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  • “Altrove” è il nuovo singolo di Cardo

    Dal 13 marzo 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Altrove”, il nuovo singolo di Cardo.

     

     

    “Altrove” non è solo un titolo, ma la destinazione di un viaggio interiore. Il brano si presenta come una ballata rock melodica che esplora il desiderio umano di spingersi verso mete immaginarie, lasciandosi guidare dal vento — simbolo di energia, spirito e anima.

    Musicalmente, il pezzo abbatte le barriere di genere: l’impeto del rock si fonde con la modernità delle 808 e dei sintetizzatori, arricchendosi di una sezione orchestrale dove trombe, corni e archi conferiscono al brano un respiro epico e senza tempo.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Il brano è nato grazie alla collaborazione fondamentale di Loris Ceroni, Cristian ‘Cicci’ Bagnoli e Tommy Graziani. Un sogno nel cassetto era quello di avere un assolo di chitarra in un brano, sogno esaudito!”

     

     

    Nel videoclip di “Altrove”, diretto da Nicola Gamberi, la ricerca di un luogo ideale è rappresentata dal cammino di un uomo accompagnato da una ragazza, figura metaforica del vento. Tra le sale di una villa storica, binari deserti e boschi innevati, la loro interazione guida la narrazione verso una dimensione onirica e simbolica. Il passaggio verso una nuova consapevolezza si manifesta attraverso elementi surreali, come fumo scuro e un tornado, culminando nella distruzione fisica della villa che segna il definitivo superamento del passato.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/fp1ClXC22vA

    Biografia

    Simone Cardelli nasce a Imola il 15 Giugno 2002.

    Inizia gli studi di pianoforte all’età di 5 anni per poi interromperli all’età di 13 proseguendo da autodidatta. All’età di 18 anni si avvicina da autodidatta alla produzione musicale servendosi principalmente di FL Studio. Da sempre scrive ed inizia così a comporre i primi brani.

    Le reference musicali che lo ispirano sono molte, dato l’ascolto dei generi più disparati.

    Attraverso la sua musica, Simone si racconta, condividendo sentimenti, dolori e riflessioni sulla società, con l’obiettivo di connettersi con più persone possibili, senza distinzione di età.

    “Altrove” è il nuovo singolo di Cardo disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 13 marzo 2026.

     

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  • “Un po’ ci conviene” è il nuovo singolo dei Lingue

    Da venerdì 13 marzo 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Un po’ ci conviene” (Matilde Dischi), il nuovo singolo della band Lingue.

    “Un po’ ci conviene” è un brano che racconta la convivenza con un dolore che non passa e che, con il tempo, diventa quasi familiare. Nasce da un senso di inadeguatezza difficile da nominare e dal tentativo di reagire scegliendo strade istintive, sfacciate, talvolta scomode. Al centro c’è la ricerca di un equilibrio tra amore e sofferenza: non una guarigione definitiva, ma il bisogno di trovare — o almeno inseguire — un luogo emotivamente sicuro. La canzone è costruita esclusivamente con strumenti reali e analogici: batterie suonate, chitarre registrate live e un approccio al suono che restituisce una maturità raggiunta dopo anni di ricerca. La produzione punta all’essenzialità e alla materia sonora, lasciando spazio alle imperfezioni come parte integrante del linguaggio espressivo. Le chitarre, insieme alla voce, diventano il veicolo di un racconto generazionale che si colloca consapevolmente nell’onda underground, fondendo sonorità ruvide e abrasive con dinamiche ed estetiche indie rock.

     

     

    Spiega il gruppo a proposito del brano: “Alcune cose non passano: restano addosso, si cronicizzano come il dolore, e a forza di conviverci finisci quasi per chiamarle casa. Questa canzone nasce da lì, da quel senso di inadeguatezza che non sai mai se chiamare davvero così, e dal bisogno di sopraffarlo lasciandoti trascinare su strade scelte apposta per provare a colorare diversamente la stessa ferita. Con sfacciataggine, con maleducazione, come unico modo possibile per capire cosa sia l’amore. Perché alla fine conviene a tutti cercare un posto sicuro, o almeno tentare di tenere in equilibrio dolore e amore nello stesso momento.”

     

     

    Il videoclip di “Un po’ ci conviene” racconta la presa di coscienza del protagonista: la scoperta che nei rapporti umani convivono sempre bisogno, fragilità e interesse personale.

    All’inizio lo vediamo a terra, sporco e sopraffatto. Le parole del brano diventano un mantra che lo conduce verso l’accettazione di questa verità. Man mano che la consapevolezza cresce, lo sporco – simbolo del conflitto interiore – si dissolve, restituendo un’immagine più definita. Il racconto procede per contrasti: alla trasformazione del protagonista si affianca una tensione crescente nella band, accentuata da un montaggio in reverse.

