Autore: AndreaInfusino
-

Festival Onde musicali sul Lago d’Iseo: sabato 18 luglio il violoncello pop di Alberto Casadei a Pisogne (Bs) e la magia del tango con Carretta, Coruzzi e Ziliani a Predore (Bg)
Prosegue sulle due sponde del Sebino la nona edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione Luigi Tadinie dall’ente di promozione turistica Visit Lake IseoDopo i tanti appuntamenti di giugno, seguiti da un pubblico particolarmente numeroso, la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, proseguirà nel mese di luglio con un fitto calendario di eventi che animeranno i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebino e di alcune località limitrofe, con il coinvolgimento di una ventina di Comuni delle province di Bergamo e Brescia.Come ormai da tradizione, anche quest’anno il festival darà spazio alle giovani promesse della musica internazionale, che fino al 26 luglio parteciperanno all’International Piano Campus, giunto alla diciasettesima edizione. Ospitato presso la prestigiosa Accademia Tadini di Lovere (Bg) e organizzato dall’associazione culturale Pianofriends, il Campus è pensato per offrire ai partecipanti un’esperienza formativa completa, orientata alla pratica concertistica e alla preparazione concorsuale. I docenti saranno Vincenzo Balzani, direttore artistico di Pianofriends e del Concorso Tadini, Philippe Raskin, pianista e docente presso l’Accademia di Vienna, e Giuseppe Andaloro, concertista di fama internazionale al quale è stato richiesto di focalizzare lo studio sul repertorio per pianoforte e orchestra a due pianoforti: un ambito fondamentale nella formazione di un pianista per affrontare il repertorio concertistico e i principali concorsi internazionali con maggiore consapevolezza. Particolare attenzione è riservata, come sempre, ai pianisti più piccoli, grazie alla presenza e all’esperienza di Catia Iglesias, presidente di Pianofriends, e Giovanna Di Donna, che garantiscono un approccio didattico attento, empatico e personalizzato, capace di accompagnare i più giovani nel loro primo percorso di crescita musicale.Il Campus culminerà in un ricco programma di esibizioni, che vedranno protagonisti i pianisti partecipanti: sabato 18 luglio il Salone dei concerti dell’Accademia Tadini di Lovere (ore 21) accoglierà Davide Ranaldi, vincitore della IX edizione del Tadini International Piano Competition. Diplomatosi presso il Conservatorio di Milano con il massimo dei voti, lode e menzione speciale per le sue «eccezionali qualità tecniche e musicali» e in seguito presso il Conservatorio di Pavia, Rinaldi è considerato un musicista dalla personalità sincera e coinvolgente. Oltre al Tadini International, a soli 26 anni ha già vinto diversi altri premi internazionali tra cui l’Euregio Piano Award in Germania, il Concorso Internazionale Rovere d’Oro e il Premio Venezia XXXVII, riservato ai migliori diplomati dei Conservatori italiani. Il giovane pianista lombardo eseguirà la Piano Sonata (Divertimento) n. 15 in Mi maggiore Hob:XVI:13 di Haydn, l’Arabeske op. 18 e il Carnaval op. 9 di Schumann, la Suite Bergamasque di Debussy e la Sonata n. 7 di Prokofiev. Domenica 19 luglio, sempre presso il Salone dei concerti dell’Accademia Tadini di Lovere sarà, invece, la volta del diciasettenne spagnolo Daniel Bertomeu Garrido, vincitore nel 2025 del prestigioso Cesar Franck Competition di Bruxelles, nonché di diversi altri concorsi quali l’International Piano Competition Junior Las Rozas, il Santa Cecilia Junior International Piano Competition e il MozArte International Piano Competition. Nel programma che Daniel eseguirà a Lovere (alle ore 21) spicca la Fantasia quasi Sonata Après une lecture de Dante, tratta dalla seconda suite delle Années de Pèlegrinage di Liszt.Tra gli altri appuntamenti del festival spicca il concerto di Alberto Casadei a Pisogne (Bs), sabato 18 luglio (via San Marco, ore 21). Figlio d’arte (il padre è Claudio Casadei, già primo violoncello dell’ensemble I Solisti della Scala con Claudio Abbado), il riminese Casadei è uno dei violoncellisti più entusiasmanti di oggi e brilla sia come solista sia come musicista da camera. Si dedica, inoltre, alla composizione, ricercando nuove possibilità espressive per il suo strumento in chiave classica ed elettrica. Non solo: insieme Luca Natali Stradivari, ultimo discendente della leggendaria dinastia cremonese, ha fondato la Stradivari International Music Academy. Ha calcato alcuni fra i palcoscenici più prestigiosi del mondo, dalla Great Hall del Conservatorio di Mosca alla Royal Albert Hall di Londra, la Salle Cortot di Parigi, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Manzoni di Milano, il Teatro Nazionale dell’Istria, la Kaiser Friedrich Halle di Mönchengladbach, il Tivoli Vredenburg di Utrecht e la Philharmonie Haarlem. Con il violoncello elettrico, Casadei eseguirà a Pisogne musica di sua composizione e brani pop tra cui Shape of You di Ed Sheeran, Viva la Vida dei Coldplay e Children di Robert Miles.La stessa sera, sulla sponda bergamasca del Sebino, a Predore, presso l’auditorium civico di via Arrio Muciano 14 (ore 21), merita una speciale attenzione anche il concerto Histoire du tango: Cesare Carretta (violino), Andrea Coruzzi (bandoneon e fisarmonica) e Nicola Ziliani (contrabbasso) condurranno il pubblico attraverso un affascinante excursus nella storia del celebre ballo argentino. Verranno eseguiti brani di Gardel (Pour una Cabeza), Villildo (El Choclo ), Rodriguez (La Cumparsita), Piazzolla (Histoire du Tango, Adios Nonino, Chiquilin de Bachin, Inverno Portegno, Oblivion, Esqualo), Galliano (Tango pour Claude ) ma non solo. Nel trio spicca la presenza di Cesare Carretta, che ha suonato con la Symphonica d’Italia diretta dal maestro Lorin Maazel e con altre prestigiose orchestre e gruppi da camera, fra cui l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Filarmonica Italiana, per la quale è solista e arrangiatore. Carretta svolge, inoltre, un’intensa attività nel panorama jazzistico italiano (ha collaborato, tra gli altri, con Rava, Bollani, Bosso, Pieranunzi, Magoni e Zavalloni) ed è fondatore dell’ensemble JAS (Jazz Acoustic Strings). È stato, infine, il primo violino del quartetto d’archi di Franco Battiato. Scorrendo gli altri appuntamenti del mese si arriva a sabato 25 luglio, quando presso l’Eremo di San Defendente, luogo di grande suggestione con una spettacolare vista sul Sebino, raggiungibile da Esmate (Bg) con una bella passeggiata di circa 40 minuti, il Duo DissonAnce presenterà al pubblico Il favoloso mondo del cinema (inizio concerto ore 21). I fisarmonicisti Roberto Caberlotto e Gilberto Meneghin eseguiranno alcune delle colonne sonore che hanno segnato la storia della settima arte, evocando celebri collaborazioni tra compositori