Blog

  • Tommaso Bebi, il manager Tech che dopo quasi vent’anni ha ripreso a cantare

    Per quasi vent’anni ha fatto quello che pensava di dover fare. Ha studiato, consolidato una carriera nel Tech, lavorato tra Roma e Milano, è diventato manager e padre. Nel frattempo, un album registrato da ragazzo è rimasto chiuso in un cassetto. Poi, a 38 anni, ha deciso che una vita adulta non deve necessariamente coincidere con una vita già decisa.

    Oggi, Tommaso Bebi, pubblica “Che fregatura!”, il suo nuovo singolo disponibile su tutti i digital store.

    Il titolo sembra annunciare una lamentela, ma la canzone fa esattamente il contrario.

    La storia di Tommaso Bebi è quella di un uomo che la ripartenza l’ha scelta davvero: per questo, settembre, nel brano non collima semplicemente con il ritorno dalle vacanze: diventa il momento in cui ci si accorge che qualcosa è finito e bisogna decidere se limitarsi a rimpiangerlo oppure usare quello spazio per cambiare direzione.

    Ci sono l’odore di salsedine che si impregna nei ricordi mentre si torna in ufficio, la campanella della scuola che nel testo finisce per suonare anche sul luogo di lavoro, i propositi che ricominciano puntualmente insieme alle abitudini che avevamo promesso di cambiare. Ma soprattutto, c’è quel particolare fastidio che si prova nel sentirsi con «metà corpo ancora in mare» e l resto perso tra la gente, riconsegnato senza preavviso alla quotidianità.

    Ma settembre riguarda un passaggio ben più ampio del calendario; perché non arriva soltanto dopo la fine di agosto, ma è la misura di tutte quelle volte in cui una stagione della nostra vita si chiude mentre non abbiamo ancora ben capito come entrare in quella successiva. Succede con un’estate, ma anche con un lavoro, un’età, una versione di noi stessi che fino a poco prima sembrava definitiva.

    Ed è proprio in questa terra di mezzo che “Che fregatura!” trova il suo habitat naturale: ciò che finisce lascia inevitabilmente qualcosa dietro di sé, ma apre anche uno spazio che prima non c’era.

    Uno spazio che troppo spesso ci affrettiamo a riempire, come se trovarsi davanti ad una pagina nuovamente bianca fosse qualcosa da temere. E invece, prima di intingere ancora una volta la penna nel calamaio della vita e ricominciare a scrivere frettolosamente nuovi capitoli, forse dovremmo concederci il tempo di capire quale storia vogliamo davvero mettere su quella pagina.

    E per Tommaso Bebi, figlio della generazione che ha fatto tutto “come si doveva”, quella cresciuta con l’idea che certe tappe andassero rispettate, quella pagina bianca è arrivata dopo anni trascorsi a scrivere soprattutto ciò che sembrava giusto scrivere: studio, lavoro, carriera, famiglia, responsabilità. La musica, invece, è rimasta a margine, come una frase iniziata e mai davvero conclusa.

    Classe 1988, nato a Poggibonsi (SI) e cresciuto ad Arezzo, conosce bene la distanza che può crearsi tra ciò che si desidera e ciò che, crescendo, si finisce per considerare prioritario. Durante gli anni universitari registra un intero album, “Solo un’utopia”. Non lo pubblicherà. Rimarrà lì, tra quei progetti che si rimandano prima a un momento migliore, poi a un’età diversa, infine a un futuro che rischia di non arrivare mai. Nel frattempo la sua vita prende un’altra direzione. Roma, Milano, il lavoro, una carriera manageriale nel settore tecnologico e i ritmi di un percorso professionale tracciato con continuità. Oggi Tommaso è direttore di una realtà Tech che integra intelligenza artificiale e componente umana nella gestione della comunicazione e dei processi aziendali. Un osservatorio professionale privilegiato su una tecnologia che sta ridisegnando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e produciamo contenuti.

    Eppure, proprio mentre l’intelligenza artificiale entra sempre più profondamente nel suo lavoro quotidiano, c’è qualcosa che Tommaso continua a tenere fuori da qualsiasi automatismo: la musica. Per anni, però, l’ha lasciata fuori anche dall’agenda.

    A cambiare qualcosa è stata la nascita della sua prima figlia.

    È in quel momento che la domanda “ho ancora tempo per farlo?” è diventata, nella sua mente, “perché continuo a non farlo?”.

    Da lì, il ritorno alla scrittura; un ritorno consapevole e lontano dal desiderio adolescenziale recuperato fuori tempo massimo, dal rifiuto della vita costruita fino a quel momento e dall’ennesima storia in cui qualcuno decide di abbandonare tutto per inseguire una promessa di successo.

    Tommaso non lascia il proprio lavoro, non rinnega la carriera e non cancella ciò che ha creato con tanta dedizione. Smette, semplicemente, di accettare che una sola parte della propria identità debba occupare tutto lo spazio disponibile.

    Perché esiste una generazione adulta che ha imparato molto bene a studiare, lavorare, produrre, assumersi responsabilità e rispettare scadenze, ma che a un certo punto comincia a interrogarsi sul prezzo pagato per mantenere in ordine ogni cosa.

    Ecco, Tommaso Bebi è l’uomo che a 38 anni ha cominciato a interrogarsi su quante versioni di sé aveva sacrificato alla vita adulta, e che sta raccontando musicalmente cosa succede quando si decide di recuperarle.

    Prima il singolo “37 e mezzo” – il cui titolo giocava sulla doppia lettura dell’età e dello stato febbrile, una sorta di temperatura simbolica capace di alterare per un momento la disciplina con cui un adulto impara a gestire e tenere insieme tutto -, poi una nuova partenza. Una presa di coscienza scaturita proprio dall’istante in cui il senso del dovere rischiava di trasformarsi in automatismo.

    Se il brano precedente rifletteva sulla necessità di rompere uno schema, con “Che fregatura!” Tommaso osserva ciò che accade dopo, perché ricominciare non significa necessariamente compiere un’azione clamorosa. Molto più spesso significa tornare nella stessa vita con uno sguardo completamente rinnovato.

    “Che fregatura!”, da questo punto di vista, infatti non è una canzone nostalgica sugli ultimi giorni di agosto, ma un brano che guarda alla fine come a un punto di ripartenza.

    La spiaggia, gli amori estivi, le amicizie nate tra gli ombrelloni, i falò, le feste in riva al mare e la libertà di giornate in cui il tempo non è scandito da cartellini da timbrare, riunioni e videocall, lasciano d’improvviso spazio al freddo, al cappotto sopra l’abbronzatura sbiadita, alla palestra che avremmo dovuto ricominciare, ai propositi e a un diario ancora bianco. Ma in mezzo a questo ritorno alla realtà, l’artista ci ricorda che «A cambiare è la tua vita, non la musica che hai in testa», ed è lì che la fregatura diventa “bella”.

    Perché quello che sembra soltanto un ritorno alla normalità contiene anche la possibilità di modificare qualcosa.

    Un nuovo incontro, un progetto rimandato, una decisione. Persino un altro errore. Perché non si tratta di riuscire sempre, ma di concedersi ancora la possibilità di tentare. Avendo più coraggio, e tenendo sempre a mente che crescere non significa smettere di cambiare.

    Forse è proprio questa porta sul cambiamento che “Che fregatura!” lascia aperta: non la promessa che ogni nuovo inizio andrà bene, ma la possibilità di non considerare definitiva una vita soltanto perché, fino a quel momento, in qualche modo, ha funzionato.

    Tommaso Bebi lo ha sperimentato a 38 anni, tornando a una passione, quella per la musica, che aveva lasciato in sospeso quasi vent’anni prima. E allora resta una domanda, forse la stessa che prima o poi dovremmo rivolgere anche a noi stessi: se oggi incontrasse il ragazzo che registrò l’album “Solo un’utopia” e poi decise di chiuderlo in un cassetto, che cosa gli direbbe?

