente, coerente con l’immaginario sonoro che l’artista ha costruito nel tempo.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Break Time nasce in uno di quei momenti in cui ti rendi conto che stai recitando una parte che non ti appartiene. Ho scritto questo pezzo partendo da un’immagine quasi ridicola il topinambur, una pianta che cresce sottoterra e nessuno vede perché è esattamente così che mi sono sentito spesso nella scena: presente, ma invisibile. E va bene così. Il ritornello è il momento in cui smetto di ironizzare e metto giù tutto il peso: le notti a fissare il soffitto, il gin, il silenzio. Non è un brano sulla disperazione, è un brano sull’onestà quella che ti chiede di stare con te stesso anche quando fa male. Le relazioni, l’isolamento, la firma col demonio: sono tutte metafore di scelte reali che ho fatto o che ho visto fare. Alla fine, quello che conta è sempre la stessa cosa: essere il vero me. Non l’ho scritto per convincere nessuno, l’ho scritto per non perdermi”. 

    Biografia

    Dose porta avanti il proprio progetto musicale dal 2015, anno in cui inizia a scrivere e registrare i primi brani in modo indipendente. La musica nasce come esigenza espressiva personale e si sviluppa nel tempo attraverso un percorso diretto, privo di filtri, costruito su testi fortemente narrativi e introspettivi. Negli ultimi anni il progetto ha trovato una direzione sempre più definita grazie a collaborazioni artistiche nate per affinità e portate avanti con continuità, con l’obiettivo di far coincidere visioni, linguaggi e attitudini diverse. Non riconoscendosi in riferimenti musicali precisi, l’artista non si lega a nomi o generi specifici, ma si nutre di ascolti trasversali e di una profonda attenzione alla scrittura: testi del passato e del presente, di artisti differenti per stile e provenienza, diventano materiale di studio e confronto costante. La parola rimane sempre al centro del processo creativo. Non possiede una formazione musicale accademica né suona strumenti: il suo approccio è istintivo e diretto, focalizzato sulla scrittura e sull’interpretazione. La musica diventa così un mezzo per raccontare esperienze vissute, pensieri non dichiarati apertamente e situazioni che richiedono ascolto e rilettura per essere comprese fino in fondo. All’interno della sua discografia, alcuni brani rappresentano tappe fondamentali del percorso artistico, tra cui “Emme Erre”, “Come la TV”, “Click Click Boom” e “No No Note”, pezzi che sintetizzano l’evoluzione del progetto e il suo immaginario sonoro. Dal punto di vista produttivo, non è supportato da un team fisso, ma collabora da anni con una rete ristretta di persone di fiducia. In particolare, lavora stabilmente con Shareeq, produttore con cui il sodalizio artistico si è consolidato nel tempo fino a diventare un punto centrale nello sviluppo sonoro del progetto, e con Doob, altra figura chiave nell’evoluzione del suo suono. Il suo pubblico non viene definito per categorie rigide: si rivolge a un ascoltatore consapevole, senza distinzione di genere, generalmente compreso tra i 18 e i 40 anni, capace di riconoscersi in testi che parlano di crescita, solitudine, scelte sbagliate e consapevolezza. Con la sua musica punta a raccontare la propria storia, il passato e il modo personale di osservare e restituire la realtà, spesso lasciando spazio al non detto e a significati che emergono solo a chi ha vissuto certe esperienze. L’obiettivo professionale è raggiungere il massimo potenziale del proprio talento, senza vincoli temporali, lasciando che sia il percorso stesso a definire i risultati. 

    “Break Time”, il nuovo singolo di DOSE disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 31 luglio 2026. 

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  • “Che ridere” (acoustic version) è il nuovo singolo di Santelmo

    Dal 31 luglio sarà in rotazione radiofonica “Che ridere” (acoustic version), il nuovo singolo di Santelmo disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 24 luglio per Maionese Project. 

    “Che ridere – Acoustic Version” è la rilettura acustica del brano d’esordio dell’artista, uscito circa due anni e mezzo fa. Il testo racconta un fantasticare notturno tra le vie di Roma, tra il Circo Massimo, Piazza Navona e i sampietrini contati per gioco, più che un incontro reale: un mix di immaginazione e realtà che diventa il pretesto per riaprirsi emotivamente e tornare a sorridere. Il ritornello, giocoso e ripetuto, racchiude proprio questa scoperta, leggera e liberatoria. La veste acustica, voce e chitarra in primo piano, valorizza l’intimità di questo racconto sospeso tra sogno e realtà.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Che ridere” è il mio primo singolo, uscito due anni e mezzo fa, che ho scelto di riproporre in versione acustica. È nata quasi per caso, una sera di maggio, davanti al Circo Massimo a Roma. Mi si è piantata in testa un’immagine, una frase, una melodia, e ho iniziato a fantasticare un momento che avrei voluto vivere, dopo un periodo pesante della mia vita. Sono andato a cercare altre sensazioni simili nella notte: al belvedere di Monte Ciocci e poi in Piazza Navona, stranamente deserta. Con un po’ di fantasia mescolata a un po’ di realtà, ho ritrovato la leggerezza di un momento spensierato. Nel buio bello di Roma sono svaniti gli ultimi residui di un buio più brutto, quello di esperienze passate. Ho scoperto che ero ancora capace di sorridere.”

    Biografia

    Santelmo, nome d’arte di Gabriele Soldati, è un cantautore emergente di Modena classe 1994. Ha iniziato a scrivere canzoni durante il primo lockdown del 2020, quasi per caso, in un periodo di forte impatto emotivo.