    Nel finale, tutto si ricompone nello studio di uno psicologo: la camminata che attraversa il video si rivela un flusso di coscienza, chiudendo il racconto in una dimensione intima e introspettiva.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=IjvXlIf4H5Q

     

    LINGUE | BIOGRAFIA

    Lingue è una band abruzzese nata nel 2017 da Federico Vittorini e Marco Fontana ai quali nel 2024 si unisce Valerio Giuliani.

    Sin dagli esordi, Lingue si distingue per una spiccata necessità comunicativa. Il debutto avviene nel 2017 con l’EP Neve, seguito da oltre cento date in tutta Italia dove la band ha modo di conoscere Marco Diniz Di Nardo (Management del dolore post operatorio) che sarà il Co-produttore del disco Umani (2020) e i ragazzi di Pioggia Rossa Dischi che hanno curato la pubblicazione del disco. Uscita che però viene penalizzata dalla pandemia, segnando un periodo di svolta nel gruppo.

    Durante il loro percorso, Lingue calca importanti palchi di club di rilievo della scena underground italiana, tra cui Serraglio, Mood Social Club, Le Mura e molti altri, e all’attivo ha numerose aperture a band come MaDeDoPo, Ex-Otago, Lo Stato Sociale, Pop X, Le mandorle ecc.

    Appaiono con anteprime ed articoli su Rolling Stone, Rumore e altre riviste e webzine di settore. In ultimo vincono Arezzo Wave Abruzzo e arrivano alle fasi finali del premio Buscaglione e di Musica contro le mafie.

    Oggi la band è in studio per ultimare il nuovo disco che rappresenta l’insieme di esperienze personali, storie condivise e il forte legame di amicizia che li unisce. L’uscita è programmata per il 2026.

    Sarà l’album più rappresentativo di Lingue in quanto è stato curato in modo maniacale a partire dai suoni fino ad arrivare all’immagine complessiva per creare un universo coerente, dove la forza comunicativa della musica si fonda con l’estetica visiva.

    Durante i live, ai tre membri si affiancano due turnisti, musicisti che non solo completano il suono della band sul palco, ma sono parte integrante della propria quotidianità.

    Il sound della band è un mix tra indie rock, rock, indie pop e alternative, con influenze elettroniche che arricchiscono e definiscono la spina dorsale dei loro brani.

    “Un po’ ci conviene” è il nuovo singolo della band Lingue disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 13 marzo.

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  • NDG risponde alle narrazioni social con “Scomparso”

    Dopo il platino di “Panamera”, dopo Amici e dopo una fase in cui la sua assenza è stata raccontata più dagli altri che da lui, NDG torna con un brano che prende di petto proprio l’etichetta che gli è stata cucita addosso negli ultimi anni: quella di essere sparito. Si intitola “Scomparso”, esce il 19 marzo 2026 per Troppo Records, e parte da un’intuizione: trasformare una narrazione subita, amplificata dai social e ridotta a commento in canzone.

    Per un periodo, intorno a NDG si è consolidato un racconto esterno, spesso sbrigativo. C’era chi lo dava per finito, chi riduceva il suo percorso all’eco di una sola hit, chi utilizzava il suono di “Panamera” per accompagnare video e didascalie costruite attorno alla stessa formula: ha fatto una canzone ed è sparito, scomparso. Il suo nuovo singolo nasce esattamente lì, nel punto in cui l’ironia degli altri intercetta una presa di parola.

    Il risultato non è un pezzo autoassolutorio, né il classico brano sul ritorno. L’artista capitolino sceglie una linea più difficile e più interessante: usare sarcasmo, insofferenza e autoironia per raccontare cosa significhi, oggi, essere percepiti come assenti appena si interrompe il flusso dell’esposizione. In “Scomparso” c’è il disagio di chi si sente osservato anche quando prova soltanto a vivere, ci sono i perfetti sconosciuti che fanno domande, il fastidio verso le dinamiche di un ambiente in cui tutto sembra ridursi a convenienza, facciata. Ma soprattutto c’è un verso che sposta l’attenzione da un piano personale a uno più ampio, evidenziando perfettamente il tempo in cui viviamo: «Sono due mesi che non posto e voi pensate che sia morto». Basta quasi quello, da solo, a definire la misura di un presente in cui sparire dai radar digitali viene letto subito come una fine.

    Per NDG, l’umorismo diventa l’arma per scardinare l’ansia da prestazione sociale. Su un crinale sonoro peculiare e identitario, l’artista canta la fierezza di chi non accetta di essere ridotto a un contenuto digitale, rivendicando il diritto di fermarsi, di sbagliare, di non essere “in hype” a tutti i costi. È un testo che porta in superficie la parte meno glamour del circuito: quella in cui l’immagine precede la sostanza e finisce per sostituirla. Quella fatta di rapporti opportunistici, solitudini mascherate da business, in cui l’esposizione non produce appartenenza, ma una sorta di sorveglianza. Quella tipica di un’industria che consuma i volti prima ancora di ascoltare le voci.