    E soprattutto: che cosa diremmo noi alla versione di noi stessi che, anni fa, ha smesso di aspettarci?

  • “Per Te”: la ballata sull’amore eterno nel nuovo disco degli Anima Nera

    ANIMA NERA

    “La monotonia dei giorni comuni” 

    SEI SINGOLI E DUE INEDITI PER RACCONTARE UN NUOVO PERCORSO

    https://benext.lnk.to/monotonia

    Il nuovo album degli Anima Nera, intitolato “La monotonia dei giorni comuni”, rappresenta un punto di arrivo e, al tempo stesso, un nuovo inizio per la band.

    Il disco raccoglie sei singoli pubblicati negli ultimi anni, brani che hanno contribuito a definire e consolidare l’identità sonora del gruppo, affiancati da due tracce completamente inedite. Questi nuovi brani offrono uno sguardo più intimo sull’evoluzione artistica della band, ampliandone il percorso musicale senza tradirne l’essenza.

    Questo lavoro segna una tappa importante: da un lato riassume un periodo di intensa attività creativa, dall’altro apre la strada a nuove sonorità e prospettive, mantenendo intatto il carattere distintivo degli Anima Nera, fatto di atmosfere evocative, energia rock e influenze contemporanee.

    “La monotonia dei giorni comuni” si presenta così come un’opera che unisce passato e presente, offrendo un’esperienza d’ascolto coerente e completa: un album pensato sia per chi segue gli Anima Nera fin dagli esordi, sia per chi si avvicina per la prima volta al loro universo musicale.

    TRACKLIST

    MUSICA

    Uscito nel 2022 come singolo, la band ha scelto come brano di apertura questa versione radiofonica caratterizzata da un mixaggio diverso e più breve. Il brano si ispira a due delle gioie della vita: la musica e la femminilità. L’eclettismo distintivo degli Anima Nera appare anche in questo brano combinando sonorità genuinamente rock e istinti ritmici funk con accenni legati alla disco, con l’obiettivo di cantare tutta la sensualità che la musica sa regalare.

     

    DORIAN GRAY

    Uscito nel 2023, il pezzo  si pone come critica ad una tendenza ormai consolidata in questo secolo: la ricerca spasmodica di un ideale di bellezza che si rivela spesso irreale e soprattutto irraggiungibile. Come Dorian Gray nel capolavoro di Oscar Wilde che non voleva invecchiare, così l’uomo contemporaneo non solo cerca di combattere i segni del tempo sul proprio volto, ma anche e soprattutto sui social, luogo in cui la bellezza è imperativa. Filtri, trucchi e posizioni azzeccate cercano di nascondere chi siamo veramente, ma chi siamo dentro non cambierà mai.

    SE NON ADESSO QUANDO

    Inedito della band, il pezzo esce come accompagnamento all’uscita del disco. E’ una pop ballad con un ritornello che ci invita a non aspettare troppo nel prendere delle decisioni perché il tempo passa ed è necessario cogliere l’attimo. Nata pensando all’idea di “persona di cuore o di testa”,  il testo gioca su una discussione che non da frutti e rimanda le decisioni per la testardaggine di non ascoltare l’altro.

    CANI RANDAGI

    Il pezzo, pubblicato nel 2024, propone una profonda riflessione sull’umanità e l’empatia. Il brano è ispirato dalle tragiche vicende di cronaca dell’estate 2023, in cui alcuni clochard sono stati vittime di violenze assurde e gratuite; questo brano si trasforma in una denuncia potente sul disagio umano e sociale. Il singolo porta alla luce una realtà spesso ignorata e sottolinea l’importanza di non voltare lo sguardo di fronte alle ingiustizie e al dolore degli altri esseri umani. “Cani Randagi” non è solo una canzone, ma un messaggio di solidarietà e compassione per coloro che sono ai margini. Gli Anima Nera ci invitano a guardare oltre le apparenze e a tendere una mano a chi è meno fortunato di noi.

     

    PER TE

    “Per te” propone il significato di amore per sempre, di amore eterno, secondo il personale pensiero della band.

    Il brano è una melodiosa ballata in cui vengono riaperti vecchi ricordi e lontane memorie e lascia capire che quello che sembrava un sentimento dimenticato, in realtà era solo “messo in pausa”, assopito tra le lenzuola del tempo.

    Nasce così un brano spontaneo e dai sentimenti forti che racconta di come certe relazioni, pur non sapendolo, restano eterne, perché certe cose passano, mentre una canzone è per sempre.

     

    DEA

    In questa traccia gli Anima Nera  esplorano il lato più crudo e viscerale dell’amore. Un amore totalizzante, quasi tossico, che si consuma in fretta, al buio, come un rituale sacro che sfiora la follia. “Dea” racconta una relazione in cui i protagonisti si perdono l’uno nell’altra, fino ad ammalarsi di emozione e dipendenza reciproca. Una passione che brucia come un sacrificio divino, capace di trasfigurare corpo e mente, regalando attimi di paradiso e abissi di tormento. Il sound rock della band si fa veicolo perfetto per questo viaggio emotivo, cupo e potente, tra desiderio e redenzione.

    BAMBINA

    Uscito come singolo nel 2024 il pezzo celebra la semplicità e la magia di un gesto quotidiano come un sorriso. La band usa l’immagine di una “bambina” per trasmettere un messaggio universale sull’amore e la gioia che derivano dai momenti semplici della vita. Musicalmente, “Bambina” combina energia e ritmi vivaci con testi diretti, in perfetto equilibrio tra rock e cantautorato italiano, caratteristica distintiva della band.

     

    OMBRE ROSSE

    A chiudere il lavoro è il secondo inedito di questo album. La canzone porta in nuove sonorità e in uno stile nuovo. Il testo racconta di un percorso tra due persone che finisce improvvisamente e lascia dentro domande e dubbi. Musicalmente è un ritorno alle rock-ballad degli anni 70 con tinte prog. Musica e testo si uniscono in una mix che crea un atmosfera malinconica.

     

    Gli Anima Nera nascono ufficialmente nel 2013, formati da Massimiliano De Angeli (voce e chitarra), Stefano Speranza (chitarra solista), Lorenzo Piva (batteria e cori) e Fabio Lanaro (basso e cori). Fin dall’inizio, la band sceglie di dedicarsi esclusivamente alla musica originale, con l’intento di creare un suono autentico, che fosse frutto delle loro esperienze personali e collettive.

    Il progetto fonde il rock con la canzone d’autore italiana, dando vita a uno stile inconfondibile dove poesia urbana, testi sinceri e arrangiamenti diretti si incontrano in un sound energico e coinvolgente. Gli Anima Nera puntano sull’insieme, evitando virtuosismi e mettendo al centro la band e il messaggio emotivo dei brani.

    Nel 2017 pubblicano “Terzo Incomodo”, concept album che racconta la nascita e la trasformazione di un amore, mentre l’anno successivo esce “Amantide”, un viaggio introspettivo nell’emotività umana.

    Nel 2022 arriva il singolo “Musica”, un funky rock sensuale e ritmato dedicato alla femminilità, seguito da Dorian Gray (Sony, 2023), una riflessione moderna su apparenza, invecchiamento e immagine social.

    Il 2024 si conferma un anno prolifico con l’uscita di tre singoli per Universal Music Italia: “Cani Randagi”, un’intensa denuncia sociale contro l’emarginazione dei clochard; “Per Te”, ballata malinconica che racconta di un amore che torna nei ricordi; e “Bambina”, inno delicato all’importanza dei gesti semplici e dei sorrisi autentici.

