Nel locale di Sesto San Giovanni, i quattro musicisti presenteranno Americas, progetto discografico uscito nel 2024 per l’etichetta Azzurra Music e lodato dalla critica: in questo lavoro, Letizia interpreta alcuni brani della tradizione brasiliana, argentina e cubana (tra cui Libertango, Corcovado, Alfonsina y el mar e Mas Que Nada) – riarrangiati con maestria da Paolo Di Sabatino – che hanno come filo conduttore il ritmo, la melodia e il pathos: «Americas è un viaggio di esplorazione, celebrazione e vero amore per una terra lontana che trova la sua bellezza e la sua forza più potente nella musica – afferma la vocalist – linfa vitale di una cultura di condivisione tra colori diversi ed emozioni che entrano profondamente nell’anima di chi le si avvicina».
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Jazz ma non solo: musica dal vivo all’Euphoria di Sesto San Giovanni (Mi) da giovedì 23 aprile, si parte con il concerto di Letizia Onorati e del trio di Paolo Di Sabatino
Al via la rassegna Euphoria live music collection nel ristorante che ospiterà jazzisti di primo piano del panorama italiano, artisti di fama internazionale, esponenti della nuova scena cantautorale e set acusticiMILANO – Si chiama Euphoria live music collection il nuovo ciclo di concerti organizzati dal ristorante Euphoria di Sesto San Giovanni, in via Gian Carlo Clerici 342, a due passi dal quartiere milanese di Bicocca. La rassegna, che ospiterà gruppi jazz di primo piano del panorama italiano, artisti di fama internazionale, esponenti della nuova scena cantautorale, live acustici ma non solo, prenderà il via giovedì 23 aprile: il compito di inaugurarla è stato affidato alla cantante Letizia Onorati, tra le voci più interessanti della sua generazione, e al trio del pianista e compositore Paolo Di Sabatino (con Simone Sulpizio al basso e Glauco Di Sabatino alla batteria), formazione di punta del jazz tricolore. Tre le modalità di accesso per assistere al primo live della stagione (in programma alle ore 21): solo concerto (20 euro), concerto + drink (30 euro) e concerto + cena (40 euro).Classe 1992, Letizia Onorati è una cantante, autrice e compositrice jazz leccese, ma milanese d’adozione, con quattro album all’attivo: Black Shop (2016), Notes and Words (2018), Con I Miei Occhi feat. Fabio Concato (2021) e, appunto, Americas. Tra le tante collaborazioni maturate finora spiccano quelle con i jazzisti Flavio Boltro, Javier Girotto, Max Ionata, Luca Bulgarelli, Andrea Rea e Lorenzo Tucci e con gli attori Alessandro Preziosi e Michele Placido.Pianista, compositore e arrangiatore, Paolo Di Sabatino è uno dei più stimati jazzisti italiani e ha pubblicato oltre 30 dischi come leader. Nel corso della sua brillante carriera ha condiviso palchi, progetti ed esperienze con musicisti del calibro di Paolo Fresu, Enrico Rava, Lee Konitz, Bob Mintzer e Billy Cobham e ha collaborato con artisti quali Michele Placido, Arnoldo Foà, Alessandro Haber, Ugo Pagliai, Paola Gassman e Sergio Rubini, solo per citarne alcuni. -

Dal 7 al 28 aprile quattro appuntamenti con Il rito del jazz alla Cascina Cuccagna di Milano: c’è anche Tosca, in esclusiva, con la prima presentazione del suo nuovo album
I suoni sperimentali del trio Hibaku Jumoku, un omaggio a Miles Davis, l’Hot Jazz di Mauro Porro e Martino Pellegrini e l’evento speciale con Tosca, che presenterà il nuovo album Feminae: guida agli eventi organizzati nel mese di aprile presso il Cuccagna Jazz Club di MilanoMILANO – Tre appuntamenti con la musica dal vivo e un evento speciale, in esclusiva per Milano, con una protagonista della scena musicale nazionale e internazionale, Tosca, che presenterà il suo nuovo album Feminae, in uscita il 24 aprile: è ricco e articolato il programma di aprile della rassegna Il rito del jazz, organizzata alla Cascina Cuccagna di Milano dall’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. Invariata, come sempre, la formula: doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).Si parte martedì 7 aprile con il trio Hibaku Jumoku, band strumentale di recente formazione, al suo esordio con questo progetto ipnotico e sperimentale. I tre musicisti propongono un sound crossover che parte da groove graffianti e riff aggressivi ma che lascia spazio anche alla melodia e all’elettronica. Un’esperienza dal colore psycho-jazz ispirata dalle sonorità londinesi contemporanee con le fondamenta ben piantate nel punk (ma non solo). Il trio nasce da un’idea di Paolo Inserra, eclettico batterista piemontese (Baustelle, Uppertones, Giuliano Palma). Con lui si esibiranno Francesco Bucci al basso tuba e Antonio Gallucci al sax tenore. Una curiosità: il nome Hibaku Jumoku deriva da quello dell’unico albero sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima. La band abbraccia il tema anti-atomico raccontando un’apocalisse contemporanea in cui musica e cultura sono elementi imprescindibili di reincanto, gioco e mutamento.La settimana successiva, martedì 14 aprile, spazio al trio composto da Michele Zanasi (chitarra), Federico Valdemarca (contrabbasso) e di