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  • Musica, design e cultura d’impresa:  a Milano, dal 12 marzo al 16 luglio,  è tempo di GBIM JAZZ Experience

    Il jazz dà voce alla materia ceramica con quattro eventi ideati e promossi da Gruppobea e Imola Ceramica per un’esperienza culturale contemporanea. I protagonisti del nuovo format sono i musicisti Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi, Jimmy Straniero, Martha e Francesco Chebat, Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra


    MILANO – Si chiama GBIM JAZZ Experience il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività grazie a un format inedito che intreccia architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa.

    Quattro gli eventi in programma a Milano per la prima edizione di GBIM JAZZ Experience: i primi tre concerti della rassegna avranno luogo presso Pro.Space, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti, in via Voghera 6, e saranno riservati a un pubblico selezionato di rappresentanti del mondo dell’architettura, del design e della cultura, mentre l’evento conclusivo si svolgerà presso lo showroom del Gruppobea, in via Toffetti 31.

    Il progetto prende forma dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, infaticabile organizzatore e animatore di eventi e stagioni musicali di rilievo nazionale (come l’AHUM Milano Jazz Festival). Per l’occasione, Ribatti, ha selezionato tre gruppi che si esibiranno il 12 marzo, il 9 aprile e il 7 maggio (il 16 luglio ci sarà l’appuntamento finale con la premiazione della band vincitrice): il trio DjangoBop Vibes (composto da Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi e Jimmy Straniero), con un repertorio ispirato al jazz manouche; il duo Martha J. & Chebat (Martha e Francesco Chebat) con un progetto che spazia tra folk e jazz song; infine, il trio Anodic Breath (Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Ogni formazione eseguirà i brani dal proprio repertorio e una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. La nuova traccia musicale tratterà la materia ceramica, rendendo udibile il visibile, in un gioco di rimandi formali e concettuali.

    Una giuria, composta da esperti del settore dell’architettura e del design – tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano – decreterà, al termine delle tre serate, il gruppo vincitore. GBIM JAZZ Experience si presenta quindi come un format ibrido: una rassegna musicale che culmina in una competizione. Tuttavia, tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.

    Il GBIM JAZZ Experience, inoltre, vedrà la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.

    Il primo gruppo che si esibirà sarà, giovedì 12 marzo (ore 19), il trio DjangoBop Vibes, che attualizza un repertorio ispirato al jazz manouche e agli standard della prima metà del Novecento. Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra) e Jimmy Straniero (contrabbasso) eseguiranno famose composizioni di Django Reinhardt, Duke Ellington e Fats Waller nonché una manciata di brani originali. Gabriele Boggio Ferraris è tra i principali esponenti del suo strumento in Italia. Ha pubblicato numerosi lavori discografici, sia come leader sia in collaborazione con figure di rilievo del jazz internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zahra, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e Maurizio Brunod. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano, tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario e Tonino de Sensi. Jimmy Straniero è tra i più interessanti talenti emergenti del contrabbasso. Nel 2013 ottiene una borsa di studio del Berklee College of Music di Boston durante i seminari di Umbria Jazz. Ha partecipato al tour italiano delle Vibrazioni e nel 2021 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti – Jazz. Nel 2022 è contrabbassista di Fred!, spettacolo teatrale con Roy Paci e Matthias Martelli, con cui partecipa anche a numerosi festival jazz nazionali.

    Giovedì 9 aprile sarà la volta del duo Martha J. & Chebat, mentre giovedì 7 maggio si esibirà il trio Anodic Breath. Infine, come detto, presso la sede di Gruppobea, giovedì 16 luglio si svolgerà l’evento conclusivo al quale parteciperà la formazione vincitrice della prima edizione di GBIM JAZZ Experience.

     
    GBIM JAZZ EXPERIENCE – PRIMA EDIZIONE
    Milano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026

    Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00
    DJANGOBOP VIBES – Bebop e swing manouche
    Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).

    Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00
    MARTHA J. & CHEBAT – Folk e jazz song
    Martha Chebat (voce), Francesco Chebat (Fender Rhodes).

    Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00
    ANODIC BREATH – Jazz elettroacustico ambient
    Vijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).

    Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
    FINALE E PREMIAZIONE

  • Atelier Musicale: pagine di Smetana, Shostakovič e Sollima  con il Trio Bedrich sabato 28 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano


    La formazione composta da Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello) e Filippo Piredda (pianoforte) sarà la protagonista del penultimo concerto stagionale della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio   