    NDG non rivendica una caduta né propone una rinascita ben confezionata. Fa una cosa più sottile: si prende la parola su un’assenza che fino a quel momento era stata raccontata da fuori. E nel farlo sottolinea una questione che riguarda molti più artisti della sua generazione: il peso di un sistema che pretende una continuità insostenibile e che interpreta ogni pausa come un insuccesso. Il brano rovescia proprio questo automatismo, ricordando che fermarsi non equivale a finire e che il tempo sottratto a una vetrina può coincidere, semplicemente, con la vita. Personale, ma anche professionale.

    «Dopo Amici e tutta l’esposizione che ne è seguita – racconta -, ho attraversato una fase di silenzio. In quel periodo mi sono sentito addosso molte aspettative e anche parecchie letture superficiali. C’era chi mi dava per finito, chi parlava di me senza sapere davvero dove fossi o cosa stessi vivendo. A un certo punto ho visto circolare quel trend con “Panamera”, con la gente che scriveva che avevo fatto una canzone e poi ero scomparso. Non mi ha fatto piacere, certo, però mi ha acceso qualcosa. Ho capito che potevo prendere quella frase e ribaltarla. “Scomparso” è nato proprio così, come risposta, ma anche come modo per dire che non c’è niente di sbagliato nel rallentare, nel non essere sempre visibili, nel prendersi il proprio tempo senza sentirsi cancellati.»

    Il videoclip ufficiale che accompagna l’uscita del singolo, segue la medesima linea. NDG compare con una scatola in testa, ricoperta di volantini che segnalano il suo “smarrimento”: un’immagine straniante e immediata al contempo, pensata con il direttore artistico Garfo per dare una forma tangibile all’ansia sociale, al desiderio di nascondersi e alla percezione di essere diventato, agli occhi degli altri, uno che non esiste più. Solo nel finale quella scatola cade. E con lei, anche la versione di sé che gli altri avevano fissato al posto suo. È il momento in cui NDG smette di riconoscersi nella maschera costruita su di lui e torna a parlare in prima persona.

    Con questa release, il cantautore romano classe 2000, fa qualcosa di molto maturo: prende il peso del successo, dell’esposizione e della successiva rarefazione, e lo converte in una scrittura che assorbe il contraccolpo e lo rilancia, un punto di vista finalmente diretto che sostiene il peso della propria storia.

    Ma il comeback di NDG non si esaurisce online: l’artista ha fissato un appuntamento in Piazza del Popolo a Roma per domenica 15 marzo. A partire dalle 16:00, la piazza diventerà il perimetro di un incontro fisico con la propria fanbase, un passaggio necessario per oltrepassare il filtro dello schermo e riprendere il filo di un discorso interrotto, lontano dalle dinamiche puramente digitali.

    “Scomparso” non indica solo che NDG è tornato. Indica, soprattutto, come ha scelto di farlo.

    Non per riprendersi un posto nella classifica dei trend, bensì per parlare al cuore di chi cerca nella musica qualcosa che abbia ancora sostanza. Con “Scomparso”, inaugura il primo tassello di un 2026 che lo vedrà finalmente protagonista del suo primo progetto ufficiale. Il ragazzo di “Panamera” è cresciuto; ha smesso di correre per restare fermo dove ha più senso rimanere: nella propria musica.

  • Annamaria Farricelli, tra premi, viaggi e crescenti apprezzamenti

    Periodo di grazia e molti spostamenti per la scrittrice e poetessa Annamaria Farricelli, che dura oramai da mesi. Tanti premi in giro per l’Italia, critica favorevole ai suoi libri, sincero apprezzamento da parte dei lettori. Tra gli ultimi impegni in calendario, la presentazione a Casa Sanremo Writers della sua opera “In un soffio d’amore” (ed. WE) durante l’omonimo Festival della Canzone Italiana, la ristampa in una veste rinnovata per Amazon del racconto che le assomiglia di più, “L’Eco del Silenzio”,  ma soprattutto l’ovazione ricevuta a NY in occasione della sesta assegnazione del prestigiosissimo Maria Callas Tribute Prize. Pluripremiata a livello nazionale ed internazionale, Annamaria Farricelli è riconosciuta per il suo contributo alla letteratura e alla poesia. La sua opera è caratterizzata da un profondo esame dell’anima e delle emozioni, spesso affrontando temi di rinascita e di speranza attraverso un linguaggio semplice, ma mai banale. Le sue “creature” sono accolte in sillogi, antologie, racconti, romanzi. La nota Autrice si e’ recata nella Grande Mela  in occasione della Giornata Internazionale della Donna, dove ha ritirato, tra illustre presenze femminili presenti, il suo award dedicato alla indimenticabile soprano drammatica d’agilità. In carriera la Farricelli ha trasformato con la scrittura la fragilità psichica in potenza letteraria, restituendo voce a chi è nel silenzio e incarnando lo spirito di resilienza e audacia che ha reso Maria Callas un’icona immortale di New York e del mondo.  La cerimonia di premiazione  si   è  tenuta    il   7 marzo 2026   presso   la  prestigiosa Columbus   Citizens   Foundation,  punto  di  riferimento  per  la  comunità  italo – americana nella Big Apple. L’happening, prodotto da Melos International in collaborazione con la Columbus Citizens Foundation, ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo istituzionale e culturale italo-americano e ha premiato, oltre ad Annamaria, altre donne che si sono distinte in ambiti diversi – dal sociale all’informazione, dall’arte alla musica – contribuendo     in     maniera significativa      alla        crescita culturale e civile  della società contemporanea.
    Tra i nomi delle altre premiate “Maria Callas Tribute Prize” 2026: Marina Abramović, celebre perfomer; Maria Grazia Cucinotta, attrice e produttrice; Isabel Allende, scrittrice; DEBORAH RENNARD, star hollywoodiana americana, attrice e cantante, Mariarita Grieco, Direttrice Offerta Estero RAI; Daniela Reboldi, pianista. Presenti nella serata di New York  DEBORAH RENNARD, che ha duettato con l’attore connazionale Al Sapienza;  la mezzosoprano Mariangela Zito; Lisa Bernardini, giornalista della Stampa Estera e Presidente dell’Associazione Culturale Occhio dell’Arte APS; Daniela Reboldi; la giovane soprano americana Sidney Kucine. Insignito dell’award anche l’attore salentino Ivan Raganato, che ha deliziato il pubblico presente declamando liriche (di Annamaria Farricelli e – in coppia con l’attrice e produttrice Jo Champa – letture di Pasolini e Callas).

