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  • “Smisurati ritorni”: Domenico Monteleone di nuovo in libreria per raccontare il Sud tra storia, filosofia e memoria

    Domenico Monteleone, scrittore, intellettuale e operatore culturale dal profilo poliedrico, la cui attività letteraria e teatrale si radica saldamente nella sua solida e prestigiosa carriera professionale come avvocato cassazionista, è tornato in libreria con “Smisurati ritorni – Stazione del tempo immoto”.

    Un’opera che si configura come una narrazione identitaria, intima e collettiva, di una comunità del Sud Italia colta nella sua essenza più profonda e contraddittoria.

    Al centro la genesi di Falsapienza, un luogo sospeso tra l’accoglienza e l’inospitalità, il cui DNA culturale affonda direttamente le radici nel glorioso passato della Magna Grecia.

    È proprio lo sbarco di una leggendaria compagnia di filosofi magnogreci a dare origine al nucleo originario della città e al suo stesso nome ovvero un binomio etimologico tra l’azione del creare (facio) e la sapientia. Tuttavia, l’eredità della Magna Grecia non si limita alla toponomastica, ma plasma l’intera struttura psicologica dei suoi abitanti.

    Attraverso il recupero di aneddoti reali e l’analisi del carattere dei “Falsapietani”, l’autore delinea una comunità dominata da una tensione tipicamente classica ovvero il bisogno di stupire, l’ambizione filosofica e competitiva, e la costante coesistenza degli opposti (l’universo in sé e il suo contrario).

    Il volume esplora così la transizione storica e geografica di una terra baciata dalla natura, dove l’antico spirito indomito dei coloni magnogreci sopravvive oggi sotto forma di orgoglio viscerale, progresso culturale e un’incapacità congenita di arrendersi di fronte alle sfide del presente.

    “‘Smisurati ritorni’ nasce dal bisogno profondo di riannodare i fili della mia giovinezza, specchiandomi nel vissuto del protagonista per esplorare un’epoca di fervore politico e sociale – ha dichiarato Domenico Monteleone.

    La stesura è stata un viaggio emotivo intenso, a tratti doloroso, tra i luoghi della memoria, l’eredità affettiva di mia madre e mio padre, e la ricerca di un senso profondo da dare al futuro.

    Con quest’opera ho voluto racchiudere la complessità di una generazione sospesa tra radici e domani e ai lettori vorrei lasciare un messaggio di speranza: il passato non è una zavorra, ma la bussola indispensabile per capire chi siamo e dove stiamo andando.”

    “Roma Art Meeting è fiera di annunciare la pubblicazione di ‘Smisurati ritorni’, un’opera che ha saputo intercettare fin da subito la nostra linea editoriale per la sua straordinaria forza narrativa e la profondità dei temi trattati.

    Il romanzo non è solo una potente biografia generazionale, ma un affresco vivido capace di unire il vissuto intimo e familiare ai grandi fermenti politici e sociali della nostra storia recente.

    Come casa editrice, abbiamo creduto fortemente in questo progetto perché crediamo che la letteratura debba fare proprio questo: conservare la memoria dei luoghi e delle radici per trasformarla in una chiave di lettura e di speranza per il futuro.”

    Pagine, quindi, che superano i confini del romanzo per trasformarsi in un racconto universale sull’identità, l’appartenenza, la forza della memoria per affrontare le sfide del presente e costruire il futuro.

    DATI TECNICI

    Titolo: Smisurati Ritorni – Stazione del tempo immoto

    Autore: Domenico Monteleone

    Casa Editrice: Roma Art Meeting → Amazon

    Uscita: 25 luglio 2026

    Costo: 20 euro

    Numero pagine: 134

    DOMENICO MONTELEONE

    Capace di coniugare il rigore logico del diritto con la sensibilità artistica, Monteleone si muove con disinvoltura tra la narrazione letteraria, il teatro civile e l’attivismo sociale, offrendo una profonda analisi antropologica del Meridione e un costante dialogo con le grandi figure del pensiero contemporaneo e della legalità italiana.

    Il Percorso Letterario e Teatrale:

    Monteleone ha saputo catalizzare l’attenzione di pubblico e critica grazie a opere di forte impatto emotivo e intellettuale.

    Scaglie di cioccolata fondente“, un’opera di grande successo, presentata in importanti tappe culturali (tra cui spicca l’evento di Crotone, cuore della Magna Grecia), che vanta le prestigiose firme dell’attore Giuseppe Zeno e dell’autore e regista Stefano Sarcinelli per la prefazione.

    Quasi come Gaber“, un progetto teatrale e letterario di altissimo profilo.

    Impreziosito dalla prefazione del comico e cantautore Dado, il testo rappresenta un tributo e un’estensione del teatro-canzone gaberiano, riletto con gli occhi acuti della contemporaneità.

    L’Impegno Civile, Sociale e le Grandi Collaborazioni:

    Il tratto distintivo del percorso di Monteleone è senza dubbio il suo viscerale impegno sul fronte sociale e della giustizia, che arricchisce e completa la sua stessa vocazione forense.

    Lontano da una cultura puramente accademica, l’autore ha speso la sua voce e la sua penna al fianco di giganti della storia culturale e giudiziaria italiana.

    Il fronte della legalità:

    Ha condiviso battaglie e riflessioni con magistrati simbolo del contrasto alle mafie e della difesa dello Stato, come Nicola Gratteri e il compianto Ferdinando Imposimato, traducendo i temi della giustizia e del riscatto sociale in urgenza narrativa.