    Da allora ha trovato nella musica e nella scrittura un modo autentico per raccontarsi e attraversare le esperienze più intense. Le sue canzoni trasformano fragilità, malinconia e smarrimento in melodie intime e sincere, cercando sempre uno spiraglio di luce anche nei momenti più complessi.

    Dopo anni di esperimenti tra memo vocali e registrazioni casalinghe, nel 2024 ha pubblicato i suoi primi singoli e ha iniziato a esibirsi dal vivo, sviluppando un percorso artistico che si muove tra cantautorato contemporaneo e sonorità indie pop.

    Ha sempre lavorato in modo indipendente e recentemente ha firmato un contratto con Maionese Project, di Matilde Dischi. Oggi è concentrato sulle nuove pubblicazioni e sulla crescita del suo percorso live, una dimensione in cui sta scoprendo di sentirsi pienamente connesso alla sua musica.

    L’obiettivo è continuare a far evolvere il progetto, raggiungendo sempre più persone attraverso canzoni sincere, capaci di creare connessioni autentiche.

    “Che ridere” (acoustic version) è il nuovo singolo di Santelmo per Maionese Project disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 luglio e in rotazione radiofonica dal 31 luglio.

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  • Erisu: è online il videoclip di “Ghost of Ninive”

    Da martedì 28 luglio 2026 è disponibile il videoclip di “Ghost of Ninive”, il nuovo singolo di Erisu. Un progetto visivo che amplia e rafforza l’immaginario evocativo del brano, trasformando in immagini il suo universo simbolico fatto di spiritualità, antichi rituali e richiami al sacro femminile.

    Il videoclip di “Ghost of Ninive” ritrae i tre membri di Erisu in due ambientazioni differenti. La prima è uno spiazzo davanti ad un’antica rocca, ripreso in notturna e illuminato da fuochi, con danzatrici del fuoco, vessilli neri decorati con antichi glifi e segni tribali rossi che richiamano il sangue e le fiamme.

    La seconda, che si alterna alla precedente conferendo ritmo e dinamismo alle immagini, è uno spazio astratto su fondo nero. Qui le tre dee, decontestualizzate e pienamente padrone della scena, declamano i nomi delle antiche divinità che rappresentano.

    Il dualismo tra la dimensione concreta del piazzale della rocca e lo spazio privo di riferimenti rappresenta l’evocazione della Dea, che dalla propria dimensione astratta, simboleggiata dallo sfondo nero, appare e si manifesta nel mondo degli uomini. Danze e canti contribuiscono a rendere le scene e i tagli di regia dinamici e coinvolgenti.

     Disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 7 agosto e in rotazione radiofonica da venerdì 28 agosto “Ghost of Ninive” il nuovo singolo di Erisu è un brano che rievoca il mito delle antiche Dee e il tramonto del principio femminile nell’antica Ninive.

    “Ghost of Ninive” prende ispirazione dal mito delle antiche Dee che, dopo millenni di dominio del principio femminile, vengono definitivamente sconfitte proprio a Ninive dagli Dei destinati a guidare la nuova civiltà fondata sulla guerra e sul dominio. Il brano rievoca quel tempo e quegli accadimenti ammonendo che le dee sono ancora qui anche se solo in potenza, pronte ad essere evocate e riprendere possesso del filo della storia.

    Con questo bramo, Erisu sperimenta nuove sonorità, introducendo per la prima volta un utilizzo centrale delle tastiere, che accompagnano le melodie con timbri moderni e ossessivi. La canzone si sviluppa come una nenia serrata e ipnotica, nella quale le Dee ricordano agli uomini i propri nomi affinché non vengano dimenticati e affidano loro, attraverso l’anthem conclusivo, la chiave per evocarle nuovamente e riportarle sulla Terra. Caratterizzato da un BPM elevato, il brano richiama una danza rituale sfrenata attorno al fuoco. Un’evocazione che raggiunge il suo culmine nella variazione finale, armonizzata a tre voci. In questo passaggio riaffiorano gli elementi distintivi del sound di Erisu, in un equilibrio tra sperimentazione e identità che conduce il brano verso sviluppi sempre nuovi e mai prevedibili.

    Disponibile il pre-save del brano al seguente link

    https://ada.lnk.to/ghostofninive

     

    «Il fantasma di Ninive rappresenta le antiche Dee che, dopo decine di millenni di dominio, proprio a Ninive vengono definitivamente sconfitte dalle nuove divinità che le sostituiranno nell’emergente civiltà successiva. Aspettano nell’ ombra torni il loro tempo», commentano Erisu.

     

    PROSSIME DATE

    13 giugno – RIEVOCANDUM | San Polo D’Enza (RE)

    24 giugno – CAMPI BEER FESTIVAL | Campi Bisenzio (FI)

    2 agosto – MALPAGA FOLK & METAL FEST | Cavernago (BG)

    06 settembre – RUNIKA FANTASY & MEDIEVALE | Mestre (VE)

    ERISU | BIOGRAFIA

    Erisu nascono nel 2020 in Italia inizialmente come compagnia teatrale temporanea per portare in scena l’Act “The Secret Event”, in esso le artiste si rifanno alla mitologia pre istorica e fondono sonorità moderne con melodie e canti in lingua sumera. I membri attuali, di ERISU sono Ninlìl, Nenlù, NunRim che traggono i loro nomi da antiche divinità Sumere, vocalmente fanno un caratteristico utilizzo delle armonizzazioni che unite all’inedito suono della lingua Sumera creano affascinanti suggestioni nell’ ascoltatore. Tutti i membri di ERISU sono musiciste e suonano altri strumenti che utilizzano per comporre e produrre linee musicali anche se in live le Artiste preferiscono concentrarsi sulla fase vocale.