    Jo Champa e’ stata la madrina d’onore della serata, nel corso della quale sono avvenuti omaggi musicali interpretati da alcune artiste premiate.

    Presente tra gli altri il Console  Generale d’Italia a New York, Hon. Giuseppe Pastorelli e Diana De Marchi, Presidente Commissioni Pari Opportunita’ e Diritti Civili Comune di Milano, nonche’  Assessore con Delega Lavoro e Politiche Sociali Citta’ Metropolitana. 

    I premi sono stati realizzati dalla bravissima scultrice siciliana Rosa Maria Raffaele.

    Molto soddisfatta Maria Palandra, Advisor to the Executive Director (Columbus Citizen Foundation).

    L’evento a cui Annamaria Farricelli ha partecipato rappresenta  un ponte culturale tra Italia e Stati Uniti ed intende celebrare il coraggio, la passione e la creatività femminili, sostenendo al contempo i talenti emergenti.

    Ulteriori info sull’Autrice si possono trovare al sito ufficiale www.annamariafarricelli.com

  • Bobby Tumultous: dal 13 marzo in digitale demo (2002) e “Be Bop or Be Dead” (2004) per Blackcandy Produzioni

    Dal 13 marzo 2026 su tutte le piattaforme digitali, per Blackcandy Produzioni, le prime due pubblicazioni dei Bobby Tumultous: il demo omonimo del 2002 e l’album “Be Bop or Be Dead” del 2004.

    Un’operazione di digitalizzazione che rende per la prima volta disponibili in streaming due lavori finora disponibili esclusivamente in formato fisico, riportando alla luce una delle realtà rock underground dei primi anni Duemila.

    “Rock, bassa fedeltà in salsa garage e melodia dosata con il contagocce: siamo lieti di condividere su tutte le piattaforme digitali il demo ed il disco dei Bobby Tumultous! Ascoltate e godete”, commenta Blackcandy Produzioni.

     

    “BOBBY TUMULTOUS” (2002)

    Il demo omonimo dei Bobby Tumultous registrato e pubblicato nel 2002 nasce con un obiettivo preciso: uscire dalla sala prove e portare quei brani direttamente sul palco. Nelle tracce del demotape è già evidente il DNA della band: un suono grezzo, abrasivo e istintivo, privo di sovrastrutture e costruito sull’urgenza espressiva. È il primo manifesto di un trio che vive di chilometri macinati, club sudati e volumi spinti al limite. Un esordio che fotografa l’origine di un’identità sonora destinata a consolidarsi negli anni successivi.

    Pre-save: https://bfan.link/bobby-tumultous-s-t

    Tracklist:

    True story

    Bobby

    She’s so fucked up

    Rooster

    Average

    Liquor girl blues

    You make me feel

    Try sex

     

     

    “BE BOP OR BE DEAD” (2004)

    Dopo due anni, trascorsi macinando chilometri e palchi, con un demo consumato tra club e festival, per i Bobby Tumultous era inevitabile arrivare al primo album. Pubblicato nel 2004 per Anti-dot Records, “Be Bop or Be Dead” cattura e cristallizza l’urgenza live della band: un rock’n’roll diretto, nervoso, abrasivo, privo di compromessi. Il disco restituisce su nastro l’impatto fisico dei concerti, trasformando l’energia grezza del trio in un manifesto sonoro essenziale e viscerale.

    Un lavoro che non cerca mediazioni: è puro impulso elettrico, nato dalla strada e riportato su disco senza filtri.