    Il dialogo filosofico:

    La sua attività culturale si è intrecciata con il pensiero di Gianni Vattimo, uno dei più grandi filosofi del Novecento, di cui ha seguito i percorsi di analisi critica sulla società contemporanea e sul ruolo dell’intellettuale impegnato.

    Attraverso la sua scrittura, Domenico Monteleone non si limita a raccontare storie, ma unisce la lucidità analitica dell’avvocato cassazionista alla forza ideale del letterato, facendosi custode di una memoria collettiva che unisce la denuncia sociale alla poesia della quotidianità.

    Il “Raccontautore” e il Palcoscenico, l’Esperienza del One-Man-Show:

    Un aspetto d’eccellenza che definisce l’unicità di Domenico Monteleone nel panorama culturale è la sua dimensione di autentico one-man-show teatrale.

    L’autore non si limita a presentare i propri libri in contesti tradizionali, ma li trasmuta anche in vere e proprie messinscene spettacolari attraverso la formula originale del “raccontautore”.

    Questa modalità d’espressione, da lui ideata e magistralmente interpretata, fonde la forza della parola scritta con la presenza scenica, la narrazione civile, la satira e la musica.

    Monteleone abita il palcoscenico da solo, catalizzando l’attenzione del pubblico e trasformando l’atto della presentazione editoriale in un’esperienza teatrale totale, capace di divertire, emozionare e, fedele alla lezione gaberiana, far riflettere profondamente lo spettatore.


  • “I’ll Never Be the Same” è il nuovo singolo di AKOLA

    Da venerdì 28 agosto 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “I’ll Never Be the Same” il nuovo singolo di AKOLA per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. 

    Il brano “I’ll Never Be the Same” è un travolgente viaggio musicale tra fragilità e coraggio esistenziale, che unisce l’energia delle sonorità EDM ad un’intensa interpretazione vocale, dando vita ad una riflessione profonda sulla paura dell’abbandono. La canzone racconta un amore sofferto, segnato dal costante timore di perdere la persona amata. Questa dinamica diventa una metafora della vita stessa: l’essere umano è spesso turbato dalle cose belle che riceve in modo inaspettato, perché l’istinto del possesso si scontra immediatamente con la paura della perdita. Il messaggio finale è un inno al coraggio emotivo: nonostante il dolore che l’attaccamento può causare, è sempre meglio vivere pienamente le proprie emozioni, accettando il rischio di affezionarsi, piuttosto che rinunciare a ciò che la vita può offrire per paura di soffrire. Con i suoi 127 BPM, la produzione pulsa di un’energia magnetica. L’arrangiamento EDM si sviluppa attraverso build-up adrenalinici e drop liberatori, creando un affascinante contrasto tra la vulnerabilità del testo e la potenza della musica. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: «”I’ll Never Be the Same” rappresenta per me un vero e proprio giro di boa e un manifesto della mia maturità artistica. Il brano si inserisce nel mio progetto musicale attraverso l’evoluzione del sound; se le mie produzioni precedenti hanno tracciato la strada della House/Pop melodica e introspettiva, questo brano segna la transizione verso la House-Pop/EDM di matrice nordeuropea, con una centrale firma vocale che diventa elemento trainante». 

    Il videoclip di “I’ll Never Be the Same” per la regia di Andrea Luca Colaianni racconta una storia ambientata in paesaggi tropicali, case silenziose e tramonti sul mare, che fanno da cornice ad un viaggio di emozioni e piccoli momenti di quotidiana bellezza. La protagonista è una giovane donna che vive ogni giornata con serenità, lasciandosi guidare dalla musica che accompagna i suoi passi. La melodia diventa il filo invisibile che collega i luoghi, le persone e le emozioni, trasformando ogni incontro in una possibilità e ogni istante in un ricordo prezioso. Mentre attraversa spiagge incontaminate e vive Coworking café, la ragazza segue il richiamo del proprio cuore, alla ricerca di quella connessione speciale che potrebbe cambiare la sua vita. L’amore per la musica si intreccia con il desiderio di trovare l’anima gemella, in un percorso fatto di sorrisi, sguardi complici e coincidenze che sembrano guidate dal destino. L’atmosfera rimane sempre positiva, rilassata e piacevole, valorizzando la bellezza dei luoghi e la spontaneità delle emozioni.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=rOlkWTWcofw

     

    AKOLA | BIOGRAFIA

    Akola è un DJ e produttore italiano attivo nella scena della musica elettronica, noto per la sua capacità di fondere ritmi energici e sonorità introspettive. La sua figura si distingue per un approccio che unisce l’esperienza tecnica del clubbing a una ricerca melodica più vicina al pop moderno. La sua carriera affonda le radici nella passione per la house e la techno, generi che ha esplorato e rielaborato per oltre un decennio. Il suo sound è caratterizzato da un mix di beat pulsanti, linee di basso profonde e melodie ipnotiche che creano un’esperienza d’ascolto dinamica e coinvolgente. Negli ultimi anni, il suo progetto ha virato con decisione verso la pop house e l’afro-house. Questa evoluzione gli ha permesso di mantenere la sua identità da producer elettronico pur aprendosi a narrazioni più testuali ed emotive, come dimostrato dal brano “Ocean”.

    Come DJ, è apprezzato per set eclettici che spaziano dai classici della house alle declinazioni più moderne della techno, mantenendo sempre un tocco personale che rende ogni sua produzione e performance unica.

