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  • “Panic Attack” è il nuovo singolo di Sara Emma Gemma

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “Panic Attack” (Maionese Project), il nuovo singolo di Sara Emma Gemma, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 febbraio.

    “Panic Attack”racconta uno stato di fragilità interiore e di conflitto con se stessi, descrivendo l’esperienza degli attacchi di panico: quella sensazione di smarrimento che arriva all’improvviso, quando la mente prende il sopravvento sul corpo. Il respiro si fa corto, i pensieri si accavallano e si ha paura di morire. 

    Il brano traccia un profondo percorso di consapevolezza muovendosi tra sonorità pop contemporanee e sfumature alternative, in un equilibrio perfetto tra momenti intimi e passaggi più intensi e incisivi. La melodia accompagna un cantato emotivo e diretto, che guida l’ascoltatore all’interno di un’atmosfera intensa, perfettamente in linea con il messaggio del testo. L’artista, infatti, invita a una riflessione: spaventa più l’idea di morire o quella di vivere davvero?

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Panic attack è un brano che sentivo il bisogno urgente di scrivere. È nato dopo una lunga notte passata a parlare sul divano di un’amica, tra confessioni, silenzi e riflessioni profonde. Ascoltandola raccontarsi, mi sono ritrovata a rivivere sensazioni che conoscevo fin troppo bene. Per un periodo della mia vita ho sofferto di attacchi di panico e affrontarli ha significato intraprendere un percorso lungo, complesso e spesso doloroso. Un percorso fatto di domande scomode, che avrei voluto evitare, ma che mi hanno portata a conoscermi davvero. Con il tempo ho iniziato a chiedermi cosa mi spaventasse di più: la paura di morire o quella di lasciarmi andare, di essere felice, di vivere pienamente. È una domanda che, ancora oggi, torna a farsi sentire. Il brano ha preso forma durante il mio ultimo esame di Conservatorio, per la prova di produzione musicale. È partito da un’idea semplice, piano e voce, che ho arricchito ascolto dopo ascolto, lasciando che la canzone crescesse in modo naturale. L’esame è andato molto bene, ma sentivo che il brano non aveva ancora espresso tutto il suo potenziale. Per questo ho deciso di affidarlo al mio produttore, con l’obiettivo di portarlo esattamente dove sentivo dovesse arrivare. Panic attack è il risultato di questo percorso, personale e artistico, e spero possa arrivare a chi lo ascolta con la stessa sincerità con cui è stato scritto.”

    Biografia

    Sara Emma Gemma, nome d’arte di Sara Iarrobino, è una cantautrice Campana classe ’88. Nel 2009 diventa frontgirl del progetto musicale pop-rock Ephimera con cui pubblica, nel 2011, l’Ep dal titolo “Shhh” e, nel 2017, l’album “Ora o mai più”. Con gli Ephimera prende parte ai principali festival di musica della Campania, quali Meeting del Mare, Campania Eco Festival in apertura a Foja ed Almamegretta, e FarciSentire Festival in apertura a Dunk e Pinguini Tattici Nucleari. Inoltre, ha suonato in apertura a Linea 77 e Canova. Al 2016 risale la collaborazione al brano “Alimenterò le fiamme” del rapper di Casa Honiro, Ser Travis. Nel novembre 2019 decide di lasciare la band e di intraprendere un percorso solista, lavorando con Walter Buonanno (Assalti Frontali) al singolo “Mai abbastanza”, uscito il 18 luglio 2025.

    Nel 2022 pubblica i due singoli “Tanto ci resta” e “La mia ultima storia”, prodotti da XXXXL, produttore romano. Si è diplomata in Musica Elettronica presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e specializzata in Produzione Musicale e Discografica al Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento.

    “Panic Attack” è il nuovo singolo di Sara Emma Gemma disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 febbraio 2026 e in rotazione radiofonica dal 6 marzo.

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  • “Vivo” è il nuovo singolo di Bert0

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Vivo”, il nuovo singolo di Bert0.

     

    “Vivo” è un brano che racconta il bisogno profondo di libertà e la scelta di inseguire i propri sogni, anche quando questo significa allontanarsi dalle certezze e dalle aspettative degli altri. Nasce da esperienze personali, da viaggi e cambiamenti, e dalla consapevolezza di non sentirsi fatti per una vita scandita solo dalla routine. Attraverso immagini intime e autentiche, la canzone descrive quella sensazione sottile ma potente di sentirsi finalmente vivi. È la ricerca di un posto nel mondo in cui stare bene, senza dover scendere a compromessi con sé stessi.

    Nel secondo verso il racconto diventa più profondo e consapevole: il viaggio non è solo fisico, ma anche interiore. Cresce la presa di coscienza di ciò che non si vuole più accettare — una vita fatta di compromessi, lavori che non rappresentano davvero, promesse vuote — e si afferma l’idea che la vera ricchezza siano le esperienze vissute. È qui che il brano trova la sua maturità, trasformando il desiderio di fuga in una scelta identitaria.

    Il sound è un rap sincero, intenso ed emozionale, con una vibe chill e malinconica che accompagna il racconto in modo naturale e fluido. Le parole scorrono dirette e autentiche, creando un’atmosfera riflessiva e libera, come un viaggio senza meta precisa ma con una direzione chiara: la propria felicità.