e registi: da Prokofiev-Eisenstein a Hermann-Hitchcock, da Rota-Fellini a Morricone-Leone fino a Williams–Spielberg. L’esecuzione di famosi brani di Bernstein (Ouverture da West Side Story), Herrmann (Ouverture da Intrigo internazionale), Morricone (un omaggio in forma di suite delle musiche scritte per Sergio Leone), Tiersen (suite da Il favoloso mondo di Amélie) e di altri grandi autori verrà accompagnata da brevi riflessioni sul valore espressivo della musica nel linguaggio cinematografico. Caberlotto e Meneghin, che si sono conosciuti nel 2005 ad un corso di perfezionamento dopo il diploma al Conservatorio di Firenze, hanno inciso diversi album e collaborato con formazioni e artisti prestigiosi, tra cui l’Orchestra d’Archi Italiana, la violinista Cecilia Ziano e l’attrice Laura Curino. Alcuni compositori, tra i quali lo stesso Morricone, hanno dedicato brani originali al duo, riconoscendo nel loro approccio una valorizzazione dell’identità timbrica e interpretativa del loro strumento.Infine, domenica 26 luglio, presso la Cittadella della Musica e dell’Arte di Marone (Bs) andrà in scena il Victor Borge Tribute (ore 21), concerto lirico-vocale, ironico e divertente, con momenti di puro cabaret, che vedrà protagonisti il soprano Angela Gandolfo e il pianista Roberto Barrali. Musicista e comico danese naturalizzato statunitense, Victor Borge sfruttava le sue ottime capacità pianistiche alternando monologhi a scherzi in musica e a sprazzi di autentico pianismo classico. Animati anch’essi da una vena ironica e brillante, Gandolfo e Barrali hanno voluto omaggiare questo grande artista, mettendosi in gioco per offrire al pubblico un repertorio considerato “serio” (incluse alcune romanze di Verdi e Puccini) eseguito in modo esilarante.Da ricordare che quest’anno ricorre un compleanno importante, il centenario della Motonave Capitanio 1926, il battello più antico del Lago d’Iseo, patrimonio e memoria storica della navigazione lacustre: la ricorrenza verrà festeggiata con sei concerti in programma fino al 5 settembre tra Lovere, Marone, Iseo, Predore, Paratico, Pisogne e Castro e ospitati a bordo dello splendida e storica imbarcazione.Onde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, Comisa, Bertoni antinfortunistica industriale, Gfelti, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre, tutti gli eventi del festival sono a ingresso libero, ad eccezione di tre concerti speciali: quello del 27 giugno scorso alla Rocca Martinengo di Monte Isola e i due che andranno in scena sull’Isola di Loreto il 5 settembre, a chiusura della rassegna.Programma completo del festival, acquisto dei biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info -

“Radar” è il nuovo singolo di David Vanchieri
Da venerdì 17 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Radar” (Up Music / Il Branco Publishing SRL), il nuovo singolo di David Vanchieri.
Il brano “Radar” racconta quegli incontri che nascono nei club e nelle discoteche, dove tutto sembra perfetto e intenso, almeno per una notte. Poi, con il passare delle ore e il ritorno della luce del giorno, persone ed emozioni svaniscono, lasciando il posto alla consapevolezza di aver vissuto qualcosa di effimero. Il brano riflette sulla continua ricerca di un legame autentico in una realtà in cui le relazioni sono spesso veloci, superficiali e destinate a dissolversi.
Il titolo richiama il radar come simbolo della capacità di individuare ciò che gli occhi non riescono a vedere. Nelle relazioni, però, il vero radar dovrebbe essere il cuore, che oggi, influenzato dalle dinamiche del mondo contemporaneo, finisce troppo spesso per illudersi e perdere la giusta direzione.
Spiega l’artista a proposito del brano: “La mia musica i miei testi nascono da esperienze personali, cerco sempre di cogliere una determinata situazione e portarla nella mia musica cantando tematiche sociali per farle arrivare meglio al pubblico. Perché la musica ha un linguaggio universale e molte volte ha centrato il bersaglio più un brano musicale che mille parole dettate”.
Il videoclip di “Radar” si sviluppa attraverso un’estetica minimalista ed emotiva, in cui luci e ombre si alternano per rappresentare il caos dei sentimenti. Attraverso un’interpretazione intensa e sincera, l’artista si mette a nudo, dando voce a quel momento sospeso in cui si rincorre qualcuno che sembra sempre sfuggire. Ne nasce un racconto visivo elegante e intimo, capace di trasmettere malinconia, desiderio e la ricerca di sé dopo essersi smarriti.
Guarda il videoclip di “Radar” su YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=_Y1CHLJBVO4
DAVID VANCHIERI | BIOGRAFIA
David Vanchieri è nato il 27 settembre 1988 ed è cresciuto in un piccolo paese della provincia di Bergamo. La sua passione per la musica nasce prestissimo. A circa sei anni si esibisce per la prima volta davanti a un pubblico, partecipando a un concorso di karaoke organizzato dalla sua comunità insieme a due amici. Il trio interpreta “Gam Gam” e conquista il primo posto. Da quel momento prende parte ogni anno a concorsi canori, canta con altri ragazzi e presta la propria voce anche nel coro della chiesa.
Nel 2001, con l’arrivo dei primi talent show in televisione, cresce il desiderio di trasformare quella passione in un percorso artistico. A soli tredici anni sogna già di partecipare ai casting e attende con impazienza di raggiungere la maggiore età. Nel frattempo, conclude gli studi, diplomandosi in grafica pubblicitaria, e continua a formarsi come cantante da autodidatta. I suoi genitori, con i piedi ben saldi per terra, lo incoraggiano prima a costruirsi un futuro lavorativo e solo successivamente a investire nella propria formazione artistica. Un consiglio che decide di seguire.
Nel 2023 David Vanchieri pubblica il suo primo singolo inedito, “La notte più bella del mondo”, dando ufficialmente inizio al suo percorso discografico.
Oggi lavora come hair stylist a Milano, collaborando con produzioni televisive, backstage delle sfilate e numerosi artisti. Parallelamente non ha mai smesso di coltivare la sua più grande passione: il canto. Tra sacrifici, impegno e costanza, ha studiato con professionisti del panorama musicale come Francesco Rapaccioli, Paola Folli, Vanessa Grey e Danila Satragno.
Nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso, l’artista continua a credere nella propria musica e a inseguire il suo sogno con la stessa determinazione di sempre.
“Radar” è il nuovo singolo di David Vanchieri, disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 17 luglio.
-

“Niente prove” è il nuovo singolo di Elena CAMO
Dal 17 luglio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “Niente prove”, il nuovo singolo di Elena Camo per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.