    Il progetto artistico di Akola vanta una solida base di esperienza, con produzioni nel panorama dell’EDM e della musica elettronica. Recentemente, il suo percorso ha visto un’evoluzione significativa verso sonorità differenti, mantenendo però quel tocco distintivo che fonde ritmi pulsanti e melodie ipnotiche. Per la costruzione delle atmosfere e l’uso dei synth, artisti come Solomun e Black Coffee sono punti di riferimento essenziali. Da loro Akola mutua la capacità di creare groove ipnotici e profondi, tipici dell’afro-house e della melodic techno, che sanno essere eleganti ma potenti. Per la struttura dei brani e la cura delle linee vocali (come in “Ocean”), le reference guardano a pesi massimi come ANOTR, Disclosure, RÜFÜS DU SOL. Questi artisti sono i maestri nel rendere la musica dance “ascoltabile” anche fuori dal club, trasformando un beat house in una vera e propria canzone pop. Spesso utilizza la chitarra per trovare il mood iniziale di un pezzo o per aggiungere quel calore organico ma, con gli anni, ha imparato a considerare un sintetizzatore o software di design musicale un vero e proprio strumento da “suonare” in tempo reale, manipolando filtri e oscillatori per dare espressività e dinamica ai suoni. Parlando di musica, “Time” è uno dei brani più iconici del suo repertorio. “Fragment Reality” rappresenta l’anima più sperimentale e ipnotica della sua produzione. Il progetto di Akola è il risultato di un equilibrio tra una forte visione indipendente e la collaborazione con professionisti mirati, perché per far arrivare un brano come “Ocean” al grande pubblico non basta solo la musica. Sebbene Akola sia il produttore principale e curi la stesura e l’arrangiamento dei brani nel suo studio, si avvale spesso di ingegneri del suono esterni per le fasi cruciali di mix e mastering, oltre alle inevitabili collaborazioni con cantanti di livello internazionale per la definizione delle parti vocali.

    Il target di Akola è trasversale, ma molto ben definito dallo stile pop house ed elettronico che propone.

    Non c’è una distinzione di sesso rilevante, poiché la sua musica punta a un’esperienza sensoriale universale, ma il pubblico si concentra in una fascia demografica specifica, il “core” del target è la generazione che vive i club, frequenta i festival di musica elettronica e consuma musica in streaming durante i momenti quotidiani (viaggi, sport, relax). Con la sua musica punta a raccontare il contrasto, quella zona d’ombra e di luce dove i sentimenti non sono mai bianchi o neri. Il progetto Akola nasce per dare una forma sonora alle emozioni che spesso non riusciamo a spiegare a parole. Sicuramente un traguardo per il futuro sarebbe una chiara “Riconoscibilità Sonora”, sentendo un drop, una determinata texture di synth o un design vocale, l’ascoltatore riconosca subito il “tocco Akola”, unendo la qualità tecnica del clubbing alla struttura emotiva del pop.

    Dopo “Ocean” ed “Energy”, “I’ll Never Be the Same” è il nuovo singolo di AKOLA disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 28 agosto 2026. 

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  • «Tutto cambierà»: Don Pasquale Ferone invita a cercare la propria pace anche quando l’esito resta incerto

    Dal 24 Agosto su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo del sacerdote-cantautore, che firma testo e musica. Un brano che guarda in faccia la guerra e l’odio senza cedere alla rassegnazione.

    Ci sono canzoni che nascono da sentimenti privati ed altre ispirate a ciò che accade fuori. “Tutto cambierà”, il nuovo brano di Don Pasquale Ferone disponibile dal 24 agosto su tutte le piattaforme digitali, parte dalla seconda strada: si apre con una constatazione che nessuno può smentire – non sappiamo se la guerra e l’odio finiranno – e da lì costruisce, verso dopo verso, la ragione per non arrendersi.

    “Cerca la tua pace anche quando non si sa / se la guerra e l’odio in questo mondo finirà”: l’incipit è la chiave dell’intero pezzo. L’invito non è a fare finta che non esista, né a consolarsi con la promessa che tutto andrà bene. È a cercare la propria pace proprio mentre l’esito resta incerto. Una differenza sottile ma decisiva, che sposta il brano dal terreno dell’ottimismo a quello della responsabilità personale.

    Al centro della canzone c’è il passaggio dall’attesa alla decisione: “Se l’amore lasci entrare la tua vita cambierà”. La condizione è espressa senza ambiguità – il cambiamento non arriva, va accolto – e regge tutta la struttura del testo, costruita su una catena di verbi al futuro che scandiscono ciò che accadrà solo se qualcosa viene prima lasciato entrare. È qui che la dimensione cristiana del brano emerge apertamente, con la grazia descritta come ciò che “tutti i cuori sanerà”: non un premio, ma una cura offerta a chiunque.

    C’è però un secondo livello, che l’autore stesso mette in chiaro. “Con questo brano vorrei comunicare la forza interiore di resistere” racconta Don Pasquale Ferone: “resistere agli attacchi esterni, ma a volte anche a quelli interni, ai mille pensieri e alle preoccupazioni della vita”. La pace di cui parla la canzone non riguarda soltanto i conflitti nel mondo: riguarda anche ciò che logora una persona dall’interno, nelle giornate ordinarie.

    La strofa conclusiva chiude il cerchio e scioglie il titolo. “Vivi in questo mondo con saggezza e verità / anche quando sembra che sia tutto perso già”: il “tutto cambierà” annunciato dal titolo non è una previsione, è una conseguenza, e l’ultimo verso, “se la pace il mondo dentro sé accoglierà”, lo dichiara.