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  • Don Pasquale Ferone racconta in “Il tuo sogno” la possibilità concreta di cambiare il mondo

    Ci sono sogni che svaniscono alle prime luci del mattino e altri che, invece, continuano a camminare accanto a noi, trasformandosi lentamente in desideri, responsabilità e scelte quotidiane. È da questa seconda forma di sogno, capace di superare i confini dell’immaginazione per diventare un progetto condiviso, che prende vita “Il tuo sogno”, il nuovo brano di Don Pasquale Ferone, disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 25 Luglio 2026.

    Con questa nuova pubblicazione, la settantunesima della sua produzione discografica, il sacerdote e cantautore prosegue il proprio percorso nella musica cristiana, affidando ancora una volta alla canzone un messaggio di fede, pace, amore e partecipazione attiva.

    Al centro del testo si trova la visione di un mondo liberato dalla violenza e dall’indifferenza, nel quale ogni uomo ed ogni donna possano sentirsi importanti e contribuire, attraverso l’amore, a colorare la vita degli altri. Il sogno raccontato da Don Pasquale Ferone è una possibilità che richiede  però impegno, attenzione verso il prossimo e disponibilità concreta ad aiutare chi si trova in difficoltà.

    Particolarmente significativa è la frase: «Non temere la tempesta nella vita perché Lui sarà con te». L’immagine della tempesta rappresenta le difficoltà, le paure e le prove che possono improvvisamente attraversare l’esistenza. Il brano non promette una vita priva di ostacoli, ma ricorda che nessuna tempesta deve essere affrontata nella completa solitudine. La presenza del Signore diventa così un punto fermo, una guida interiore capace di restituire coraggio quando il cammino appare incerto.

    Lo stesso titolo assume progressivamente un significato più ampio perché  Il tuo sogno indica una speranza che può appartenere a ogni ascoltatore, ovvero veder nascere una società nella quale prevalgano la pace, il rispetto e la gioia. Il passaggio decisivo avviene quando il sogno diventa un impegno. Restare fedeli al Signore significa, secondo il testo, accettare di contribuire personalmente alla sua realizzazione, opponendo al male la forza concreta del bene.

    Sul piano musicale, “Il tuo sogno” si sviluppa attraverso una scrittura essenziale e immediata, coerente con la produzione di Don Pasquale Ferone. La chitarra, suonata dallo stesso autore, sostiene la linea vocale con un accompagnamento regolare, lasciando ampio spazio alla comprensione delle parole e alla centralità del messaggio.

    La melodia sostiene gradualmente il sentimento di speranza presente nelle parole, trasformando la visione iniziale di un mondo migliore in un invito concreto a non arrendersi all’indifferenza. Con “Il tuo sogno”, Don Pasquale Ferone firma dunque una composizione che unisce spiritualità e responsabilità personale. Un canto che invita ad aprire il cuore, ad accogliere il bene e a trasformare la speranza in un gesto rivolto agli altri, ricordando che persino il sogno più grande può iniziare da una scelta semplice: non restare indifferenti.

    “Il tuo sogno” è in radio e disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 25 Luglio 2026.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • “Voglia di te” è il nuovo singolo dei SAMAR

    Dal 31 luglio sarà in rotazione radiofonica “Voglia di te”, il nuovo singolo dei SAMAR disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 24 luglio per Maionese Project.

     

    “Voglia di Te” è un brano vivo, energico, che strizza l’occhio alle hit estive degli ultimi anni in termini di sound, pur mantenendo la sua anima pop-rock, alternando strofe più intime a ritornelli potenti. Racconta momenti ed immagini vissuti insieme ad una persona, ed esprime il desiderio di vivere tutto ancora ed ancora, sempre insieme. Il contesto è prettamente estivo, e fotografa i concerti negli stadi, il mare, le chiacchierate in riva al mare e le feste in cui ballare e cantare a squarciagola.

     

    Spiega l’artista a proposito del brano:Questo brano arriva subito dopo una ballad, e abbiamo sentito il bisogno di tornare ad un qualcosa di più movimentato, che portasse gioia nell’ascoltatore: Voglia di Te quindi è un brano semplice e diretto, nato in soli 20 minuti. Abbiamo scelto di non soffermarci troppo sul testo, raccontando immagini semplici, estive, che parlano più alla pancia che alla testa, a differenza di altri nostri pezzi dove c’è stata una ricerca più concreta e intensa. Voglia di Te è stata suonata e presentata per la prima volta allo stadio San Nicola di Bari, in apertura a Vasco Rossi durante il concerto del 18 giugno 2026, ben prima che fosse disponibile online. Questo ha reso il tutto ancora più vero per noi: è stato il momento in cui abbiamo capito davvero che questo pezzo appartiene a un’energia live, immediata, senza mediazioni. Speriamo siano in tanti a potersi divertire ascoltando questo pezzo”

    Biografia

    I SAMAR sono una band di sei elementi, unita da un forte legame umano e da un mix di influenze che convivono in un sound fresco e coinvolgente. Il progetto nasce dall’esigenza di condividere emozioni forti attraverso una scrittura diretta e sincera.

    Le loro principali reference musicali spaziano tra pop rock, rock and roll e cantautorato, arricchite da elementi di virtuismo di matrice metal, creando un perfetto equilibrio tra immediatezza melodica ed energia strumentale.

    La formazione è composta da Fabio (voce), Francesco (chitarra), David (chitarra), Jhonny (basso), Edoardo (batteria) e Nicolò (tastiere). Ogni membro contribuisce attivamente alla costruzione dell’identità sonora della band, con arrangiamenti curati e un approccio corale alla composizione.