Con “Niente Prove”, ELENA CAMO compie un ulteriore passo nel proprio percorso creativo, firmando un inno alla consapevolezza e al coraggio di scegliere se stessi senza accettare compromessi nei sentimenti. Il brano trasforma una delusione sentimentale in una dichiarazione di forza: la consapevolezza di dire “sono stata delusa” si trasforma nel rifiuto categorico di chi grida “non sarò mai un piano B”, ricordando che il vero amore non lascia spazio ai dubbi, alle attese o ai “forse”.
La canzone propone un sound pop fresco, dinamico e coinvolgente, racchiuso in una produzione dal respiro estivo e internazionale con un ritornello immediato e irresistibile, capace di rimanere in testa fin dal primo ascolto. Tra determinazione, eleganza e autenticità, “Niente Prove” racconta il momento in cui si smette di rincorrere conferme e si sceglie di non essere mai la seconda opzione di nessuno, confermando la volontà dell’artista di affermare un’identità musicale sempre più definita.
Un singolo dal forte impatto radiofonico, che invita ad alzare il volume e cantare con convinzione una sola verità: chi sa quanto vale, non accetta più mezze misure. Un’occasione in cui ELENA CAMO continua a crescere, raccontandosi con sincerità per lasciare un segno nel panorama del pop italiano.
Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Mi piace pensare che ‘Niente Prove’ sia una vera e propria presa di posizione. Non racconta la fine di una storia, ma la scelta di restare fedeli a se stessi. Ci sono momenti in cui smetti di cercare risposte fuori e capisci che l’unica conferma di cui hai davvero bisogno è quella che trovi dentro di te. Fin dalle prime idee in studio, desideravo una canzone che avesse luce, movimento e ritmo. Volevo un brano pop capace di trasmettere una forte energia senza perdere in profondità, caratterizzato da un ritornello immediato e da quella sensazione di libertà che nasce solo quando si smette di accettare compromessi. Per me questo singolo rappresenta un nuovo passo nel mio percorso. Mi piace esplorare un pop essenziale, dove melodia, sound e parole si sostengono a vicenda in perfetto equilibrio. ‘Niente Prove’ fotografa una scelta precisa: smettere di rincorrere l’incertezza, riconoscere il proprio valore e andare avanti. C’è stato un momento molto preciso in cui ho capito che il brano era davvero concluso. Non è successo in studio durante il mix, ma mentre tornavo a casa. Mi sono accorta che continuavo a canticchiarlo senza nemmeno pensarci; non stavo più analizzando una traccia in lavorazione, la canzone aveva iniziato a camminare da sola. In quell’istante ho sorriso e ho capito che ormai non apparteneva più solo a me. Credo sia una delle sensazioni più belle per chi scrive musica: accorgersi che un pezzo è pronto per trovare la sua strada e, soprattutto, per incontrare le persone che lo faranno diventare parte della loro vita.”
Biografia
Elena Camocardi, in arte ELENA CAMO (classe 1991), è una cantautrice e performer veronese dalla solida formazione accademica. Laureata in pianoforte e canto al Conservatorio di Trento, ha perfezionato il proprio stile moderno tra Bari, Penne e Milano, ottenendo prestigiosi riconoscimenti in concorsi nazionali come Castrocaro e Saint Vincent. La sua carriera spazia dai palchi del Nord Italia, tra opera lirica e musical, fino alle apparizioni su Rai 1.
Dopo il debutto nel 2023 con l’album Contromano, ha intrapreso tra il 2024 e il 2025 un tour teatrale con orchestra sinfonica, pubblicando parallelamente i singoli Colombia e Big Babol. Il brano Sola, uscito a fine 2025, ha anticipato il nuovo progetto discografico previsto per il 2026. Dotata di una vocalità intensa e riconoscibile, l’artista si distingue per la capacità di fondere tecnica, sensibilità e un’estetica profondamente contemporanea.
Il mondo sonoro di ELENA CAMO è un crocevia tra pop italiano e internazionale, musica orchestrale e teatro. Se da un lato l’interpretazione vocale guarda a icone come Giorgia, Elisa, Adele e Lady Gaga, dall’altro la sua scrittura è profondamente influenzata dalle grandi colonne sonore e dagli arrangiamenti sinfonici. A questa base classica si innestano sonorità pop-elettroniche e atmosfere synth anni ’80, caratterizzate da melodie evocative e aperture armoniche di forte impatto emotivo.
Tra le tracce più significative spiccano Contromano, manifesto del suo esordio, e Colombia, dal carattere coinvolgente. Sola rappresenta l’anima più intima e preludio al lavoro del 2026, mentre Basta ne sottolinea la forza interpretativa. Completa il quadro Big Babol, brano sperimentale distribuito anche in lingua spagnola, che ne evidenzia il lato più fresco e moderno.
La proposta musicale si rivolge a un pubblico trasversale, prevalentemente compreso tra i 20 e i 45 anni. La capacità di unire l’immediatezza del pop contemporaneo alla raffinatezza della formazione lirica permette di intercettare sia le nuove generazioni, attratte dall’elettronica e dal revival anni ’80, sia ascoltatori adulti che ricercano profondità testuale e qualità performativa.
Le sue canzoni danno voce a fragilità, rinascite e sfumature emotive universali. Trasformando esperienze personali e relazioni in musica, l’artista crea un ponte empatico con l’ascoltatore, permettendo a chiunque di rispecchiarsi nelle sue storie di cambiamento e forza interiore.
L’obiettivo nel medio termine è consolidare la propria presenza nel panorama pop italiano attraverso produzioni di qualità e performance live di alto livello. Nei prossimi anni, ELENA CAMO punta a una crescita costante sulle piattaforme digitali e alla partecipazione a festival di rilievo nazionale, con l’ambizione di affermarsi come una realtà artistica solida, elegante e capace di unire musica e teatro in un’unica esperienza scenica.
A maggio 2026 esce “Quando”.
“Niente prove” è il nuovo singolo di Elena CAMO disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 17 luglio 2026.
Instagram | Facebook | TikTok | YouTube |Spotify
-

“Futuro 3000” è il nuovo singolo di Namida
Dal 17 luglio 2026 sarà “Futuro 3000”, il nuovo singolo di Namida per The Saifam Group disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 29 maggio. Prosegue il Futuro 3000 Summer Tour con le nuove date.
“Futuro 3000” è un manifesto generazionale che unisce l’energia del pop punk anni 2000 a un racconto contemporaneo, ironico e disilluso. Attraverso una serie di personaggi simbolici, il brano fotografa una generazione sospesa tra alienazione, relazioni digitali, precarietà emotiva e ricerca di un posto nel mondo.
Con chitarre distorte, ritornelli immediati e un’attitudine irriverente, il sound richiama l’estetica pop punk dei primi anni Duemila, riletta con una sensibilità moderna. Dietro il sarcasmo e l’energia si nasconde una riflessione sul disagio, sulla noia e sul bisogno di sentirsi vivi, trasformando queste emozioni in un inno da cantare a squarciagola.