    «Se uno vuole un mondo migliore, dobbiamo far sì che prima siamo migliori noi.»
    – Don Pasquale Ferone

    È il ribaltamento che regge l’intero brano, e che riporta la questione della pace, tema abitualmente affidato alla politica e alla cronaca, alla scala della coscienza di ciascuno.

    Sul piano musicale, Tutto cambierà resta fedele alla cifra che accompagna tutta la produzione di Don Pasquale Ferone: arrangiamento interamente acustico, unplugged, affidato alla sola chitarra, una scelta mantenuta con costanza lungo l’intero repertorio, che lascia le parole al centro e trasforma l’ascolto in un dialogo diretto, quasi a tu per tu.

    Con «Tutto cambierà» Don Pasquale Ferone porta la propria scrittura su un terreno più esposto, affrontando un tema di attualità senza abbandonare il registro intimo che caratterizza il suo repertorio: anche qui la riflessione collettiva passa attraverso una domanda rivolta al singolo.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • Karin Ann pubblica “Orion”, l’EP che è anche la sua colonna sonora d’esordio

    Karin Ann pubblica “Orion”, il nuovo EP disponibile su tutte le principali piattaforme digitali e parte della colonna sonora ufficiale dell’omonimo thriller psicologico sci-fi in arrivo nelle sale a ottobre.

    Il progetto segna un nuovo capitolo nel percorso dell’artista: oltre ad aver firmato alcune delle musiche che accompagnano il film, Karin Ann debutta anche come attrice, interpretando il ruolo di Morgan.

    Dopo essere stato presentato in diversi festival alla fine del 2025, “Orion” arriverà nelle sale il prossimo ottobre.

    Nel cast Andrew McCarthy (Pretty in Pink, St. Elmo’s Fire), Drew Van Acker (Pretty Little Liars, Titans) e Debby Ryan (Jessie, Insatiable).

    Al centro della storia c’è un interrogatore della NASA chiamato ad aiutare un astronauta affetto da amnesia a ricostruire quanto accaduto dopo un incidente che ha provocato la morte del resto dell’equipaggio. Il progressivo riaffiorare dei ricordi porta alla luce nuovi interrogativi, trasformando la vicenda in un thriller psicologico che ruota intorno a identità, memoria, verità e natura umana.

    Sono gli stessi temi che attraversano anche “Orion”. I brani dell’EP sono parte integrante della narrazione e accompagnano alcuni dei momenti centrali del film, creando un legame diretto tra immagini e musica.

    Tra le tracce del progetto c’è “born to be”, un brano intimo e malinconico che mette al centro la scrittura di Karin Ann e accompagna i titoli di coda del film, chiudendone idealmente il percorso.

    «Sono davvero entusiasta di debuttare sia nel cinema che nel mondo delle colonne sonore», racconta Karin Ann. «Recitare è qualcosa che ho sempre desiderato fare e sicuramente è un percorso che voglio approfondire in futuro. Creare un EP per una storia che si sviluppa sullo schermo è stata un’esperienza incredibile, che mi ha permesso di capire molto di più su chi sono come artista e su quanto, per me, recitazione e scrittura siano legate».

    “Orion” arriva dopo una serie di pubblicazioni che hanno segnato l’evoluzione più recente del sound di Karin Ann verso territori folk e Americana.

    Tra queste “all my money”, brano personale che riflette sulla precarietà delle cose, sul senso di appartenenza e sulle relazioni che, anche quando durano poco, lasciano un segno. Prodotto da Benjamin Lazar Davis (Maya Hawke) e co-prodotto dalla stessa Karin Ann, il singolo è stato scritto insieme a Davis e Harrison Whitford (Phoebe Bridgers).

    A precederlo “i was never yours”, scritto insieme a Suki Waterhouse, Harrison Whitford, Benjamin Lazar Davis e Chelsea Balan, che ha segnato l’avvicinamento dell’artista alle sonorità Americana.

    Il brano ha raggiunto la Top 35 della classifica AAA Airplay di Billboard, ottenendo un’importante rotazione nelle radio AAA statunitensi. Con questo risultato Karin Ann è diventata la prima artista nata in Slovacchia a entrare in una classifica Billboard.

    Karin Ann si era fatta conoscere sulla scena alternative con l’album di debutto “through the telescope”, definito da NME «un debutto sicuro e senza compromessi». Nel disco l’artista affronta temi come identità, salute mentale, esperienze LGBTQ+ e relazioni umane attraverso una scrittura personale e una produzione dalle atmosfere cinematografiche.

    Un legame con il mondo delle immagini presente da tempo nel suo percorso.

    Nel 2023 i videoclip collegati di “a stranger with my face” e “favorite star”, diretti dal duo TUSK e interpretati da Ashley Moore e Gus Kenworthy, hanno ricevuto il premio Best Music Video al Top Shorts Film Festival. La collaborazione con TUSK è poi proseguita con il video di “i don’t believe in God”, che vede la partecipazione di Imogen Heap.

    Con Orion, Karin Ann porta quindi per la prima volta questo dialogo tra musica e cinema direttamente sul grande schermo, affiancando al suo percorso di cantautrice una nuova esperienza come attrice.

    Karin Ann BIOGRAFIA

  • «Emozione»: Don Pasquale Ferone affida a voce e chitarra una domanda che riguarda tutti

    Dal 19 agosto su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo del sacerdote-cantautore, che firma testo e musica.

    Può bastare una sola parola per mettere in movimento un intero mondo dentro di noi… Ed è ciò che accade con “Emozione”,il nuovo brano di Don Pasquale Ferone, disponibile dal 19 agosto su tutte le piattaforme digitali: una canzone costruita su una sola domanda, quella che nasce quando il cuore comincia a suggerire qualcosa che ancora non sappiamo nominare.