    Pre-save: https://bfan.link/bobby-tumultous-be-bop-or-be-dead

    Tracklist:

    Party stomp

    Night out!

    So so Soviet

    Laudanum mood

    Secret agent man

    Call us the soul army

    You make me feel

    Liquor girl

    Kinky.44

    Seek destroy

    Owe you nuthin’

    BOBBY TUMULTOUS | BIOGRAFIA

    Formatisi nel 2001, dall’unione di intenti musicali tra Steev Collera (guitars), Daytona Staller (guitar, vocals) ed Al Tormenta (drums) i Bobby Tumultous (a.k.a. BTS) prendono lentamente forma ispirati dal rock’n’roll, dall’acido lattico e dalla pretesa di somigliare ad un ibrido tra Jon Spencer Blues Explosion, Arab on Radar, Turbonegro, Melvins, Crass, Tito & Tarantula, The Hospitals, Peaches, Billy Cobham. Nessuna di queste influenze prenderà mai il sopravvento ed il trio, originariamente doppia chitarra e batteria, cederà alla voglia di basso solo dopo l’uscita del primo album ‘Be Bop or Be Dead’, avvenuta nel 2004 in totale autoproduzione ma a nome di Anti-dot Records. Tra sagre e Festival si perdono le memorie dei live, spesso terminati con le congratulazioni dei proprietari dei locali che però invitavano a non ripresentarsi causa danni al palco ed alla strumentazione. Dopo lo scioglimento, avvenuto nel 2007, i BTS si ritrovarono al Black Dog di Firenze, per un concerto che significò il Canto del Cigno (cignale?) per la band.

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  • “Un milione di piccole cose” è il nuovo singolo di Suvari estratto dall’EP “Fango” (LATO A)

    Dal 13 marzo 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali di streaming “Un milione di piccole cose” (altodischi / Blackcandy Produzioni), il nuovo singolo di Suvari estratto dall’EP “Fango” (LATO A) in uscita lo stesso giorno.

     

    Il brano “Un milione di piccole cose” racconta un flusso di pensieri ansiosi, in cui il “peso nella testa” diventa metafora delle pressioni invisibili della vita adulta. La canzone alterna fragilità e desiderio di fuga, cercando una forma di salvezza nei dettagli minimi e nelle relazioni. Un inno dolceamaro alla sopravvivenza quotidiana.

     

    “Volevo dare voce a quel flusso di pensieri ansiosi che credo capiti a tutti di provare. Quel ‘peso nella testa’ che canto è proprio una metafora per le pressioni costanti che ci spingono ad essere sempre i migliori in ogni cosa che facciamo, quelle aspettative che non accettano fragilità o errori. È un pezzo che vive di contrasti: c’è la fragilità, c’è il desiderio di fuggire via, ma c’è anche la ricerca di una salvezza. E quella salvezza, alla fine, vive nei dettagli minimi di ogni giorno e nelle relazioni vere con le persone. è una sorta di inno dolceamaro alla nostra sopravvivenza quotidiana”, commenta Suvari.

     

    “Fango” è il nuovo capitolo discografico di Suvari, un album diviso in due movimenti – Lato A e Lato B – pensato come un attraversamento emotivo prima ancora che musicale. Prodotto da Federico Dragogna dei Ministri, il disco scava nelle crepe della quotidianità e racconta la fragilità come condizione condivisa, trasformando ansie personali, ricordi notturni e paesaggi urbani in immagini collettive.

    Nel Lato A disponibile in digitale dal 13 marzo convivono chitarre ruvide, elettronica essenziale e una scrittura diretta, fatta di frammenti, fotografie e confessioni. Le canzoni si muovono tra tregue temporanee, pensieri ossessivi e tentativi di restare a galla, disegnando un percorso che parla di identità, relazioni e spaesamento generazionale.

    Il “fango” del titolo è metafora di ciò che resta addosso: errori, rimpianti, radici, memoria. Non qualcosa da cui pulirsi, ma materia viva da cui ripartire. Un disco che non cerca risposte definitive, ma la verità imperfetta delle cose.

     

    Spiega l’artista proposito del nuovo lavoro discografico: “Ho scritto Fango in un periodo in cui mi sembrava di avere tutto addosso: pensieri, errori, ricordi, persone, aspettative. Come quando cammini nel fango e ogni passo pesa più del precedente.

    Volevo raccontare proprio quella sensazione lì, il momento in cui non sei né fermo né salvo, ma stai comunque andando avanti. Le canzoni sono nate così, da immagini molto quotidiane: notti in macchina, cucine, pioggia, città vuote, conversazioni che restano sospese. Piccole cose che sembrano niente e invece ti cambiano.

    Dividere il disco in due lati è stato naturale: è come se fosse un respiro lungo, due facce della stessa storia. Con Federico Dragogna abbiamo cercato un suono essenziale, vero, che non nascondesse le fragilità ma le lasciasse in primo piano.