     

    Spiega l’artista a proposito del nuovo brano: «‘Vivo’ è nato da una sensazione che mi porto dentro da tempo: quella di non essere fatto per una vita in cui tutto è già scritto. Quando ho iniziato a viaggiare e a vivere fuori dall’Italia, ho capito che la libertà non è solo andare lontano, ma riuscire a essere me stesso senza dovermi giustificare. Copenaghen è stata la mia apertura, un posto che mi ha fatto respirare aria nuova e capire che potevo cambiare. Scrivendo questo pezzo ho rivissuto momenti reali: notti in giro, albe, esperienze indimenticabili, la voglia di partire senza una meta precisa. Ma non è solo voglia di scappare: è la consapevolezza che non voglio una vita fatta di compromessi, di un lavoro che mi spegne, di promesse che non significano nulla. Volevo mettere in musica la sensazione di essere vivo anche quando tutto sembra incerto. In studio ho registrato ‘Vivo’ come se stessi parlando con me stesso, senza filtri. È un pezzo che mi ha aiutato a capire chi sono davvero e cosa voglio: non una vita perfetta, a una vita vera. E soprattutto, ho capito che il viaggio più importante è quello dentro di noi».

     

     

    Biografia

    Bert0 è un artista italiano attualmente di base in Danimarca. Il suo progetto musicale nasce circa un anno fa, in seguito a un cambiamento personale importante: trasferirsi all’estero gli ha permesso di allontanarsi dal giudizio degli altri e iniziare a raccontarsi con maggiore autenticità. È proprio in Danimarca che decide di fare musica in modo serio, registrando i suoi primi brani e costruendo un’identità artistica più definita.

    Fin da piccolo ha sempre scritto per bisogno personale, riempiendo diari con pensieri ed emozioni che non riusciva a esprimere a voce. Negli ultimi anni, i viaggi – prima in Australia e poi in Scandinavia – hanno ampliato la sua visione del mondo e trasformato quella scrittura intima in musica. Il viaggio, fisico e interiore, è diventato uno dei temi centrali del suo percorso artistico.

    Il suo stile si muove nel mondo del chill rap, con influenze soul e melodie ambient. Le sue reference spaziano dal rap italiano, come Fabri Fibra e Marracash, fino a sonorità più morbide e atmosferiche. Tra le sue reference internazionali spicca anche Mac Miller, soprattutto per l’approccio introspettivo, emotivo e autentico che riesce a trasmettere attraverso sonorità morbide e personali. Non si è mai identificato in un unico genere: ascolta musica in modo trasversale e lascia che ogni influenza contribuisca alla costruzione del suo suono, che oggi è sincero, emotivo e riflessivo.

    Non ha una formazione musicale accademica e non suona strumenti, ma lavora in modo indipendente collaborando con diversi producer che lo supportano nella produzione dei brani. Attualmente sta valutando di intraprendere lezioni di canto per ampliare le sue possibilità espressive e sperimentare nuove soluzioni artistiche.

    Tra i brani più rappresentativi del suo percorso ci sono: “Ti porto via”, “Chiamami” e “Vivo”.

    Bert0 non ha un team strutturato alle spalle: gestisce il progetto in modo indipendente, dalla scrittura alla visione creativa, collaborando con più producer per la parte musicale.

    Il suo target è composto da uomini e donne tra i 18 e i 35 anni, persone che cercano una musica autentica, capace di raccontare emozioni vere, viaggi, relazioni complesse e momenti di cambiamento senza filtri.

    Con la sua musica Bert0 vuole raccontare il presente: ciò che vive, ciò che prova e le esperienze che lo trasformano. Il suo obiettivo è costruire passo dopo passo una carriera solida e coerente nel panorama musicale, mantenendo sempre autenticità e identità. Nel giro di un paio d’anni vorrebbe riuscire a vivere di musica, continuando a crescere sia artisticamente che umanamente.

     

    Dopo “Chiamami”, “Ti porto via” e “Dove non guardi”, “Vivo” è il nuovo singolo di Bert0 disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 6 marzo 2026.

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  • In libreria il nuovo libro di Marco Forneris “Il Sigillo di Giada”, un thriller geopolitico ad alta tensione in cui la cultura millenaria della Cina si scontra con le trame del presente

    Lo scrittore Marco Forneris torna in libreria con “Il Sigillo di Giada” (Florestano Edizioni, collana Echi di storie), un thriller geopolitico ad alta tensione, che intreccia storia, spionaggio e azione.

    In queste sue nuove pagine il giallo storico diventa lente per osservare dinamiche culturali profonde: le gerarchie implicite, le credenze, le strategie invisibili che regolano la vita sociale cinese. Il risultato è una lettura della Cina che non semplifica, ma immerge.

    Siamo a Pechino, nella Primavera del 2008. Nelle vicinanze di Xi’an, un esercito di terracotta custodisce uno dei più grandi misteri dell’antichità: il Mausoleo del Primo Imperatore, Qin Shi Huangdi. Un sepolcro leggendario, nascosto a quaranta metri di profondità sotto una collina artificiale, circondato da pareti di bronzo e attraversato — secondo le cronache di Sima Qian — da fiumi di mercurio a rappresentare la rete fluviale della Cina.