    MILANO – Dedicato al classico trio violino, violoncello e pianoforte, il penultimo concerto della XXXI edizione dell’Atelier Musicale presenterà, sabato 28 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano, una formazione di giovani virtuosi che si stanno rapidamente affermando sulla scena nazionale, interpreti di un programma che si configura come un viaggio nell’universo espressivo di autori di diverse epoche storiche: sul palco dell’auditorium Di Vittorio si esibirà, infatti, il Trio Bedrich, composto da Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello) e Filippo Piredda (pianoforte), che eseguirà musiche di Smetana, Shostakovič e Sollima (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro).
    Di Smetana, un protagonista della stagione delle scuole nazionali, fedele alla tradizione musicale boema, viene proposto il suo unico trio con pianoforte. Si tratta di un’opera energica e compatta, che nasconde una profonda riflessione interiore dovuta alla scomparsa prematura della figlioletta e che risente, nella scrittura, della poetica romantica. La composizione giovanile di Shostakovič (Trio per pianoforte No. 1 in Do minore, Op. 8) è, invece, scritta in un unico movimento, seppure variato al suo interno, ed esprime precocemente quell’inquietudine tipica del compositore russo, con momenti lirici ed altri aspri e corrosivi. Del tutto contemporanea, per la varietà di riferimenti e la maniera di esplorare la storia della musica, è la pagina di Giovanni Sollima, il cui eclettismo emerge in una serie di brevi racconti (Short Trio Stories), ispirati da Leonardo, Beethoven, Scarlatti e dal mondo gitano, che rendono la partitura cangiante e lontana da un’unità narrativa.
    I tre giovani esponenti del Trio Bedrich, impegnati in un programma originale per la scelta degli autori e per la ricerca di espressività differenti, fanno parte della nuova generazione di fuoriclasse che anima la scena interpretativa italiana. Nato nel 2023 in seno alla classe di musica da camera di Monica Cattarossi (artista spesso presente all’Atelier) al Conservatorio Verdi di Milano, questo trio ha già vinto diversi premi in concorsi nazionali e internazionali, sia come gruppo sia nei suoi singoli componenti, tutti diplomati con lode e menzione. La formazione ha poi intrapreso una carriera concertistica che l’ha portata a suonare in prestigiose sale italiane e straniere, in particolare in Germania e Svizzera. Attualmente prosegue il suo percorso di studio sotto la guida del Maestro Bruno Giuranna presso la prestigiosa Accademia Stauffer di Cremona e del Maestro Patrick Jüdt alla Hochschule der Künste, a Berna. Di recente, il trio è stato selezionato per entrare a far parte de Le Dimore del Quartetto. Siamo, quindi, di fronte a una formazione già ampiamente matura, in grado di proporre un repertorio di grande varietà espressiva in un concerto che merita l’attenzione del pubblico milanese perché presenta alcuni dei futuri protagonisti del mondo musicale nazionale.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 28 febbraio 2026, ore 17.30
    Trio Bedrich – Giovani talenti in concerto
    Premio del Conservatorio G. Verdi di Milano
    Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello), Filippo Piredda (pianoforte).
     
    Programma
    B. Smetana:
    Trio per pianoforte in Sol minore, Op. 15
    (Moderato assai/Allegro, ma non agitato/Finale: Presto);

    D. Shostakovič:
    Trio per pianoforte No. 1 in Do minore, Op. 8;

    G. Sollima:
    Short Trio Stories.

    Introduce Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro.
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.iteury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Piano Olimpico a Milano: il concerto-preghiera Magnificat  con Badrya Razem, Giovanni Falzone e Roberto Olzer  mercoledì 25 febbraio nella chiesa di San Fedele 


    MILANO – Piano Olimpico è il fitto programma di eventi (concerti di classica, jazz e world music, spettacoli di danza, laboratori musicali ma non solo) organizzato dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, il centro nazionale di produzione della danza, in occasione di Milano Cortina 2026, in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti di Milano. Parte integrante del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che animerà Milano e la Valtellina prima, durante e dopo i Giochi invernali, Piano Olimpico farà di nuovo tappa nel capoluogo lombardo: mercoledì 25 febbraio, infatti, la chiesa di San Fedele, in piazza San Fedele ospiterà il Magnificat, concerto-preghiera che vedrà in scena la cantante Badrya Razem, il trombettista Giovanni Falzone (autore degli arrangiamenti) e l’organista Roberto Olzer. L’appuntamento è alle ore 21 e l’ingresso è libero con libera donazione.
    Com’è noto, il Magnificat è un cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché si è benignamente degnato di liberare il suo popolo. Per questo è conosciuto anche come cantico di Maria. Nella produzione originale di Musicamorfosi, il Magnificat è una sorta di implorazione in musica per la salvezza dei popoli del mondo, la pace e la fratellanza delle genti. Il tutto suonato, cantato e parlato in tre lingue: italiano, inglese e arabo, lingua madre della strepitosa cantante Badrya Razem, italiana (di Bari) di origine algerina. Il trio si completa con il co-protagonismo di due eccezionali interpreti, da anni “angeli custodi” delle nuove generazioni di jazzisti: Giovanni Falzone, nome di punta della scena italiana ed europea, e Roberto Olzer, musicista di formazione classica ma anche arrangiatore, organista e pianista eclettico (milita in numerose formazioni jazz e pop). A Badrya Razem è affidato il compito di “trovare” la voce di Maria, di cantare e invocare la pace, quella dell’anima, ma anche quella dei popoli. Magnificat si snoda da Pergolesi a Philip Glass, dalle parole del Vangelo musicate da monsignor Marco Frisina a quelle che Allen Ginsberg scrisse nel 1966, ai tempi della guerra in Vietnam, e che risuonano ancora così fortemente attuali, fino all’inno di Pace di Alice Coltrane.