Il pezzo è stato prodotto da Federico Ascari e Fabio Zanolini.
Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Futuro 3000 è il primo tassello del mio nuovo progetto ed è il brano che fa da ponte tra due mondi. Da una parte c’è tutto quello che è stato Bimbi Cattivi, con la sua urgenza, la sua rabbia e il suo immaginario; dall’altra c’è una nuova direzione, fatta di sonorità diverse ma della stessa voglia di raccontare la mia generazione senza filtri. Sentivo il bisogno di partire da qui, perché questo pezzo racchiude perfettamente il momento che sto vivendo, sia come artista che come persona. È un manifesto generazionale, ma anche una fotografia di quel senso di smarrimento che credo appartenga a tanti di noi. Ho cercato di raccontarlo con ironia, perché spesso è proprio l’ironia che ci permette di sopravvivere alle cose più pesanti. Per me Futuro 3000 rappresenta una fase di passaggio: è il filo che unisce il passato al futuro. Da qui in poi il progetto evolverà, mantenendo la stessa sincerità che mi ha sempre contraddistinta, ma esplorando nuovi suoni e nuovi modi di raccontare quello che vivo.”
FUTURO 3000 SUMMER TOUR:
18 Luglio: Padova – That’s So Emo! DIY Summer Fest
19 Luglio: Roma – Je So Pazzo Music Festival (Guest)
26 Luglio: Milano – Moontell
9 Agosto: Livorno – Food Rock Festival
11 Agosto: Porto Viro – Agosto Donadese
12 Settembre: Perugia – Tuo Rock Festival
Biografia
Claudia Pregnolato, in arte Namida (Torino, 20 febbraio 2000), è una cantautrice pop punk dal sapore internazionale. La sua voce calda e potente è il marchio di fabbrica di un progetto che fonde energia, vulnerabilità e un immaginario profondamente legato alla provincia italiana.
Trasferitasi in Veneto fin da piccola, cresce respirando la lentezza della provincia e trova nella musica il modo per dare colore alla nebbia e alla noia. Nel 2018 è semifinalista al Festival di Castrocaro e nel 2019 finalista al Festival Show, oltre a vincere il Festival di Cittadella. Nel 2021 torna tra gli otto finalisti del Festival di Castrocaro e conquista la vittoria ad Area Sanremo con il brano Estate di Merda. Nel 2022 è semifinalista di Deejay On Stage con il singolo AIP.
Nel 2023 continua a sviluppare la propria identità artistica pubblicando diversi singoli che ottengono il supporto editoriale di Spotify, entrando in playlist come New Music Friday, Rock Italia e Sanguegiovane. Nello stesso anno viene scelta per esibirsi in alcuni dei principali festival italiani, aprendo i concerti di artisti come Bresh (Meeting del Mare), Tananai (Sequoie Music Park), Nu Genea (Tanta Robba Festival) e Hell Raton (Antifestival). È inoltre selezionata tra i 35 artisti di Deejay On Stage 2023 e sale sul palco dell’RDS Summer Festival in apertura a Fedez, J-Ax, Annalisa e Boomdabash.
Nel 2024 porta la sua musica dal vivo con il Paranoia Park in Tour, toccando numerose città italiane. Ad aprile apre il concerto delle Bambole di Pezza a Milano e a giugno ha la straordinaria opportunità di aprire la prima data del VASCO LIVE 2024 allo Stadio San Siro di Milano, esibendosi davanti a oltre 70.000 persone.
Con il suo primo album, Bimbi Cattivi, Namida consolida la propria identità artistica attraverso un racconto sincero fatto di istinto, rabbia, ironia e fragilità. Alcuni brani del disco vengono scelti come colonna sonora della serie TV Creatives, distribuita su Prime Video, contribuendo a far conoscere il progetto anche in ambito audiovisivo.
Oggi Namida è in tour con il Futuro 3000 Summer Tour, il nuovo capitolo del suo percorso artistico che porta sul palco tutta l’energia del pop punk contemporaneo e una scrittura capace di raccontare con autenticità la complessità emotiva della sua generazione. Grazie a una presenza scenica intensa e a un linguaggio diretto, continua ad affermarsi come una delle voci più interessanti della nuova scena pop punk italiana.
“Futuro 3000” è il nuovo singolo di Namida disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 29 maggio e in rotazione radiofonica dal 17 luglio.
-

“Maracaibo” è il nuovo singolo dei Mercanti di Liquore feat. Filippo Pax
Dal 17 luglio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Maracaibo”, il celebre brano di Lu Colombo e David Riondino reinterpretato da Mercanti di Liquore feat. Filippo Pax.
Spiegare il tema di “Maracaibo” è come fare il riassunto di un romanzo di Salgari. La canzone narra l’avventurosa vita di Zazà, una bellissima donna dalla pelle bruna che lavora come ballerina in un locale notturno (il Barracuda) ma che, segretamente, gestisce un traffico d’armi verso Cuba, proprio mentre è in corso la rivoluzione.
Zazà ha una relazione amorosa nientemeno che con Fidel Castro; questi, tuttavia, la trascura perché troppo impegnato con la guerriglia. L’assenza del leader spinge l’eroina del brano tra le braccia del fatidico terzo incomodo, un uomo di nome Pedro. Scoperti i due amanti, Fidel reagisce con impulsività e spara quattro colpi di pistola contro la donna. Zazà riesce a scappare e affronta l’oceano su un’imbarcazione di fortuna.
Dopo aver fatto naufragio nella notte ed essere stata morsa da un pescecane, la protagonista riesce comunque a salvarsi approdando finalmente a Maracaibo, dove trova la pace e ricostruisce la propria vita. Lì diventa la tenutaria di una casa di piacere e ai clienti più fortunati, di tanto in tanto, mostra la “zanna bianca come la luna” che il pescecane ha lasciato come cicatrice sulla sua pelle bruna.
Il sound resta fedele alle sue origini tropicali e latine, ma nella versione del gruppo i fiati sono stati interamente sostituiti dagli strumenti a corda (chitarre, mandolini e ukulele) e dalla fisarmonica. Questa scelta permette di avvicinare il brano allo stile caratteristico della formazione, pur mantenendo intatto l’orizzonte e lo spirito originale.