    Fango per me è questo: restare umani anche quando ci si sente fuori posto”.

     

     

    Pre-save: https://bfan.link/suvari-fango

     

    TRACKLIST “FANGO” (LATO A)

    1.La Tregua

    2.Un milione di piccole cose

    3.Terraferma

    4.Disincanto

    5.Supernova

    PROSSIMI CONCERTI

    27 febbraio – Livorno, Surfer Joe

    27 marzo – Firenze, ExFila (con Fine Before You Came)

    28 marzo – Fabriano, Corto Maltese

    11 aprile – Perugia, Spazio Modu

    18 aprile – Cesena, Magazzino Parallelo

    16 maggio – Santa Maria degli Angeli, UMM Live Session

    Biografia

    Suvari è il progetto musicale di Luca De Santis, cantautore e producer toscano attivo da oltre dieci anni nella scrittura e produzione di musica originale. Nasce come progetto solista e domestico: le prime canzoni prendono forma in cameretta, tra registrazioni DIY, chitarre scordate e software di produzione, trasformando il limite tecnico in linguaggio espressivo.

    Il suo percorso prende una direzione definitiva quando, a causa di una neuropatia rara che compromette l’uso tradizionale degli strumenti, Luca rielabora completamente il proprio modo di fare musica: compone e produce principalmente al computer, costruendo brani per stratificazioni, texture e istinto più che per virtuosismo. Da questa necessità nasce un’estetica personale, fragile e diretta, in equilibrio tra cantautorato, indie rock ed elettronica.

    Nel tempo Suvari sviluppa una scrittura confessionale ma generazionale, capace di raccontare precarietà emotiva, relazioni, senso di spaesamento urbano e piccole epiche quotidiane. Tra le sue principali reference convivono cantautorato italiano e indie/alternative rock con elementi di produzione elettronica contemporanea.

    Non proviene da una formazione accademica: è un musicista autodidatta, ma suona chitarra, basso, tastiere e lavora come producer dei propri brani, curandone arrangiamenti e suono. Negli anni costruisce attorno al progetto una squadra di collaboratori per produzione artistica, grafica e comunicazione. La collaborazione con Federico Dragogna (Ministri) segna un passaggio importante nella definizione del suo suono, più maturo e consapevole.

    Con la sua musica Suvari racconta la vulnerabilità come forza, trasformando fragilità private in immagini collettive. Il suo obiettivo è costruire dischi che restino nel tempo, capaci di parlare a chi si sente fuori posto ma continua a cercare un senso nelle cose.

     

    “Un milione di piccole cose” è il nuovo singolo di Suvari disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 13 marzo, estratto dall’EP “Fango” (LATO A) in uscita lo stesso giorno.

     

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  • “MaledettaNoia” è il nuovo singolo di Rebic

    Dal 13 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “MaledettaNoia”, il nuovo singolo di Rebic disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 20 febbraio.

     

    “MaledettaNoia” è un brano che parla di chi si sente perso pur avendo tutto intorno, di chi confonde la libertà con la fuga e della sottile linea tra proteggersi e smettere di vivere davvero. Un pezzo che vibra nel buio, perfetto per chi ha imparato a sorridere mentre dentro sente solo l’eco. Il brano è pop urban con sfumature afro dark.

    Commenta l’artista proposito del brano: “Considero ‘MaledettaNoia’ un tassello fondamentale del mio progetto, perché esprime la mia visione con totale sincerità.”

    Biografia

    Per Rebic, la musica non è semplicemente una passione, ma la dimensione stessa in cui sceglie di vivere ogni giorno. Il suo legame con il canto ha radici profonde che risalgono al periodo delle scuole medie, un inizio precoce che si è trasformato in un impegno costante e ininterrotto. Da ormai tre anni, la giovane artista si dedica con dedizione assoluta al suo progetto discografico, lavorando instancabilmente per definire un’identità sonora che rispecchi la sua evoluzione.

    Il suo bagaglio musicale è un mosaico di influenze internazionali, nutrito soprattutto dagli ascolti di artisti argentini e americani, sonorità che si fondono nel suo stile pop urban. Rebic non è solo voce, ma anche sostanza strumentale: accompagna infatti le sue creazioni al pianoforte, strumento che aggiunge profondità alle sue composizioni. In questo percorso non è sola, poiché si avvale della collaborazione di un team affiatato che la supporta con cura nella definizione di ogni arrangiamento musicale.

    La sua visione artistica è guidata da una convinzione profonda: la musica non conosce confini generazionali. Rebic crede fermamente che le canzoni non debbano avere un target d’età predefinito, motivo per cui propone brani capaci di parlare a tutti, pur mantenendo un focus particolare sulla verità dei giovani. Attraverso i suoi testi, aspira a raggiungere il maggior numero di persone possibile, offrendo parole in cui chiunque possa immedesimarsi e ritrovare un pezzo della propria storia.