    Il concerto è a sostegno delle attività dell’Associazione San Fedele Odv, ente del terzo settore che opera da molti anni in ambito sociosanitario per accogliere e assistere le persone più fragili, garantendo terapie a chi non può curarsi, sostenendo le persone senza dimora con un progetto sperimentale e cercando di promuovere per tutti piena integrazione ed autonomia. 

    Da segnalare, infine, l’evento-clou di Piano Olimpico, in programma venerdì 6 marzo nella Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi di Milano: il concerto Manga Mozart, protagonisti il trio jazz Freak Machine di Giovanni Falzone (con Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Tosi alla batteria), i Munedaiko, trio di tamburi sacri giapponesi formato da Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro, e la sezione fiati del collettivo monzese Sugarino Project.
    Più di un concerto, Manga Mozart (inizio live ore 20.45, ingresso 25 euro; prevendita online su www.vivaticket.com/it/ticket/manga-mozart/291721è un vero e proprio show in cui si staglia al centro la figura del grande compositore austriaco. Un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i suoi temi verranno riletti e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile. Veri nuovi standard che evidenziano l’anima, il “manga di Mozart”, svincolato da ogni convenzione e da ogni legame con il già sentito.

    Maggiori info online qui: www.musicamorfosi.it e assistenzasanitariasf.org


  • Pagine di Copland, Berio, Schoenberg e Puccini con i jazzisti Tracanna, Zambrini, Mangialajo e D’Auria sabato 21 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano


    In prima esecuzione assoluta, l’Atelier Musicale ospita la performance di quattro protagonisti del jazz italiano che si confrontano con la musica di matrice eurocolta del Novecento 

    MILANO – La trasversalità del nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale, ovvero il concerto del quartetto composto da Tino Tracanna (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Francesco D’Auria (batteria) in programma sabato 21 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano, riflette in pieno la filosofia della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio: quattro noti jazzisti dalle vaste competenze guardano, dal loro punto di osservazione, ad altrettante personalità della storia musicale del secolo scorso (Copland, Berio, Schoenberg e Puccini), affrontandone la musica attraverso melodie o spunti tematici provenienti da alcune loro opere in un processo in cui intervengono l’improvvisazione e il classico interplay jazzistico.
    È, sostanzialmente, un incontro con il mondo musicale di matrice eurocolta che si propone di trovare spunti originali per la realizzazione della performance di tipo jazzistico. Del resto, il jazz ha sempre guardato al mondo europeo colto, molto di più di quanto, sporadicamente, abbiano fatto gli autori del Vecchio Continente nei suoi confronti e nell’ultimo trentennio questo processo è enormemente cresciuto, soprattutto in ambito europeo, ma anche in quello statunitense.
    Di Puccini, antesignano di linee armoniche influenti nel primo Novecento, Schoenberg, maestro dell’atonalità e della dodecafonia, Copland, che per nascita si trovava in contatto anche con il mondo musicale afroamericano, e di un maestro del secondo Novecento come Berio (curiosissimo del mondo musicale che lo circondava) vengono affrontate con leggerezza e piacevolezza d’ascolto pagine importanti e funzionali al progetto.
    Dei quattro protagonisti del concerto, Antonio Zambrini, pianista raffinato che non solo ha collaborato con grandi personalità della scena nazionale e internazionale del jazz ma che si è distinto anche come leader e compositore (alcuni suoi brani sono nel repertorio di molti jazzisti di fama, tra cui Stefano Bollani), è l’autore di tutti gli arrangiamenti. C’è poi Tino Tracanna, solista di assoluto rilievo, artista progettuale e figura di riferimento del panorama jazzistico nazionale, anch’egli compositore e band leader, oltre che membro del quartetto storico di Franco D’Andrea e del quintetto di Paolo Fresu. Tito Mangialajo Rantzer è un contrabbassista molto richiesto in diversi ambiti stilistici del jazz, da quelli più tradizionali alla scena radicale. Infine, Francesco D’Auria, batterista e percussionista, è un musicista eclettico, con una lunga carriera internazionale al fianco di importanti esponenti della scena del jazz europeo.
    La prima milanese di questo quartetto rappresenta, dunque, una proposta di ascolto assolutamente originale e fuori dagli schemi abituali di ascolto.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 21 febbraio 2026, ore 17.30
    Tracanna-Zambrini-Mangialajo-D’Auria
    Quattro tempi – La musica del Novecento
    Tino Tracanna (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Tito Mangialajo Rantzer     (contrabbasso), Francesco D’Auria (batteria).
     
    Programma
    A. Copland: Fanfara per l’uomo comune;
    A. Schoenberg: Valzer da un frammento strumentale dal Pierrot Lunaire;
    L. Berio: Folk Song n. 8;
    A. Copland: Tema da  Appalachian  Spring;
    G. Puccini: Un bel dì vedremo;
    L. Berio: Sequenza per clarinetto;
    G. Puccini: Coro a bocca chiusa dalla Madama Butterfly;
    A. Schoenberg: Marcia su un frammento strumentale dal Pierrot Lunaire;
    G. Puccini: E lucean le stelle.