Commenta Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore a proposito del brano: “Ho pensato di registrare Maracaibo perché, insieme ai miei compagni di viaggio, volevamo avventurarci nella rilettura di un pezzo che ci mettesse un po’ in difficoltà, che ci costringesse ad allontanarci dalla cosiddetta “comfort zone” Normalmente i Mercanti di Liquore si muovono in quella che viene definita musica d’autore (termine alquanto discutibile) o, peggio ancora, musica impegnata. Maracaibo ci sembrava il giusto compromesso per rivendicare una libertà stilistica vitale per ogni musicista e magari ampliare un pochino il nostro vocabolario musicale. Tutti quanti avevamo nelle orecchie la mitologica versione di Lu Colombo e non è stato facile trovare una nostra strada, abbiamo provato a stravolgere completamente la ritmica e l’arrangiamento del pezzo, ma il risultato non ci convinceva, sembrava più un esercizio di stile che una sincera rilettura. Alla fine abbiamo optato per un arrangiamento più simile all’originale, prendendoci qualche libertà sulla scelta degli strumenti e sull’utilizzo delle voci. Penso che Maracaibo abbia un testo potente ed evocativo che ti costringe a rispettarne le suggestioni e i colori. Oltre a questo la scelta del brano è stata anche dettata dall’improvvisa scomparsa di David Riondino, co-autore insieme a Lu Colombo del pezzo. David l’ho incontrato spesso e qualche volta abbiamo anche condiviso il palcoscenico. Registrare Maracaibo era anche un modo tenero di ricordarlo.”
LINE-UP:
Lorenzo Monguzzi – voce e chitarra
Andrea Verga – chitarra, banjo, mandolino
Elio Biffi – tastiere e fisarmonica
Nadir Giori – basso
Lorenzo Bonfanti – batteria
Biografia
I Mercanti di Liquore, in quasi trent’anni di attività, hanno suonato molto più dei dischi che hanno pubblicato, cinque in totale (Mai Paura, 1999 – La Musica dei Poveri, 2002 – Che cosa te ne fai di un titolo, 2005), più il doppio Live in Dada nel 2006, a cui si aggiunge, nel 2025, l’ultima produzione Non ci troverete mai.
Partendo dal loro primo amore indiscusso, Fabrizio De André, da cui deriva sia l’origine del loro nome che buona parte della scaletta del loro esordio discografico, la band ha legato per diversi anni il proprio nome alla collaborazione, in teatro e in studio, con Marco Paolini, scrivendo le musiche e accompagnando in scena l’attore e drammaturgo veneto. Con Paolini registrano ben due dischi, tratti dagli omonimi spettacoli (Sputi nel 2004 e Miserabili nel 2008).
Dopo una lunga pausa tornano nel 2021 con “Lombardia”, un 45 giri in vinile per un progetto speciale legato a Emergency e alla pandemia Covid-19 a cui partecipano quasi trenta artisti, tra cui Edda, Giorgio Canali, Omar Pedrini, elementi di Bandabardò, Punkreas, Ministri, Fast Animals and Slow Kids, Pinguini Tattici Nucleari e molti altri.
Con una formazione rinnovata e uno spirito indomito, i Mercanti di Liquore pubblicano il 14 maggio 2025 Non Ci Troverete Mai, un nuovo album solido e carico di emozioni, anticipato il 5 maggio dal singolo Coltivare l’ortica (distribuzione digitale A1 Entertainment – distribuzione fisica IRD/Maremmano Records).
“Maracaibo” è il nuovo singolo dei Mercanti di Liquore feat. Filippo Pax disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 17 luglio 2026.
-

“Udinì” è il primo singolo di Gio DeCaprio
Dal 17 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Udinì”, il primo singolo di Gio DeCaprio per Jazzy Records disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 maggio.
“Udinì” è un brano ritmico e travolgente che fonde l’energia di riff marcatamente funky a un andamento teatrale e narrativo. La musica si muove con un passo dinamico — quasi fosse un piccolo numero scenico — capace di trovare un perfetto equilibrio tra l’immediatezza del groove e lo spessore della canzone d’autore.
Il titolo evoca in modo “felliniano” la figura del celebre illusionista Harry Houdini. Qui, catene, chiavi e giochi di prestigio diventano una metafora universale della necessità di evadere dai vincoli visibili e invisibili della quotidianità. Con un mix di ironia e profondità, DeCaprio firma un pezzo che parla di fuga, identità e rinascita, tracciando con forte personalità l’inizio del suo percorso artistico.
Spiega l’artista a proposito del brano: “Udinì è il brano con cui ho sentito di poter aprire davvero questo nuovo capitolo del mio percorso musicale. Non è solo il mio primo singolo: per me rappresenta una specie di dichiarazione d’intenti. Dentro ci sono molte delle cose che mi interessano come autore: il racconto, l’ironia, il gioco tra verità e finzione, il gusto per i personaggi un po’ laterali, quelli che sembrano usciti da un piccolo film. L’idea è nata intorno alla figura di Houdini, ma non volevo scrivere una canzone semplicemente ‘su’ Houdini. Mi interessava di più usare quell’immaginario — le catene, le chiavi, la fuga, il numero di magia — come metafora. In fondo tutti, a modo nostro, abbiamo qualcosa da cui liberarci: un’abitudine, una paura, un ruolo, un’idea di noi stessi che non ci corrisponde più. Udinì parla anche di questo, ma lo fa con leggerezza, senza diventare troppo esplicita o didascalica. Durante la scrittura mi sono divertito molto a stare su quel confine ambiguo tra gioco e verità. C’è una parte teatrale, quasi da cantastorie, che sento molto vicina al mio modo di intendere la musica. Io non penso mai a una canzone solo come a una sequenza di accordi e parole: la immagino come una scena, con una luce, un’atmosfera, dei personaggi, un piccolo colpo di scena. Anche la registrazione in studio, agli Abbey Rocchi Studios di Roma, è stata un momento importante. Sentire il brano prendere forma con musicisti come Dario Rosciglione, Amedeo Ariano, Max Filosi, Enrico Solazzo e Juan Carlos Albelo Zamora mi ha dato la conferma che “Udinì” poteva diventare qualcosa di più del semplice debutto discografico. Ognuno ha portato una sfumatura, un colore, una possibilità narrativa in più. Credo che Udinì si inserisca nel mio progetto musicale come una porta d’ingresso: introduce il mio mondo, il mio modo di scrivere, il mio rapporto con la canzone d’autore, con il jazz, con il racconto e con una certa idea di libertà. È un brano leggero solo in apparenza. In realtà, dietro il gioco, c’è il desiderio di ricominciare, di sciogliere qualche catena e di arrivare alla musica con il mio tempo, anche se magari in controtempo.”
Il videoclip di “Udinì” traduce in immagini l’universo ambiguo e teatrale del brano, costruendo una scena in cui si compenetrano cabaret, magia e seduzione. Sul palcoscenico, tra sipari rossi, luci calde, catene, chiavi, carte da gioco e oggetti da illusionista, compare Gio DeCaprio in una versione trasfigurata: non una riproduzione realistica, ma un suo doppio disegnato, volutamente “fumettoso”, proiettato dentro l’immaginario fantastico della canzone.