    All’interno della loro discografia, i brani più rappresentativi sono “Quello che Manca”, “Jukebox”, “2017”, “Viola” e “Vorrei”: tracce che sintetizzano le diverse anime della band e il loro percorso artistico.

    Nel corso degli anni i SAMAR hanno portato avanti il progetto in modo indipendente, senza un team strutturato alle spalle. Uno dei più grandi traguardi raggiunti è stato aprire il concerto di Vasco Rossi sia nel 2024 che nel 2026 allo stadio San Nicola di Bari, esibendosi davanti a oltre 45 mila persone.

    Di recente hanno avviato una collaborazione con Davide Maggioni di Maionese Project, segnando l’inizio di una nuova fase di crescita e sviluppo artistico.

    La proposta musicale dei SAMAR si rivolge principalmente a un pubblico giovane (15-35 anni), con l’obiettivo di creare un connessione sincera con chi ascolta attraverso un racconto autentico fatto di emozioni, relazioni e vissuti condivisi.

    Nei prossimi 2–3 anni, i SAMAR puntano a consolidare la propria identità artistica, ampliare il pubblico e portare il progetto su palchi sempre più importanti e professionali, concentrandosi su nuove uscite discografiche e un’attività live costante per garantire una crescita strutturata.

    “Voglia di te” è il nuovo singolo dei SAMAR per Maionese Project disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 luglio e in rotazione radiofonica dal 31 luglio.

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  • Sissy Castrogiovanni protagonista dell’opera-musical “La Regina di Sicilia”: 11 agosto a Piazza Armerina

    Martedì 11 agosto 2026 SISSY CASTROGIOVANNI sarà protagonista de “LA REGINA DI SICILIA”, l’opera-musical dedicata alla figura di Costanza d’Altavilla, ultima Regina di Sicilia. Lo spettacolo debutterà nell’ambito della 71ª edizione del Palio dei Normanni di Piazza Armerina, la più importante rievocazione storica medievale del Sud Italia.

    Il progetto si inserisce nel programma delle manifestazioni dedicate alla tradizione normanna promosse dal Comune di Piazza Armerina e rappresenta uno degli appuntamenti di punta dell’edizione 2026 del Palio dei Normanni. La prima nazionale andrà in scena martedì 11 agosto, come evento inaugurale della storica manifestazione, nella suggestiva cornice di Piazza Duomo, uno dei luoghi simbolo e di maggiore interesse storico e turistico della città.

    “Per me è un immenso onore essere chiamata ad indossare le vesti di Costanza d’Altavilla.  Nel mio lavoro da cantante, artista, e come docente Berklee, da anni porto la Sicilia all’estero attraverso la mia musica e attraverso le mie masterclass. Racconto della nostra terra, da dove e come si sono sviluppate la nostra musica e la nostra cultura, da dove viene la moltitudine di contaminazioni che abbiamo. Nel raccontarlo, parto sempre dalla figura storica cruciale che ha segnato la trasformazione della Sicilia nel centro nevralgico della cultura e della scienza: Federico II di Svevia, figlio della Regina Costanza d’Altavilla.

    Le contaminazioni di quel tempo derivano dalla mentalità all’avanguardia della madre, poi insegnate e tramandate al figlio. La convivenza tra Arabi e Normanni, resa possibile durante quegli anni, ce la ritroviamo ancora oggi viva e contemporanea nella nostra musica, nelle nostre sonorità e nel nostro linguaggio.

    Come artista, mi rendo conto che la mia musica oggi viene proprio da là, e la mia voglia di contaminare la sicilianità con altre influenze artistiche credo ne sia una naturale conseguenza: la Sicilia, da allora, è ed è sempre stata contaminazione di culture, e continuerà ad esserlo.

    Interpretare il ruolo di Costanza D’Altavilla, Regina di Sicilia, donna incredibilmente forte e carismatica, è al tempo stesso un grandissimo onore e una grandissima responsabilità sia in qualità di donna che di artista Siciliana”, dichiara Sissy Castrogiovanni.

    La Regina di Sicilia è un progetto teatrale legato alla nascita del Regno di Sicilia, con una particolare attenzione rivolta alla carismatica figura di Costanza D’Altavilla, Costanza I di Sicilia, ultima regina della Casa d’Altavilla, regina e I sovrana di Sicilia, in quanto erede designata del nipote Guglielmo II di Sicilia e reggente del medesimo regno, per conto del figlio Federico II di Svevia. È simbolo della grande forza delle Donne ed in particolare della capacità strategica di riuscire a far convivere in pace più popoli tra loro: Arabi e Normanni.

    È uno spettacolo teatrale, musicale con musiche e canzoni originali appositamente scritte dal cantautore siciliano Lello Analfino. La drammaturgia e la regia sono affidate a Gisella Calì, esperta di teatro culturale- musicale e di performance immersive in location storiche e si basa sul best seller La Sposa Normanna di Carla Maria Russo. Il cast sarà composto da 20 artisti professionisti (attori, cantanti e ballerini).

    Protagonista dello spettacolo, nelle vesti di Costanza D’altavilla, Regina di Sicilia, la cantante Sissy Castrogiovanni.

    Il racconto non sarà soltanto una ricostruzione storica. Sarà il racconto della nascita di una civiltà. Dalla conquista normanna di Ruggero I d’Altavilla, passando attraverso la straordinaria figura di Adelasia del Vasto, fino a Costanza d’Altavilla e alla nascita di Federico II, lo spettacolo accompagnerà gli spettatori lungo il percorso che trasformò la Sicilia nel centro politico, culturale e scientifico del Mediterraneo.

     

    SISSY CASTROGIOVANNI | BIOGRAFIA

    Pluripremiata cantautrice Siciliana, compositrice, produttrice e polistrumentista, Sissy Castrogiovanni, è una delle artiste più originali e creative del panorama jazz contemporaneo americano.