nuovo Paolo Inserra (batteria), che con il progetto Three for Miles esploreranno l’universo creativo del secondo quintetto di Miles Davis, uno dei momenti più rivoluzionari della storia del jazz. Nel centenario della nascita del grande trombettista americano, il gruppo propone una rilettura attuale di quel repertorio: brani leggendari degli anni Sessanta che diventano terreno di dialogo, libertà e ascolto reciproco. Il trio costruisce un suono essenziale ma dinamico, dove la tradizione incontra una sensibilità moderna. Un omaggio rispettoso, ma soprattutto vivo.Si cambierà decisamente registro martedì 21 aprile quando sul palco del Cuccagna Jazz Club si esibirà la band guidata da Mauro Porro, tra i massimi custodi e interpreti dell’Hot Jazz degli anni Venti del secolo scorso, e Martino Pellegrini: l’MPs Quartet è una formazione di jazz classico, per così dire “da camera”, che esegue arrangiamenti inediti (ad opera dei suoi leader) del repertorio della canzone americana dagli anni Venti agli anni Cinquanta. I maggiori successi e le rarità discografiche di quell’epoca – d’oro – vengono rivisitati in chiave del tutto personale, mantenendo lo spirito e l’energia della tradizione Swing.Infine, come anticipato, martedì 28 aprile è in programma un evento davvero speciale tra musica e parole: intervistata da Peter Gomez, Tosca presenterà il nuovo album Feminae, disponibile in formato Cd e in vinile dal 24 aprile (dal 22 maggio anche in streaming su tutte le piattaforme digitali). Cantante e “ricercatrice musicale” da sempre affascinata dalle musiche del mondo, Premio Tenco alla carriera nel 2025 per aver apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale, Tosca torna con un disco che parla di femminilità, intesa come simbolo di pace, accoglienza, nutrimento. Eclettica e versatile, ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali tra cui Ennio Morricone, Nicola Piovani, Chico Buarque, Marisa Monte, Ivano Fossati, Renzo Arbore, Lucio Dalla, Renato Zero e Ron, con il quale ha vinto il Festival di Sanremo nel 1996. Anche attrice, Tosca è una figura rara nel panorama italiano: le piace il recupero, scoprire e far scoprire mondi musicali lontani dal mainstream, così come le più recenti tendenze della canzone d’autore, italiana ed estera. Da sempre costruisce ponti fra la radice italiana e le musiche del mondo, intrecciando culture, creando nuove sonorità e adattando testi in altre lingue (e viceversa), grazie alla sua curiosità, al gusto per la contaminazione e alla capacità rara di restituire in musica questa continua esplorazione.Le modalità d’ingresso (gratuito) per partecipare alla presentazione del nuovo album di Tosca saranno indicate sul sito di Musicamorfosi (www.musicamorfosi.it) a partire dal prossimo 15 aprile.CUCCAGNA JAZZ CLUB – IL RITO DEL JAZZUn posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.itI CONCERTI DI APRILE 2026Martedì 7 aprile, ore 19.30 e 21.30HIBAKU JUMOKUPaolo Inserra, batteriaFrancesco Bucci, basso tubaAntonio Gallucci, sax tenoreMartedì 14 aprile, ore 19.30 e 21.30THREE FOR MILESPaolo Inserra, batteriaMichele Zanasi, chitarraFederico Valdemarca, contrabbassoMartedì 21 aprile, ore 19.30 e 21.30MPs QUARTETMartino Pellegrini, violinoMauro L. Porro, pianoforteYuri Biscaro, chitarraMarco Rottoli, contrabbassoMartedì 28 aprile, ore 19.30 e 21.30FEMINAE – Evento specialePresentazione del nuovo album di Tosca, intervistata da Peter Gomez, e firmacopieTosca, voceGiovanna Famulari, violoncelloMassimo De Lorenzi, chitarraLuca Scorziello, batteria e percussioni -

Happy Birthday, Monday Orchestra: grande festa per i vent’anni di attività della big band con Fabrizio Bosso special guest domenica 26 aprile al Blue Note di Milano
Sul palco del jazz club milanese, la formazione diretta da Luca Missiti festeggerà il ventesimo compleanno con un repertorio ideato per l’occasione, eseguendo brani originali composti da alcuni musicisti dell’orchestra. Il trombettista Fabrizio Bosso, nome di punta della scena italiana, sarà il solista ospiteMILANO – Buon compleanno, Monday Orchestra: la big band fondata e diretta da Luca Missiti, una delle formazioni più interessanti della scena jazz italiana, festeggerà i vent’anni di attività domenica 26 aprile al Blue Note di Milano, esibendosi insieme al trombettista Fabrizio Bosso, solista d’eccezione. Sono previsti due set: il primo alle ore 20.30 (ingresso 28-33 euro), il secondo alle ore 22.30 (ingresso 18-23 euro). Prevendita on line sul sito www.bluenote.com.La Monday eseguirà un repertorio ideato per l’occasione, formato da brani originali composti da alcuni membri dell’orchestra e arrangiati dal suo direttore, oltre a una manciata di pezzi scritti da musicisti che hanno collaborato con il collettivo milanese nel corso degli anni. Per questo giorno di festa la big band sarà al gran completo: oltre a Bosso e Missiti, sul palco del Blue Note ci saranno, infatti, Daniele Moretto, Alessandro Bottacchiari, Giancarlo Mariani, Pietro Squecco (trombe), Andrea Andreoli, Carlo Napolitano, Federico Cumar, Alessio Nava (tromboni), Giulio