    “Se nel cuore senti forte un’emozione / fai di tutto per capire se è amore”: il verso che apre il ritornello è anche la chiave dell’intero brano. Non è un invito a lasciarsi trasportare, ma a fermarsi, riconoscere ciò che si prova e decidere quale direzione dargli. L’amore, quando è autentico, viene descritto come un balsamo che non cancella la ferita, ma la cura. È l’immagine più efficace del testo, e riassume il modo in cui Ferone guarda al dolore: non come qualcosa da negare, ma da attraversare.

    Nella seconda parte la riflessione si allarga: vivere nella gioia nonostante le incomprensioni, non restare indifferenti, abitare pienamente ogni istante. La gioia qui non è assenza di difficoltà, perché la vita è fatta di difficoltà, ma una scelta da custodire proprio quando il percorso si fa faticoso.

    E nel finale emerge apertamente la dimensione cristiana: “Quando il mondo sembra non voler cambiare / il tuo impegno sia costante in ogni bene”. Un rifiuto della rassegnazione, affidato all’ultimo verso – “lascia entrare solo il bene dentro te” – che condensa il senso di tutto il pezzo: il cambiamento parte da ciò che decidiamo di accogliere.

    Sul piano musicale la scelta è l’essenzialità assoluta. Nessun arrangiamento oltre la chitarra, che accompagna la voce senza mai sovrastarla. Ritmo misurato, atmosfera raccolta, zero artifici: pochi elementi che lasciano le parole al centro e trasformano l’ascolto in un dialogo diretto, quasi a tu per tu.

    “Se non c’è passione in una canzone, diventa fredda”
    – Don Pasquale Ferone

    È la frase con cui l’autore riassume il proprio modo di scrivere, ed è anche la ragione di un brano così spoglio: tolti gli strumenti, resta solo ciò che si sente davvero. Con «Emozione» Don Pasquale Ferone conferma una scrittura in cui musica e spiritualità procedono insieme, e la canzone diventa strumento di riflessione, testimonianza e condivisione.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • Nove tracce, tre parole, un solo grande disco: gli Smokey Gunner si confermano

    SMOKEY GUNNER

    “Love, Sex & Loneliness”

    IL NUOVO DISCO CHE SEGNA LA MATURITÁ ARTISTICA DELLA BAND

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    Deezer: https://short-url.cc/1wFbg

    Amazon Music: https://short-url.cc/1wFbJ

    “Love, Sex & Loneliness” è un disco che segna la maturità artistica degli Smokey Gunner senza tradirne l’identità. È un album più completo, più consapevole e soprattutto più corale: per la prima volta la costruzione dei brani nasce dal contributo dell’intera band, pur mantenendo in Thomas De Candia il principale motore creativo e la direzione della scrittura.

    Il risultato è un disco che non cerca di reinventare gli Smokey Gunner, ma di portarli più a fondo dentro il loro stesso linguaggio. Un rock diretto, ruvido e melodico, capace di alternare immediatezza ,tensione e malinconia

    Il titolo racchiude le tre dimensioni attorno alle quali ruota il disco. L’amore, il sesso e la solitudine diventano punti di partenza per raccontare relazioni imperfette, desiderio, dipendenza emotiva, e tutte quelle contraddizioni che si vivono e le conseguenze che queste possono lasciare: dall’euforia alla disillusione, dalla seduzione alla perdita di controllo, fino a quel senso di solitudine che può arrivare anche quando non si è realmente soli.

    Gli Smokey Gunner scelgono di raccontare queste emozioni senza filtri, attraverso canzoni immediate, chitarre incisive, ritornelli memorabili e un’attitudine profondamente live.

    “Love, Sex & Loneliness” è tutto ciò che succede nel mezzo di questo disordine.

    TRACKLIST

    Better days 

    Brano che apre il disco con positività, con un nuovo atteggiamento più sincero che vuole mostrare di aver capito gli errori del passato e che si è pronti a vivere giorni migliori.

    Stormy Sky 

    Serve coraggio per rimettersi in gioco trovare la forza di riaprire il proprio cuore, imparando che, a volte, per far funzionare un rapporto non servono grandi gesti o continue dimostrazioni d’amore, ma la presenza, la fiducia e la sincerità deve essere alla base di tutto .

    Love sex and loneliness 

    Traccia che raccoglie tutte le emozioni sperimentate all’interno di una relazione.

    Chi ha amato davvero sa che una storia d’amore è composta da tre fattori, imprescindibili l’uno dall’altro: l’amore il sesso e la solitudine.

    Kill me 

    Canzone che può sembrare un incitamento, una resa o il grido di chi ha deciso di mollare e invece è una dichiarazione di resistenza. Puoi essere ferito, tradito, spezzato, ma finché resti in piedi nessuno ha davvero vinto.

    She don’t care about me 

    In questo brano la band fa una panoramica sulla fine delle relazioni e su quel momento in cui si deve accettare che tutto può finire e che serve tempo per poter vivere un nuovo inizio.

    Lucky man

    La complicata convivenza tra la vita privata e quella pubblica, i sorrisi e le maschere che spesso si è costretti a indossare per nascondere sacrifici, paure e fragilità, le aspettative di chi ti circonda. La fatica di dover celare come ci si sente veramente e le battaglie affrontate per non affondare.

    Temporary Love 

    La storia di un amore estivo, un qualcosa di intenso ma che dura poco, un flirt che si trasforma in qualcosa di più ma che funziona solo a piccole dosi e che non va in profondità.