    Quando alcuni profanatori, forse legati a Taiwan, riescono a violare il sepolcro e a trafugare un oggetto di immenso valore simbolico — il Sigillo Imperiale — il governo cinese entra nel panico.

    Il vicepresidente Xu Jingguo, appena nominato responsabile della sicurezza per i Giochi Olimpici, teme che la notizia possa gettare ombre sull’immagine del Dragone proprio nel momento in cui la Cina si prepara a mostrarsi al mondo. Attiva quindi in tutta segretezza le indagini, coinvolgendo pochi membri fidati della sicurezza nazionale e uno straniero: David Faure, noto a Pechino per le sue competenze nel recupero di tesori culturali razziati e per i contatti con aziende tecnologiche che potrebbero aver agevolato il furto.

    Faure sa che non può rifiutare la richiesta di Xu, né sottovalutarne i rischi: dietro l’invito si nasconde una minaccia implicita.

    Ad affiancarlo, due donne: la moglie libanese Jacqueline Chamoun, energica ed enigmatica, e Wu Maylin, colonnello del Guóānbù, lo spionaggio estero cinese. Tra sospetti, doppi giochi e tensioni politiche, Faure dovrà affidarsi anche a vecchi contatti: Dominic Seaward, esperto d’arte rubata, e Christopher de Luna, presidente della casa d’aste Morris & Jenkins.

    Il viaggio per ritrovare il sigillo si trasforma in una caccia globale: Xi’an, Fujian, Hong Kong, Taiwan, poi Delhi, Tel Aviv, Londra e un luogo segreto nel deserto del Nevada. Ma tutto conduce di nuovo a Pechino, dove le verità nascoste chiedono il conto.

    “L’idea è nata quasi per caso, una sera d’estate, durante la presentazione di un libro sulla Cina nel forte valdostano di Bard. Mi sono chiesto cosa accadrebbe se qualcuno riuscisse a rubare un oggetto fortemente simbolico dalla tomba del Primo Imperatore. Da quella domanda è partita la trama: un furto impossibile, in un contesto geopolitico esplosivo – ha dichiarato l’autore.

    La camera funeraria di Qin Shi Huangdi è, del resto, uno dei più grandi misteri archeologici ancora intatti. L’idea che sia rimasta sigillata per oltre duemila anni, e che al suo interno possa trovarsi, insieme a mille altri tesori, il Sigillo Imperiale, è di per sé un romanzo. Ho voluto intrecciare quella suggestione con la realtà politica cinese contemporanea, fatta di potere, silenzi e rivalità interne.

    Inoltre, desideravo andare oltre gli stereotipi sulla Cina. In Occidente riceviamo spesso un’immagine filtrata, semplificata, quando non deliberatamente distorta. Invece la Cina è un universo complesso, dove la cultura delle relazioni — il guanxi — permea ogni ambito, anche la politica. Inserire un thriller in quel contesto significava esplorare un mondo chiuso, stratificato, dove nulla è come sembra”.

    “Con ‘Il Sigillo di Giada’, Florestano Edizioni conferma il proprio impegno nella pubblicazione di opere che uniscono qualità narrativa e profondità culturale – ha commentato l’editrice Roberta Magarelli.

    Marco Forneris ci consegna un thriller geopolitico di ampio respiro, che attraversa continenti e secoli intrecciando misteri archeologici, lotte di potere e tensioni contemporanee. Ambientato tra la Cina imperiale e la scena politica del 2008, il romanzo fonde rigore documentale e tensione narrativa in una storia che affonda le radici nella Storia per parlare all’oggi.

    Un viaggio avvincente e sorprendente che porta il lettore nel cuore di una cultura millenaria, tra spionaggio, identità e memoria collettiva”.  

                                  
    Un romanzo che non si limita a intrattenere, ma invita il lettore a interrogarsi, ad aprire uno sguardo più consapevole e meno superficiale su mondi complessi come quello cinese. Più che offrire risposte, il libro apre una porta e lascia tracce, domande, immagini persistenti. Un’opera, insomma, che dimostra come il genere possa essere terreno di grande narrativa.

     

    DATI TECNICI

    Autore: Marco Forneris

    Editore: Florestano Edizioni

    Collana: Echi di storie

    In commercio da febbraio 2026

    Pagine: 532 p., Brossura

    EAN: 9791282085205

    Prezzo: Euro 25,00

    ISBN 979-12-82085-20-5

     

    BIOGRAFIA

    Marco Forneris ha pubblicato nel 2016 il suo primo romanzo – Il nodo di seta – con la prefazione di Evgenij Kaspersky, seguito nel 2019 da L’Oro di Baghdad, una spy story ambientata in Medio Oriente e prefata dal giornalista e scrittore Alberto Negri, e nel 2022 da Ritratto di Fanciulla, il terzo libro della serie incentrata sulle indagini di David Faure, un uomo dai molti e spesso rischiosi interessi, che vive tra Italia e Grecia ma è di casa anche in Israele, California e Argentina.

    Forneris si è laureato in informatica a Torino e ha iniziato la sua carriera di manager nella mitica Olivetti. In seguito ha ricoperto il ruolo di Chief Information Officer di alcune delle più note aziende italiane: Il Sole 24 Ore, Assicurazioni Generali, Gucci, FIAT e Telecom Italia. In parallelo alla sua attività di scrittore, si occupa di M&A e Business Development per aziende di Information Technology, Private Equity e Banche d’affari.