Visibelli, Andrea Ciceri, Tullio Ricci, Rudi Manzoli, Ubaldo Busco (sassofoni), Antonio Vivenzio (pianoforte), Marco Vaggi (contrabbasso) e Francesco Meles (batteria).Afferma Luca Missiti, che oltre a essere il direttore della Monday Orchestra è il coordinatore didattico dei Civici Corsi di Jazz di Milano, nonché docente di arrangiamento, composizione e musica d’insieme: «Siamo molto felici di tornare al Blue Note, proponendo per la prima volta un repertorio originale, basato interamente sulle composizioni di alcuni membri della nostra formazione (Visibelli, Andreoli, Ciceri, Ricci, Vivenzio e Bottacchiari), arrangiate da me. Siamo doppiamente felici di proporre questo repertorio in occasione della festa per i nostri vent’anni e di avere, per un’occasione così importante, un solista incredibile come Fabrizio Bosso, con cui è sempre un piacere collaborare».Nata alla fine del 2006, la Monday Orchestra ha collaborato con jazzisti del calibro di Randy Brecker, Bob Mintzer, Mike Mainieri, Sarah McKenzie, Emanuele Cisi, Gianluigi Trovesi, Tullio De Piscopo, Daniele Scannapieco, Franco Ambrosetti, Pietro Tonolo e Maurizio Giammarco e ha pubblicato cinque album: l’ultimo, intitolato Un Poco Loco – The Music of Bud Powell (con la presenza degli special guest Fabrizio Bosso alla tromba e Rosario Giuliani al sax), è stato presentato la scorsa primavera proprio al Blue Note di Milano. «Tra i momenti più entusiasmanti dei nostri primi vent’anni di attività – ricorda Luca Missiti – non posso non citare la partecipazione al Torino Jazz Festival nel 2015, quando presentammo il disco “Monday Orchestra meets Randy Brecker” e suonammo davanti a 19.000 persone, condividendo il palco con lo stesso Brecker. Particolarmente significativa è stata anche l’esibizione al bFlat Jazz Festival del 2012, a Milano, con due solisti meravigliosi quali Bob Mintzer e, ancora, Randy Brecker». -
GBIM JAZZ Experience: folk, standard e canzone d’autore con il duo Martha J. & Chebat giovedì 9 aprile a Milano
Musica, design e cultura d’impresa si intrecciano nel nuovo format organizzato da Gruppobea e Imola Ceramica: i protagonisti del secondo appuntamentosono Martha J. (voce) e Francesco Chebat (fender rhodes), che omaggeranno la grande cantautrice canadese Joni MitchellMILANO – Dopo il concerto inaugurale del trio DjangoBop Vibes, seguito da un pubblico attento e numeroso, entra nel vivo a Milano la prima edizione del format GBIM JAZZ Experience, il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività. Il tutto intrecciando architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa.
Giovedì 9 aprile, presso Pro.Space di via Voghera 6, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti del design, dell’architettura e dell’edilizia, si esibirà il duo Martha J. & Chebat, ovvero Martha J. (voce) e Francesco Chebat (fender rhodes) con un progetto che spazia tra folk e jazz song. I capolavori più noti della grande cantautrice canadese Joni Mitchell e alcuni dei più suggestivi standard del jazz verranno riproposti in modo rispettoso ma personale dai due affiatatissimi musicisti. Il concerto inizierà alle ore 19: l’ingresso è libero ma per partecipare occorre prenotarsi inviando una email a direzione@ahumjazzfestival.
com (posti limitati, i più veloci riceveranno conferma sempre via email).Diplomatasi all’Accademia di Belle Arti NABA di Milano, Martha J. inizia la sua carriera musicale nel 1986, esibendosi in numerosi locali come cantante e chitarrista. Il suo repertorio iniziale spazia tra i cantautori americani e il folk irlandese. Dopo una parentesi dedicata alla musica pop, che la porta a partecipare al Festival di Sanremo nel 1990, si orienta progressivamente verso il jazz: in questo ambito collabora con numerosi musicisti italiani e stranieri. Nel 2007 avvia un sodalizio stabile con il pianista Francesco Chebat, con il quale ha pubblicato cinque album, comprendenti standard jazz e brani originali, di cui firma i testi: nel 2024 è uscito il disco Amelia, omaggio (lodato dalla critica) a Joni Mitchell, punto di riferimento imprescindibile per intere generazioni di voci femminili.
Pianista jazz e compositore eclettico, versatile e creativo, dall’ottima padronanza strumentale e abile nello spaziare dal jazz moderno alla fusion, Francesco Chebat è un musicista dalle indubbie qualità. Grazie al suo talento, nell’arco degli anni stringe collaborazioni al fianco di jazzisti blasonati in ambito nazionale e mondiale quali Dave Weckl, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Gianluigi Trovesi, Maurizio Giammarco, Giovanni Falzone, Yuri Goloubev, Emilio Soana, Paolo Tomelleri, Gigi Cifarelli, Luca Meneghello, Javier Girotto ed Enrico Intra, solo per citarne alcuni.
GBIM JAZZ Experience proseguirà giovedì 7 maggio con il concerto del trio Anodic Breath (Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Infine, giovedì 16 luglio, presso la sede del Gruppobea di via Toffetti, a Milano, si svolgerà l’evento conclusivo al quale parteciperà la formazione vincitrice della prima edizione di questa rassegna.