    Nel 2025 pubblicano invece il singolo “Dea”.

    Nel 2026 esce il disco “LA MONOTONIA DEI GIORNI COMUNI” un progetto che unisce il percorso artistico più recente del gruppo a nuove produzioni inedite.

    Il disco è composto da sei singoli già pubblicati negli ultimi anni, che hanno contribuito a definire e consolidare l’identità sonora della band, affiancati da due brani completamente inediti, pensati per offrire al pubblico uno sguardo nuovo e più intimo sull’evoluzione musicale di Anima Nera.

     

    https://www.facebook.com/sorrymom.it

    https://www.instagram.com/sorrymom.it/

    https://www.sorrymom.it/

  • “Per Te”: la ballata sull’amore eterno nel nuovo disco degli Anima Nera

    ANIMA NERA

    “La monotonia dei giorni comuni” 

    SEI SINGOLI E DUE INEDITI PER RACCONTARE UN NUOVO PERCORSO

    https://benext.lnk.to/monotonia

    Il nuovo album degli Anima Nera, intitolato “La monotonia dei giorni comuni”, rappresenta un punto di arrivo e, al tempo stesso, un nuovo inizio per la band.

    Il disco raccoglie sei singoli pubblicati negli ultimi anni, brani che hanno contribuito a definire e consolidare l’identità sonora del gruppo, affiancati da due tracce completamente inedite. Questi nuovi brani offrono uno sguardo più intimo sull’evoluzione artistica della band, ampliandone il percorso musicale senza tradirne l’essenza.

    Questo lavoro segna una tappa importante: da un lato riassume un periodo di intensa attività creativa, dall’altro apre la strada a nuove sonorità e prospettive, mantenendo intatto il carattere distintivo degli Anima Nera, fatto di atmosfere evocative, energia rock e influenze contemporanee.

    “La monotonia dei giorni comuni” si presenta così come un’opera che unisce passato e presente, offrendo un’esperienza d’ascolto coerente e completa: un album pensato sia per chi segue gli Anima Nera fin dagli esordi, sia per chi si avvicina per la prima volta al loro universo musicale.

    TRACKLIST

    MUSICA

    Uscito nel 2022 come singolo, la band ha scelto come brano di apertura questa versione radiofonica caratterizzata da un mixaggio diverso e più breve. Il brano si ispira a due delle gioie della vita: la musica e la femminilità. L’eclettismo distintivo degli Anima Nera appare anche in questo brano combinando sonorità genuinamente rock e istinti ritmici funk con accenni legati alla disco, con l’obiettivo di cantare tutta la sensualità che la musica sa regalare.

     

    DORIAN GRAY

    Uscito nel 2023, il pezzo  si pone come critica ad una tendenza ormai consolidata in questo secolo: la ricerca spasmodica di un ideale di bellezza che si rivela spesso irreale e soprattutto irraggiungibile. Come Dorian Gray nel capolavoro di Oscar Wilde che non voleva invecchiare, così l’uomo contemporaneo non solo cerca di combattere i segni del tempo sul proprio volto, ma anche e soprattutto sui social, luogo in cui la bellezza è imperativa. Filtri, trucchi e posizioni azzeccate cercano di nascondere chi siamo veramente, ma chi siamo dentro non cambierà mai.

    SE NON ADESSO QUANDO

    Inedito della band, il pezzo esce come accompagnamento all’uscita del disco. E’ una pop ballad con un ritornello che ci invita a non aspettare troppo nel prendere delle decisioni perché il tempo passa ed è necessario cogliere l’attimo. Nata pensando all’idea di “persona di cuore o di testa”,  il testo gioca su una discussione che non da frutti e rimanda le decisioni per la testardaggine di non ascoltare l’altro.

    CANI RANDAGI

    Il pezzo, pubblicato nel 2024, propone una profonda riflessione sull’umanità e l’empatia. Il brano è ispirato dalle tragiche vicende di cronaca dell’estate 2023, in cui alcuni clochard sono stati vittime di violenze assurde e gratuite; questo brano si trasforma in una denuncia potente sul disagio umano e sociale. Il singolo porta alla luce una realtà spesso ignorata e sottolinea l’importanza di non voltare lo sguardo di fronte alle ingiustizie e al dolore degli altri esseri umani. “Cani Randagi” non è solo una canzone, ma un messaggio di solidarietà e compassione per coloro che sono ai margini. Gli Anima Nera ci invitano a guardare oltre le apparenze e a tendere una mano a chi è meno fortunato di noi.

     

    PER TE

    “Per te” propone il significato di amore per sempre, di amore eterno, secondo il personale pensiero della band.

    Il brano è una melodiosa ballata in cui vengono riaperti vecchi ricordi e lontane memorie e lascia capire che quello che sembrava un sentimento dimenticato, in realtà era solo “messo in pausa”, assopito tra le lenzuola del tempo.

    Nasce così un brano spontaneo e dai sentimenti forti che racconta di come certe relazioni, pur non sapendolo, restano eterne, perché certe cose passano, mentre una canzone è per sempre.

     

    DEA

    In questa traccia gli Anima Nera  esplorano il lato più crudo e viscerale dell’amore. Un amore totalizzante, quasi tossico, che si consuma in fretta, al buio, come un rituale sacro che sfiora la follia. “Dea” racconta una relazione in cui i protagonisti si perdono l’uno nell’altra, fino ad ammalarsi di emozione e dipendenza reciproca. Una passione che brucia come un sacrificio divino, capace di trasfigurare corpo e mente, regalando attimi di paradiso e abissi di tormento. Il sound rock della band si fa veicolo perfetto per questo viaggio emotivo, cupo e potente, tra desiderio e redenzione.

    BAMBINA

    Uscito come singolo nel 2024 il pezzo celebra la semplicità e la magia di un gesto quotidiano come un sorriso. La band usa l’immagine di una “bambina” per trasmettere un messaggio universale sull’amore e la gioia che derivano dai momenti semplici della vita. Musicalmente, “Bambina” combina energia e ritmi vivaci con testi diretti, in perfetto equilibrio tra rock e cantautorato italiano, caratteristica distintiva della band.

     

    OMBRE ROSSE

    A chiudere il lavoro è il secondo inedito di questo album. La canzone porta in nuove sonorità e in uno stile nuovo. Il testo racconta di un percorso tra due persone che finisce improvvisamente e lascia dentro domande e dubbi. Musicalmente è un ritorno alle rock-ballad degli anni 70 con tinte prog. Musica e testo si uniscono in una mix che crea un atmosfera malinconica.

     

    Gli Anima Nera nascono ufficialmente nel 2013, formati da Massimiliano De Angeli (voce e chitarra), Stefano Speranza (chitarra solista), Lorenzo Piva (batteria e cori) e Fabio Lanaro (basso e cori). Fin dall’inizio, la band sceglie di dedicarsi esclusivamente alla musica originale, con l’intento di creare un suono autentico, che fosse frutto delle loro esperienze personali e collettive.

    Il progetto fonde il rock con la canzone d’autore italiana, dando vita a uno stile inconfondibile dove poesia urbana, testi sinceri e arrangiamenti diretti si incontrano in un sound energico e coinvolgente. Gli Anima Nera puntano sull’insieme, evitando virtuosismi e mettendo al centro la band e il messaggio emotivo dei brani.

    Nel 2017 pubblicano “Terzo Incomodo”, concept album che racconta la nascita e la trasformazione di un amore, mentre l’anno successivo esce “Amantide”, un viaggio introspettivo nell’emotività umana.

    Nel 2022 arriva il singolo “Musica”, un funky rock sensuale e ritmato dedicato alla femminilità, seguito da Dorian Gray (Sony, 2023), una riflessione moderna su apparenza, invecchiamento e immagine social.