    Sito: www.ilsigillodigiada.it

    FB: facebook.com/ilsigillodigiada

    IG: ilsigillodigiada


  • Musica, design e cultura d’impresa:  a Milano, dal 12 marzo al 16 luglio,  è tempo di GBIM JAZZ Experience

    Il jazz dà voce alla materia ceramica con quattro eventi ideati e promossi da Gruppobea e Imola Ceramica per un’esperienza culturale contemporanea. I protagonisti del nuovo format sono i musicisti Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi, Jimmy Straniero, Martha e Francesco Chebat, Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra


    MILANO – Si chiama GBIM JAZZ Experience il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività grazie a un format inedito che intreccia architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa.

    Quattro gli eventi in programma a Milano per la prima edizione di GBIM JAZZ Experience: i primi tre concerti della rassegna avranno luogo presso Pro.Space, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti, in via Voghera 6, e saranno riservati a un pubblico selezionato di rappresentanti del mondo dell’architettura, del design e della cultura, mentre l’evento conclusivo si svolgerà presso lo showroom del Gruppobea, in via Toffetti 31.

    Il progetto prende forma dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, infaticabile organizzatore e animatore di eventi e stagioni musicali di rilievo nazionale (come l’AHUM Milano Jazz Festival). Per l’occasione, Ribatti, ha selezionato tre gruppi che si esibiranno il 12 marzo, il 9 aprile e il 7 maggio (il 16 luglio ci sarà l’appuntamento finale con la premiazione della band vincitrice): il trio DjangoBop Vibes (composto da Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi e Jimmy Straniero), con un repertorio ispirato al jazz manouche; il duo Martha J. & Chebat (Martha e Francesco Chebat) con un progetto che spazia tra folk e jazz song; infine, il trio Anodic Breath (Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Ogni formazione eseguirà i brani dal proprio repertorio e una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. La nuova traccia musicale tratterà la materia ceramica, rendendo udibile il visibile, in un gioco di rimandi formali e concettuali.

    Una giuria, composta da esperti del settore dell’architettura e del design – tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano – decreterà, al termine delle tre serate, il gruppo vincitore. GBIM JAZZ Experience si presenta quindi come un format ibrido: una rassegna musicale che culmina in una competizione. Tuttavia, tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.

    Il GBIM JAZZ Experience, inoltre, vedrà la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.

    Il primo gruppo che si esibirà sarà, giovedì 12 marzo (ore 19), il trio DjangoBop Vibes, che attualizza un repertorio ispirato al jazz manouche e agli standard della prima metà del Novecento. Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra) e Jimmy Straniero (contrabbasso) eseguiranno famose composizioni di Django Reinhardt, Duke Ellington e Fats Waller nonché una manciata di brani originali. Gabriele Boggio Ferraris è tra i principali esponenti del suo strumento in Italia. Ha pubblicato numerosi lavori discografici, sia come leader sia in collaborazione con figure di rilievo del jazz internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zahra, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e Maurizio Brunod. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano, tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario e Tonino de Sensi. Jimmy Straniero è tra i più interessanti talenti emergenti del contrabbasso. Nel 2013 ottiene una borsa di studio del Berklee College of Music di Boston durante i seminari di Umbria Jazz. Ha partecipato al tour italiano delle Vibrazioni e nel 2021 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti – Jazz. Nel 2022 è contrabbassista di Fred!, spettacolo teatrale con Roy Paci e Matthias Martelli, con cui partecipa anche a numerosi festival jazz nazionali.

    Giovedì 9 aprile sarà la volta del duo Martha J. & Chebat, mentre giovedì 7 maggio si esibirà il trio Anodic Breath. Infine, come detto, presso la sede di Gruppobea, giovedì 16 luglio si svolgerà l’evento conclusivo al quale parteciperà la formazione vincitrice della prima edizione di GBIM JAZZ Experience.

     
    GBIM JAZZ EXPERIENCE – PRIMA EDIZIONE
    Milano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026

    Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00
    DJANGOBOP VIBES – Bebop e swing manouche
    Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).

    Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00
    MARTHA J. & CHEBAT – Folk e jazz song
    Martha Chebat (voce), Francesco Chebat (Fender Rhodes).

    Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00
    ANODIC BREATH – Jazz elettroacustico ambient
    Vijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).

    Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
    FINALE E PREMIAZIONE

  • “Mezzanotte meno un quarto”: il nuovo romanzo di Daniela Stallo che riapre il dibattito sulla Legge 194

    La scrittrice tarantina di nascita e pisana d’adozione Daniela Stallo torna in libreria con il suo nuovo romanzo “Mezzanotte meno un quarto” (Ed. Coda di volpe, collana Amaranto), una vicenda personale e al contempo collettiva, cercando un responsabile dell’evento e dando voce a chi si muove tra le pieghe più oscure della legge 194. Una storia che scava, inquieta e chiede di non essere dimenticata.