    La traccia si conclude con una lettera d’amore, una dedica per far sì che nulla venga lasciato al caso.

    If you know what I mean

    Le follie di una notte, alcol, eccessi, situazioni al limite, tutto in una notte che è destinata a restare impressa nella mente, dove poi tutto ti mette davanti alle conseguenze di certi pensieri e delle azioni sino a dubitare che sia davvero una storia esistita e lasciando dubbi e confusione.

    Without you

    Il disco si chiude con un brano più emotivo, in cui i sentimenti cercano rifugio nella musica per sfuggire al dolore di una relazione ormai al termine. Pur accettando la fine c’è il conflitto tra il voler andare avanti e al fermarsi su quello che sarebbe potuto essere ma non è stato. 

    C’è l’ammissione che vivere senza quella persona sia estremamente difficile, trasformando ricordi comuni in qualcosa di unico e indimenticabile per non dimenticare.

    BIOGRAFIA

    Gli Smokey Gunner sono una band rock nata a Cagliari nel 2020 dall’incontro tra Thomas De Candia e Mauro Marras. Dopo l’esordio con “Lies and Illusions” e una intensa attività live nei club e festival della Sardegna, la band consolida la propria identità con una line-up formata da Luca Ibba al basso e Sara Pintus alla batteria.

    Il loro sound unisce rock moderno, influenze alternative e punk rock, con particolare attenzione all’impatto emotivo dei brani e all’energia dal vivo, elemento centrale della loro identità artistica.

    Ora esce il secondo album “Love, Sex & Loneliness” per CPT Records, anticipato dal singolo “If You Know What I Mean”, un brano diretto e senza filtri che racconta una notte vissuta tra eccessi, seduzione e scelte impulsive.

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  • Tony Fortunato e Angarita: il nuovo singolo “No pasó nada”

    Da venerdì 28 agosto 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “NO PASÓ NADA” il nuovo singolo di TONY FORTUNATO & ANGARITA per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    Il brano “No pasó nada” si inserisce nel panorama crossover pop contemporaneo, fondendo ritmiche acustiche d’ispirazione iberica con un beat urban moderno. L’orchestrazione si basa sull’interazione tra chitarra acustica, basso rigoroso e una sezione percussiva composta da congas, batteria e shaker, pensata per creare un sound rotondo e avvolgente. La canzone descrive la dinamica tra introspezione e modernità, mantenendo una struttura essenziale in cui la voce di Angarita si staglia come elemento centrale. È una traccia che bilancia la freschezza delle sonorità urban-latine con un approccio produttivo asciutto, progettato per favorire la leggibilità di ogni elemento strumentale e la fluidità narrativa del testo.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «Con “No pasó nada” ho voluto esplorare una dimensione sonora più intima, dove la produzione si spoglia di tutto il superfluo per lasciare spazio al puro racconto emotivo. Per enfatizzare le venature latine del brano, ho affidato il mix e il master a Mariano Beyoglonian, professionista di fama internazionale e vincitore di Latin Grammy; il suo lavoro è stato determinante nel definire le frequenze e nel dare al brano quel tappeto sonoro avvolgente ma incisivo che cercavo. A dare anima al brano è la voce di Angarita, che con il suo timbro passionale ed evocativo riesce a trasmettere ogni sfumatura del testo con un’intensità rara. Ho curato personalmente il bilanciamento delle trame ritmiche, assemblando con attenzione chitarre acustiche, basso, congas, batteria e shaker per mantenere quel contrasto tra modernità e autenticità che caratterizza tutto il mio progetto “Blueprint”. Il titolo riflette quel momento di apparente calma che precede la consapevolezza: la produzione diventa il veicolo principale per trasmettere questa tensione narrativa, in un gioco di dinamiche tra la sezione ritmica e la voce che guida l’ascoltatore per tutto il brano. È un pezzo che definisce perfettamente la direzione che sto dando alla mia musica, curando ogni dettaglio creativo in studio affinché la tecnica sia sempre al servizio del messaggio».

    TONY FORTUNATO | BIOGRAFIA

    Tony Fortunato è un polistrumentista e produttore autodidatta. Il suo percorso inizia con uno studio rigoroso della chitarra, consolidato nel tempo attraverso masterclass con turnisti di rilievo come Giorgio Secco e Luca Colombo. Questa base tecnica, maturata con disciplina e ricerca personale, è stata il punto di partenza per lo sviluppo di un profilo artistico poliedrico.

    Dal 2020 intraprende una sfida totale, investendo ogni risorsa nello studio della produzione e nell’apprendimento di basso, tastiere, percussioni e tecniche di mixing. Questa evoluzione gli permette di curare il sound design e la post-produzione vocale per progetti internazionali, inclusa la collaborazione del 2024 con l’attrice statunitense Katie Chonacas (nota per il ruolo di protagonista del video ufficiale di “Who Knew” di P!nk e per i suoi ruoli cinematografici hollywoodiani e in celebri serie TV). Per l’artista, Tony firma la produzione sonora del singolo poetico “Last Train to Paris” e della raccolta multimediale “Reflections of an Actor”, posizionandosi come uno dei pochi produttori italiani con un’esperienza reale e documentata nella sonorizzazione di NFT internazionali e opere audio-visive di nuova generazione nell’ecosistema Web3.