    Il 2024 si conferma un anno prolifico con l’uscita di tre singoli per Universal Music Italia: “Cani Randagi”, un’intensa denuncia sociale contro l’emarginazione dei clochard; “Per Te”, ballata malinconica che racconta di un amore che torna nei ricordi; e “Bambina”, inno delicato all’importanza dei gesti semplici e dei sorrisi autentici.

    Nel 2025 pubblicano invece il singolo “Dea”.

    Nel 2026 esce il disco “LA MONOTONIA DEI GIORNI COMUNI” un progetto che unisce il percorso artistico più recente del gruppo a nuove produzioni inedite.

    Il disco è composto da sei singoli già pubblicati negli ultimi anni, che hanno contribuito a definire e consolidare l’identità sonora della band, affiancati da due brani completamente inediti, pensati per offrire al pubblico uno sguardo nuovo e più intimo sull’evoluzione musicale di Anima Nera.

  • Il prof-cantante Alex Fusaro e I Fuori Classe: fuori ora il nuovo singolo “Giovane Holden”




    Dall’11 settembre 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “GIOVANE HOLDEN”, il nuovo singolo de I Fuori Classe & Alex Fusaro per The Saifam in collaborazione con la nuova società artistica Rock And Love.


    “GIOVANE HOLDEN” è un brano che fonde rock e rap, caratterizzato dall’alternanza tra strofe ritmiche rappate e ritornelli melodici, costruiti su un dialogo vocale tra gli studenti Anna Ferrari e Federico Micheloni e il Prof. Alex Fusaro. Ispirata al celebre romanzo di J.D. Salinger, la canzone affronta le tematiche del disagio adolescenziale, del senso di smarrimento e di inadeguatezza, dell’isolamento e della ricerca di una direzione, traducendo queste inquietudini in un’ambientazione urbana e lanciando un esplicito invito a non chiudersi nel silenzio e a chiedere aiuto di fronte alle difficoltà.

    Commenta il prof. Alex Fusaro a proposito del nuovo brano: «Ho incontrato tante volte, nel mio percorso di insegnante, ragazzi che si sentivano persi, in difficoltà o semplicemente incapaci di trovare il proprio posto. Il giovane Holden è un personaggio che, a distanza di decenni, continua a parlare proprio a loro. Con questo brano abbiamo voluto raccontare quella fragilità, ma senza fermarci al disagio: il messaggio che vogliamo lasciare è che ogni scelta conta, che si può sbagliare e che, soprattutto, non bisogna avere paura di chiedere aiuto. La musica può diventare un modo diverso per affrontare questi temi e per far sentire i ragazzi meno soli»

    Il videoclip di “Giovane Holden”, girato presso l’Istituto Don Bosco di Verona e prodotto da James D. Dawson (Dawson Films) in collaborazione con Rock And Love, ha vissuto un prestigioso debutto in anteprima durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Cornice dell’evento è stato lo spazio istituzionale della Regione del Veneto dedicato alle scuole, occasione in cui è stata presentata anche la web serie correlata “I Fuori Classe”, percorso a puntate che racconta il dietro le quinte, la genesi e gli sviluppi del progetto.


    I Fuori Classe & Alex Fusaro BIOGRAFIA
    Testo della canzone Giovane Holden di I Fuori Classe & Alex Fusaro

  • “Resto io” è il nuovo singolo di Nùvo

    Dall’11 settembre 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e rotazione radiofonica “Resto io”, il nuovo singolo di NÙVO.

    “Resto io” racconta il momento in cui, dopo la fine di un legame doloroso e un addio non detto, si smette di cercare l’altro e si torna a fare i conti con se stessi. Attraverso la solitudine e il silenzio, le promesse mancate e i ricordi diventano l’occasione per trasformare la fragilità in rinascita, arrivando alla consapevolezza di bastarsi e di ritrovarsi con una pelle nuova intorno al cuore.

    Il brano chiude il concept dei “3 BATTITI”, un percorso musicale costruito da Nùvo attraverso tre singoli consecutivi che compongono un’unica storia: “Resto io” ne costituisce il capitolo finale, l’epilogo intimo e liberatorio in cui il cerchio si chiude e ogni ferita trova finalmente il proprio senso e la propria pace.

    Dal punto di vista sonoro, il pezzo si muove nei territori di un pop contemporaneo, emotivo e atmosferico, caratterizzato da una produzione in costante crescendo che segue l’evoluzione del testo ed esalta l’intensità vocale e interpretativa di Nùvo.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “RESTO IO per me rappresenta un passaggio importante all’interno del progetto NÙVO, perché chiude il percorso che ho immaginato come 3 Battiti: tre canzoni, tre momenti differenti che, ascoltati in sequenza, raccontano un’unica storia. Con Tra le mie felpe ho dato inizio a questo racconto, con SALE l’ho portato avanti e con RESTO IO sento di arrivare alla sua naturale conclusione. È probabilmente il brano che più di tutti rappresenta il momento in cui si chiude un cerchio e si prende consapevolezza di ciò che rimane. Allo stesso tempo, però, lo considero anche un punto di passaggio verso quello che sarà il prossimo capitolo di NÙVO. Nei brani che verranno la componente dance avrà un ruolo sempre più centrale, riportandomi anche verso sonorità che hanno fatto parte del mio percorso musicale e che oggi sento il bisogno di reinterpretare con una nuova consapevolezza. Quello che non cambierà sarà il modo di raccontare: continuerò a partire da emozioni, storie e momenti di vita reale, cercando di trasformarli in qualcosa in cui le persone possano riconoscersi. Cambierà il battito, forse l’energia, ma non ciò che voglio far arrivare attraverso la musica. Per questo RESTO IO per me non rappresenta soltanto una fine: è il punto esatto in cui si chiude una storia e comincia a intravedersi la prossima.” 

    Il videoclip di “RESTO IO”, diretto da Giovanni Baracchi, è stato girato a Milano nell’arco di poche ore, dal tramonto fino alla notte, trasformando il cambiamento naturale della luce in parte integrante del racconto.

    NÙVO attraversa una dimensione urbana fatta di passerelle, architetture contemporanee, luci e spazi aperti, alternando momenti più narrativi a sequenze in cui l’interpretazione dell’artista diventa protagonista. La presenza di una figura femminile introduce il richiamo a un legame e a una storia che sembra appartenere tanto al presente quanto al ricordo.

    Con il calare della luce, anche l’atmosfera del videoclip cambia: Milano diventa più notturna, intima e sospesa, accompagnando visivamente il senso di solitudine e consapevolezza che attraversa il brano.

    La regia sceglie un linguaggio essenziale e cinematografico, lasciando che siano il movimento, gli sguardi e il rapporto tra NÙVO e la città a sostenere il racconto. Il risultato traduce in immagini il cuore di “RESTO IO”: il passaggio da ciò che è stato alla necessità di ritrovarsi, fino a rimanere di fronte a se stessi.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/w0pb6vRWOf4

    BIOGRAFIA

    Il percorso artistico di NÙVO affonda le sue radici nella musica classica: giovanissimo, all’età di 12 anni, inizia a studiare violino per diversi anni e sperimenta un breve approccio al canto lirico, costruendo così una solida formazione tradizionale. Verso i 16 anni si avvicina alla scrittura di brani e allo studio del canto moderno, esplorando l’universo delle sonorità dance e clubbing. Queste esperienze, maturate nel tempo all’interno di diversi progetti, lo conducono progressivamente verso un linguaggio pop contemporaneo e alla nascita della sua attuale identità artistica.

    Il suo immaginario sonoro attinge principalmente dal pop, dalla dance e dalla musica club internazionale: figure di riferimento come Lady Gaga, David Guetta e Avicii hanno segnato profondamente il suo approccio al ritmo e all’elettronica, insegnandogli a fondere immediatezza ed emozione pur mantenendo un ascolto sempre aperto a contaminazioni eterogenee.