    La protagonista è una direttrice di banca. Conduce una vita come tante. Si è da poco trasferita nella filiale del centro e una delle sue preoccupazioni principali è quella di schivare le domande scomode dei colleghi. In una sera d’inverno, mentre fuori la neve cade silenziosa e la caldaia è in blocco, si rifugia sotto le coperte per cercare un po’ di calore. Accarezzandosi la pancia, percepisce sotto le dita una crosticina che la trascinerà bruscamente nel passato. Quella “memoria” quasi impercettibile diventa la chiave d’accesso a un evento drammatico avvenuto anni prima. La protagonista racconta, tra cronaca e ricordi, due giorni intensi e claustrofobici nelle stanze di un ospedale che, nonostante il dolore dei pazienti, ogni mattina si riattiva inesorabilmente, tra la molteplicità di storie, volti sconosciuti, incontri grotteschi e procedure di una burocrazia spesso spietata.

    “Sono tante le ragioni per le quali ho scritto questo libro, un argomento scomodo, disturbante. Di certo per raccontare una storia, di scelte e di ricordi e di testimonianze raccolte. Il prodotto più naturale della scrittura è una storia – ha spiegato l’autrice.

    Ma da tempo avevo in mente di fare una denuncia, di muovere un’accusa vera e propria: questo libro è la cronaca di un’accusa. In un periodo in cui i vescovi installano e fanno suonare campane dei bambini non nati, in un momento di furto di leggi, di abrogazioni a sorpresa, modifiche notturne, manovre dei difensori di morale e patria.

    Voglio tentare una difesa di quelle leggi. Un atto politico in forma narrativa. Perciò ho messo Gramsci nell’esergo.

    E poi raccontare le donne senza figli, i luoghi comuni e per esplorare il limite on/off dentro la vita di ciascuno”.

    “Questo romanzo dice ciò che ancora troppo spesso viene taciuto e lo fa con una voce letteraria piena, matura, riconoscibile – ha commentato la casa editrice.

    È un libro che parte dal corpo e arriva alla storia collettiva: un racconto intimo che diventa politico senza mai essere programmatico. La memoria fisica, la maternità interrotta, il giudizio sociale, la famiglia, l’eredità emotiva e culturale si intrecciano in una narrazione che non cerca consolazione ma verità. E proprio per questo resta addosso al lettore”.

    Con uno sguardo tagliente e un umorismo graffiante, questo libro non ha l’obiettivo di coinvolgere il lettore nel sentimento di una maternità mancata, ma di dare voce a un’urgenza: raccontare un percorso occulto, spesso non sostenuto da personale accogliente, ma invece frettoloso, distratto, giudicante.

    Dati tecnici:

    Titolo: Mezzanotte meno un quarto

    Autrice: Daniela Stallo

    Editore: ‎ Coda di volpe

    Collana: Amaranto

    Pubblicazione: 29/01/2026

    Pagine: 120

    Prezzo: 15,00 Euro

    ISBN: 9791282028066

    Distributore: Libro Co. Italia

    Biografia:

    Daniela Stallo è nata a Taranto nel 1966. Giornalista pubblicista, ha scritto per quotidiani e settimanali di questioni politico-amministrative locali, di letteratura, cultura e tradizioni. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha esercitato la professione forense per un decennio. Attualmente vive a Pisa, dove insegna diritto nelle scuole superiori. Tra le sue pubblicazioni troviamo La città sul mare (Le Brumaie, 2011), Bruciati vivi (Arkadia, 2021), Winday (Armando, 2022). Nel 2024, il racconto La scelta, già pubblicato su una rivista online, è uscito nell’antologia 27 Racconti Raminghi (Libri dell’Arco). Cura il blog Libri, menù & altre cose di carta.


  • Atelier Musicale: pagine di Smetana, Shostakovič e Sollima  con il Trio Bedrich sabato 28 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano


    La formazione composta da Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello) e Filippo Piredda (pianoforte) sarà la protagonista del penultimo concerto stagionale della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio   