    La sua crescita artistica passa attraverso la sperimentazione visiva e sonora su YouTube e la pubblicazione di lavori come “Night Shift”, fino alla creazione di un network globale. Oggi coordina collaborazioni internazionali di prestigio, come quelle nell’album “Leave the World Behind”, che vanta i contributi di Jaidy Zavala, Vimoksha (Emina Bajtarević; Golden Buzzer a Croatia’s Got Talent, 2023), Angarita (artista colombiana dal forte potenziale internazionale) e Abigail Bignell.

    Il 2026 segna l’uscita del nuovo EP di 6 tracce, Blueprint: una sintesi tra anima Urban-Pop, inediti di ricerca e cover reinterpretate con un sound cross-culturale. Per questo progetto, l’artista sceglie di elevare ulteriormente lo standard qualitativo affidando il mix e il mastering a un team di eccellenze mondiali, collaborando con sound engineer del calibro di Mariano Beyoglonian (vincitore di due Latin Grammy), Romuald Klemm (Warner e Universal Music), Jimmy Cucchiara e Fabio Maiorano.

    Le sue reference musicali delineano un profilo artistico curioso e stratificato, che spazia dal rock e pop internazionale di band come Avenged Sevenfold, Dire Straits, Led Zeppelin e Fleetwood Mac fino alle ritmiche funk di Nile Rodgers. Fondamentale è l’influenza di Armik per la fusione di gipsy jazz e flamenco, a cui si uniscono il pop colto degli ABBA, dei Supertramp, degli Steely Dan, Daft Punk, Anderson .Paak e le tendenze globali del J-Pop/Rock contemporaneo (Zutomayo, Yoasobi) e del jazz (Chet Baker, Miles Davis). Nella sua discografia spiccano brani come “Desde cero” (Semifinalista all’International Songwriting Competition), “En su lugar”, “Departed”, “Same sun” e “Fly me to the moon”.

    L’artista opera come supervisore artistico del progetto coordinando in totale indipendenza creativa un network globale di professionisti e curando personalmente l’estetica visuale. Il suo target di riferimento è un pubblico curioso e cosmopolita compreso nella fascia 18-40 anni. Attraverso la sua musica punta a raccontare l’emozione pura catturata nell’istante creativo, con l’obiettivo di affermarsi nel panorama Urban Pop internazionale nel biennio 2026-2027.

    Dopo “She”,No pasó nada” è il nuovo singolo di Tony Fortunato & Angarita disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 28 agosto.

     

     

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  • Da mercoledì 2 settembre, a martedì 8 settembre, la tredicesima edizione di Francavilla è Jazz Artisti di caratura mondiale ospiti del festival di Francavilla Fontana


     

    Sale sempre più vertiginosamente la febbre per la tredicesima edizione di Francavilla è Jazz (Francavilla Fontana, provincia di Brindisi), festival ormai riconosciuto a livello nazionale, e sempre più dall’impronta internazionale, diretto da Alfredo Iaia, brillantemente coadiuvato dal responsabile organizzativo Roberto Passaro e reso possibile grazie all’Amministrazione Comunale di Francavilla Fontana e al contributo degli sponsor privati. Piazza Giovanni XXIII sarà il palco principale dei sei concerti in programma dal 2 al 6 settembre (inizio alle 21:00 con ingresso gratuito), ad eccezione dell’ultimo appuntamento previsto per martedì 8 alle 21:00 presso la Terrazza di Enotria (prenotazione obbligatoria con ticket), ovvero il live firmato Perico Sambeat Group Feat. Fabrizio Bosso – “Dedicated To Miles & Trane”.
    Mercoledì 2 si aprirà il sipario con Eddie Gomez Italian Quartet, formazione diretta da una leggenda vivente del contrabbasso jazz come Gomez e completata da un eccellente trio composto da Alessandro Presti (tromba), Salvatore Bonafede (pianoforte) e Joe Santoro (batteria). Il repertorio verterà principalmente sul periodo d’oro vissuto da Eddie Gomez nel trio di Bill Evans (dal 1966 al 1977), oltre a standard della tradizione jazzistica e qualche brano originale.
    Il salirà sul palco il Pat Bianchi Quartet Feat. Stéphane Belmondo – Tony Lakatos – Bernd Reiter, quartetto di uno fra i più grandi organisti Hammond in ambito mondiale come Bianchi, affiancato da tre eccellenze europee del jazz: Stéphane Belmondo (tromba e flicorno), Tony Lakatos (sax) e Bernd Reiter (batteria). Standard jazz riarrangiati e alcune composizioni originali di Pat Bianchi costituiranno gran parte del repertorio.
    Si proseguirà il con un doppio set pensato ad hoc per le nuove generazioni del jazz: alle 21:00, Scannapieco-Geremia Quintet, line-up con Antonio Scannapieco (tromba), Pasquale Geremia (sax tenore), Guglielmo Santimone (pianoforte), Giulio Scianatico (contrabbasso) e Angelo Gregorio (batteria), quintetto dal futuro radioso nel solco dell’hard bop targato anni Sessanta. Poi, alle 22:00, Vittorio Solimene Quartet – “Letter To…”, con Lorenzo Simoni (sax alto), Vittorio Solimene (pianoforte), Alessandro Bintzios (contrabbasso) e Michele Santoleri (batteria), quattro giovani jazzisti di grande talento già apprezzati in tutta Italia. Il concerto sarà l’occasione per presentare il nuovo album “Letter To…” di Solimene, un disco in orbita contemporary jazz che si discosta dal linguaggio strettamente legato alla tradizione jazzistica.
    Il 5 ecco Max Ionata Special Edition – “Tivoli”, formazione diretta da uno fra i sassofonisti jazz italiani più rappresentativi degli ultimi vent’anni, anche all’estero, come Ionata. Insieme a lui, tre punte di diamante del jazz nordeuropeo: Martin Sjöstedt (pianoforte), Jesper Bodilsen (contrabbasso) e Martin Maretti Andersen (batteria). “Tivoli” è un disco assai rispettoso della tradizione jazzistica, che unisce la toccante vena melodica, armonica e l’alto senso estetico dai tratti poetici, tipico della scena jazz scandinava, alla creatività e al fervore espressivo che caratterizza i grandi jazzisti italiani come l’autore del progetto. Il tutto fra standard e composizioni originali.
    Domenica 6 settembre sarà protagonista Karima con il suo nuovo album “Canta Autori”. Cantante dall’inestimabile talento, affiancata da tre musicisti di assoluto livello come Piero Frassi (pianoforte e tastiere), Gabriele Evangelista (contrabbasso) e Bernardo Guerra (batteria), la musicista livornese presenterà il suo nuovo disco dedicato ad alcuni fra i più grandi cantautori italiani di sempre: Lucio DallaPino DanieleUmberto BindiLucio Battisti e non solo.
    In conclusione, martedì 8 settembre alle 21:00 presso la Terrazza di Enotria (unico concerto con prenotazione obbligatoria e ticket), si spegneranno i riflettori con Perico Sambeat Group Feat. Fabrizio Bosso – “Dedicated To Miles & Trane”. Formazione alla testa di Sambeat, formidabile sassofonista spagnolo, completata da una notevole sezione ritmica costituita da Michele Di Martino (piano), Tommaso Scannapieco (contrabbasso) e Giovanni Scasciamacchia (batteria), arricchita da uno fra i trombettisti jazz italiani più blasonati e acclamati degli ultimi vent’anni come Bosso, “Dedicated To Miles & Trane” è un amorevole tributo a due icone sacre come Miles Davis e John Coltrane nel centenario della loro nascita.
  • “L’istante che resta”: Matteo Belcastro debutta nella narrativa con tre storie sull’amore, la perdita e le crepe che ci cambiano