La scelta visiva accentua proprio questa dimensione di finzione dichiarata. Il protagonista diventa una figura da racconto illustrato, un prestigiatore-cantastorie capace di attrarre, confondere e promettere meraviglia. Il volto e la presenza scenica rimandano all’artista reale, ma vengono reinterpretati in chiave visionaria, come se Giò DeCaprio entrasse nel proprio stesso spettacolo attraverso una maschera narrativa.
La messa in scena gioca così sul confine tra incanto e inganno, spettacolo e identità, verità e artificio. Le parole del testo entrano nello spazio scenico e diventano parte dell’immaginario, trasformando il video in un lyric video narrativo, ricco di suggestioni simboliche. “Udinì” diventa un piccolo numero di magia in forma audiovisiva: ironico, seducente e inquieto, dove anche l’immagine dell’artista partecipa al gioco dell’illusione.
Il videoclip è stato realizzato dal team di comunicazione interno di Jazzy Records, con la direzione creativa di Valentina Gramazio.
Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/seKDCxmrOdU
Biografia
Autore, pianista, cantante e narratore musicale nato in Campania nel 1962, Gio DeCaprio approda alla discografia attraverso un percorso personale e professionale non lineare, fatto di deviazioni, pause e nuove consapevolezze. La sua è una storia costruita fuori dagli schemi convenzionali: un cammino maturato nel tempo, lontano da ogni urgenza generazionale, e proprio per questo segnato da una forte autenticità espressiva.
Avvicinatosi al pianoforte da bambino, sviluppa negli anni un rapporto istintivo e autodidatta con lo strumento, nutrito dall’ascolto, dalla pratica e dal confronto con altri musicisti. Più che un interprete accademico, DeCaprio si ritrova nella figura del cantastorie, capace di trasformare in musica immagini, ricordi e contraddizioni della vita quotidiana. Se negli anni ’80 vive alcune esperienze significative accanto al chitarrista jazz Nunzio Barraco frequentando ambienti stimolanti per il suo gusto artistico, successivamente la vita lo porta lontano dai palcoscenici, impegnandolo prima in una multinazionale e poi nell’attività forense. È proprio dopo questa lunga parentesi che la musica torna a imporsi come un linguaggio necessario, ridefinendosi come uno spazio profondo di espressione e libertà.
Il suo stile originale nasce dall’incontro tra la grande canzone d’autore italiana, il jazz, la musica brasiliana e spiccate suggestioni cinematografiche. Nelle sue composizioni convivono l’eleganza armonica, l’ironia, il senso della scena e un gusto raffinato per la parola, elementi capaci di dare vita a veri e propri luoghi sonori in cui si muovono personaggi, fragilità e desideri di fuga.
Il debutto ufficiale avviene con il singolo “Udinì”, registrato presso gli Abbey Rocchi Studios di Roma con la produzione artistica di Dario Rosciglione, il mix di Enrico Solazzo e il supporto di una formazione di grandi professionisti. Pubblicato da Jazzy Records e distribuito da DistroKid, il brano inaugura la collaborazione con l’etichetta e con il team guidato da Valentina Gramazio, che ne cura l’identità e lo sviluppo strategico.
Pensato per un pubblico attento alla qualità interpretativa, alla musica autenticamente suonata e alle sfumature della canzone d’autore, questo primo singolo anticipa la pubblicazione dell’album “Controtempo”. Un titolo manifesto che racchiude perfettamente il senso dell’intera vicenda artistica di Giò DeCaprio: arrivare alla musica seguendo un tempo personale, inatteso, ma profondamente necessario.
“Udinì” è il primo singolo di Gio DeCaprio disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 maggio e in rotazione radiofonica dal 17 luglio.
Facebook | Instagram | YouTube
-

In libreria “Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera” di Elisa Benedetto: una commedia brillante e sincera sulla resilienza femminile
Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, Elisa Benedetto debutta come autrice con “Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera”, per Edizioni Clandestine, Collana Narrazioni Clandestine.
Beatrice è ironica, disastrosa e irresistibilmente umana. Cresciuta in una famiglia “da copertina”, ha sempre avuto il talento innato di trasformare ogni momento perfetto in una catastrofe spettacolare. Da centralinista pasticciona a commerciale in carriera, tra voli prenotati nel giorno sbagliato e caffè rovesciati, Bea affronta il mondo con il sorriso e la convinzione che prima o poi tutto si sistemi — o almeno, che se ne possa ridere.
Dopo un salto imprevisto in una multinazionale e una parentesi londinese con Andrea — collega, complice e poi marito — la sua vita sembra finalmente aver trovato un equilibrio. Il ritorno in Italia, il matrimonio, la nascita di Camilla portano felicità e rivoluzione, finché il lavoro non si trasforma in un campo minato: un capo glaciale, colleghi silenziosi, un clima che da competitivo diventa ostile. Beatrice si ritrova al centro di un lento ma inesorabile mobbing, fino al licenziamento che le toglie il terreno sotto i piedi.
Ma Bea non è il tipo da restare ferma alla fermata sbagliata. Riparte da sé: tra colloqui surreali, imprevisti domestici, un marito che la sostiene e una piccola rete di vicini che diventano famiglia, ritrova la sua bussola più preziosa — l’ironia.
“‘Avevo un piano, la vita no’ non è nato da un progetto studiato a tavolino – ha dichiarato l’autrice.
Per anni questa storia mi è rimasta in testa senza essere davvero cercata, tornando ogni tanto a bussare. Poi, a un certo punto, è uscita e basta.
È un’autobiografia estremizzata e romanzata all’eccesso, ma tutto quello che succede a Beatrice nasce da qualcosa che ho vissuto davvero.
Credo che sia successo perché anch’io, come lei, sono una pianificatrice seriale che la vita si è divertita parecchio a smentire.
Volevo raccontare una donna vera: imperfetta, ironica, a volte un po’ casinista, che prova a tenere insieme tutto senza perdere sé stessa. E volevo farlo con leggerezza, perché credo che l’ironia sia uno dei modi migliori per sopravvivere alle cose difficili”.
“Come casa editrice, abbiamo scelto di pubblicare ‘Avevo un piano, la vita no’ di Elisa Benedetto perché abbiamo riconosciuto in questa storia una voce autentica, contemporanea e profondamente vicina alla realtà di molte donne e famiglie di oggi – ha commentato l’editore.
Il romanzo affronta temi universali: il lavoro, la maternità, l’identità personale, il cambiamento improvviso e la necessità di reinventarsi, con uno sguardo originale che unisce ironia, leggerezza ed emozione. Beatrice è una protagonista imperfetta, brillante e vera: una donna che sbaglia, cade, si rialza e continua a cercare il proprio posto nel mondo senza perdere la capacità di sorridere anche nei momenti più difficili.
Ci ha colpito la capacità di Elisa Benedetto di raccontare con ritmo e sensibilità il fragile equilibrio tra ambizione professionale e vita privata, trasformando esperienze comuni in una narrazione fresca, divertente e profondamente umana. La sua scrittura riesce a parlare con sincerità di precarietà, aspettative sociali e resilienza femminile, senza mai rinunciare alla leggerezza e all’ironia che rendono il romanzo così coinvolgente.
