Zondini
“Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante”
Un album pieno di canzoni da sfogliare
Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante: il nuovo disco di Zondini è un viaggio musicale tra memoria, disincanto e resistenza poetica. Dieci brani che raccontano una fuga dolceamara verso mondi interiori più veri di quelli reali.
Ascolta l’album in streaming
https://zondini.bandcamp.com/album/fantasy-sci-fi-compagnia-cantante
L’INTERVISTA
- Perché pubblicare due versioni alternative “Compagna Mutante” dopo l’uscita ufficiale?
Perché aspettare è sopravvalutato. E perché quando una cosa funziona davvero, non la lasci riposare: la stressi, la metti sotto pressione, vedi quanto regge.
Compagna Cantante poteva stare lì a farsi bella, invece l’ho fatta esplodere subito.
I “Mutanti” sono il rumore di fondo che aumenta il segnale, non il contrario.
E nel frattempo arriva Romantasy ’96: cinque tracce che si riscrivono in giapponese come se il progetto avesse cambiato continente durante la notte.
- Sono remix, reinterpretazioni o veri universi paralleli?
“Remix” è una parola da DJ. Qui è più una deviazione genetica.
Stesso DNA, ma sviluppato in un altro ambiente. Come quando una cosa esce da uno studio e finisce in un’altra stanza, con altre regole, altri fantasmi.
- Ti interessa l’idea della canzone come organismo mutante?
Mi interessa non trattare le canzoni come oggetti morti. Per anni abbiamo fatto dischi come se fossero lapidi. A me interessa quando le canzoni iniziano a muoversi da sole, come quei pezzi lunghi, ipnotici, tipo Echoes dei Pink Floyd: non sai più dove finisce il brano che stai ascoltando e dove inizi tu. - Quanto cambia un brano quando cambia linguaggio sonoro?
Cambia il modo in cui ti colpisce. Non è una questione estetica. È una questione di impatto.
Puoi dire la stessa cosa e farla sembrare una carezza o una minaccia. Un po’ come Keanu Reeves: stesso volto, ma a seconda del contesto può salvarti o distruggerti.
- Pensi che il pubblico sia pronto ad accogliere versioni alternative così ravvicinate?
Il pubblico non è pronto quasi mai. E va bene così. Se aspetti che sia pronto, stai già lavorando per Hollywood, non per un disco indie che si accontenta di tenerti un po’ di compagnia.
6. È un modo per prolungare il racconto del concept?
No, è un modo per sabotarlo. I concept troppo lineari mi annoiano. Preferisco quando