GBIM JAZZ Experience prende forma dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, instancabile tessitore di relazioni culturali e artefice di stagioni musicali di rilievo nazionale, tra cui l’AH-UM Milano Jazz Festival.Oltre a eseguire i brani dal proprio repertorio, le formazioni che partecipano a GBIM JAZZ Experience presenteranno una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. La nuova traccia musicale tratterò la materia ceramica, rendendo udibile il visibile, in un gioco di rimandi formali e concettuali.Una giuria, composta da esperti del settore dell’architettura e del design – tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano – decreterà, al termine delle tre serate, il gruppo vincitore. GBIM JAZZ Experience si presenta, quindi, come un format ibrido: una rassegna musicale che culmina in una competizione. Tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.
GBIM JAZZ Experience, inoltre, vede la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.
GBIM JAZZ EXPERIENCE – PRIMA EDIZIONEMilano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00DJANGOBOP VIBES – Bebop e swing manoucheGabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00MARTHA J. & CHEBAT – Folk e jazz songMartha J. (voce), Francesco Chebat (fender rhodes).Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00ANODIC BREATH – Jazz elettroacustico ambientVijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
FINALE E PREMIAZIONE -

Milano per Dario Fo: Alessio Lega e tanti ospiti nello spettacolo “Canzoni, pernacchie e giullarate” sabato 28 marzo alla Camera del Lavoro
Nel centenario della nascita, Milano ricorda il grande attore e drammaturgo con un appuntamento inedito: insieme ad Alessio Lega, ideatore del progetto, parteciperanno Mattea Fo, Giulia Angeloni, Piero Sciotto, Giulia Mei,Guido Baldoni e Rocco MarchiMILANO – Nel 2026 si ricordano i cento anni dalla nascita di Dario Fo (24 marzo 1926), unitamente al decennale della sua scomparsa (13 ottobre 2016), perdita che ha portato un vuoto nella cultura italiana e milanese di cui si sente oggi tutto il peso. In occasione di questa doppia ricorrenza, la CGIL Milano, in collaborazione con l’associazione culturale Secondo Maggio e la Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS, ha organizzato un appuntamento speciale che non vuole essere solo un omaggio, ma un concerto e uno spettacolo inedito dedicato al grande attore e drammaturgo, intitolato Canzoni, pernacchie e giullarate, in programma sabato 28 marzo alla Camera del Lavoro di Milano, luogo storico nel quale hanno debuttato alcuni degli spettacoli più importanti di Fo e ambito di condivisione ideale di molti suoi lavori (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro; prevendita online su https://www.mailticket.it/evento/51649/milano-per-Fo ). L’evento rientra tra le iniziative programmate per il 120° anniversario della CGIL ed è inserito nelle celebrazioni per i cento anni di Dario Fo promosse dalla Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS.Alla testa di Canzoni, pernacchie e giullarate c’è Alessio Lega, cantautore dal forte impegno sociale ed esistenziale, interprete di canzoni popolari e di autori italiani del passato, che sarà in scena insieme al suo trio (con Guido Baldoni alla fisarmonica e al pianoforte e Rocco Marchi al basso, alle percussioni e alle tastiere) e a un gruppo di cantori e giovani attori che ripercorreranno non solo l’opera e la vita di Dario Fo e Franca Rame, ma anche un pezzo della storia di Milano e dell’Italia: in programma la rielaborazione delle forme del teatro medievale che Fo chiamava “giullarate”, che avranno come protagonista l’attrice Giulia Angeloni, che con Fo ha studiato, e la riproposizione delle canzoni scritte dallo stesso Premio Nobel per la letteratura nel 1997, alcune famosissime (come Vengo anch’io e Ho visto un re) e altre che sono tuttora perle nascoste, da scoprire insieme.Tra i protagonisti di questo imperdibile appuntamento ci saranno pure Giulia Mei, un’altra delle realtà della nuova scena della canzone d’autore italiana (affermatasi a X Factor), e Piero Sciotto, cantautore e organizzatore che ha partecipato a innumerevoli tournée con Fo e Franca Rame e che ha preso parte anche all’occupazione della Palazzina Liberty (oggi intitolata proprio a loro), che da luogo abbandonato divenne un centro di cultura importante nella Milano degli anni Settanta.Sabato 28 marzo 2026, ore 17.30Milano per Dario Fo – I cento anni di Dario FoCanzoni, pernacchie e giullarateCon Mattea Fo (in rappresentanza della famiglia e della Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS), Giulia Mei (cantautrice), Giulia Angeloni (attrice), Piero Sciotto (cantautore e storico collaboratore di Dario Fo), Alessio Lega (cantastorie), Guido Baldoni (fisarmonica e pianoforte) e Rocco Marchi (basso, percussioni e tastiere).Idea e progetto: Alessio Lega.Coordinamento: Andrea Minetto.Organizzazione e promozione: CGIL Milano, associazione culturale Secondo Maggio, Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS.Dove: auditorium Di Vittorio, Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, Milano.Ingresso: 10 euro più diritti di prevendita.Per informazioni: www.cgil.milano.it e secondomaggio@alice.it; cell: 3356616363. -