    Con la sua travolgente personalità artistica e il fascino di una voce che arriva dritta al cuore, ha incantato pubblico e critica ricevendo consensi che le hanno portato importanti apparizioni su palchi di rilievo e Festival Jazz internazionali negli Stati Uniti, Sud America ed Europa, inclusi la storica Symphony Hall di Boston e il Parlamento Europeo.

    Tra le più prestigiose collaborazioni, i concerti con il leggendario cantante, multi-Grammy Awards winner, Bobby McFerrin e le esibizioni con luminari del jazz come Jack DeJohnette, Patrice Rushen e il produttore Latin-Grammy winner, Javier Limon.

    Il suo ultimo disco “TERRA” è stato il primo disco interamente cantato in Siciliano ad arrivare al ballottaggio per le nomination dei GRAMMY Awards in quattro categorie Jazz – “Best Vocal Jazz Album”, “Best Arrangement”, “Best Improvised Jazz Solo” e “Best Engineered Album” – segnando un traguardo storico per la lingua e la cultura siciliana nella scena

    musicale internazionale.

    Le radici musicali di Sissy Castrogiovanni risiedono nei ritmi, nei colori e nei sapori della sua nativa Sicilia e si irradiano verso l’esterno miscelandosi con le influenze della tradizione afroamericana e del Jazz contemporaneo vissuto e ricercato negli oltre quindici anni in America, dove attualmente vive.

    Nelle sue composizioni si crea un’originale sintesi, unica e personale, di culture musicali che affiancate da una straordinaria presenza scenica e un’attenzione inebriante per la melodia, fanno di Sissy una voce davvero singolare nel mondo del Jazz.

    I media definiscono il suo stile “Sicilian-Jazz”: la tradizione Siciliana e le influenze world si intrecciano con l’armonia del Jazz Contemporaneo, creando un linguaggio originale e inconfondibile in cui la lingua siciliana viene utilizzata in chiave moderna, e non folkloristica, aprendo la tradizione a nuove visioni artistiche.

    Con il suo carisma e i suoi emozionanti spettacoli dal vivo, ha catturato l’attenzione delle più autorevoli testate giornalistiche, Downbeat e Jazziz Magazine, che l’hanno elogiata per il suo preciso controllo vocale, e per l’indiscussa capacità di emozionare e commuovere chiunque l’ascolti.

    All’attività concertistica, Sissy affianca anche un’importante attività di didattica presentando masterclass su territorio internazionale e come docente al Dipartimento di Voce del prestigioso Berklee College of Music, di Boston (USA).

    Degno di nota è il suo costante lavoro culturale di promozione della Sicilia e della lingua siciliana nel mondo, attraverso la musica, l’insegnamento e la progettualità artistica.

    Finalista all’International Songwriting Competition con uno dei suoi primi brani, “Africannu” e vincitrice del Live Art Boston Award, Sissy debutta nel jazz nel 2013 con il suo primo album “Intra Lu Munnu”.

    Tra gli altri lavori, anche la collaborazione con il batterista e percussionista peruviano Jorge Perez-Albela, per il quale ha registrato come cantante solista il suo ultimo disco “The Time Is Now” in tre lingue diverse: inglese, spagnolo e portoghese.

    E infine il disco “SungDeep” in collaborazione con Joey Blake (Bobby McFerrin) per il quale Sissy apre con un suo dirompente arrangiamento vocale del famoso standard jazz “Afro Blue”.

     

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  • Andrea Mingardi presenta il romanzo “L’ultima porta” il 31 luglio alla Fiera di San Lazzaro

    Venerdì 31 luglio alle ore 19:30 Andrea Mingardi presenterà il suo nuovo romanzo “L’ultima porta”, pubblicato da Edizioni Pendragon, a San Lazzaro di Savena (BO), nell’ambito degli appuntamenti della Fiera di San Lazzaro.

     

    Tutti i dettagli dell’evento sono disponibili a questo link https://www.pendragon.it/component/icagenda/4434-4030-2020-08-24-16-47-27.html

     

     

    Disponibile in libreria e nei principali store digitali dal 29 maggio 2026, il libro affronta con sensibilità e ironia temi universali come la vita, la morte, l’amore, la fede e il mistero di ciò che potrebbe esistere oltre la soglia dell’esistenza. Attraverso il protagonista Marco Rossi, Andrea Mingardi dà vita a una storia che alterna leggerezza e riflessione, accompagnando il lettore in un viaggio tra realtà e dimensione spirituale osservata attraverso uno sguardo profondamente umano.

     

    Spiega Andrea Mingardi a proposito del libro: “Sono andato nell’aldilà e poi sono riuscito a tornare. Credo di essere l’unico ad aver fatto il viaggio di andata e ritorno. Ho bussato all’ultima porta. Per un attimo si è aperta. Poi qualcuno mi ha detto che non era ancora il mio turno. Tornato indietro, ho deciso di raccontare questa esperienza in un libro. È il mio viaggio tra la vita e il mistero che ci accompagna ogni giorno. Così ho scritto L’ultima porta, per raccontarvi cosa ho visto e cosa ho capito dall’altra parte.”