    Arrangiamenti di Antonio Zambrini.
    Prima esecuzione a Milano.
    Introduce  Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi con la Big Band Jazz Company, Caterina Comeglio e i giovani finalisti del premio a lui dedicato domenica 22 febbraio al Blue Note di Milano


    Sul palco del jazz club milanese, i musicisti diretti da Gabriele Comeglio daranno una nuova veste ai brani più noti di Lelio Luttazzi, ma eseguiranno anche vere chicche tratte dal suo repertorio meno frequentato e alcuni inediti del grande artista triestino
    MILANO – Un concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi, uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese, ma anche presentatore, showman, attore e scrittore: è quanto accadrà domenica 22 febbraio al Blue Note di Milano, protagonisti la Big Band Jazz Company diretta dal sassofonista e compositore Gabriele Comeglio, la vocalist Caterina Comeglio e i finalisti dell’ultima edizione del Premio Lelio Luttazzi (tra cui il vincitore Giuseppe Blanco). Organizzato dalla Fondazione Lelio Luttazzi con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il concerto inizierà alle ore 20.30 (ingresso 25-30 euro; prevendita on line su www.bluenotemilano.com/evento/concerto-tributo-a-lelio-luttazzi-22-febbraio-2026-milano/).
    Spiega Gabriele Comeglio: «Il repertorio che eseguiremo al Blue Note includerà una manciata di chicche tratte dal repertorio meno frequentato di Lelio, che è stato un musicista e un direttore d’orchestra raffinato, comprese alcune musiche che la moglie Rossana Luttazzi ha recuperato dall’archivio Rai di Torino, rivisitate per l’occasione. Ci sarà anche qualche inedito come “La curiosità” (sulla partitura per pianoforte, coerente con il suo stile ironico, Lelio lo indicava come “fox-trottino” o “swingaccio”) ed anche “One more blues”, un brano che, pur avendo lo stesso titolo, è diverso dalla versione in trio del 1968 così come dalla versione in quartetto (con clarinetto) del recente album intitolato “30 anni di swing”».
    Da segnalare, inoltre, che ci sarà una collaborazione alle orchestrazioni da parte degli studenti dei corsi di arrangiamento del CPM di Milano. Gli spettatori assisteranno, quindi, a un concerto di vere e proprie prime esecuzioni: «Il merito è sempre di Rossana Luttazzi – continua Comeglio – che ha pazientemente cercato, sia nell’archivio di Lelio sia attraverso altre fonti, pagine musicali di grande valore ma sfuggite all’attenzione generale e anche un po’ oscurate dalla grande quantità di brani celebri che popolano il repertorio luttazziano». 
    Gli fa eco Rossana Luttazzi: «Si tratta di composizioni che meritano di essere conosciute dal pubblico e che ora trovano nuova vita grazie alla penna di Gabriele Comeglio, uno dei più apprezzati arrangiatori della scena italiana, che ha studiato approfonditamente i manoscritti di Lelio. E sapere che questa musica verrà eseguita da una big band come la Jazz Company non può che farmi enorme piacere».
    Com’è noto, Lelio Luttazzi ha contribuito a fare la storia del cinema, della radio e della televisione in Italia. È stato uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese, regalando alle big band partiture raffinate ed eleganti, spesso  ispirate alla tradizione americana, con un linguaggio sofisticato e irresistibile. Sua moglie Rossana è presidente della Fondazione Lelio Luttazzi, istituita nel 2010 con l’obiettivo di promuovere la cultura, l’educazione e la formazione musicale: «Grazie al Premio che porta il nome di mio marito ci proponiamo di scoprire e sostenere i nuovi talenti della musica italiana, in particolare i giovani autori pianisti jazz. I vincitori delle passate edizioni, da Manuel Magrini a Danilo Tarso, da Seby Burgio a Thomas Umbaca, da Vittorio Esposito a Giovanni Blanco, sono oggi tra i protagonisti della scena jazz nazionale».

    La Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio è una delle più longeve formazioni italiane, con all’attivo oltre 500 concerti in Italia e all’estero e collaborazioni prestigiose con artisti di livello internazionale (Bob Mintzer, Dee Dee Bridgewater, Lee Konitz e moltissimi altri).
    Cantante e compositrice, Caterina Comeglio si è formata in ambito jazz prima al Trinity College di Londra e poi al Leeds College of Music. Fin da giovanissima ha condiviso il palco con artisti quali Bob Mintzer, Pee Wee Ellis, Franco Ambrosetti, Sarah Jane Morris, Massimo Lopez e Mika. Si è esibita in prestigiosi festival e rassegne (Bergamo Jazz Festival, Trieste Loves Jazz, Jazz Ascona, Notte di Note e Bucharest International Jazz Competition). Nel 2019 si è aggiudicata il Premio Lelio Luttazzi, nella categoria Cantautori, con il suo primo brano inedito intitolato Scheletri a ballare.
  • Elena Andreoli quartet e Paolo Tomelleri a tutto swing domenica 15 febbraio allo Spirit de Milan