Risuona il quarto movimento della “sinfonia urbana” dei Monza Music Meetings: dal 15 al 29 marzo torna la rassegna con concerti, spettacoli e conversazioni culturali
Con l’organista e compositore francese Thierry Escaich, la performer statunitense Zosha Warpeha, l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano e prestigiosi solisti, oltre a protagonisti del dibattito culturale come Cecilia Balestra, Stefano Jacoviello e Ambra Redaelli, la quarta edizione dei Monza Music Meetings intreccia grandi concerti, conferenze, progetti per l’infanzia e le scuole ed esperienze immersive nei luoghi simbolo della città, dalla Reggia al Duomo. La rassegna, ideata dall’Orchestra Canova con l’Accademia Chigiana di Siena e l’associazione Musicamorfosi, si conferma come uno degli appuntamenti più dinamici della primavera musicale lombardaMONZA – Torna la rassegna Monza Music Meetings con un fitto programma di concerti, spettacoli e incontri che dal 15 al 29 marzo animeranno il capoluogo della Brianza. Progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi, in collaborazione con il Comune di Monza, la manifestazione, giunta alla quarta edizione, si rivolge a pubblici differenti per età, competenze e sensibilità, dai bambini agli adulti, dai melomani più smaliziati ai semplici curiosi, con un’offerta di proposte articolate e diversificate.La nuova edizione approfondisce, in particolare, il rapporto tra musica, comunità e trasformazione, esplorando il suono come strumento di relazione, consapevolezza e rigenerazione culturale. Il programma intreccia proposte dedicate all’infanzia e alle scuole, appuntamenti concertistici di rilievo, esperienze immersive e interventi musicali diffusi nello spazio urbano, coinvolgendo luoghi simbolici della città: dalla Reggia al Duomo, dagli istituti culturali alle vie e negozi del centro storico. Dal repertorio antico alla creazione contemporanea, dalla musica sacra alla sperimentazione, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità, artisti affermati e nuove generazioni, promuovendo una visione della musica come pratica viva, capace di interrogare il presente, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione.Il tutto grazie al contributo del Comune di Monza, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia, il supporto di Acinque, BrianzAcque, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza, l’associazione culturale Novaluna, il Sistema Carrobiolo, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza.Nello spirito stesso dell’incontro, motivo propulsore della rassegna, la città di Monza è protagonista della manifestazione nella sua totalità. A partire dal suo Duomo che, lunedì 16 marzo (ore 21, ingresso libero con libera donazione), ospiterà il concerto intitolato Cantus in Memoriam Benjamin Britten con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano, il baritono Giacomo Nanni, la violista Maria Cecilia Villani e l’oboista Daniele Arzuffi. L’evento è dedicato a quattro grandi compositori come Benjamin Britten (di cui ricorrono i 50 anni dalla morte), John Dowland, Arvo Pärt e Johann Sebastian Bach in un percorso che attraversa quattro secoli, dal Rinascimento inglese al minimalismo contemporaneo fino alla scoperta delle emozioni più intime e profonde della musica strumentale e vocale. Apre Flow my Tears di John Dowland (1596), celebre pavana nella trascrizione per orchestra da camera a cura di Enrico Pagano. Segue Lachrymae, op. 48 di Benjamin Britten (1950), variazioni per viola e archi sul tema di Dowland, ponte tra Rinascimento e modernità, a cui risponde Arvo Pärt con il Cantus in Memoriam Benjamin Britten (1977). Chiude Ich habe genug, BWV 82 di J.S. Bach, cantata per basso, oboe e archi composta nel 1727 ed eseguita in occasione della Festa per la purificazione di Maria: un percorso meditativo sull’immagine della morte e sul significato che questa assume per il credente.Sempre nel Duomo l’evento centrale di questa nuova edizione, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena: il concerto, in programma mercoledì 25 marzo (ore 21, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza), intitolato Notre Dame di Monza. Protagonista sarà il celebre compositore, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea. Dal 2025 Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita, dopo oltre vent’anni di assenza, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce, dunque, idealmente in un progetto artistico e formativo di ampio respiro, che intreccia alta formazione, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria, resilienza e rinascita, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea, emblema del potere imperiale e della storia europea, con cui fu incoronato anche Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli, mettendo in risonanza Parigi e Monza, la dimensione sacra e quella civile, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine su “lo spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa, capace di connettere architettura, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music di Musicamorfosi cofinanziato dall’Unione Europea.