    Questo approccio emerge chiaramente in pezzi significativi come Restami vicino, Pazzo psicopatico e La cattiva, brani che rappresentano le tappe fondamentali della sua crescita e che mostrano la capacità di tradurre le emozioni in musica con autenticità e freschezza.

    “MaledettaNoia” è il nuovo singolo di Rebic disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 20 febbraio 2026 e in rotazione radiofonica dal 13 marzo.

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  • Pellegrina Pibigas vincono il Premio Ludovico Di Meo al San Marino Song Contest 2026

    Venerdì 6 marzo 2026 presso il Teatro Nuovo di Dogana (San Marino), il duo Pellegrina Pibigas ha ricevuto il Premio Ludovico Di Meo nell’ambito della finalissima del San Marino Song Contest 2026, dove si è esibito con il brano “Il Giorno Che” pubblicato dall’etichetta Hi_Qu Music e distribuito da ADA Music Italy. 

    Il riconoscimento, consegnato da Federica Gentile, è intitolato alla memoria di Ludovico Di Meo, storico dirigente televisivo e figura di riferimento nel panorama radiotelevisivo italiano.

    Il duo femminile italiano esordisce con “IL GIORNO CHE”, un brano che usa la suggestione della fantascienza: non per descrivere altri mondi, ma per far tremare questo. Elettricità sospesa, atmosfere che sanno di piazze antiche e frequenze sconosciute, una voce che racconta da dentro il sogno senza cercare la via d’uscita. Non è un racconto di invasioni. È qualcosa di più sottile e inquietante; quella sensazione di assistere a qualcosa di enorme senza riuscire a dargli un nome. Il tipo di canzone che ti lascia con una domanda aperta e un desiderio di risposte.

    C’è un momento preciso in cui la realtà smette di obbedire alle sue stesse regole. Le pietre si disciolgono per il calore, le ombre danzano prendendo vita propria, il cielo parla una lingua ignota. È lì che vive Pellegrina Pibigas. 

    ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY

    https://open.spotify.com/intl-it/album/2Ul2apZEtZYh8Rof84fn2W?si=683Q6kU3Rh2fa5uOQGY5nA 

     

    Biografia

    Pellegrina Pibigas, giunge sulla scena musicale italiana con un sound che è un cortocircuito di pop, rock e mistero. Dimenticando le convenzioni: la loro musica è accompagnata da un’identità visiva unica e inconfondibile. L’Enigma Visivo, umane travisate da animali da affezione e da consumo.

    Il duo è composto da Neon e Freon, due cantanti/musiciste (una al basso, l’altra ai synth) che hanno scelto l’anonimato come manifesto artistico.

    Pellegrina Pibigas trasforma la performance in un’esperienza enigmatica, ipnotica e coinvolgente. La scelta non è solo estetica, ma focalizza l’attenzione sull’intensità della musica e sulla potenza dei testi in lingua italiana. Pop Rock d’Autore e Armonie Vocali originali.

    Il loro sound è un mix intrigante garantito dal basso di Freon, e atmosfere rarefatte create dai synth suonati da Neon, il tutto legato da armonizzazioni vocali. 

    Con il brano “Il giorno che” sono giunte alla finale del San Marino Song Contest 2026 per contendersi l’accesso all’Eurofestival 2026.

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  • “Nel mio prime” è il nuovo singolo di Bi-fferent

    Dal 13 marzo 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Nel mio prime”, il nuovo singolo di Bi-fferent.

     

    “Nel mio prime” è un manifesto contro i falsi amici, quelli che giocano con te ma che poi ti pugnalano alle spalle, vivendo con la convinzione che tu non faccia altro che parlare di loro. Nel ritornello si gioca proprio su questo concetto, sottolineando che non importa se queste persone si sentano superiori o dei “pro” nei tuoi confronti: quando sei nel tuo “prime”, non ce n’è per nessuno.

    Commenta l’artista proposito del brano: “Il mio brano è il terzo estratto del mio prossimo album, è stata una bella prova riuscire ad estrarre questo pezzo per il tipo di approccio che ho dovuto dare in fase di scrittura che è stato diverso da tutti i pezzi che sono usciti prima, ma anche in fase di registrazione comunque mi ha messo alla prova e mi ha fatto capire quanto serva avere una preparazione vocale ed una conoscenza della propria estensione, ma avendo attorno dei professionisti comunque il risultato desiderato è stato raggiunto”.

    Biografia

    Bi-fferent ha iniziato a scrivere all’età di 14 anni, avvicinandosi al mondo della musica attraverso la cultura del freestyle e dell’hip-hop. Le sue influenze principali affondano le radici nella scena americana, con icone come Eminem, Dr. Dre e 50 Cent, mentre per quanto riguarda il panorama italiano si è ispirato prevalentemente a Mondo Marcio, Ensi e Marracash.

    Con il passare del tempo, ha preservato quell’attitudine e quello stile di scrittura, adattandoli però a generi musicali più vicini al funk e al pop. Recentemente, la sua ricerca artistica lo ha spinto a sperimentare nuove sonorità, esplorando territori indie e sfumature del rock alternativo.