    I musicisti eseguiranno alcuni brani dell’album “Beautiful Love”, firmato dalla cantante Elena Andreoli e dal clarinettista Paolo Tomelleri: un percorso nella Golden Era dello swing, con un’attenzione particolare alle composizioni di Duke Ellington e Irving Berlin. In scaletta anche alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti 

     
     

    MILANO – È in programma domenica 15 febbraio allo Spirit de Milan (inizio live ore 18.30, ingresso libero) il concerto del quartetto della vocalist Elena Andreoli (con Stefano Pennini al pianoforte, Raffaele Romano al contrabbasso e Alberto Traverso alla batteria) e del grande clarinettista Paolo Tomelleri, decano del jazz italiano.
    Nel locale di via Bovisasca 59, i musicisti proporranno alcuni brani tratti dall’album Beautiful Love di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri, uscito lo scorso autunno e presentato al Teatro degli Arcimboldi durante il festival JAZZMI: un percorso nella Golden Era dello swing, con un’attenzione particolare ai brani intramontabili di Duke Ellington e Irving Berlin. Non mancheranno neppure alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Spiega Elena Andreoli, autrice jazz e cantante capace di mescolare in modo personale e convincente swing, blues, ragtime, bebop ed early jazz: «Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo, fresco e potente. Abbiamo rielaborato il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta con energia e libertà, pur nel rispetto della tradizione. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati, dando particolare importanza alle parole delle canzoni».

    È un periodo ricco di impegni e appuntamenti quello che sta vivendo la cantante milanese: dopo il concerto allo Spirit de Milan, infatti, Elena Andreoli sarà per due volte protagonista sui palchi itineranti del festival Dolomiti Ski Jazz, la manifestazione che da trent’anni porta la musica in alta quota, sulle Dolomiti trentine delle valli di Fiemme, Cembra e Fassa, direttamente sulle piste da sci. Elena si esibirà con il Trio Manouche in un omaggio al grande Django Reinhardt, insieme ai chitarristi Yann Maréchal e Davide Parisi, lunedì 9 marzo (ore 14) al Rifugio Fuciade, al Passo S. Pellegrino, in Val di Fassa, e martedì 10 (sempre alle ore 14) allo Chalet Caserina, in località Pampeago-Tesero, in Val di Fiemme.

    Il mese successivo, inoltre, Andreoli volerà in Giappone per la prima tournée internazionale di Beautiful Love. Tre le date in programma: il 7 aprile a Yokohama, l’8 a Tokyo e il 10 a Osaka.
    Non solo: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento, la  vocalist milanese sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Da segnalare, infine, che proprio con il trombonista bergamasco e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato, come autrice, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante), presto sul grande schermo.
  • Atelier Musicale: il quintetto del trombettista Marco Mariani omaggia Miles Davis sabato 7 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano

    La formazione guidata da Marco Mariani, con Rudi Manzoli  al sax tenore,  Samuele Lindo al pianoforte e alle tastiere, Margherita Carbonell al contrabbasso e Daniele Delfino alla batteria, sarà protagonista di un tributo al grande trombettista americano, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita   

    MILANO – Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Miles Davis, figura chiave nella storia del jazz e della musica del Novecento, nato ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio 1926. A questo straordinario artista dedica il suo nuovo progetto Marco Mariani, che nel suo percorso musicale ha già realizzato progetti originali anche su altre grandi personalità della tromba e della composizione jazz quali Kenny Wheeler e Wynton Marsalis.
    La novità di questo tributo, in programma sabato 7 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano nell’ambito dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa di 5/10 euro), è dovuta al fatto che i riferimenti, con due significative eccezioni, sono i brani registrati da Davis con il suo secondo quintetto, quello con Shorter, Hancock, Carter e Williams, formazione iconica della storia jazzistica che portò la concezione modale a un punto estremo di realizzazione. Gli altri due brani sono, invece, Teo (legato alla fase di transizione tra il primo e il secondo quintetto) e il celeberrimo Sanctuary, d’impronta funk-jazz. 
    Quella del quintetto del trombettista Marco Mariani è una proposta originale per far rivivere oggi pagine importanti e poco esplorate della storia del jazz degli anni Sessanta. Mariani si è diplomato sia in tromba classica sia in jazz ed è solista della Civica Jazz Band di Enrico Intra, della Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò, della Montecarlo Night di Nick The Nightfly e della Swing Band di Paolo Tomelleri, oltre a dirigere da anni il Bocconi Jazz Business Unit dell’Università Bocconi, con il quale ha partecipato a importanti rassegne e realizzato progetti speciali sul rock progressivo, sulla musica per film e su quella di Kenny Wheeler. Docente ai Civici Corsi di Jazz (di cui fu studente), ha scritto con Emilio Soana tre metodi didattici per tromba jazz ed è un musicista che unisce alla profonda conoscenza del moderno trombettismo jazzistico la predilezione per il Miles Davis elettrico e per l’improvvisazione radicale nell’ambito della noise music.
    Anche i musicisti con cui si presenta all’Atelier sono tutti  legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano, a cominciare da Rudi Manzoli (prima studente e oggi docente  della prestigiosa scuola  milanese), tenorista di esperienza e di vasta conoscenza linguistica. Diplomati ai Civici Corsi di Jazz sono pure la contrabbassista Margherita Carbonell, anch’essa con la  doppia preparazione classica e jazzistica, già partner di Enrico Intra in ambito concertistico e discografico, e il batterista Daniele Delfino, nuova realtà del drumming italiano. In fase di diploma al biennio di specializzazione è, invece, il pianista Samuele Lindo.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 7 febbraio 2026, ore 17.30
    Marco Mariani Quintet – Cent’anni di Miles Davis
    Marco Mariani (tromba), Rudi Manzoli (sax tenore), Samuele Lindo (pianoforte e tastiere), Margherita Carbonell (contrabbasso), Daniele Delfino (batteria).
     