Quindi gli appuntamenti al Teatro di Corte della Reggia di Monza, all’interno delle rassegne Musique Royale e Teatrino Piccino. Si parte domenica 15 marzo (ore 11 e 16.30; ingresso 5-8-10 euro), con replica il giorno successivo per le scuole con lo spettacolo Differenzio e Ricicletta, indicata in particolare per i bambini dai sei agli undici anni di età. Tutto può avere una seconda vita, tutti hanno diritto a una seconda opportunità. E così Differenzio e Ricicletta, due nobili decaduti vissuti da sempre nello sfarzo e nello spreco, decidono di viaggiare con il loro cassonetto, trasformato in forziere, per promuovere la cultura del riuso. Attraverso canzoni e giochi a premi i due personaggi incoraggiano a differenziare e riciclare gli scarti delle nostre città con maggiore consapevolezza.Venerdì 20 marzo riflettori puntati sulla compositrice e performer statunitense Zosha Warpeha, in scena al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 21, ingresso 10-15 euro), i cui lavori sono in bilico tra improvvisazione contemporanea e tradizioni folk. Nella sue composizioni che esplorano le trasformazioni del tempo e della tonalità, Warpeha utilizza strumenti a corda con arco (come l’Hardanger d’amore, strettamente imparentato con il violino norvegese Hardanger) e la propria voce. I suoi progetti più recenti sono influenzati dalle forme cicliche, dall’elasticità ritmica e dal folklore nordico.Sabato 21 marzo, sempre al Teatro di Corte, in occasione dell’International Early Music Day, doppio appuntamento con Happy Bachday! (ore 17.30 e 20, ingresso 10-15 euro), protagonisti i solisti Donatella Gibboni (violino), Tommaso Maria Maggiolini (flauto) e Nicolò Pellizzari (clavicembalo) e l’Orchestra Canova, che eseguiranno concerti per soli e orchestra di J. S. Bach e A. Vivaldi. Il Teatro di Corte offre anche in questa occasione la cornice perfetta per apprezzare l’ingegneria e lo sfarzo della musica barocca. Il giorno prima, venerdì 20 marzo, Happy Bachday! andrà in scena per le scuole (alle ore 10 e alle ore 12).Il Teatro di Corte vedrà infine esibirsi, domenica 22 marzo (ore 11 e 16.30, ingresso 10-15 euro), i chitarristi Giulio Tampalini e Daniele Fabio: Twelve Strings è l’incontro di due vulcanici musicisti che presenteranno un coinvolgente programma tra antico e contemporaneo, tra classica e canzoni popolari. Il concerto è realizzato in collaborazione con La Società dei Concerti di Milano.Sabato 28 marzo, il salotto di Monza – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi: shopping e cultura andranno a braccetto, nelle vie del centro, per tutta la giornata inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza, l’Ostello del Carrobiolo. Infine, domenica 29, nell’ultima giornata dei Monza Music Meetings, il Moderno, accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città, ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11, ingresso libero), con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica), Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione, la missione, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi), l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta, inclusiva e coesa.Afferma Arianna Bettin, assessora alla Cultura del Comune di Monza: «La quarta edizione dei Monza Music Meetings conferma la sua altissima qualità e l’apertura internazionale, con ospiti d’eccezione e nel segno della sperimentazione nella riscoperta della musica classica e da camera. Siamo pronti ad aprire il ricco anno concertistico monzese facendo risuonare alcuni dei luoghi più simbolici e belli del nostro territorio. Monza non intende solo proporsi come città in cui si fa e si ascolta musica, ma anche dove si accoglie la musica: è con questo spirito che ci accingiamo ad ospitare tanti straordinari artisti da oggi, con Monza Music Meetings, al concorso Rina Sala Gallo, all’interno del calendario di MusicAmonza 2026».Le fa eco Annamaria Di Ruscio, vicepresidente di Acinque, storico punto di riferimento nelle forniture e nei servizi legati all’energia: «Sosteniamo con convinzione il progetto dei Monza Music Meetings che declina la suggestione delle sette note in grandi concerti, rendez-vous, esibizioni e progetti che coinvolgono le scuole e le comunità. La quarta edizione riafferma lo spessore di una manifestazione già stabilmente inserita fra gli appuntamenti più significativi della regione e del territorio, cui porta valore attraverso una proposta articolata e carica di suggestioni che coinvolge i luoghi chiave di Monza. La nostra azienda vuole concorrere alle occasioni di socializzazione per le comunità locali e allo sviluppo del marketing territoriale che genera visibilità e indotto attraverso una proposta di eccellenza e di qualità».Programma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it -

Piacenza Jazz Fest: un’esplosione di energia e swing con il sestetto di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri sabato 7 marzo al Milestone Live Club
PIACENZA – Il concerto del gruppo guidato dal trombettista Avishai Cohen, previsto sabato 7 marzo nell’ambito del Piacenza Jazz Fest, è stato annullato per cause legate alle attuali difficoltà nei collegamenti aerei da e per il Medio Oriente, indipendenti dall’artista e dall’organizzazione del festival. In segno di vicinanza al musicista israeliano, impossibilitato a raggiungere l’Italia, il sestetto della vocalist Elena Andreoli e del clarinettista Paolo Tomelleri ha dato la propria immediata disponibilità a salire sul palco del Milestone Live Club di Piacenza, permettendo così al pubblico di non rinunciare a una serata di grande jazz dal vivo. Con Elena Andreoli e Paolo Tomelleri si esibiranno Stefano Pennini al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso, Davide Parisi alla chitarra e all’ukulele e Alberto Traverso alla batteria e ai cori. Tutto giocato sul dialogo tra voce e clarinetto, all’insegna dello swing, dell’eleganza e dell’interplay, il live inizierà alle ore 21.15 (via E. Parmense 27, ingresso 12-15 euro, biglietti in vendita la sera stessa a partire dalle ore 20.30).A Piacenza, il sestetto proporrà alcuni brani tratti dall’album Beautiful Love di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri, presentato con un concerto sold-out al Teatro degli Arcimboldi di Milano durante l’ultima edizione del festival JAZZMI: un percorso nella Golden Era dello swing, con un’attenzione particolare ai brani intramontabili di Duke Ellington e Irving Berlin. Non mancheranno neppure alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Spiega Elena Andreoli, autrice jazz e cantante capace di mescolare in modo personale e convincente swing, blues, ragtime, bebop ed early jazz: «Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo, fresco e potente. Abbiamo rielaborato il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta con energia e libertà, pur nel rispetto della tradizione. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati».La collaborazione tra Paolo Tomelleri, figura storica della scena italiana (nel corso della sua carriera ha lavorato con grandi jazzisti internazionali come Clark Terry, Tony Scott, Joe Venuti, Jimmy McPartland, Phil Woods, Bill Coleman, Red Mitchell, Bud Freeman e con grandi nomi della musica leggera italiana come Enzo Jannacci, Ornella Vanoni, Giorgio Gaber, Adriano Celentano e Luigi Tenco) ed Elena Andreoli, che vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini, Bruno Martino, Antonio Faraò, Sergio Fanni e Michele Bozza, è sempre più stretta: «La nostra sintonia e la nostra affinità artistica sono sempre più profonde – afferma Elena – È bello confrontarci, studiare insieme nuovi arrangiamenti e riflettere sulla direzione sonora da prendere. Il tutto rimanendo fedeli alla nostra idea di jazz, che vuole essere raffinato, coinvolgente e divertente al tempo stesso».Per quanto riguarda i prossimi impegni, Elena sarà protagonista al festival Dolomiti Ski Jazz, la manifestazione che da trent’anni porta la musica in alta quota, sulle Dolomiti trentine delle valli di Fiemme, Cembra e Fassa. Qui Elena si esibirà con il Trio Manouche in un omaggio al grande Django Reinhardt, insieme ai chitarristi Yann Maréchal e Davide Parisi, lunedì 9 marzo (ore 14) al Rifugio Fuciade, al Passo S. Pellegrino, in Val di Fassa, e martedì 10 (sempre alle ore 14) allo Chalet Caserina, in località Pampeago-Tesero, in Val di Fiemme. Il mese successivo, inoltre, Andreoli volerà in Giappone per la prima tournée internazionale di Beautiful Love. Tre le date in programma: il 7 aprile a Yokohama, l’8 a Tokyo e il 10 a Osaka.Non solo: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento, la vocalist milanese sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Proprio con lui e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato, come autrice, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante), presto sul grande schermo. Da segnalare, infine, che un altro disco di standard, sempre con Paolo Tomelleri, è in fase di preparazione.Sito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it -

Il trio Freak Machine di Giovanni Falzone, i Munedaiko e il collettivo Sugarino Project in Manga Mozart venerdì 6 marzo al Conservatorio G. Verdi di Milano
L’evento-clou della rassegna Piano Olimpico è un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i temi del grande compositore austriaco verranno riletti tra jazz e tamburi sacri giapponesi e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile, evidenziando l’anima, il “manga di Mozart”MILANO – Piano Olimpico è il fitto cartellone di eventi (concerti di classica, jazz e world music, spettacoli di danza, laboratori musicali ma non solo) organizzato in occasione di Milano Cortina 2026 dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, il centro nazionale di produzione della danza, in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti di Milano e con il contributo di Regione Lombardia. Parte integrante del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che ha animato e animerà il capoluogo lombardo e la Valtellina durante e dopo le Olimpiadi invernali, Piano Olimpico farà tappa venerdì 6 marzo nella Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi di Milano con il concerto intitolato Manga Mozart. I protagonisti saranno il trio jazz Freak Machine di Giovanni Falzone (con Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Tosi alla batteria), i Munedaiko, trio di tamburi sacri giapponesi (formato da Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro), e la sezione fiati del collettivo monzese Sugarino Project.Più di un concerto, Manga Mozart è un vero e proprio show in cui si staglia al centro la figura del grande compositore austriaco. Un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i suoi temi verranno riletti e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile. Veri nuovi standard che evidenziano l’anima, il “manga di Mozart”, svincolato da ogni convenzione e da ogni legame con il già sentito. Un cammino di scoperta per tutti, non solo per gli ascoltatori ma anche per gli stessi musicisti, che si cimentano nella costruzione dell’inaspettato e dell’inaudito.Il trio Freak Machine di Giovanni Falzone è una formazione sulla quale aleggia lo spirito vibrante e rivoluzionario di Jimi Hendrix e la libertà creativa di W.A. Mozart. Trombettista e compositore di formazione classica, prima di dedicarsi completamente al jazz Falzone ha collaborato con diversi enti lirici e sinfonici e ha fatto parte dell’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano (suonando con direttori e solisti di fama internazionale come Giuseppe Sinopoli, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Chailly, Luciano Berio, Martha Argerich e molti altri). Come jazzista ha fatto incetta di premi in Italia e all’estero, diventando velocemente uno dei nomi di punta della scena nazionale e internazionale.Il trio Munedaiko si dedica allo studio e alla pratica del Taiko, il tamburo tradizionale giapponese, e alla creazione di spettacoli innovativi e coinvolgenti, esplorando nuove forme di espressione nel campo delle arti performative. Fondato nel 2014, il gruppo si è affermato come un punto di riferimento della cultura giapponese