     

     

    SINOSSI

    Marco Rossi è un architetto bolognese di cinquantasei anni: un uomo concreto, ironico, innamorato della moglie Elisa, del Bologna calcio, del suo cane Pippo e di una vita ordinaria che, senza fare troppo rumore, sembra finalmente mettersi dalla parte giusta: il lavoro ingrana alla grande, Elisa aspetta un figlio, il futuro appare roseo. Poi, all’improvviso, tutto si spezza. Un infarto fulminante, nove minuti senza battito, il coma, l’attesa. E quando ogni speranza sembra finita, Marco torna. Ma torna da dove? Che cosa ha visto oltre quella soglia? E perché il suo ritorno sembra portare con sé qualcosa che nessuno riesce più a spiegare? Tra Bologna, cantieri, salotti borghesi, ospedali, medium e incontri impossibili, L’ultima porta racconta con tono brillante e profondamente umano il mistero più antico: che cosa ci aspetta dopo la vita.

    Andrea Mingardi firma un romanzo sentimentale e visionario, dove la morte non cancella l’amore, la fede convive con il dubbio e l’aldilà, più che una risposta, diventa una domanda. Perché certe porte, una volta aperte, non si richiudono mai del tutto.

     

     

    ANDREA MINGARDI | BIOGRAFIA

    Andrea Mingardi, musicista, cantante, scrittore, bolognese D.O.C, in prima fila nell’impegno solidale, è tra i fondatori della Nazionale Cantanti di calcio. Vincitore del “Premio miglior bluesman Italiano”, e il “Premio Stella d’Argento”. Nella sua carriera collabora con grandi artisti, tra cui Gianni Morandi, Franco Califano, Jose’ Feliciano, Wilson Picket, Lucio Dalla, Mina, Blues Brothers, Patty Smith. Nel 2000 esce il CD “Ciao Ràgaz”, raccolta di canzoni dialettali a cui partecipano Morandi, Guccini, Carboni, Stadio e altri. Disco di platino in un mese dall’uscita, si propone di esportare il nostro idioma dandogli dignità di lingua. Nel 2001 rilegge “Pierino e il lupo”, di Prokofiev, accompagnato dall’orchestra dell’Università di Bologna. Nel 2004 partecipa a Sanremo con i Blues Brothers ispirando la formazione della nuova “RossoBlues Brothers Band”, con la quale registra dal vivo il nuovo LP, “Tribute to Ray Charles”. È autore del brano “Mogol Battisti”, interpretato con Mina e contenuto nell’album “Bau” e del libro “Permette un ballo, Signorina?”, edito da Mondadori, in breve best seller per la collana “Gli Oscar Mondadori”. Sua è la canzone “Amiche mai”, scelta da Mina e Ornella Vanoni per il primo duetto della loro storia musicale e per il quale è insignito del “Premio Personalità Europea” in Campidoglio. A Los Angeles ha ricevuto il prestigioso premio Italian Music Awards per il suo disco “Tribute to the Genius” dedicato a Ray Charles. È del 2023 il conferimento della TURRITA D’ARGENTO del Comune di Bologna.  Il primo Agosto 2024 alla presenza di Luciano Tirincanti, responsabile dell’Associazione Gaspare Tirincanti, Paolo Gualandi di Coswell, e la sindaca di Riccione, Daniela Angelini, è stata conferita all’artista bolognese la pergamena di “Ambasciatore di Riccione nel mondo”, il riconoscimento che viene assegnato per la frequentazione e l’affetto dimostrato verso la città che Mingardi considera come una seconda casa.

     

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  • Dubrazil apre il percorso solista senza scegliere tra Italia e Brasile

    Nel 2025 il brazilian funk è cresciuto del 36% tra i generi capaci di superare i 50 milioni di dollari in royalties su Spotify. Abbattuti i confini geografici e linguistici, questo suono è penetrato nelle produzioni pop e urban internazionali, esportando fuori dal Sudamerica una cultura nata nelle favelas di Rio de Janeiro e ridefinita dall’asfalto di San Paolo. Per Dubrazil, tuttavia, la spinta di questo fenomeno globale non rappresenta un trend passeggero da intercettare a favore di algoritmo. È, semplicemente, la sua storia.

    Dopo aver convinto pubblico e critica nella prima edizione di “Nuova Scena” – il rap show di Netflix che l’ha vista confrontarsi con Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain – e dopo la palestra espressiva all’interno del collettivo 02TM, l’artista italo-brasiliana inaugura la propria traiettoria solista con “Dudu” (Orangle Records/mgmt Jake La Furia & MAVE MGMT). Prodotto da keyoshin e Fato W, il singolo anticipa il primo EP, atteso nei prossimi mesi.

    Dubrazil è il nome che Martina Vedani ha scelto per racchiudere le due coordinate della propria storia: il Brasile delle origini e l’Italia in cui è cresciuta e si è formata musicalmente. Con “Dudu”, le due anime del suo percorso trovano per la prima volta una forma musicale pienamente compiuta. Il brano prende forma due anni fa in studio da un’intuizione: prima ancora di strutturare il beat, la voce dell’artista è stata sezionata e campionata, trasformandosi nella spina dorsale della produzione. La voce genera il ritmo, il nome lo scandisce. Nel ritornello, infatti, la ripetizione ossessiva di «Du-du-du-DuBrazil» perde la funzione puramente semantica e assume un valore percussivo, una firma che rende superflua qualsiasi presentazione. Il Brasile non è stato aggiunto al brano per caratterizzarlo; in “Dudu” c’era già, con i suoi colori, i suoi accenti e le sue contraddizioni. Perché inciso nella storia di chi lo canta.

    Italiano e portoghese convivono senza gerarchie e senza traduzioni: «garota», «cuidado», «tenho um gringo», «adeus» entrano nelle barre con la naturalezza di parole appartenenti allo stesso vocabolario quotidiano, non come richiami inseriti per sottolinearne le origini. Dubrazil, anziché alternare due lingue per rivendicare la doppia appartenenza, le tiene nello stesso respiro, lasciando che siano il suono, la cadenza e il significato a decidere quale utilizzare. Le radici brasiliane, così, non restano confinate nel suo racconto biografico, ma si fanno strada nella metrica e nell’andamento stesso della traccia.