    La musica di NÙVO racconta la vita mentre accade: relazioni, distanze, fragilità e cambiamenti. Senza barriere anagrafiche o di genere, le sue canzoni puntano a raggiungere un pubblico trasversale attraverso una connessione autentica. Alla base di questo ritorno c’è il desiderio di costruire un percorso credibile e duraturo, ma soprattutto una motivazione intima: mantenere una promessa fatta a se stesso molti anni fa.

    Dopo un periodo di pausa, il 2026 segna la ripartenza ufficiale del progetto con una nuova fase discografica, sviluppata insieme a un team affiatato composto da arrangiatore, videomaker e ufficio stampa. Il 27 marzo 2026 debutta con il singolo “Tra le mie felpe, seguito il 12 giugno da “SALE (poi arricchito a luglio da una versione remix). Il percorso culmina con “RESTO IO, capitolo conclusivo di “3 Battiti”, un ambizioso concept narrativo in cui tre singoli autonomi, ascoltati in sequenza, si uniscono per raccontare un’unica storia.

    “Resto io” è il nuovo singolo di Nùvo disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dall’11 settembre 2026.

    TikTok | Instagram | Spotify

  • “Un bacio di fortuna (Vol. 3)” è il nuovo EP di Anastasia Anniemore24, da oggi disponibile in digitale

    Dall’11 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming il terzo EP “Un bacio di fortuna”, terzo capitolo del progetto “30 brani per 30 voci”, dal quale è estratto il singolo in radio dal 18 settembre “Sirena” feat. Vanessa Berni. 

    Sirena” è un brano che racconta gli archetipi storici della figura femminile attraverso la mitologia della sirena e della rusálka, figura al contempo desiderata e demonizzata. La canzone mette in luce l’ambivalenza con cui la cultura patriarcale ha spesso interpretato la natura libera e indomabile della donna, trasformandola in una minaccia da additare o confinare in cliché come quelli della “femme fatale” o della “strega”.

    Il brano dialoga con una ricca tradizione iconografica, letteraria e musicale — dai dipinti di Klimt e Chagall alle opere di Dvořák e Wagner, fino alle pagine di Andersen e Nabokov. Tuttavia, “Sirena” reinterpreta questo immaginario in chiave contemporanea: al centro non c’è più l’ossessione maschile, ma la consapevolezza femminile e il riscatto della propria narrazione.

    Sul piano sonoro, il pezzo prende vita tramite la voce di Vanessa Berni, sorretta dall’arrangiamento di Anastasia e dalla produzione in studio di Fabio Vaccaro. La traccia costruisce un paesaggio sonoro cinematografico e fiabesco, combinando flauti etnici, effetti di ambiente, riverberi e un tocco rituale di arpa celtica.

    Un elemento centrale è il sound design plurilingue: l’inserimento di frammenti parlati e sussurrati in diverse lingue (incluso il russo, lingua madre dell’autrice) trasforma “Sirena” in un coro di identità femminili senza confini geografici.

    Il risultato è un ibrido musicale sofisticato che fonde ambient elettronico, suggestioni world e scrittura cantautorale. “Sirena” non si limita così a rievocare un mito classico, ma lo decostruisce e lo restituisce con forza dalla prospettiva di una donna che riprende il controllo della propria storia. 

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Sirena non è solo un brano, ma un punto di incontro tra biografia, caso e mito. Al centro c’è la condizione femminile moderna, esplorata attraverso archetipi storici come sirene e streghe. Il processo creativo ha seguito un approccio quasi cinematografico: prima la scrittura, poi la ricerca della voce ideale, trovata in Vanessa Berni. Il nostro primo contatto è stato un segnale del destino: quando Vanessa ha ricevuto la mia mail con la demo e i riferimenti artistici, stava leggendo proprio un libro sulle sirene. Nonostante non ci siamo mai incontrate di persona, tra noi si è creata un’intesa immediata. La produzione, realizzata al Pocketstudio da Fabio Vaccaro, ha mirato a un ambiente sonoro ipnotico. Una fase fondamentale è stata la registrazione delle voci d’ambiente: una sessione impegnativa in cui Vanessa ha inciso sussurri e risate per dare spessore al personaggio. Infine, l’inserimento di frammenti in più lingue, compreso il russo (lingua madre dell’autrice), incarna l’idea di un coro universale di donne. Sirena si rivela così un’opera collettiva e un dialogo a distanza capace di unire sensibilità e culture diverse in un’unica narrazione.” 

    Il videoclip di “Sirena” evoca le acque profonde e attinge all’iconografia classica — dal pericolo dei marinai all’astuzia di Odisseo — rileggendola attraverso primi piani emotivi e un linguaggio cinematografico moderno. Sospesa tra intimismo e teatralità, la sirena smette di essere un’ossessione subita per trasformarsi in un personaggio complesso e padrone della propria storia. 

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/EsX5S9x3kiA 

    “Un bacio di fortuna” – Volume 3 di Anastasia Anniemore24 prosegue un percorso che utilizza la canzone come linguaggio universale, valorizzando la lingua italiana come veicolo di accoglienza oltre ogni confine geografico.

    Al centro del lavoro c’è una scrittura poetica, chiara e accessibile, focalizzata su temi universali come l’attesa, il destino, la trasformazione interiore e il desiderio di luce. I brani, concepiti come piccoli atti autonomi di un mosaico emozionale, adottano sonorità pop ambient e pop cinematografico: atmosfere sospese e ricche di spazio che agiscono come una vera e propria colonna sonora delle vite umane.

    Le storie di Anastasia prendono vita attraverso l’incontro tra sensibilità e timbri differenti. Quattro voci italiane provenienti da varie regioni — Cecilia Quad, Bone, Vanessa Berni e Biko — affiancano Arthurium, un giovane studente siriano residente a Milano. La partecipazione di un interprete non madrelingua in un brano dal gusto pop cantautorale classico ma moderno incarna la natura stessa del progetto: dimostrare che l’italiano può diventare una lingua internazionale e condivisa.

    In questo dialogo tra tradizione e linguaggi contemporanei, Un bacio di fortuna – Volume 3 supera il dato biografico dell’autrice per offrire uno spazio di risonanza emotiva. Un’opera pensata per costruire ponti, dare voce all’inespresso e unire gli ascoltatori attorno alle fragilità e alle speranze che appartengono a tutti. 

    L’artista commenta così il terzo capitolo del suo progetto: “Nel terzo volume di Un bacio di fortuna – 30 inediti per 30 voci porto avanti una scelta precisa: rimettere la lingua italiana al centro, non solo per chi viene da fuori ma anche per chi è nato e cresciuto qui. La partecipazione di interpreti stranieri che cantano i miei brani in italiano, anche senza conoscere ancora bene la lingua, per me è la prova che l’italiano può essere una lingua internazionale, viva e accogliente, capace di parlare davvero a tutti. Allo stesso tempo questo progetto è un invito agli artisti italiani: in un momento in cui tanti usano l’inglese come strumento di ricerca di modernità del suono, io scelgo di sperimentare proprio in italiano. Questo volume è un laboratorio di generi e identità: con Bone, che di solito si muove nel punk, abbiamo esplorato il pop ambient; con Cecilia, che di solito applica l’approccio della scuola classica, abbiamo sperimentato il genere del synth pop. . Attorno a queste esperienze c’è una vera geografia umana: Vanessa Berni, Antonella Bacchini e Bone sono dalla Lombardia, Cecilia Quad dalla Toscana, Giovanni Ferranti dall’Abruzzo, Arthurium dalla Siria. La forza del progetto sta in questo lavoro corale: tante provenienze e caratteri diversi, tenuti insieme da una scrittura comune e da un’idea condivisa di cosa può essere oggi una canzone. Anche se abbiamo lavorato tutti a distanza, mi sono presa la responsabilità di tenere queste energie unite: gestire tempi, imprevisti, situazioni personali e umori è stata la parte più difficile, ma sapevo che il risultato ne valeva la pena. Un bacio di fortuna – Volume 3 per me è la dimostrazione che si può sperimentare con i generi, cercare un sound moderno e cinematografico e, allo stesso tempo, difendere la lingua italiana come luogo d’incontro, di ricerca e di futuro.” 