    Programma
    M. Davis: Teo;
    W. Shorter: Orbits;
    M. Davis/R. Carter: Mood;
    W. Shorter: Nefertiti;
    M. Davis/R. Carter: Eighty One;
    W. Shorter: Sanctuary.

    Prima esecuzione assoluta.

    Introduce Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Dal 3 al 24 febbraio “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano con Boggio Ferraris, Parisi, Straniero, Rusnak, il trio Aeronauts e la Panorchestra di Tino Tracanna


     
    Tornano, ogni settimana, gli appuntamenti con la musica dal vivo sul palco del Cuccagna Jazz Club presso il ristorante un posto a Milano

    MILANO – Saranno quattro, nel mese di febbraio, gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è sempre quella del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
    Il primo concerto del mese è in programma martedì 3 febbraio e sarà all’insegna del jazz manouche, protagonisti il vibrafonista Gabriele Boggio Ferarris, il chitarrista Davide Parisi e il contrabbassista Jimmy Straniero. Il repertorio di questo trio nasce dalla passione comune per Django Reinhardt, di cui verranno proposti alcuni grandi classici come Minor Swing ma anche brani meno conosciuti del celebre chitarrista gitano. Boggio Ferraris, Parisi e Straniero esploreranno anche altri mondi sonori, sempre di matrice jazzistica, attingendo dagli standard americani di autori come Thelonious Monk e Charlie Parker. Non mancheranno, infine, alcune composizioni originali dei tre musicisti. Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zara, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario, Tonino de Sensi ma non solo.

    Martedì 10 febbraio spazio al quartetto del contrabbassista polacco Jaromir Rusnak, che propone un jazz moderno fatto di composizioni originali che uniscono struttura e improvvisazione, con un linguaggio contemporaneo e aperto alle influenze europee. Il leader sarà affiancato dal sassofonista Jossy Botte, dal pianista Giuseppe Blanco e dal batterista Andrea Lo Palo. Il suono coeso del gruppo, nato nel 2021 e già con tre album all’attivo (due anni fa il quartetto si è aggiudicato il Premio del Conservatorio di Milano), è il risultato di una forte intesa musicale.

    La settimana successiva, martedì 17 febbraio, si esibirà il trio Aeronauts composto da Francesco Sensi (chitarra), Frank Masetti (basso elettrico) e Riccardo Marchese (batteria): alla Cascina Cuccagna i tre giovani musicisti presenteranno Automata, il loro album d’esordio, uscito lo scorso anno per l’etichetta Filibusta Records. Il jazz moderno del gruppo è aperto alle contaminazioni con altri generi musicali, a cominciare dal pop e dal rock. Il risultato è un suono coinvolgente, ricco e robusto. Le composizioni originali di Automata sono state lodate dalla critica specializzata: «Gli Aeronauts suonano una musica fisica e malinconica nello stesso tempo, animata da una nervosa elettricità che tuttavia non soverchia il tratto gentile dell’emozione con cui riescono a far partecipe l’ascoltatore».

    Infine, per l’ultimo concerto del mese, martedì 24 febbraio riflettori puntati sulla Panorchestra diretta dal sassofonista e compositore Tino Tracanna, nome di primo piano della scena jazz italiana. Formazione che fa della trasversalità, dell’improvvisazione e della ricerca la sua cifra stilistica, la Panorchestra è un’estensione del collaudato quartetto Double Cut di Tracanna con il sassofonista Massimiliano Milesi, il contrabbassista Giulio Corini e il batterista Filippo Sala. A questi quattro musicisti si aggiungono Paolo Malacarne alla tromba, Andrea Andreoli al trombone, Gianluca Zanello al sax contralto e Federico Calcagno ai clarinetti, che completano il gruppo condividendone pienamente l’estetica. L’aspetto che più di altri colpisce nel sound della Panorchestra è la marcata tensione che caratterizza i brani, costruiti su solide e propulsive basi ritmiche con arrangiamenti e assoli che si fondono con coerenza. Qua e là si notano assonanze con le avanguardie storiche afroamericane e le sue diramazioni, che fanno di questo ensemble una formazione felicemente in bilico tra contemporary mainstream e free jazz.