    MILANO – Dedicato al classico trio violino, violoncello e pianoforte, il penultimo concerto della XXXI edizione dell’Atelier Musicale presenterà, sabato 28 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano, una formazione di giovani virtuosi che si stanno rapidamente affermando sulla scena nazionale, interpreti di un programma che si configura come un viaggio nell’universo espressivo di autori di diverse epoche storiche: sul palco dell’auditorium Di Vittorio si esibirà, infatti, il Trio Bedrich, composto da Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello) e Filippo Piredda (pianoforte), che eseguirà musiche di Smetana, Shostakovič e Sollima (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro).
    Di Smetana, un protagonista della stagione delle scuole nazionali, fedele alla tradizione musicale boema, viene proposto il suo unico trio con pianoforte. Si tratta di un’opera energica e compatta, che nasconde una profonda riflessione interiore dovuta alla scomparsa prematura della figlioletta e che risente, nella scrittura, della poetica romantica. La composizione giovanile di Shostakovič (Trio per pianoforte No. 1 in Do minore, Op. 8) è, invece, scritta in un unico movimento, seppure variato al suo interno, ed esprime precocemente quell’inquietudine tipica del compositore russo, con momenti lirici ed altri aspri e corrosivi. Del tutto contemporanea, per la varietà di riferimenti e la maniera di esplorare la storia della musica, è la pagina di Giovanni Sollima, il cui eclettismo emerge in una serie di brevi racconti (Short Trio Stories), ispirati da Leonardo, Beethoven, Scarlatti e dal mondo gitano, che rendono la partitura cangiante e lontana da un’unità narrativa.
    I tre giovani esponenti del Trio Bedrich, impegnati in un programma originale per la scelta degli autori e per la ricerca di espressività differenti, fanno parte della nuova generazione di fuoriclasse che anima la scena interpretativa italiana. Nato nel 2023 in seno alla classe di musica da camera di Monica Cattarossi (artista spesso presente all’Atelier) al Conservatorio Verdi di Milano, questo trio ha già vinto diversi premi in concorsi nazionali e internazionali, sia come gruppo sia nei suoi singoli componenti, tutti diplomati con lode e menzione. La formazione ha poi intrapreso una carriera concertistica che l’ha portata a suonare in prestigiose sale italiane e straniere, in particolare in Germania e Svizzera. Attualmente prosegue il suo percorso di studio sotto la guida del Maestro Bruno Giuranna presso la prestigiosa Accademia Stauffer di Cremona e del Maestro Patrick Jüdt alla Hochschule der Künste, a Berna. Di recente, il trio è stato selezionato per entrare a far parte de Le Dimore del Quartetto. Siamo, quindi, di fronte a una formazione già ampiamente matura, in grado di proporre un repertorio di grande varietà espressiva in un concerto che merita l’attenzione del pubblico milanese perché presenta alcuni dei futuri protagonisti del mondo musicale nazionale.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 28 febbraio 2026, ore 17.30
    Trio Bedrich – Giovani talenti in concerto
    Premio del Conservatorio G. Verdi di Milano
    Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello), Filippo Piredda (pianoforte).
     
    Programma
    B. Smetana:
    Trio per pianoforte in Sol minore, Op. 15
    (Moderato assai/Allegro, ma non agitato/Finale: Presto);

    D. Shostakovič:
    Trio per pianoforte No. 1 in Do minore, Op. 8;

    G. Sollima:
    Short Trio Stories.

    Introduce Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro.
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.iteury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Sanremo 2026: Fabrizio Bosso ospite di Dargen D’Amico insieme a Pupo Venerdì 27 febbraio


    Venerdì 27 febbraio, nella serata delle cover del Festival di Sanremo, Fabrizio Bosso sarà ospite di Dargen D’Amico, insieme a Pupo, per interpretare il brano “Su di noi” sul palco del Teatro Ariston.

    Sono particolarmente emozionato di salire sul palco dell’Ariston questa volta. La scelta di Dargen di interpretare Su di noi insieme a Pupo – dichiara Fabrizio Bosso – è stata molto coraggiosa: veniamo tutti e tre da mondi musicali diversi. Ma la sfida è proprio questa, ed è per questo che ho accettato subito. Dovremo stare concentrati, ma allo stesso tempo ci divertiremo sicuramente.

    Sono sempre felice di partecipare a Sanremo. È anche un modo per portare un po’ di jazz al Festival.

    Quella del 2026 è la settima partecipazione a Sanremo per il trombettista di origini torinesi. Il debutto risale al 2003 con Sergio Cammariere con il brano Tutto quello che un uomo e poi ancora nel 2008 con L’amore non si spiega. Nel 2009 è al fianco di Simona Molinari per Egocentrica; nel 2011 accompagna Raphael Gualazzi in Follia d’Amore, brano vincitore nella categoria Giovani; nel 2012 suona con Nina Zilli in Per Sempre; nel 2013 torna accanto a Raphael Gualazzi per Senza Ritegno.

    Dopo la partecipazione al Festival, Fabrizio Bosso sarà impegnato nei numerosi concerti in tutta Italia e all’estero con il suo quartetto, in duo con il pianista Julian Oliver Mazzariello, con lo Spiritual Trio e con diverse alte formazioni.

    Tra gli appuntamenti più importanti, sabato 25 aprile inaugurerà il Torino Jazz Festival al Teatro Colosseo con “About Ten”; lunedì 25 maggio con il suo quartetto, e come ospite speciale la sassofonista Géraldine Laurent, al Teatro Comunale per il Vicenza Jazz Festival.


  • DALL’AUTRICE ROMANCE BESTSELLER CATHERINE BYBEE ARRIVA IN ITALIA “TUTTI I NOSTRI DOMANI”, UNA NUOVA PICCANTE SERIE CON UN MILIARDARIO RILUTTANTE, UN’EREDITÀ PIENA DI SEGRETI E UN’ASSISTENTE BRILLANTE IN GRADO DI ACCENDERE MOLTO PIÙ DEL SUO INTERESSE

    Indomitus Publishing è orgogliosa di annunciare il grande ritorno in Italia di Catherine Bybee, autrice amatissima che ha conquistato il cuore di milioni di lettrici in tutto il mondo con oltre 11 milioni di copie vendute globalmente e più di 100.000 copie solo nel nostro Paese.

    Dopo i trionfi delle serie “Not Quite” e “Creek Canyon”, oltre a numerosi altri romanzi di grandissimo successo, Catherine Bybee torna con una nuova, imperdibile saga: “Gli eredi”, di cui “Tutti i nostri domani” rappresenta il primo capitolo esplosivo.