    Bi-fferent non si rivolge a un target specifico: è convinto che la musica sia il mezzo universale per eccellenza, capace di superare ogni barriera raccontando emozioni che, in fin dei conti, accomunano tutti, indipendentemente dalla lingua o dalla provenienza. Il suo obiettivo è proprio questo: toccare il maggior numero di cuori possibile e offrire agli ascoltatori un luogo in cui ritrovarsi e sentirsi a casa.

    La sua unica vera ambizione è poter esprimere queste emozioni attraverso le parole e il canto. Per il resto, non esistono limiti di età né pretese immediate; consapevole che la strada sia ancora lunga, Bi-fferent resta concentrato nel tracciare, passo dopo passo, il proprio percorso personale.

    “Nel mio prime” è il nuovo singolo di Bi-fferent disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 13 marzo 2026.

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  • Gianluca Morozzi: a 25 anni dall’esordio esce l’edizione definitiva di “Despero”

    Da venerdì 13 marzo 2026 sarà disponibile in libreria e nei principali store digitali “Despero”, il libro di Gianluca Morozzi, pubblicato da Fernandel Editore.

    A 25 anni dal suo esordio letterario, torna in un’edizione speciale e definitiva il romanzo che ha segnato l’inizio del percorso narrativo dello scrittore bolognese. Questa nuova pubblicazione si arricchisce di una prefazione e di un’appendice firmate dallo stesso autore, che rileggono l’opera alla luce del tempo trascorso, offrendo ai lettori uno sguardo inedito sulla genesi del libro e sulla sua evoluzione negli anni.

     

    Spiega Gianluca Morozzi a proposito del libro: «Esordire è come nascere: accade una volta sola (salvo smentite). E nel romanzo d’esordio ti puoi permettere di essere poco levigato, poco tecnico, molto punk e un po’ sentimentale, ruvido e romantico come una canzone dei Pogues, ti puoi permettere di mandare i personaggi a Praga o in Irlanda solo perché ci sei appena stato in vacanza, di raccontare come funziona un festival rock anche se ci sei stato solo da spettatore, senza preoccuparti di fare ricerche. Vuoi scrivere e basta, non hai ancora dei contratti, non hai ancora un agente letterario, vuoi scrivere e basta. In tutti i romanzi che ho scritto nei venticinque anni successivi non ho mai più avuto l’inconsapevolezza allegra di quel che stavo facendo come nel primo…ed è per questo che (mi dicono) Despero funziona ancora nel 2026 come mi dicevano funzionasse nel 2001: perché non ho mai più scritto così male in senso buono come in questa storia super romantica.»

     

    Dopo l’uscita del libro prenderanno il via le presentazioni di “Despero”. Ecco le prime date confermate: lunedì 16 marzo alle ore 18:00 a Bologna presso la Libreria Feltrinelli – Piazza Ravegnana 1; l’incontro sarà moderato dal giornalista pubblicista Marco Stanzani. Sabato 28 marzo alle ore 18:00 a Ravenna alla Libreria Liberamente (via Alberti, 28); modera Giorgio Pozzi, editore di Fernandel.

     

     

    SINOSSI

    Alla fine degli anni Ottanta Bologna è davvero una città rock e Cristian Cabra, detto “Kabra”, è un giovane chitarrista che, come tanti della sua generazione, gira mezzo stivale per suonare la propria musica. Dopo anni di prove nelle cantine e di concerti improvvisati in piccoli locali, la sua band, i Despero, raggiunge un inaspettato successo con un brano realizzato proprio per ridicolizzare lo star system, ma talmente orecchiabile da finire in cima alle classifiche. Il gruppo riuscirà a sopravvivere a questa imprevedibile popolarità?

    Ma Despero non è soltanto una storia che sa di birra, palchi e sogni ostinati. In questa cronaca di furori rock si intreccia infatti un filo segreto: dodici anni di lettere mai spedite scritte per Sarah, una donna che è insieme musa, fantasma e promessa mancata…

    Despero è un romanzo cult che ha conquistato generazioni di lettori e ha avuto lodi unanimi da parte della critica. Una ballata rock letteraria che continua a risuonare nel tempo, pagina dopo pagina.

     

     

    GIANLUCA MOROZZI| BIOGRAFIA

    Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Ha esordito nel 2001 con Despero (Fernandel), al quale hanno fatto seguito 46 romanzi e più di trecento racconti. Tra le sue uscite: Blackout, (dal quale è stato tratto il film omonimo), L’era del porco, Cicatrici (finalista al premio Scerbanenco), Lo specchio nero, tutti editi da Guanda, Gli annientatori, Dracula ed io (TEA) Il libraio innamorato (Fernandel), Che fine ha fatto la Neve? (TEA), A Bologna con Andrea Pazienza (Perrone), Nel dubbio, scrivi (Mondadori).

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