    TRACK-LIST:

    QUESTA NOTTE – Feat. Cecilia Quad

    IL CREPUSCOLO – Feat. Bone

    SIRENA – Feat. Vanessa Berni

    MAPPAMONDO – Feat. Biko

    IL POSTINO – Feat. Arthurium 

    BIO

    Anastasia Anniemore24 è un’autrice, produttrice e artista italo-bielorussa che pone al centro del suo lavoro la parola e l’emozione, grazie a una formazione in giornalismo televisivo e a una lunga esperienza tra scrittura, comunicazione e attività commerciale. Dopo gli studi alla Facoltà di Giornalismo dell’Università Statale di Minsk e un inizio di carriera nella redazione musicale televisiva, la situazione politica del suo Paese la spinge a trasferirsi in Italia. Qui ricomincia da zero, lavorando a lungo in altri settori prima di tornare alla sua vera vocazione: la scrittura e l’attività creativa visiva e musicale.

    In Italia inizia a scrivere prima poesie in russo e, successivamente, canzoni, costruendo melodie intorno alle parole e scoprendo nel testo il fulcro del suo processo creativo. Lo studio del pianoforte fin dall’infanzia nella scuola di musica, unito a una profonda passione per la lingua italiana, le permette di mettersi alla prova scrivendo direttamente in italiano, convinta che anche i generi musicali più sperimentali – come il pop elettronico, la club music o l’ambient – possano restituire una nuova centralità al significato dei testi, e non solo alla forma. Il suo primo singolo in italiano, “Quest’autunno”, pubblicato sulle piattaforme digitali con passaggi radiofonici in Italia e Svizzera, ha segnato il debutto in questo nuovo percorso autoriale e produttivo.

    La sua scrittura nasce dall’incontro tra la tradizione della canzone italiana e un orizzonte sonoro molto ampio. Tra i riferimenti storici cita Mina, Mia Martini, Pino Daniele, Zucchero, Lucio Dalla e i Matia Bazar; accanto a loro convivono Björk, Cher, Freddie Mercury, Jimi Hendrix, Cyndi Lauper, Pink, i Pink Floyd e l’Alan Parsons Project. Il suo ricchissimo bagaglio include il jazz (Miles Davis, Billie Holiday, Duke Ellington, Benny Goodman, Bill Evans, Chet Baker), un amore profondo per la musica classica (da Bach, Beethoven, Mahler, Wagner, Chopin, Mendelssohn e Schubert fino a Čajkovskij, Rachmaninov e Šostakovič) e la classica contemporanea di Federico Albanese, Anna Phoebe, Sofiane Pamart, Dustin O’Halloran, Sebastian Plano e Matteo Myderwyk, fino al suo autore di riferimento, Max Richter.

    Dall’esperienza del primo singolo prende vita il progetto “30 inediti per 30 voci / UN BACIO DI FORTUNA”, a cui Anastasia lavora in modo continuativo da febbraio 2025. In poco più di un anno concepisce, scrive e musica 30 brani originali in italiano, dando forma a un’opera che in molti consideravano quasi impossibile da realizzare in così poco tempo. Ogni canzone viene affidata a un solo interprete, in linea con il concept “1 brano – 1 voce”. Il cast coinvolge in gran parte artisti italiani ma anche internazionali; alcuni di loro non avevano mai inciso prima nulla in lingua italiana, inclusi artisti italiani che fino ad allora avevano pubblicato esclusivamente in inglese. Il progetto non vive solo nelle canzoni: i testi dei 30 brani sono raccolti in un libro intitolato “30 inediti per 30 voci – UN BACIO DI FORTUNA”, che riunisce le liriche e le informazioni su tutti gli artisti coinvolti nel percorso.

    I cantanti – 27 italiani provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia e 3 artisti stranieri – sono stati cercati e scelti online, soprattutto tramite i social, ascoltando, contattando e provando le voci in base al carattere e alla timbrica perfetta per ogni brano. Per la produzione musicale, Anastasia ha coinvolto tre studi differenti che imprimono ciascuno la propria visione sonora: Fabio Vaccaro, Mikor Studio e Giovanni Ferranti Music. Per la parte visiva si affida invece al lavoro di Lucilla Dosa per lo studio della copertina dell’album e a Paolo Stefanelli, grafico e artista che ha creato il suo logo, definendo così anche l’identità estetica del progetto.

    Trasformatasi in una vera e propria etichetta indipendente “tutto in uno”, Anastasia segue in prima persona tutte le fasi del processo creativo e produttivo: dalla scrittura dei testi e delle melodie agli arrangiamenti, dal talent scouting sui social al lavoro in studio con musicisti, produttori e cantanti, fino agli aspetti grafici, video e legali. Il progetto discografico prende forma in sei volumi da cinque brani ciascuno, pensati per uscire nell’arco di un anno. Il target della sua musica si rivolge principalmente a un pubblico adulto e giovane, sia femminile sia maschile, orientativamente tra i 25 e i 55 anni, con l’ambizione di parlare a chiunque si riconosca nelle storie raccontate, indipendentemente dall’età.

    In queste tracce convivono pop d’autore, elettronica, club music, dance pop, ambient pop, indie pop e atmosfere più intime. L’attenzione è costante verso temi universali come l’amore, la solitudine, le paure, i rapporti umani, la vita nelle grandi città, le crisi del presente, la ricerca di senso e la forza interiore: una sorta di psicologia musicale che invita chi ascolta a rispecchiarsi nei brani. Con la sua musica Anastasia punta a raccontare l’animo umano nel preciso momento storico in cui viviamo, fotografando il senso di smarrimento e di attesa di cambiamento, la fatica e il coraggio di cercare appoggio, la concentrazione delle forze interiori e il bisogno di significato dietro le cose.

    Il suo obiettivo professionale è posizionarsi come autrice di brani per altri artisti e, allo stesso tempo, continuare il proprio percorso come artista e produttrice, esplorando l’innovazione e i trend internazionali nella produzione senza perdere il legame con la tradizione della canzone italiana e con il gusto per la sperimentazione. Il suo sogno dichiarato è vedere sempre più brani cantati in italiano sul palcoscenico discografico internazionale, dimostrando con la propria strada che questa lingua può dialogare perfettamente alla pari con le grandi scene del pop mondiale.

    A maggio 2026 esce il primo EP del progetto “30 brani per 30 voci” e a luglio esce il secondo EP.

    “Un bacio di fortuna (Vol. 3)” è il nuovo EP di Anastasia Anniemore24 disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 settembre dal quale è estratto il nuovo singolo “Sirena” feat. Vanessa Berni in radio dal 18 settembre.

    Instagram  | YouTube  | TikTok  | Facebook


  • Red River, cinque musicisti veneti alla loro prima uscita con “Unchain Me”

    RED RIVER

    “Unchain Me”

    ASCOLTA “UNCHAIN ME”!

    https://orcd.co/redriver-unchainme

    UN BRANO SULLA DIPENDENZA E SUL BISOGNO DI SPEZZARE UN LEGAME

    “Unchain Me”, il nuovo singolo dei Red River, affronta il tema della dipendenza sentimentale e di quei legami dai quali, anche quando diventano fonte di sofferenza, può essere estremamente difficile allontanarsi.