    Quando Chase Stone scopre di aver ereditato l’impero miliardario del padre che l’ha sempre tenuto a distanza, la sua vita cambia per sempre. Lui, che ha sempre vissuto lontano dagli affari sporchi e dalle manipolazioni, si ritrova catapultato in un mondo dove il potere è tutto e i segreti letali. Come quello di un fratellastro misterioso che nessuno sapeva esistesse e che, assieme a sua sorella Alex, deve ora trovare per dividere l’eredità prima che la notizia diventi preda della stampa e, di conseguenza, uno scandalo.

    Piper Maddox era l’assistente fidata del signor Stone. Intelligente, determinata e con un cuore ferito, è stata licenziata poco prima della sua morte. E l’ultima cosa che vuole è tornare a lavorare per un altro uomo della famiglia Stone, anche se Chase è diverso: sincero, gentile e con uno sguardo che le entra dentro.

    Con la concreta possibilità di rimanere al verde, Piper è però costretta ad accettare … a patto che il lavoro non includa sorrisi seduttivi e attenzioni fuori contratto. Ma ogni sguardo tra loro brucia. Ogni sfida scatena la tensione. E ogni segreto che scoprono li avvicina al limite del punto di non ritorno. Perché in certi giochi di potere, l’attrazione può diventare pericolosa. O assolutamente inevitabile.

    “Già bestseller negli Stati Uniti (dove la serie ha ottenuto valutazioni altissime e un’accoglienza calorosissima da parte del pubblico), questo romance contemporaneo piccante è destinato a diventare il nuovo fenomeno per tutte le amanti del genere – ha commentato l’editore Davide Radice.

    Perfetto per chi adora le saghe di miliardari, le dinamiche enemy-to-lovers cariche di tensione e le storie di seconde possibilità che scaldano il cuore, ‘Tutti i nostri domani’ intreccia magistralmente potere, segreti familiari, attrazione proibita e sentimenti autentici.

    I fan di Catherine Bybee adorano la fluidità delle sue trame, la capacità di creare personaggi tridimensionali con legami profondi e fuori dal comune, e una scrittura elegante e coinvolgente che cattura dalla prima all’ultima pagina. Nell’edizione italiana, il testo è impreziosito dalla traduzione attenta e raffinata di Stefano Zaccuri, che conserva intatta la voce inconfondibile dell’autrice”.

    Un romance contemporaneo bollente, emozionante e moderno, che unisce la sensualità alla profondità emotiva: “Tutti i nostri domani” è il ritorno che tutte le lettrici italiane stavano aspettando. Pronte a scoprire gli eredi e a innamorarvi di loro?


    DATI TECNICI

    Autrice: Catherine Bybee

    Titolo: Tutti i nostri domani

    Casa editrice: Indomitus Publishing

    Data di pubblicazione: 19 febbraio 2026

    Costo: ebook € 6,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 19,99 in libreria e su tutti gli store online

    Pagine: 424

    Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/tutti-i-nostri-domani-catherine-bybee/

    BIOGRAFIA

    Catherine Bybee è un’autrice bestseller del Wall Street Journal, di Amazon, di Indie Reader, del New York Times e di USA Today. In totale, ha scritto più di quaranta libri molto amati, che hanno venduto complessivamente più di 11 milioni di copie nel mondo e sono stati tradotti in più di venti lingue.

    Cresciuta nello Stato di Washington, Catherine si è trasferita nella California meridionale nella speranza di diventare una star del cinema. Dopo essersi stufata di servire ai tavoli, è tornata a studiare e ha conseguito la qualifica di infermiera, trascorrendo gran parte della sua carriera nei pronto soccorso urbani. Ora scrive a tempo pieno.

    Per maggiori informazioni visitate https://catherinebybee.com/

    CASA EDITRICE

    Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.

  • Piano Olimpico a Milano: il concerto-preghiera Magnificat  con Badrya Razem, Giovanni Falzone e Roberto Olzer  mercoledì 25 febbraio nella chiesa di San Fedele 


    MILANO – Piano Olimpico è il fitto programma di eventi (concerti di classica, jazz e world music, spettacoli di danza, laboratori musicali ma non solo) organizzato dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, il centro nazionale di produzione della danza, in occasione di Milano Cortina 2026, in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti di Milano. Parte integrante del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che animerà Milano e la Valtellina prima, durante e dopo i Giochi invernali, Piano Olimpico farà di nuovo tappa nel capoluogo lombardo: mercoledì 25 febbraio, infatti, la chiesa di San Fedele, in piazza San Fedele ospiterà il Magnificat, concerto-preghiera che vedrà in scena la cantante Badrya Razem, il trombettista Giovanni Falzone (autore degli arrangiamenti) e l’organista Roberto Olzer. L’appuntamento è alle ore 21 e l’ingresso è libero con libera donazione.
    Com’è noto, il Magnificat è un cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché si è benignamente degnato di liberare il suo popolo. Per questo è conosciuto anche come cantico di Maria. Nella produzione originale di Musicamorfosi, il Magnificat è una sorta di implorazione in musica per la salvezza dei popoli del mondo, la pace e la fratellanza delle genti. Il tutto suonato, cantato e parlato in tre lingue: italiano, inglese e arabo, lingua madre della strepitosa cantante Badrya Razem, italiana (di Bari) di origine algerina. Il trio si completa con il co-protagonismo di due eccezionali interpreti, da anni “angeli custodi” delle nuove generazioni di jazzisti: Giovanni Falzone, nome di punta della scena italiana ed europea, e Roberto Olzer, musicista di formazione classica ma anche arrangiatore, organista e pianista eclettico (milita in numerose formazioni jazz e pop). A Badrya Razem è affidato il compito di “trovare” la voce di Maria, di cantare e invocare la pace, quella dell’anima, ma anche quella dei popoli. Magnificat si snoda da Pergolesi a Philip Glass, dalle parole del Vangelo musicate da monsignor Marco Frisina a quelle che Allen Ginsberg scrisse nel 1966, ai tempi della guerra in Vietnam, e che risuonano ancora così fortemente attuali, fino all’inno di Pace di Alice Coltrane.