    CUCCAGNA JAZZ CLUB – IL RITO DEL JAZZ
    Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
    Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it

    I CONCERTO DI FEBBRAIO 2026 
    Martedì 3 febbraio h. 19.30 e 21.30  
    JAZZ MANOUCHE
    Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono
    Davide Parisi, chitarra
    Jimmy Straniero, contrabbasso

    Martedì 10 febbraio h. 19.30 e 21.30
    JAROMIR RUSNAK QUARTET 
    Jossy Botte, sax tenore
    Giuseppe Blanco, pianoforte
    Jaromir Rusnak, contrabbasso
    Andrea Lo Palo, batteria

    Martedì 17 febbraio h. 19.30 e 21.30
    AERONAUTS 
    Francesco Sensi, chitarra
    Frank Masetti, basso elettrico
    Riccardo Marchese, batteria

    Martedì 24 febbraio h. 19.30 e 21.30
    PANORCHESTRA
    Tino Tracanna, sax soprano e tenore, composizioni e arrangiamenti
    Massimiliano Milesi, sax tenore, composizioni e arrangiamenti
    Andrea Andreoli, trombone
    Gianluca Zanello, sax alto
    Paolo Malacarne, tromba
    Federico Calcagno, clarinetto e clarinetto basso
    Giulio Corini, contrabbasso
    Filippo Sala, batteria
  • Piano Olimpico: il concerto Piazzolla loves Gershwin lunedì 2 febbraio al Volvo Studio Milano


    Tango e jazz: alcuni dei brani più famosi dei due grandi compositori americani si mescoleranno nella performance che vedrà protagonisti l’Orchestra Canova, la cantante Paola Fernandez Dell’Erba e il fisarmonicista Nadio Marenco. 

    Ingresso libero al concerto con prenotazione online

    MILANO – Piano Olimpico, il fitto programma di eventi (concerti di classica, jazz e world music, spettacoli di danza, laboratori musicali ma non solo) organizzato dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, il centro nazionale di produzione della danza, che concorre alla formazione del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che animerà Milano e la Valtellina prima, durante e dopo i Giochi Olimpici invernali, farà di nuovo tappa nel capoluogo lombardo: lunedì 2 febbraio, il Volvo Studio Milano (viale della Liberazione angolo via Melchiorre Gioia, ore 19.30, ingresso libero con prenotazione online su https://tinyurl.com/369xnk3h) ospiterà il concerto intitolato Piazzolla loves Gershwin, protagonisti l’Orchestra da Camera Canova, la cantante argentina Paola Fernandez Dell’Erba e il fisarmonicista Nadio Marenco. Alla base della performance (si tratta di una produzione originale di Musicamorfosi), l’incontro immaginario, nelle strade di New York, tra Astor Piazzolla e George Gershwin, che come pochi altri hanno saputo raccontare la bellezza e la profondità di due città apparentemente lontane come Buenos Aires e la Grande Mela. Con gli arrangiamenti originali di Julian Caeiro e Hernan Fassa, i musicisti eseguiranno sensazionali tanghi a cavallo tra grande classica e jazz e rivisiteranno alcuni dei brani più famosi (da Adios Nonino a Summertime) dei due grandissimi compositori del Novecento.

    Fondata da Enrico Pagano nel 2014, l’Orchestra da Camera Canova si è velocemente fatta notare a livello nazionale come uno dei più interessanti complessi giovanili in circolazione. Nata come una vera e propria start-up di ventenni, la Canova è stata capace di autocostituirsi e trasformarsi in pochi anni in un’orchestra invitata presso le più importanti istituzioni italiane. Dal 2021 è in residenza presso l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, presso la quale proseguirà la sua residenza fino al 2027. Nel corso degli anni  la Canova ha collaborato con l’Arena di Verona (2020), il Teatro Comunale di Ferrara (2020), il Teatro Sociale di Mantova (2018), Ravenna Musica – Teatro Alighieri di Ravenna (2021), il Teatro Fraschini di Pavia (2023, 2024), il Teatro Dal Verme di Milano (2023), il Teatro Sociale di Como (2024), l’Accademia Chigiana di Siena (2024), il Festival Internazionale di Sintra – Portogallo (2023) e il Teatro dell’Opera di Roma (2024). Con la Canova si sono esibiti artisti come Alessandro Baricco, Leonora Armellini, Gloria Campaner, Erica Piccotti, Vittorio Prato, Tommaso Lonquich, Thomas Hobbs, Mirko Guadagnini e molti altri.
    Dall’autunno del 2023, per volontà dell’assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, la formazione diretta da Enrico Pagano è stata chiamata a coordinare e programmare l’offerta di musica classica presso il Teatro di Corte e gli spazi al chiuso e all’aperto della Villa Reale di Monza. La Canova ha quindi iniziato una nuova fase del suo percorso artistico, indipendente dagli inviti di realtà terze e nella quale ha, per la prima volta, realizzato una propria programmazione autonoma. Parallelamente alla sua presenza e al suo ruolo nella Reggia di Monza, l’orchestra continua a muoversi sul territorio delle città di Milano e Varese, presso le quali continua a esportare diverse produzioni.