nel panorama artistico italiano ed europeo grazie alla sua capacità di coniugare tradizione e modernità. Attraverso l’arte, la cultura e l’allenamento del corpo, la missione dei Munedaiko è quella di approfondire l’armonia dello spirito in risonanza con la mente e con lo stato d’animo di ogni essere umano. L’obiettivo del trio è far conoscere il potere espressivo di questi affascinanti strumenti che fanno rivivere, a chi li ascolta, frammenti dell’antico Giappone.Sugarino Project è un contenitore di progetti jazz fondato da tre giovani musicisti (il batterista Alessandro Bazzoli, il contrabbassista Samuele Frisenda e il sassofonista Edoardo Viganò, che nel 2024 si è aggiudicato, in duo insieme al pianista Andrea Servidio, il Premio del Conservatorio del Conservatorio G. Verdi di Milano nella categoria Jazz) e animato dall’entusiasmo di una ventina di giovani strumentisti, provenienti dal liceo musicale B. Zucchi di Monza e da vari Conservatori del nord Italia. Presentandosi di volta in volta con formazioni che vanno dal trio alla big band, l’associazione culturale Sugarino Project promuove la bellezza e il valore culturale della musica jazz, organizzando jam session, workshop, concerti e spettacoli in cui il jazz dialoga con le altre arti, sceniche e non.Il concerto Manga Mozart inizierà alle ore 20.45 (ingresso 25 euro; prevendita online su www.vivaticket.com/it/ticket/manga-mozart/291721 ). Sono previste delle riduzioni riservate agli amici di Musicamorfosi (15 euro), agli under 30 (5 euro) e agli abbonati Soconcerti (15 euro; info@soconcerti.it; tel. 0266984134).Maggiori info online su: www.musicamorfosi.it -

Il Trombone Summit di Francesca Petrolo chiude la XXXI edizione dell’Atelier Musicale con un omaggio a Jay Jay Johnson e Marcello Rosa sabato 7 marzo alla Camera del Lavoro di Milano
I trombonisti Francesca Petrolo, Danilo Moccia e Roberto Rossi, insieme a Marcello Tonolo (pianoforte), Matteo Idà (contrabbasso) e Giacomo Nanni (batteria), sono i protagonisti dell’ultimo concerto stagionaledella rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo MaggioMILANO – Un grande successo artistico e di pubblico ha caratterizzato la XXXI edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio che, nel corso degli anni, è diventata un punto di incontro unico per gli appassionati milanesi di musica.Il concerto conclusivo della stagione è in programma sabato 7 marzo nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro del capoluogo lombardo (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro). Si tratta di un’altra prima assoluta che ha come protagonista il Trombone Summit di Francesca Petrolo, omaggio a due grandi personalità della storia dello strumento nel jazz: l’afroamericano Jay Jay Johnson e l’italiano Marcello Rosa. Il primo ha portato in modo impareggiabile il trombone nell’ambito del Bebop e ha poi proseguito la sua carriera di strumentista e compositore in una formazione leggendaria come il quintetto diretto con un altro trombonista di valore, Kay Winding, dedicandosi infine anche alla musica per film e serial televisivi, tra cui Starsky & Hutch. Stilista di valore assoluto, ha influenzato legioni di trombonisti.Marcello Rosa fa, invece, parte del gruppo di grandi specialisti italiani dello strumento e nella sua carriera ha potuto suonare, durante le loro tournée nel nostro Paese, con orchestre del calibro di quelle di Ellington, Hampton e Hines, diventando un protagonista del jazz mainstream, nel quale univa la sua competenza per gli stili delle origini a quella per le espressioni più moderne. Anch’egli, come Johnson, è stato brillante compositore e arrangiatore.Francesca Petrolo è una delle migliori esponenti del jazz al femminile italiano, ha fatto parte per quasi trent’anni della Civica Jazz Band di Enrico Intra, suona con l’Artchipel Orchestra, ha collaborato con l’ensemble di tromboni di Marcello Rosa e ha diretto gruppi rilevanti, come il FreeDa Quartet, con cui ha presentato in prima assoluta all’Atelier Musicale, nel 2013, un progetto su Artemisia Gentileschi.Per questa occasione Petrolo ha riunito un Trombone Summit in cui sono presenti due fuoriclasse internazionali dello strumento: Danilo Moccia, svizzero di Locarno, dalla prestigiosa carriera con tanti protagonisti del jazz europeo, autore degli adattamenti e degli arrangiamenti dei brani del repertorio, tutti scritti dai due dedicatari, e Roberto Rossi, uno dei più completi trombonisti oggi attivi, dal lungo e articolato percorso artistico in cui spiccano i lavori orchestrali con la Civica Jazz Band e la Lydian Sound Orchestra di Riccardo Brazzale. La sezione ritmica è invece formata da due giovanissimi talenti (il contrabbassista Matteo Idà e il batterista Giacomo Nanni) cui farà da guida il pianoforte di Marcello Tonolo, strumentista e compositore che ha suonato al fianco di molte grandi personalità del jazz nazionale e internazionale.Un concerto, quello di sabato 7 marzo, che mette il trombone e due suoi grandi protagonisti in primissimo piano, nel segno dell’originalità di programmazione che anche in questa XXXI edizione ha contraddistinto le proposte della rassegna ospitata da sempre nell’auditorium della Camera del Lavoro di Milano.Atelier Musicale – XXXI edizioneSabato 7 marzo 2026, ore 17.30Francesca Petrolo Trombone SummitPer Jay Jay Johnson e Marcello RosaFrancesca Petrolo, Roberto Rossi, Danilo Moccia (tromboni), Marcello Tonolo (pianoforte), Matteo Idà (contrabbasso), Giacomo Nanni (batteria).ProgrammaJ.J. Johnson: Blues for Trombones;M. Rosa: The Sinner;J.J. Johnson: Lament;M. Rosa: Blue Camel;J.J. Johnson: Flat Black;M. Rosa: 14 Febbraio;(arrangiamento di D. Moccia);J.J. Johnson: Mohawk;M. Rosa: Rosco.Gli arrangiamenti originali di Johnson e Rosa sono stati adattati a questo organico da Danilo Moccia.Prima esecuzione assoluta.Introduce Maurizio Franco.Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.Inizio concerti: ore 17.30.Ingresso: 10 euro.On line: www.secondomaggio.orgPer informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.itDirezione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