Abbiamo creduto in questo libro perché offre alle lettrici e ai lettori una storia in cui riconoscersi, emozionarsi e ritrovare speranza. ‘Avevo un piano, la vita no’ ci ricorda che spesso i percorsi più inaspettati sono quelli che ci portano davvero verso una nuova versione di noi stessi”.
Questo libro non rappresenta infatti un lieto fine, ma un nuovo inizio: quello di una donna che trova la forza di ripartire, ogni volta, con una tazza di caffè in mano e la certezza che, in fondo, si può sempre ricominciare.
Dati tecnici
Autore: Elisa Benedetto
Titolo: Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera
Editore: Edizioni Clandestine
Collana: Narrazioni Clandestine
Anno edizione: 2026
Pagine: 179 p., Brossura
Costo: 15,99 Euro
EAN: 9791259871954
Elisa Benedetto
Torinese di nascita e viaggiatrice per vocazione: prima di fermarsi (forse) nell’hinterland milanese ha vissuto tra Parigi, Ravenna e Dublino.
Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, debutta come autrice con Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera.
-

In Italia “L’ultimo incarico a Parigi” di Rhys Bowen, un romanzo epico e commovente sulla Resistenza, il coraggio femminile e il prezzo devastante della guerra
Rhys Bowen, una delle voci più amate e premiate della narrativa storica internazionale con oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo e più di 100 mila nel nostro Paese, torna per Indomitus Publishing con “L’ultimo incarico a Parigi”, edizione italiana di “The Paris Assignment”.
Parigi, fine anni ’30. Madeleine Grant, giovane londinese brillante e idealista, crede di aver trovato la felicità tra le braccia di Giles Martin, giornalista francese e uomo di grande carisma. Insieme crescono il loro bambino, Olivier, sotto il cielo della Ville Lumière. Ma quando le ombre della guerra si allungano sull’Europa, la loro vita va in frantumi.
Giles sceglie di restare a combattere nella Resistenza. Madeleine, costretta a fuggire in Inghilterra con il figlio, si rifugia nella fragile illusione della normalità. Finché la tragedia non bussa con violenza alla sua porta: Olivier viene portato via in un istante e con lui ogni certezza.
Ma Madeleine non è fatta per arrendersi. Quando il ministero britannico le offre un incarico clandestino nella Francia occupata, accetta senza esitare. Il dolore si fa forza. La speranza si fa arma. E la vendetta diventa missione. In una Parigi spezzata dalla paura, Madeleine affronterà il tradimento, la crudeltà dei nazisti e il peso insostenibile della memoria. Ma ogni passo che compirà la avvicinerà alla vendetta. E, forse, alla possibilità di ritrovare almeno Giles.
“Specializzata in storie ambientate durante la Seconda Guerra Mondiale e acclamata per la sua ricerca storica meticolosa, la profondità emotiva e la capacità di creare protagoniste indimenticabili, Rhys Bowen viene elogiata da autrici del calibro di Jacqueline Winspear e Deborah Crombie per la sua magistrale narrazione e l’attenzione ai dettagli storici.
Ne ‘L’ultimo incarico a Parigi’ ci consegna uno dei suoi romanzi più intensi e di grande impatto emotivo, mescolando storia, spionaggio, amore e resilienza.
I lettori anglosassoni lo hanno definito ‘straordinario’, ‘impossibile da mettere giù’, con personaggi realistici, una scrittura elegante e una ricostruzione storica ricca e accurata”.
Ambientato tra Parigi, Londra e l’Australia, è un libro perfetto per chi ama le grandi eroine della narrativa storica, le storie di coraggio femminile, i romanzi sulla Seconda Guerra Mondiale e le trame che uniscono tensione, commozione e speranza.
Un tributo al sacrificio, all’amore materno e alla capacità umana di rialzarsi anche di fronte alle prove più dure. Un libro che resta nel cuore.
DATI TECNICI
Titolo: L’ultimo incarico a Parigi
Autrice: Rhys Bowen
Casa editrice: Indomitus Publishing
Data di pubblicazione: 2 luglio 2026
Costo: ebook € 6,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 19,99 in libreria e su tutti gli store online
Pagine: 446
Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/ultimo-incarico-a-parigi-rhys-bowen/ e https://www.amazon.it/dp/B0FGHZGRPY
BIOGRAFIA AUTRICE
Le opere di Rhys Bowen hanno venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo e oltre 100 mila in Italia, e sono state tradotte in più di 30 lingue. È stata candidata a tutti i principali premi del genere giallo e ha vinto numerosi premi Agatha, Anthony e Macavity.
Tra i suoi libri figurano i gialli storici, oltre a diversi romanzi indipendenti bestseller internazionali.
Rhys vanta una fedele base di fan in tutto il mondo, con oltre 215.000 follower sui social media. Per maggiori dettagli visitate il suo sito https://rhysbowen.com/
PROFILO CASA EDITRICE
Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.
-

“E Si Va, Si Va” è il nuovo singolo di Manuela Dia
Da venerdì 17 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “E Si Va, Si Va” il nuovo singolo di Manuela Dia, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 12 giugno.
“E Si Va, Si Va” è un brano d’antan dal sapore senza tempo, una marcia trionfale che accompagna l’ascoltatore in un viaggio tra le contraddizioni dell’essere umano, costantemente alla ricerca di un senso. Allo stesso tempo, la canzone offre uno sguardo su un’Italia che fu e che oggi appare profondamente cambiata, intrecciando memoria, riflessione e consapevolezza. “E Si Va, Si Va” vuole essere un inno a non arrendersi mai nonostante tutto.
Spiega l’artista a proposito del brano: «“E Si Va, Si Va” è per me un affresco multiforme, un brano maturo ma non troppo, perché conserva quella parte giocosa e fanciullesca che ogni tanto si rivela. Fortunatamente».
Il videoclip di “E Si Va, Si Va” trasforma un viaggio in autobus in una metafora del tempo, dei ricordi e delle occasioni perdute. Tra scorci di un’Italia dal fascino d’altri tempi e immagini dal sapore cinematografico, prende forma il racconto di un amore giunto al capolinea, sospeso tra nostalgia, eleganza e disincanto. Il video è stato realizzato con l’intelligenza artificiale da Marco Marati.
Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=EBn2Bsv8TM0
MANUELA DIA| BIOGRAFIA
Manuela Dia è una cantante, autrice e compositrice piacentina. Artista poliedrica e prolifica che sfugge ad ogni cliché. Nata come vocalist, ha collaborato con alcuni tra i più famosi artisti italiani, tra cui Celentano, Jovanotti, Dalla, Toto Cutugno e Pino Donaggio. Ha poi intrapreso un suo cammino creativo con grande determinazione, studiando chitarra classica, canto, armonia jazz, improvvisazione e composizione. Canta e scrive in quattro lingue, si definisce un’artigiana prestata alla musica. Scrive inseguendo memorie e silenzi armata di matita e pentagramma, tra una pausa e l’altra. Ha vinto il Premio Tenco e il Premio Recanati per la musica d’autore, ma l’incontro con il jazz cambiò il suo modo di scrivere e di rapportarsi con la musica. Musicista schiva e poco incline alle ribalte, adora Tom Waits, Chet Baker, la poetica di Leonard Cohen, Marvin Gaye, David Bowie, Erik Satie, David Sylvian, Paolo Conte, Enzo Jannacci, Serge Gainsbourg e Jobim. Appassionata di cinema, poesia, letteratura e pittura, si divide tra arte e famiglia. Ha lavorato per la pubblicità, per il teatro, passando dal blues al pop, dalla bossa nova alla dance e dal soul al latin-jazz, perchè la musica è un linguaggio universale che non ha confini territoriali, mentali o creativi. Lavora da sempre con Massimo Braghieri Paramour amico e musicista eclettico che ha curato gli arrangiamenti e le produzioni di gran parte dei brani facenti parte dell’album “La Danza Umana”, registrati tra l’Elfo Studio di Tavernago, l’Intonoise Studio di Londra e infine masterizzati da Geoff Pesche agli Abbey Road di Londra.
Hanno partecipato al progetto, scritto e cantato interamente da Manuela: Massimo Paramour al pianoforte, Renato Podestà alle chitarre, Roberto Lupo alla batteria, Federico Malaman al basso, Mauro Ottolini al trombone, Giovanni Guerretti alle tastiere, Davide Ghidoni alla tromba e Matteo Pescarolo e Gianni Azzali al sax. Nelle sue canzoni c’è sempre una vena d’ironia, parole sospese tra leggerezza e malinconia. Manuela Dia cerca di raccontare il suo tempo, con tutte le sfumature e le contraddizioni che questo tempo ha.
“E Si Va, Si Va” è il nuovo singolo di Manuela Dia disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 12 giugno e in rotazione radiofonica da venerdì 17 luglio.
-

“Eh No!” è il nuovo singolo dei Relief
Da venerdì 17 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “EH NO!” il primo singolo dei RELIEF per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.
“Eh No!”, prodotto da Massimo Calabrese e Marco Lecci per Musica & Rivoluzione, è un brano che affronta il tema della responsabilità individuale nell’epoca delle semplificazioni sociali e delle narrazioni polarizzate. Attraverso un linguaggio ironico e provocatorio, la canzone racconta la crescente tendenza ad attribuire le proprie difficoltà a fattori esterni, senza mettere in discussione il proprio ruolo nelle dinamiche personali e relazionali. Pur prendendo spunto da alcune derive del dibattito online contemporaneo, il brano non si rivolge a una categoria specifica, ma propone una riflessione su un atteggiamento umano universale.
Musicalmente, il pezzo si sviluppa tra sonorità pop-funk e un’attitudine ironica, dando forza a un messaggio che richiama l’importanza dell’autocritica e della responsabilità personale.
Spiega la band a proposito del brano: “Abbiamo scritto ‘Eh no!’ osservando quanto sia diventato facile trovare un colpevole e quanto sia diventato difficile mettersi in discussione. Non è una canzone contro qualcuno: è una canzone contro l’idea che la responsabilità appartenga sempre agli altri”.
Il videoclip di “Eh No!”, diretto e montato da Lorenzo Lecci e Diego Buonanno (Visionari Lab), sceglie di non rappresentare in modo letterale il contenuto del brano, sviluppandone invece i temi attraverso un linguaggio ironico e surreale. I componenti della band si muovono in una successione di situazioni quotidiane, personaggi insoliti e continui giochi visivi che richiamano l’estetica della comunicazione digitale contemporanea. Ne nasce un racconto leggero e autoironico che accompagna la riflessione sulla responsabilità personale e sulla tendenza, sempre più diffusa, a ricercare un colpevole esterno.
Guarda il videoclip di “Eh No!” su YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=ktdgc4VCrBE
RELIEF| BIOGRAFIA
I Relief sono una band pop italiana attiva da circa due anni, nata a Roma dall’incontro di musicisti con percorsi e sensibilità diverse ma un’idea comune di canzone: un pop contemporaneo che unisce melodia, ricerca sonora e ironia. Il progetto prende forma attraverso la scrittura di brani originali in italiano e una forte attenzione agli arrangiamenti, con l’obiettivo di costruire un’identità riconoscibile sia dal vivo sia in studio. Uno degli elementi distintivi del sound dei Relief è l’uso non convenzionale del flauto traverso, che grazie a loop, armonizzazioni ed effetti diventa non solo uno strumento melodico, ma anche ritmico e armonico, dialogando con un basso groovy, una chitarra dal sapore vintage e una batteria che alterna suoni acustici ed elettronici. Le principali influenze musicali spaziano tra pop e rock internazionale e italiano, con riferimenti che vanno dai Queen ai Beatles, dai Genesis ai Jethro Tull, passando per i Wheater Report, Yes, Jamiroquai, Pino Daniele e il pop italiano contemporaneo. Questa varietà di ascolti si riflette in un linguaggio musicale che guarda al passato senza nostalgia, rielaborandolo in chiave moderna.
I Relief sono una band polistrumentale: voce principale e chitarra, flauto traverso con multieffetti e beatbox, basso elettrico con forti influenze funk e groove-oriented e batteria acustica ed elettronica. La formazione musicale dei membri è mista, tra studio accademico e percorso autodidatta, con una particolare cura per le armonie vocali e la resa live. La formazione attuale è composta da Lorenzo Corsi – flauto, chitarra, cori; Leonardo Fortini – basso, cori; David Le Pera – batteria e Lorenzo Politi – voce, chitarra e pianoforte.
Ad oggi la band ha un repertorio originale è già definito e ruota attorno a brani che affrontano temi come l’idealizzazione amorosa, l’incomunicabilità, le relazioni sospese, le amicizie che attraversano il tempo e il rapporto tra emozioni e tecnologia. Le canzoni dei Relief raccontano la quotidianità emotiva contemporanea con uno sguardo che alterna leggerezza e profondità, cercando di parlare di cose serie senza prendersi troppo sul serio. Il progetto è prodotto da Massimo Calabrese e Marco Lecci per Musica & Rivoluzione.
Il target principale dei Relief è un pubblico tra i 18 e i 35 anni, senza distinzione di genere, attento alla scrittura, alle armonie e a una proposta pop italiana moderna e consapevole. Nel medio periodo la band punta a pubblicare i primi singoli ufficiali e a consolidare la propria presenza nel circuito dei live e dei festival, con l’obiettivo di rendere la musica il centro del proprio percorso professionale.
Dopo “Cristalli Liquidi”, “Eh No!” è il nuovo singolo dei Relief disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 17 luglio.