    La cantante argentina Paola Fernandez Dell’Erba, da tempo residente in Italia, ha svolto nel corso della sua carriera un’approfondita ricerca etnomusicologica della musica sudamericana e del tango tradizionale. Come interprete di tango si è esibita in numerose città argentine ed europee e ha condiviso esperienze e progetti con musicisti e ballerini del calibro di Sexteto Mayor, Miguel Angel Zotto, Los Hermanos Macana, Tangoseis, Tango Tinto, Jorge Bosso, Giovanni Falzone, Nuevos Aires, Orchestra d’archi italiana di Mario Brunello e Amores Tangos. Ha inoltre collaborato con musicisti quali Franco Finocchiaro, Piercarlo Sacco, Paolo Alderighi, Ferdinando Faraò, Javier Pérez Forte, Felice Clemente, Francesco D’Auria ma non solo.

    Fuoriclasse della fisarmonica, Nadio Marenco spazia dal tango alla musica classica, dal jazz al folk fino agli indiavolati ritmi balcanici che affronta con il Rhapsodija Trio di cui è parte integrante dal 2010. Tra le sue tante collaborazioni spiccano quelle con il jazzista Gianni Coscia, il soprano islandese Halla Margret Arnadottir, il Manasco Quintet, l’Ensemble Oblivion, la Fisorchestra Pattacini  e quelle con personaggi quali Bruno Gambarotta, Cochi e Renato, Iva Zanicchi e Memo Remigi. Con il chitarrista Alessio Nebiolo forma un duo stabile che esegue un repertorio orientato alla musica del Novecento, con particolare riferimento ad Astor Piazzolla.

    Il calendario completo di Piano Olimpico è on line qui: www.musicamorfosi.it 
  • Jazz e memoria: Rossy, Donatiello, Tonolo e Chevillon  omaggiano Carla Bley sabato 24 gennaio al Milestone Live Club di Piacenza


     

    Con il progetto “Play Carla Bley” il quartetto guidato dal batterista spagnolo Jorge Rossy, nome di punta della scena jazz internazionale, ricorderà la grande pianista e compositrice americana, fra le più originali rappresentanti dell’avanguardia

    PIACENZA – Ha il sapore dell’evento speciale il concerto intitolato “Play Carla Bley” che sabato 24 gennaio vedrà protagonista il quartetto di Jorge Rossy sul palco del Milestone Live Club di Piacenza (ore 21.30; ingresso 12-15 euro): la formazione guidata dal batterista spagnolo (per diversi anni componente del primo storico trio di Brad Mehldau) e completata dal sassofonista Pietro Tonolo, dal chitarrista Walter Donatiello e dal contrabbassista Bruno Chevillon renderà omaggio a Carla Bley, una fra le più interessanti pianiste e compositrici nella storia della musica improvvisata, nonché una fra le più originali rappresentanti dell’avanguardia. Scomparsa nel 2023, la musicista americana, figura di riferimento di un jazz che cercava nuove forme d’espressione e nuovi contenuti, è stata l’autrice dei brani più significativi di Paul Bley (il suo primo marito) e, insieme a Charlie Haden, l’ispiratrice e la guida della Liberation Music Orchestra.

    A Piacenza, Carla Bley sarà ricordata da quattro jazzisti di vaglia: com’è noto, Jorge Rossy è uno dei più apprezzati batteristi della scena internazionale e con il suo drumming intelligente e creativo ha fornito un contributo sostanziale alla definizione dello stile del trio di Mehldau. Spaziando attraverso una grande varietà di timbriche e sfoderando all’occorrenza uno swing definitivo e trascinante, Rossy (che è anche un eccellente pianista e vibrafonista) ha dimostrato di essere uno dei batteristi più interessanti e stimolanti a livello mondiale. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Joshua Redman, Steve Swallow, Charlie Haden e Wayne Shorter.

    Pietro Tonolo è uno dei più conosciuti sassofonisti europei ed è molto stimato anche negli Stati Uniti (ha iniziato la sua attività giovanissimo, suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker). Ha collaborato con Paul Motian e i principali jazzisti italiani, tra cui Franco D’Andrea, Massimo Urbani, Enrico Rava, Rita Marcotulli, Danilo Rea e Roberto Gatto).

    Walter Donatiello è considerato uno dei chitarristi di maggior talento della scena jazz tradizionale e contemporanea e ha all’attivo innumerevoli collaborazioni con alcuni tra i principali protagonisti del panorama italiano e internazionale, tra cui Gerry Mulligan, Steve Lacy, Samuel Blaser, Daniel Humair, Michel Portal, Tiziana Ghiglioni, John Riley, Flavio Boltro, Gianluigi Trovesi, Jean-Jacques Avenel e John Betsch.

    Bruno Chevillon è ritenuto dalla critica uno dei migliori contrabbassisti nell’ambito della musica contemporanea, al confine tra libera improvvisazione e free jazz: si è affermato grazie al suo notevole talento sia come accompagnatore sia come improvvisatore in grado di esplorare con duttilità le capacità espressive dello strumento. Tra le sue collaborazioni più note si ricordano quelle con Louis Sclavis, Daniel Humair, Michel Portal, Marc Ducret ed Elliott Sharp.