Autore: Lunatik

  • Zondini “Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante” Un album pieno di canzoni da sfogliare

    Zondini “Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante” Un album pieno di canzoni da sfogliare

    Zondini

    “Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante”

    Un album pieno di canzoni da sfogliare

    Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante: il nuovo disco di Zondini è un viaggio musicale tra memoria, disincanto e resistenza poetica. Dieci brani che raccontano una fuga dolceamara verso mondi interiori più veri di quelli reali.

    Ascolta l’album in streaming

    https://zondini.bandcamp.com/album/fantasy-sci-fi-compagnia-cantante

    L’INTERVISTA

    1. Perché pubblicare due versioni alternative “Compagna Mutante” dopo l’uscita ufficiale?
      Perché aspettare è sopravvalutato. E perché quando una cosa funziona davvero, non la lasci riposare: la stressi, la metti sotto pressione, vedi quanto regge.

    Compagna Cantante poteva stare lì a farsi bella, invece l’ho fatta esplodere subito.
    I “Mutanti” sono il rumore di fondo che aumenta il segnale, non il contrario.

    E nel frattempo arriva Romantasy ’96: cinque tracce che si riscrivono in giapponese come se il progetto avesse cambiato continente durante la notte.

    1. Sono remix, reinterpretazioni o veri universi paralleli?
      “Remix” è una parola da DJ. Qui è più una deviazione genetica.

    Stesso DNA, ma sviluppato in un altro ambiente. Come quando una cosa esce da uno studio e finisce in un’altra stanza, con altre regole, altri fantasmi.

    1. Ti interessa l’idea della canzone come organismo mutante?
      Mi interessa non trattare le canzoni come oggetti morti. Per anni abbiamo fatto dischi come se fossero lapidi. A me interessa quando le canzoni iniziano a muoversi da sole, come quei pezzi lunghi, ipnotici, tipo Echoes dei Pink Floyd: non sai più dove finisce il brano che stai ascoltando e dove inizi tu.
    2. Quanto cambia un brano quando cambia linguaggio sonoro?
      Cambia il modo in cui ti colpisce. Non è una questione estetica. È una questione di impatto.

    Puoi dire la stessa cosa e farla sembrare una carezza o una minaccia. Un po’ come Keanu Reeves: stesso volto, ma a seconda del contesto può salvarti o distruggerti.

    1. Pensi che il pubblico sia pronto ad accogliere versioni alternative così ravvicinate?
      Il pubblico non è pronto quasi mai. E va bene così. Se aspetti che sia pronto, stai già lavorando per Hollywood, non per un disco indie che si accontenta di tenerti un po’ di compagnia.

    6. È un modo per prolungare il racconto del concept?
     No, è un modo per sabotarlo. I concept troppo lineari mi annoiano.  Preferisco quando