    Matteo Belcastro arriva in libreria dal 17 luglio con “L’istante che resta” pubblicato da Transeuropa Edizioni, un libro intenso e introspettivo che, attraverso tre storie e tre diverse età della vita, racconta l’amore, la perdita e tutto ciò che rimane dopo che qualcosa si è spezzato.

    Ci sono momenti, infatti, che cambiano tutto. Non fanno rumore, non chiedono permesso: arrivano e rompono il ritmo delle cose. Dopo, nulla è più come prima. Questo libro racconta quei momenti. Non con risposte, ma con domande che restano sospese. Cosa succede quando il tempo si ferma? Quando l’amore diventa una crepa? Quando la memoria è l’unico luogo in cui possiamo respirare? Tre storie, tre voci, un’unica tensione: sopravvivere alla perdita senza smettere di cercare la bellezza. Non per dimenticare, ma per restare vivi. Un viaggio dentro ciò che rimane quando tutto sembra finito. Perché a volte, l’istante che resta è l’unica cosa che abbiamo.

    “Avevo delle mie vecchie sceneggiature, storie che portavo dentro da tempo, e quando ho deciso di trasformarle in romanzi mi sono accorto di una cosa: raccontavano tutte la stessa emozione, la stessa sofferenza, ma da angolazioni diverse – ha raccontato l’autore. Non è nata pertanto come una raccolta pensata a tavolino, mi sono ritrovato con tre storie già scritte, e solo alla fine ho capito che parlavano tutte della stessa ferita. Volevo raccontare cosa succede dopo la rottura non il momento in cui qualcosa si spezza, ma tutto quello che viene dopo: la rabbia, il silenzio, i tentativi goffi di rimediare, e infine il modo in cui si impara a convivere con quello che non si può più cambiare. Mi interessava mostrare tre età diverse: un anziano, degli adolescenti, un uomo adulto perché il dolore non fa sconti a nessuna generazione.

    Viviamo in un tempo che ci spinge a ‘superare’ tutto in fretta, a tornare come prima il prima possibile. Ma non si torna mai come prima, e forse non è nemmeno quello il punto. Il segno che resta di ciò che abbiamo amato non è una ferita da nascondere: è la prova più vera che quell’amore è esistito”.

    Il filo che lega le tre storie è, del resto, dichiarato dall’autore stesso in apertura: l’amore imperfetto è ciò che lascia dietro di sé. Non ci sono soluzioni né guarigioni rapide in queste pagine, ma la possibilità fragile e quotidiana di restare fedeli a ciò che si è diventati dopo che qualcosa si è rotto, perché non bisogna avere paura delle proprie crepe.

    Autore: Matteo Belcastro

    Titolo: L’istante che resta

    Editore: ‎Transeuropa

    Data di pubblicazione: ‎17 luglio 2026

    Lunghezza stampa: ‎158 pagine

    Costo: 15 Euro

    ISBN-13: ‎979-1259903297

    ASIN: ‎B0GL9Q496B

    Biografia
    Matteo Belcastro è un esordiente scrittore italiano nato nel 1990. La sua formazione in Comunicazione multimediale ha profondamente influenzato il suo approccio alla narrativa. La sua scrittura nasce dall’osservazione attenta delle relazioni umane e dalla convinzione che la letteratura possa essere uno strumento di comprensione e crescita emotiva. Particolare attenzione dedica al tema dell’amore nelle sue molteplici manifestazioni, dall’intensità adolescenziale alla maturità consapevole, esplorando come i legami affettivi si trasformino di fronte alle prove della vita.