    Il brano parte dalla dipendenza all’interno di una relazione, ma sceglie volutamente parole capaci di allargare il racconto a forme diverse di dipendenza. Il rapporto descritto nel testo può così diventare la rappresentazione di qualsiasi situazione in cui qualcosa o qualcuno finisce per assumere un controllo sempre maggiore sulla propria vita, fino a rendere complicato immaginare di poterne fare a meno.

    Un meccanismo che può riguardare una relazione affettiva, ma anche dipendenze come quelle legate all’alcol o alle droghe: situazioni differenti, accomunate dalla difficoltà di interrompere un rapporto che continua a esercitare la propria presa anche quando se ne riconoscono le conseguenze negative.

    Questa sensazione attraversa anche l’atmosfera di “Unchain Me”, caratterizzata da toni cupi e da una tensione che accompagna le strofe. È nel ritornello, però, che emerge un cambio di prospettiva. La voce narrante non vuole più rimanere prigioniera della propria condizione e manifesta il desiderio di spezzare ciò che la tiene legata.

    Il titolo stesso, “Unchain Me”, diventa così una richiesta di liberazione.

    Alla dimensione più oscura delle strofe si contrappone un messaggio di speranza: riconoscere una dipendenza e desiderare di uscirne può rappresentare il primo passo per riprendere il controllo della propria vita.

    I Red River sono una giovane rock band nata nel 2025 in provincia di Treviso dall’incontro di cinque musicisti accomunati dalla passione per il rock classico e il blues.

    Nonostante la giovane età, la band ha già definito un sound energico e diretto, in cui la potenza del rock incontra le sfumature più grezze e viscerali del blues.

    Alla base del progetto c’è soprattutto la voglia di suonare, sperimentare e divertirsi, senza seguire formule prestabilite. L’obiettivo dei Red River è infatti semplice: uscire dagli schemi e fare musica senza porsi limiti, seguendo ciò che li diverte e li rappresenta.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • Gli InsideUp e il coraggio di lasciare aperta una possibilità: fuori “Non vorrei che una parola”

    INSIDEUP

    “Non Vorrei che una Parola”

    ASCOLTA “NON VORREI CHE UNA PAROLA”!

    https://orcd.co/insideup-nonvorreicheunaparola

    UN INCONTRO BREVE, LA DISTANZA E UN SENTIMENTO CHE LASCIA IL SEGNO

    Ci sono incontri che durano poco, ma riescono comunque a lasciare un segno profondo.

    “Non vorrei che una parola”, il nuovo singolo degli InsideUp, nasce proprio dalla storia di due persone che si piacciono fin dal primo sguardo, ma che vivono troppo lontane per riuscire davvero a costruire qualcosa insieme.

    Il tempo trascorso insieme è breve, eppure per lei è sufficiente a far nascere un sentimento che continua a portarsi dentro anche dopo essersi salutati. Rimane così sospesa nell’attesa di un messaggio, aggrappata alla speranza che possa esserci ancora una possibilità. Dall’altra parte, invece, lui sembra riuscire ad andare avanti con maggiore facilità.

    “Non vorrei che una parola” racconta così il dolore di chi resta legato a un ricordo e a un’emozione che, nonostante la sua brevità, ha lasciato una traccia difficile da cancellare. Una storia fatta di distanza, aspettative e di quella diversa capacità che spesso hanno due persone di lasciarsi alle spalle ciò che hanno vissuto.

    Sul piano musicale, il brano si muove su sonorità pop rock, guidate dai riff di chitarra elettrica. L’intensità cresce gradualmente nel corso della canzone, fino ad arrivare a un ritornello finale esplosivo, che dà ancora più forza al racconto.

    “Non vorrei che una parola” germoglia nello spazio che rimane tra ciò che è successo e ciò che avrebbe potuto succedere. Gli InsideUp scelgono di non dare una risposta, lasciando aperta quella possibilità che, almeno per una delle due persone, non ha mai smesso davvero di esistere.

    InsideUp è una band pop rock nata a Roma nel 2021. Il progetto unisce l’energia del rock internazionale alle melodie del pop contemporaneo, con influenze che spaziano da Måneskin e Placebo a Coldplay e U2.

    La formazione è composta da cinque elementi: Angelica Barbati alla voce, Alexia Mersinaj a tastiera e cori, Alessandro Crescentini alla chitarra elettrica, Diego Barbati alla batteria e Maria Barbati al basso.

    I membri della band si conoscono tra i banchi di una scuola di musica, dove nasce una passione comune che li porta inizialmente a esibirsi dal vivo con un repertorio di cover. Nel 2021 decidono di trasformare quell’esperienza in un progetto originale: nascono così gli InsideUp, che iniziano a lavorare alla scrittura dei propri testi e delle proprie musiche.

    Nell’estate del 2025 la band entra per la prima volta in studio di registrazione, segnando un passaggio importante nel proprio percorso artistico. Da questa esperienza nasce il singolo d’esordio e prende forma una nuova fase del progetto, con l’obiettivo di portare avanti un sound personale e creare, attraverso le proprie canzoni, una connessione autentica con chi ascolta.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/

  • “Tommy&Lucy” è il nuovo singolo di Giulia

    Dall’11 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Tommy&Lucy”, il nuovo singolo di Giulia per Up Music.

    “Tommy&Lucy” è un’intensa ballad melodica che racconta la storia d’amore travagliata e profonda tra due giovani, Tommy e Lucy. La narrazione prende il via dal loro primo incontro casuale — o forse guidato dal destino — quando, ritrovandosi soli in mezzo alla folla, i loro sguardi si incrociano lasciando tutto il mondo fuori.

    I due protagonisti incarnano due mondi opposti che si attraggono in modo irresistibile. Lucy è una ragazza seria e inizialmente diffidente, spinta da un forte altruismo e dal desiderio di studiare per curare il mondo, motivo per cui è costretta a partire e a lasciarsi tutto alle spalle. Tommy, dall’aria misteriosa e con la pelle segnata dai tatuaggi, nasconde sotto una corazza di rabbia — che sfoga disegnando sui muri della città — un’anima fragile e «buona come il pane».

    L’intreccio dei loro percorsi dà vita a una relazione caratterizzata da presenze improvvise e assenze dolorose, accompagnata dal desiderio viscerale di scappare insieme verso il mare per trovarvi rifugio, lontano da tutto e senza fare rumore.

    La vicenda raggiunge il suo culmine drammatico quando la guerra travolge la città. Di fronte all’emergenza, i due giovani rivelano il proprio coraggio: Lucy ritorna per mettere la propria dedizione al servizio degli altri, mentre Tommy si spende in prima persona per salvare la sua gente, imprimendo sulla pelle un nuovo tatuaggio in memoria di quell’esperienza e di un legame che diventa così eterno. Tra immagini evocative e una forte carica emotiva, il brano si trasforma in un racconto cinematografico sulla crescita, sulla distanza e sulla forza indelebile dei sentimenti, dimostrando che l’amore vero sa resistere anche di fronte alle prove più dure della vita.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Questo brano tocca uno degli argomenti più profondi, l’amore. Argomento che nei miei brani mancava, la storia è molto attuale in quanto si parla anche di guerra, ed è per questo motivo che ci tengo molto all’ascolto del testo. Questo è un testo che racconta e si fa ascoltare e capire da chiunque”

    Il videoclip di “Tommy&Lucy” è strutturato su un suggestivo gioco di contrasti visivi, dividendosi tra ambienti luminosi e scenari d’ombra. Questa scelta registica riflette la psicologia e la complessa evoluzione dei due protagonisti, Tommy e Lucy, accompagnando visivamente le diverse fasi della vita e le prove emotive affrontate nel loro percorso.