    «“Dudu” – dichiara – è il pezzo in cui ho smesso di tenere separate le mie due parti. Non volevo fare un pezzo funk soltanto perché oggi quel suono sta crescendo. Volevo far sentire il modo in cui parlo, reagisco e vivo la musica. Il portoghese arriva quando deve arrivare, il rap rimane la mia casa e il mio nome, nel ritornello, diventa quasi un colpo di batteria. Questa canzone dice chi sono senza chiedermi di scegliere da quale parte stare.»

    La stessa urgenza espressiva attraversa il videoclip ufficiale, presentato in anteprima nazionale su Sky TG24 e realizzato a Milano all’interno della comunità brasiliana locale, durante gli ottavi di finale della nazionale di calcio. La telecamera, lontana dal set, si immerge in un rituale già esistente fatto di cori, bandiere e unione. Milano diventa così lo scenario in cui le due anime del progetto si sovrappongono: metropoli dell’urban nazionale e sede di una diaspora che conserva intatta la propria appartenenza. Il video mette in luce un’identità transculturale che può abitare contemporaneamente territori diversi senza risultare incompleta in nessuno di essi.

    Il passaggio televisivo ha mostrato l’attitudine e la presenza scenica di Dubrazil; l’esperienza con 02TM ne ha affilato la tecnica; ora, “Dudu”, segna il suo primo capitolo interamente autonomo in cui il brazilian funk è la matrice e il rap linguaggio. In una fase in cui il Brazilian funk sta raggiungendo un pubblico sempre più ampio, Dubrazil apre il proprio percorso solista partendo da una cultura che non ha dovuto cercare né adottare. Perché, nel suo caso, il Brasile non è una destinazione, ma parte della sua cifra espressiva.

  • Game Over un percorso emotivo

    La cantautrice Lulù, all’anagrafe Lucia Anna Mercuri, nasce a Lamezia Terme, il 26 luglio 2007. La sua più grande passione è stata sicuramente la musica; infatti, a soli 7 anni ha studiato canto moderno e a 13 anni ha cominciato a scrivere alcuni testi. Nel novembre 2022 ha pubblicato il suo primo singolo “Dimmi” e il 16 giugno 2023 è uscito il secondo, “Paranoia”. Un brano autobiografico, in cui si parla di tutti quelli che vivono in simili situazioni. Successivamente, nel 2024, ha pubblicato altri due singoli. Per lei, la musica, è una valvola di sfogo e la sua cura, un posto di vera e sincera rinascita. Lei, nei suoi testi, parla dell’emozione e del coraggio, così come della capacità di ricominciare…anche nei momenti più difficili, sperando quindi di far sentire le persone comprese. Si apprezza molto la primissima canzone “Dimmi”, in cui si nota una tenera semplicità nelle sue parole così come nel successivo pezzo, “Paranoia”. Mentre, musicalmente parlando, le successive tracce sono apparse più similari, nella penultima canzone “Déjà-vu”, si nota una certa maturità artistica. Sono presenti considerazioni e spunti sulla vita molto importanti, con riferimenti ad una forte e giusta connessione emotiva. Ed ecco in arrivo l’ultimo brano di Lulù: il 20 luglio esce Game over, scritto in collaborazione con il compositore e autore Giovanni Nicotera coadiuvato nella parte tecnico/produttiva da Andy Milesi. Tra tutte le altre, si ritiene che il suo incipit sia il più godibile. Il testo molto più equilibrato con una composizione orecchiabile! Inoltre, prestando attenzione più e più volte a questo pezzo, ci si rende conto di quanto sia maturata in questi anni l’artista. In conclusione, questa giovane cantante ha senz’altro le potenzialità per diventare una nuova artista italiana riconosciuta e di successo. 

    Lorena Ruisi

  • I Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino: il nuovo singolo “Baila Carmen” feat. Elio Biffi e Saturnino

    Dal 24 luglio 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Baila Carmen” (distribuzione Artist First), la versione spagnola di “Balla Carmè”, realizzata da I Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino feat. Elio Biffi e Saturnino.

    Dopo il grande successo della versione italiana, “Balla Carmè” torna in una nuova e coinvolgente versione spagnola, pronta a portare l’energia della taranta oltre ogni confine linguistico e culturale. Dalla terra della Taranta Lucana al mondo, I Tarantolati di Tricarico pubblicano un singolo realizzato insieme a Lello Analfino, feat. Elio Biffi dei Pinguini Tattici Nucleari e Saturnino, storico bassista di Jovanotti.

    “Baila Carmen” è una dedica che un nonno rivolge alla sua nipotina, un brano carico di affetto che celebra il legame tra generazioni attraverso la musica e la danza. Carmen diventa il simbolo della gioia, della speranza e della continuità delle tradizioni popolari, tramandate con amore all’interno della famiglia. Musicalmente, il singolo unisce il calore della musica popolare del Sud Italia a sonorità moderne e world music, dando vita a un brano coinvolgente e ricco di energia.

    La versione spagnola della canzone rappresenta un ulteriore passo nel percorso artistico del gruppo, con l’obiettivo di far conoscere la forza della terra lucana, delle sue tradizioni e della sua musica popolare a un pubblico sempre più ampio, costruendo un ponte culturale tra il Mediterraneo e il mondo.

    Spiega il gruppo a proposito del brano: “Con Baila Carmen abbiamo voluto raccontare una storia semplice ma universale: l’amore di un nonno per la propria nipotina. È una dedica che nasce dal cuore e che parla di affetto, famiglia e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Crediamo che la musica popolare abbia proprio questo compito: custodire la memoria, emozionare e creare legami. Con questo brano abbiamo cercato di unire la forza delle nostre radici a un sound capace di parlare anche alle nuove generazioni, perché la tradizione continua a vivere solo quando sa emozionare il presente”.