    Il concerto è a sostegno delle attività dell’Associazione San Fedele Odv, ente del terzo settore che opera da molti anni in ambito sociosanitario per accogliere e assistere le persone più fragili, garantendo terapie a chi non può curarsi, sostenendo le persone senza dimora con un progetto sperimentale e cercando di promuovere per tutti piena integrazione ed autonomia. 

    Da segnalare, infine, l’evento-clou di Piano Olimpico, in programma venerdì 6 marzo nella Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi di Milano: il concerto Manga Mozart, protagonisti il trio jazz Freak Machine di Giovanni Falzone (con Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Tosi alla batteria), i Munedaiko, trio di tamburi sacri giapponesi formato da Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro, e la sezione fiati del collettivo monzese Sugarino Project.
    Più di un concerto, Manga Mozart (inizio live ore 20.45, ingresso 25 euro; prevendita online su www.vivaticket.com/it/ticket/manga-mozart/291721è un vero e proprio show in cui si staglia al centro la figura del grande compositore austriaco. Un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i suoi temi verranno riletti e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile. Veri nuovi standard che evidenziano l’anima, il “manga di Mozart”, svincolato da ogni convenzione e da ogni legame con il già sentito.

    Maggiori info online qui: www.musicamorfosi.it e assistenzasanitariasf.org


  • Torace: il nuovo singolo “Mary Dice” dal 27 febbraio in digitale

    Da venerdì 27 febbraio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “Mary Dice”, il nuovo singolo di Torace.

    “Mary Dice” è un brano che nasce in modo istintivo, ascoltando una vecchia registrazione di una linea melodica composta molto tempo prima dal cantautore, inizialmente priva di testo, fatta eccezione per un’unica parola ripetuta continuamente: Mary. Nonostante fosse un nome piuttosto comune in musica, ogni tentativo di sostituirlo risultava vano: più cercava di cambiarlo, più quel nome si imponeva nel testo. Così ha deciso di lasciarlo, accettando che fosse proprio “Mary”. La canzone racconta il viaggio di Mary che, con leggerezza e determinazione, prosegue il suo cammino affrontando le sfide della vita, scoprendo mondi interiori fino ad allora inesplorati. Mary rappresenta l’ispirazione stessa: quella forza che non permette di fermarsi e che, in un certo senso, guida la scrittura dei brani.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «“Mary Dice” è nata in modo istintivo, da una vecchia melodia che continuava a sussurrarmi un solo nome: Mary. Ho provato a cambiarlo, ma era come se volesse restare a tutti i costi. Mary per me è l’ispirazione, quella forza che mi spinge ad andare avanti e a trasformare le sfide in nuove scoperte interiori».

    Per il videoclip di “Mary Dice” la scelta visiva ricade sull’iconografia dei cartoni animati degli anni ’30 con un esplicito richiamo ai Fleischer Studios, al bianco e nero e alle atmosfere musicali intense, come omaggio ai grandi classici che alimentano da sempre la passione dell’artista per illustrazione e animazione. Inizialmente aveva pensato di utilizzare clip originali d’epoca, ma ha poi deciso di disegnare l’intera storia da zero, accettando la sfida e i tempi necessari per realizzarla.

    Il video ha richiesto un anno di lavoro e rappresenta la concretizzazione di un immaginario personale, ispirato ad un mondo che da quasi un secolo continua a influenzare e affascinare generazioni di artisti. 

    Guarda il videoclip su YouTube:  https://www.youtube.com/watch?v=NviSas1Jpcc

    Biografia

    David Picconi, in arte Torace, nasce a Roma nel 1994. Inizia il suo percorso musicale in giovane età approcciando al pianoforte ma soprattutto alla chitarra con cui inizia fin da subito a scrivere le sue prime cose. Durante gli anni del liceo forma un gruppo con il quale arrangia diversi brani sperimentando vari generi. Con loro entra nel circuito musicale alternativo salendo vari palchi della capitale e dintorni. Successivamente prosegue il suo percorso dedicandosi a linguaggi di scrittura differenti, tra cui la composizione di musiche per cortometraggi indipendenti e per una serie animata pubblicata su una piattaforma di streaming online.

    Attualmente si sta dedicando alla produzione di brani che riportano in primo piano la sua vena cantautorale.

    “Mary Dice” è il nuovo singolo di Torace disponibile sulle piattaforme digitali di streaming da venerdì 27 febbraio 2026. 

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