    Guarda il videoclip su YouTube:
    https://www.youtube.com/watch?v=MQ5v3jeeudI 

    BIO

    Giulia è una persona timida e di poche parole, ma che riesce a far arrivare tutto ciò che sente attraverso la sua musica e la sua voce, arrivando esattamente laddove solo la musica può giungere.

    Canta da sempre: in casa è sempre stata circondata da artisti. Il nonno suonava la fisarmonica in televisione e conobbe la nonna proprio così, mentre lei cantava opera lirica. Anche la mamma canta e, insieme, si dedicano al teatro amatoriale. I suoi punti di riferimento musicali appartengono prevalentemente alla scena americana e inglese, con una forte ispirazione a grandi icone come Aretha Franklin e Beyoncé.

    Il suo percorso artistico ha preso il via 10 anni fa con la formazione di un trio femminile, a cui si sono successivamente aggiunti due ragazzi. Con la band ha partecipato a diversi contest, conquistando anche diverse vittorie. Nonostante il gruppo si sia poi sciolto, restano tre inediti pubblicati, tra cui spiccano “Scusa per tutto”, un brano dedicato alla Terra, e “Darker Side”, incentrato sul tema della salute mentale.

    Nella sua musica, Giulia punta da sempre a raccontare storie profonde e a proporre testi di forte spessore emotivo e narrativo.

    “Tommy&Lucy” è il nuovo singolo di Giulia per Up Music disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dall’ 11 settembre 2026.

    Instagram

  • “Santo subito” è il nuovo singolo di Gio DeCaprio

    Dall’11 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Santo subito”, il nuovo singolo di Gio DeCaprio per Jazzy Records.

    “Santo Subito” è un brano ironico, uno swing teatrale e disincantato, costruito come una satira sulla falsa moralità e sulle ipocrisie del mondo contemporaneo. Il protagonista osserva una società popolata da autorità, opportunisti, perbenisti e «uomini di buona volontà» che, però, sembrano introvabili.

    In questo scenario grottesco, che chiama in causa tutto l’armamentario del genere sacro — tra paradiso, inferno, diluvi e aureole —, il protagonista sceglie di non salire su alcun «battello» salvifico, rifiutando l’arca di Noè: resta dov’è, rivendicando con lucidità il diritto di non redimersi.

    Il suo rifiuto della santità diventa una forma di libertà, un modo per sottrarsi alla retorica del bene, alle convenzioni e alla banalità collettiva.

    Il senso del brano sta proprio in questa provocazione: meglio restare peccatori consapevoli che santi di facciata. Il sound jazz, con l’innesco shuffle della batteria, rende il tutto particolarmente leggero e giocoso.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Il brano è nato dalla osservazione di un certo tipo di personaggi che tutti abbiamo incontrato nella vita : coloro  che si sentono depositari della verità. Insomma quelli che sono santi ancora prima di passare all’ al di là.  Il santo è quello che ti dà i consigli non richiesti , che sa trovare sempre la chiosa banale in ogni situazione, che sa dove sta il bene dove sta il male.  E ci azzecca sempre ma dimentica una cosa : che senza trasgressione senza azzardo , che vita senza gusto sarebbe!”

    Nel videoclip di “Santo Subito” la satira del brano prende forma in un universo illustrato, colorato e surreale, popolato da autorità, perbenisti, opportunisti e improbabili aspiranti alla santità. Tra aureole, cerimonie, sorrisi di circostanza e un diluvio affrontato con sorprendente nonchalance, il protagonista osserva questo piccolo teatro dell’ipocrisia con sguardo beffardo e sceglie di restarne fuori. Non sale sul battello della salvezza collettiva: preferisce tenersi i propri peccati e la propria libertà. Il segno da comic animato e l’atmosfera giocosa accompagnano così lo swing del brano, trasformando la critica alla falsa moralità in una favola ironica e leggera. Il video è stato realizzato su piattaforma AI a partire da soggetto e sceneggiatura originali di Valentina e Roberta GramazioJazzy Records.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/PXuTFbb4P0U 

    Biografia

    Autore, pianista, cantante e narratore musicale nato in Campania nel 1962, Gio DeCaprio approda alla discografia attraverso un percorso non lineare, fatto di deviazioni, pause, ritorni e nuove consapevolezze. La sua è una storia costruita fuori dagli schemi convenzionali: un cammino maturato nel tempo, lontano da ogni urgenza generazionale, e proprio per questo segnato da una forte autenticità espressiva.

    Avvicinatosi al pianoforte da bambino, sviluppa negli anni un rapporto istintivo e autodidatta con lo strumento, nutrito dall’ascolto, dalla pratica e dal confronto con altri musicisti. Più che un interprete accademico, DeCaprio si ritrova nella figura del cantastorie, capace di trasformare in musica immagini, ricordi, personaggi e contraddizioni della vita quotidiana. Se negli anni ’80 vive alcune esperienze significative accanto al chitarrista jazz Nunzio Barraco frequentando ambienti stimolanti per la sua identità artistica, successivamente la vita lo porta lontano dai palcoscenici, impegnandolo prima in una multinazionale e poi nell’attività forense. È proprio dopo questa lunga parentesi che la musica torna a imporsi come un linguaggio necessario: non un semplice passatempo, ma uno spazio profondo di espressione, libertà e racconto.

    Il suo stile originale nasce dall’incontro tra la canzone d’autore italiana, il jazz, la musica brasiliana e spiccate suggestioni cinematografiche. Nelle sue composizioni convivono l’eleganza armonica, l’ironia, il senso della scena, l’attenzione per l’atmosfera e un gusto raffinato per la parola. Elementi capaci di aprire veri e propri mondi narrativi e luoghi sonori in cui si muovono personaggi, illusioni, fragilità, desideri di fuga e seconde possibilità.

    Il debutto ufficiale avviene con il singolo “Udinì”, registrato nel marzo 2025 presso gli Abbey Rocchi Studios di Roma con la produzione artistica di Dario Rosciglione, il mix di Enrico Solazzo e il supporto di un ensemble di grandi professionisti: Gio DeCaprio (pianoforte e voce), Dario Rosciglione (contrabbasso e basso elettrico), Amedeo Ariano (batteria), Max Filosi (sax), Enrico Solazzo (tastiere) e Juan Carlos Albelo Zamora (violino, armonica e flicorno).

    Pubblicato da Jazzy Records e distribuito da DistroKid, il brano è disponibile sulle piattaforme di streaming dal 27 maggio e in rotazione radiofonica dal 17 luglio. Il singolo inaugura la collaborazione con l’etichetta e con il team guidato da Valentina Gramazio, che ne cura l’identità, lo sviluppo strategico e la comunicazione, con l’obiettivo di portare la musica di DeCaprio oltre la dimensione locale e di consolidarne la presenza dal vivo.

    Ispirandosi all’immaginario di Houdini, “Udinì” si trasforma in una metafora musicale fatta di catene, chiavi, fughe, verità e finzione: una riflessione ironica ed evocativa sul bisogno umano di credere all’impossibile e sulla possibilità di liberarsi da ciò che trattiene.

    Pensato per un pubblico adulto e attento alla qualità interpretativa, al jazz, ai testi narrativi e alla musica autenticamente suonata – lontano dalle logiche del pop commerciale –, questo primo singolo anticipa la pubblicazione dell’album “Controtempo”, prevista per l’autunno 2025. Un titolo manifesto che racchiude perfettamente il senso dell’intera vicenda artistica di Gio DeCaprio: arrivare alla musica seguendo un tempo personale, non lineare e inatteso, ma profondamente necessario.

    “Santo subito” è il secondo singolo di Gio DeCaprio disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dall’11 settembre 2026.

    Facebook | Instagram  | YouTube