    Ascolta ora il brano al seguente link

    https://itarantolatiditricaricolelloanalfino.lnk.to/BailaCarmen

    Il videoclip di “Baila Carmen”, diretto da Angelo Capalbo e Alessandro Romaniello, è un inno alla vitalità, alla condivisione e alla forza aggregante della musica popolare. Attraverso un montaggio dinamico si alternano immagini dei Tarantolati di Tricarico durante le loro esibizioni al Jova Beach Party al fianco di Lorenzo Jovanotti, testimonianza di una collaborazione che negli anni ha portato il gruppo sui palchi del celebre tour estivo, insieme a suggestive riprese realizzate tra Sant’Angelo Le Fratte e la Città dell’Utopia.

    Le immagini raccontano un viaggio tra musica, danza e condivisione, dove ballerini e musicisti danno vita a un racconto di energia e partecipazione. Gli scorci della Basilicata valorizzano il territorio e le sue tradizioni, mentre la danza diventa il simbolo di un linguaggio universale capace di unire persone e generazioni.

    Il videoclip restituisce l’essenza dei Tarantolati di Tricarico: una festa di colori, suoni ed emozioni, dove la musica popolare incontra la contemporaneità e diventa condivisione, libertà e identità. Ogni scena trasmette il calore di una comunità che si ritrova nel ritmo, nel ballo e nella forza della tradizione, trasformando “Baila Carmen” in un racconto visivo capace di coinvolgere ed emozionare spettatori di ogni età.

    Guarda il videoclip di “Baila Carmen” su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=Jjdw4tyk8PM

     

    Biografia

    I Tarantolati di Tricarico nascono nel 1975 in Basilicata dall’iniziativa di un gruppo di giovani musicisti accomunati dalla volontà di recuperare e valorizzare la musica popolare lucana. Fin dagli esordi il progetto si è sviluppato attraverso un intenso lavoro di ricerca sul campo, raccogliendo canti, ritmi e tradizioni tramandati oralmente e trasformandoli in uno spettacolo capace di coniugare autenticità e innovazione. In cinquant’anni di attività il gruppo ha portato la propria musica sui palchi italiani e internazionali, diventando uno dei principali ambasciatori della cultura musicale lucana. Le principali influenze dei Tarantolati di Tricarico affondano le radici nella musica tradizionale della Basilicata e del Sud Italia, aprendosi alle sonorità del Mediterraneo e alla world music. Nel corso della loro carriera hanno condiviso il palco e collaborato con importanti protagonisti della musica e della cultura italiana, tra cui Dario Fo, Roberto Benigni, Renato Carosone, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Biagio Antonacci, Lorenzo Jovanotti, Antonella Ruggiero, Marco Furio Forieri, oltre a esibirsi con Francesco Fry Moneti dei Modena City Ramblers. Queste esperienze hanno contribuito a definire uno stile unico, capace di unire il patrimonio della tradizione popolare lucana a una visione musicale contemporanea e internazionale. L’identità artistica dei Tarantolati di Tricarico nasce dall’incontro tra musicisti provenienti da esperienze differenti ma accomunati da una profonda conoscenza della tradizione popolare. Nel gruppo convivono strumenti tipici della musica mediterranea, come tamburi a cornice, cupa cupa, chitarra battente, mandolino e fisarmonica, insieme a strumenti moderni che arricchiscono il sound e ne ampliano le possibilità espressive. La formazione si è evoluta nel tempo mantenendo sempre vivo il legame con le radici della musica lucana. Tra i brani più rappresentativi della loro discografia figurano Vi Cumm’ Abball’ Bell’, Cara Ninella, Ravatan e Quaranta di Taranta,opere che raccontano l’evoluzione artistica del gruppo e la capacità di reinterpretare la tradizione popolare lucana con uno stile originale, coinvolgente e contemporaneo. I Tarantolati di Tricarico lavorano con un team composto da musicisti, tecnici, professionisti della comunicazione e collaboratori che seguono le produzioni discografiche, la promozione, la grafica, l’organizzazione dei concerti e il management. Negli anni il gruppo ha inoltre collaborato con numerosi artisti, produttori e realtà culturali italiane e internazionali, sviluppando progetti che uniscono musica, ricerca e valorizzazione del territorio. La musica dei Tarantolati di Tricarico si rivolge a un pubblico trasversale, senza distinzioni di genere. Attraverso la propria musica i Tarantolati di Tricarico raccontano la storia, la cultura e l’identità del Sud Italia. Ogni brano nasce dal desiderio di custodire e tramandare il patrimonio musicale della Basilicata, reinterpretandolo con uno sguardo contemporaneo. La musica diventa così uno strumento di incontro tra generazioni e culture diverse, capace di trasformare la memoria in un linguaggio vivo, attuale e universale.

    L’obiettivo dei Tarantolati di Tricarico è continuare a essere un punto di riferimento della musica popolare italiana, portando la tradizione lucana sui palchi nazionali e internazionali e avvicinando sempre nuove generazioni a questo patrimonio culturale. Dopo cinquant’anni di attività il gruppo continua a investire in nuovi progetti discografici, collaborazioni artistiche e produzioni originali, con l’ambizione di consolidare ulteriormente la propria presenza nel panorama della world music e della musica d’autore, mantenendo viva una tradizione che guarda costantemente al futuro.

     

    “Baila Carmen” è il nuovo singolo de I Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino feat. Elio Biffi e Saturnino, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 24 luglio.

     

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